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Le opportunità dispari: Nuovi obiettivi legislativi oltre le pari opportunità

Questo pdf contiene un riassunto di 19 pagine semplice e conciso del libro "Le opportunità dispari - nuovi obiettivi legislativi oltre le pari opportunità" scritto da Paola Catalini. Ogni argomento è spiegato in modo chiaro, così come tutte le norme e relativi esempi. Utile per gli studenti dell'Università Politecnica delle Marche, per passare l'esame di diritto del lavoro.

Alla lettura e analisi del libro "Le opportunità dispari" questo riassunto è stato realizzato grazie all'assidua presenza alle lezioni della Prof.ssa P. Catalini dell'UNIVPM.

Indice dei macro-argomenti trattati:

  • Introduzione alle opportunità dispari
  • Breve storia sulle discriminazioni di genere
  • Profili storici sul tema donna lavoro
  • Dalla tutela alla parità
  • Dalla parità alle pari opportunità
  • La legge 125 del 1991
  • Novità legislative dopo la legge 125 del 1991
  • Eguaglianza e differenza
  • Quadro europeo e iniziative comunitarie in materia di azioni positive

Le opportunità dispari

Attualmente non è del tutto semplice trattare l'argomento della disparità nel lavoro femminile in quanto oggi, almeno da un punto di vista formale, queste disparità e discriminazioni sembrerebbero essere appianate e tendenzialmente superate. Ciò viene confermato anche dalla presenza di figure femminili in importanti ruoli politici, istituzionali e lavorativi soprattutto in Europa.

Da un punto di vista giuridico, le basi normative fondamentali per affrontare il discorso in questione sono da ricercare nell'Art. 3 Cost, che esprime il Principio di Eguaglianza. "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Tipologie di Eguaglianza

In particolare, nell'articolo, ne vengono presentate due tipologie:

  • I comma: Eguaglianza Formale rappresenta i principi dello stato liberale: neutralità dei pubblici poteri e eguaglianza di tutti i cittadini.
  • II comma: Eguaglianza Sostanziale alla base dello stato sociale. Le leggi, oltre ad esser uguali per tutti, devono prevedere leggi speciali a favore delle categorie più deboli.

Riguardo il tema delle discriminazioni del lavoro femminile, di notevole rilevanza appare sia l'attuazione del principio di eguaglianza positiva ossia la non discriminazione, sia l'attuazione dell'eguaglianza negativa.

Le leggi che si sono susseguite nel corso del tempo, sono state per lo più leggi che hanno vietato le discriminazioni.

Breve storia sulle discriminazioni di genere

Un atteggiamento discriminatorio verso la donna ha una genesi di carattere molto antico. Gli antropologi che hanno studiato questa tematica hanno impostato il loro studio sull'"Esame dei Miti". Per studiare a fondo la tematica, bisogna risalire ad un periodo storico privo di condizionamenti culturali.

Dagli studi effettuati è stato scoperto che nel periodo Preistorico non c'era una posizione discriminatoria nei confronti delle donne. Infatti, gli uomini primitivi si dividevano equamente i compiti tra di loro: la donna non era solo in posizione paritaria rispetto agli uomini, ma bensì quasi addirittura in una posizione di superiorità. Questa condizione di superiorità si doveva al fatto che la donna era l'essere in grado di generare vita.

Ad un certo periodo storico, è stato effettuato un percorso di tipo culturale che ha portato alla creazione di miti e leggende in cui apparivano anche delle divinità. Questa operazione culturale si è basata sul concetto di "Divide et Impera" ("dividete e comandate"). I miti hanno "spezzettato" la figura potente della donna del tempo, creando tante identità femminili diverse.

Per effetto dei miti quindi la figura della donna venne indebolita a figura solo generatrice di vita o ad essere riconosciuta solo come moglie di... (esempio Giunone conosciuta solo come moglie di Giove). Tale situazione può essere riscontrata anche attualmente nella nostra cultura, in quanto il concetto di ruolo e suddivisione dei ruoli è presente all'interno della nostra società.

Successivamente a quella situazione di primo indebolimento della figura femminile, è intervenuto il Cristianesimo. La Chiesa ha voluto manipolare il suo ruolo all'interno della storia Cristiana. Un chiaro esempio di questa manipolazione può essere riscontrato nella figura della Maddalena: all'interno dei vangeli, venne presentata come una semplice prostituta.

Questa impostazione può farci capire come in realtà per il Cristianesimo la discriminazione era quasi del tutto assente: i poveri erano uguali ai ricchi, le donne erano uguali agli uomini.

Nel periodo del Medioevo e soprattutto nella fase della "Caccia alle Streghe", le donne vennero in qualche modo perseguitate in quanto per la società del tempo queste non potevano essere dotate di maggiore conoscenza rispetto agli uomini e per questo venivano fermate ed uccise.

Per arrivare al periodo attuale bisogna considerare un bagaglio culturale costituito in molti anni. Gli effetti di questo sono riscontrabili in diversi aspetti della nostra vita, un esempio può essere dato dall'analisi del linguaggio. Il linguaggio può essere visto come l'espressione di ciò che una persona pensa in base alla propria cultura personale.

All'interno della lingua italiana possiamo per esempio notare che le cose piccole hanno per la maggior parte desinenza femminile mentre le cose grandi desinenza maschile. Inoltre, quando un'azione viene svolta da un gruppo di soggetti misti tra sesso maschile e femminile, la desinenza del verbo indicante l'azione è maschile.

Tornando ad un discorso sul piano tecnico-giuridico ci si trova di fronte ad una situazione non del tutto paritaria. Al centro dell'ordinamento giuridico vi è la persona.

Per i Gius-Naturalisti l'ordinamento giuridico ha valenza e potere per tutti, indipendentemente dal sesso. In realtà, però, l'ordinamento Giuridico è composto da regole che non sono affatto neutre ed universali.

Il lavoro è l'ambito in cui vi è più discriminazione. Durante il regime Corporativo ci fu un periodo ricco di legislazione sociale con la presenza di numerose leggi per la tutela delle donne. Allo stesso tempo, però, il ruolo della donna si ridusse prevalentemente a quello di procreare. Nel mercato del lavoro il datore, a meno che non fosse stato costretto legislativamente ad assumere una donna, preferiva assumere un uomo in quanto questo assicurava per varie ragioni una non interruzione della prestazione lavorativa rispetto alle donne (esempio durante il periodo pre-parto).

Perciò le leggi di tutela emanate nel Regime Corporativo avevano avuto l'effetto che le donne venissero relegate nel lavoro sommerso e nel lavoro in nero, dove non vi era legislazione.

Successivamente alla caduta del Regime Corporativo, viene emanata la Costituzione. In questa fase la situazione inizia a cambiare, anche grazie agli art. 3 o 37 (pari diritti e pari retribuzione uomo-donna). Questi articoli costituzionali hanno messo in moto un percorso culturale che ebbe come obbiettivo finale la parità dei sessi nel mondo del lavoro.

Periodi di Evoluzione

Questo processo evolutivo può essere suddiviso in 4 periodi:

1) Periodo della Tutela

Dal regime corporativo a metà anni '70. In questo periodo il presupposto fondamentale era che la Donna, in quanto essere debole, doveva essere tutelata. Appartengono a questo periodo:

  • Legge sulle Clausole di Nubilato: clausole che venivano apposte al contratto di lavoro, allorquando veniva assunta una donna, in base alle quali una donna non poteva sposarsi altrimenti si incorreva nel licenziamento. Queste clausole vennero eliminate, ma per molto tempo molti datori facevano firmare al momento dell'assunzione le "dimissioni in bianco" che poi potevano essere utilizzate dal datore nel caso di matrimonio o se per altre ragioni doveva interrompere temporaneamente la prestazione lavorativa.
  • Legge sulla Maternità: questa tipologia di legge ha avuto l'importante merito di attribuire alla maternità un'importanza di carattere sociale, mentre fino a quel momento veniva considerata esclusivamente di rilevanza privata. Di conseguenza, la maternità doveva essere tutelata e appoggiata. Questa legge prevedeva dei congedi per maternità che permettevano alla donna di mantenere almeno una parte della sua retribuzione precedente.

2) Periodo della Parità

Da metà anni '70 a metà anni '80. Nel 1977 venne emanata la Legge n.903 che segnò il passaggio dal concetto di tutela al concetto di parità. Da un punto di vista culturale, venne superata l'impostazione che prevedeva la donna come un essere debole che andava protetto in quanto tale.

Con questa legge il legislatore ha sperato di cambiare i valori culturali della società ma ciò non si è del tutto realizzato; la legge non ha formato consenso sociale e non ha cambiato la mentalità della popolazione. Anche l'apparato sanzionatorio, previsto negli Articoli 13 e 15, è stato sempre inconcludente. In questi articoli, infatti, veniva prevista la nullità del provvedimento del datore in caso di discriminazione di carattere lavorativo. Tale sanzione, però, non aveva alcun effetto pratico in quanto di per sé la nullità non è dotata di un effetto riparatorio.

In questo contesto è poi da segnalare che il Sindacato è sempre intervenuto in maniera limitata, sulla base prevalentemente di un falso convincimento, ossia quello che se il sindacato fosse intervenuto per riequilibrare la situazione di discriminazione delle donne, questo sarebbe stato visto come un atto discriminatorio nei confronti degli uomini.

La Discriminazione cui faceva riferimento la legge 903 era la discriminazione diretta, ossia quella che avviene quando vengono violate delle norme. Questa legge inoltre agiva in materia di tutela individuale e non collettiva.

3) Periodo delle Pari Opportunità

Da metà anni '80 a giorni nostri. Successivamente ci si accorse dei grossi limiti di questa legge ed iniziò un dibattito culturale e giuridico con l'obbiettivo di superare le sue lacune. Risultati di questo confronto:

  • Raggiungimento della consapevolezza che le discriminazioni che possono essere attuate non sono solo le discriminazioni dirette, ma anche quelle indirette e che non prevedono strettamente la violazione di una norma ma bensì consistono in una discriminazione culturale.
  • Le sanzioni previste dalla legge 903 non potevano nulla a contrasto delle situazioni di discriminazione indiretta. Si rendeva perciò necessario un approccio diverso.
  • Questi strumenti vengono chiamati: "Azioni Positive".

Nel 1991 venne emanata la Legge n. 125 sulle Azioni Positive. Azioni che non puniscono ma cercano di evitare che avvenga una discriminazione di genere. Il presupposto logico di partenza non era più che tutti i cittadini fossero uguali in senso formale, ma bensì il presupposto fondamentale diventa l'eguaglianza sostanziale, per cui lo Stato deve porre in essere una serie di misure e di interventi al fine di evitare che avvengano atti discriminatori.

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Spinto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Catalini Paola.
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