Corso di Laurea Magistrale in
Medicina e Chirurgia
Tesi di Laurea Sperimentale in Anestesiologia
L’ossigenoterapia ad alto
flusso nella fibrobroncoscopia
diagnostica: strategie di
utilizzo e nuove prospettive
Candidata Relatore Correlatore A.A. 2021/2022
Francesca Maria Prof. Prof.
Pagnozzi Fausto Ferraro Luca De Nicola
Matr.A24/002609 Ad Antonio e Arianna.
Questo traguardo è anche vostro.
F.M.
Indice
Capitolo 1: la fibrobronconcoscopia……………………………………………….4
Capitolo 2: anestesia e monitoraggio nella fibrobroncoscopia……………………30
Capitolo 3: la terapia umidificata ad alti flussi……………………………………49
Capitolo 4: terapia ad alti flussi vs ossigenoterapia standard in pazienti in sedazione
cosciente durante la fibrobroncoscopia……………………………………….......77
Bibliografia e sitografia………………………………………………………......92
Ringraziamenti……………………………………………………………….......98
1. La fibrobroncoscopia
1.1 Introduzione –o
Da oltre 150 anni, la broncoscopia, specialmente la broncoscopia flessibile
è il principale strumento per l’ispezione delle vie aeree,
fibrobroncoscopia-, la diagnosi di
l’aspirazione delle secrezioni a livello dell’apparato
lesioni a livello delle stesse,
nonché per l’esecuzione
respiratorio, di biopsie transbronchiali a scopo diagnostico. Ad
oggi, è difficile immaginare di poter diagnosticare e trattare le patologie delle vie aeree e
1
dei polmoni senza il broncoscopio . Oltre alla possibilità di visualizzare completamente le
vie aeree, attraverso la fibrobroncoscopia è possibile diagnosticare e trattare molte
patologie polmonari grazie allo sviluppo di strumenti appositi, che vengono inseriti
attraverso il broncoscopio e così utilizzati con il paziente, spesso, solo moderatamente
sedato. Anche il successo del trapianto polmonare è dovuto, in gran parte, alla
L’utilità della fibrobroncoscopia per la diagnosi dei
2
fibrobroncoscopia . noduli polmonari
e per trattamenti differenti dall’aspirazione delle secrezioni, resta ancora limitata.
periferici sia dell’imaging
Tuttavia, negli ultimi 10-15 anni si è assistito ad un miglioramento
toracico, sia delle tecniche di esecuzione della broncoscopia stessa. Il risultato è che la
fibrobroncoscopia è altresì disponibile nell’armamentario per la diagnosi e il trattamento
di diverse patologie dell’apparato respiratorio, e sembrerebbe esserlo potenzialmente per
altre condizioni ancora, come ad esempio enfisema, asma, riacutizzazioni di patologie
3
polmonari croniche e così via .
1 Criner GJ, Eberhardt R, Fernandez-Bussy S, Gompelmann D, Maldonado F, Patel N, Shah PL,
Slebos DJ, Valipour A, Wahidi MM, Weir M, Herth FJ. Interventional Bronchoscopy. Am J Respir
Crit Care Med. 2020 Jul 1;202(1):29-50. doi: 10.1164/rccm.201907-1292SO. PMID: 32023078.
2 Ibidem.
3 Ibidem. 4
4
1.2 Storia della broncoscopia
L’era della broncoscopia ebbe inizio nel 1876, quando Gustav Killian, otorinolaringoiatra
tedesco, rimosse un frammento di osso dalle vie aeree di un allevatore utilizzando un
esofagoscopio. Successivamente, i collaboratori di Killian, von Eiken, Brunings, Seiffert e
Albrecht diedero continuità a ciò che Killian aveva introdotto e iniziarono a sviluppare il
broncoscopio rigido. La Storz e la Wolf divennero due importanti compagnie che
introdussero nuove tecnologie e delle più recenti versioni di broncoscopi rigidi. Negli Stati
Uniti, lo sviluppo del broncoscopio rigido fu inizialmente opera di Chevalier Jackson,
otorinolaringoiatra, e George P. Pilling.
Un tirocinante del dottor Jackson, E. Broyles, introdusse l’ottica telescopica nella
broncoscopia (1940), i forcipi ottici (1948), e tecniche di illuminazione in fibra (1962).
4 Panchabhai TS, Mehta AC. Historical perspectives of bronchoscopy. Connecting the dots. Ann
Am Thorac Soc. 2015 May;12(5):631-41. 5
Dopo l’introduzione della fibrobroncoscopia, l’uso dei broncoscopi rigidi si ridusse per
circa due decadi, finché non furono sviluppati degli strumenti speciali da parte di J.-F.
e l’utilizzo del laser Nd:YAG
Dumon per il posizionamento degli stent (laser a stato
solido che sfrutta come mezzo laser
attivo un cristallo di granato di ittrio e alluminio (YAG) drogato al neodimio (Nd:Y Al O
3 5
Da quel momento, l’uso della broncoscopia rigida riguadagnò terreno, specialmente
5
) ).
12
per tecniche terapeutiche broncoscopiche avanzate. Il chirurgo toracico Shigeto Ikeda
primo broncoscopio flessibile a fibre ottiche negli anni ‘60,
sviluppò il rivoluzionando la
pneumologia e la chirurgia polmonare. Ad ogni modo, ci vollero anni di precedenti
progressi scientifici prima di giungere a tal punto. Nel 1854 John Tyndall dimostrò il
fenomeno ottico che porta il suo nome (effetto Tyndall, o della luce curva). Nel 1888, fu
un gruppo di fisici austriaci ad integrare tale concetto fisico nella medicina, sviluppando
le cavità all’interno del
dei cilindri in vetro, di piccolo calibro e ricurvi, per illuminare
Tra gli anni ’20 e ’30 del XX secolo, multipli gruppi di studio separati giunsero alla
corpo.
conclusione che, oltre alla semplice trasmissione della luce, anche le immagini potevano
essere trasmesse attraverso fasci di fibre di vetro. Nel 1954, Hopkins and Kapany
svilupparono il prototipo dell’endoscopio flessibile utilizzando fasci di fibre ottiche. Nel
1958, Hirscowitz brevettò un gastroscopio flessibile per visualizzare lo stomaco. Nel 1964,
prototipo di fibrobroncoscopio al “IX
il dottor Ikeda presentò il primo Congresso
Internazionale sulle Patologie del Torace” a Copenhagen, in Danimarca. Nonostante questo
5 https://it.wikipedia.org/wiki/Laser_Nd:YAG.
6
primo prototipo avesse delle limitazioni anche importanti, inclusa l’impossibilità di piegare
o direzionare l’estremità distale dello strumento, e non includesse un canale per
l’inserimento di altri strumenti, l’importanza clinica del broncoscopio flessibile fu subito
evidente. La presentazione del dottor Ikeda fu pubblicata sul New York Times quasi subito
dopo la conclusione della conferenza. Il primo fibrobroncoscopio disponibile in
commercio, che permetteva anche l’angolazione dell’estremità distale, prodotto dalla
Machida Company, apparve sul mercato nel 1968. Il broncoscopio della Machida fu
rapidamente seguito da quello della Olympus, che includeva anche un canale per la suzione
e il passaggio degli strumenti. Negli anni successivi si susseguirono rapidi miglioramenti
per quanto riguarda la qualità delle immagini, la flessibilità e l’angolazione, e verso la metà
degli anni ’70 il fibrobroscopio era ormai uno strumento utilizzato in tutto il mondo. La
svolta principale arrivò quando la Asahi Optical Company (poi Pentax Corporation),
attraverso l’utilizzo di videocamere, rimpiazzò il fascio di fibre ottiche flessibili con un
dispositivo video in miniatura integrato nell’estremità distale del broncoscopio, creando
quindi immagini video di alta qualità che potevano essere viste su un più largo schermo.
Nonostante i progressi nella tecnologia video, la tecnologia a fibre ottiche del dottor Ikeda
ha mantenuto una certa rilevanza nei broncoscopi cosiddetti ibridi. Il fibrobroncoscopio ha
dato inizio ad una nuova era nella broncoscopia e, nelle decadi successive alla sua
immissione in commercio, vi sono state numerose innovazioni che hanno allargato il campo
della medicina polmonare e toracica. Inizialmente alcune di queste innovazioni venivano
usate nella broncoscopia rigida, ma non erano adottate interamente a causa delle limitazioni
intrinseche del broncoscopio rigido in quanto tale. Una delle più importanti innovazioni
nella fibrobroncoscopia fu l’introduzione del lavaggio bronco-alveolare (BAL) nel 1974 da
parte di Reynolds e Newball. Questa tecnica innovativa permise ai broncoscopisti di
ottenere materiale dalle basse vie aeree utile alla diagnosi di malattie infiammatorie,
infettive e neoplastiche di tale distretto anatomico, oltre che aiutare a comprendere meglio
la risposta cellulare nell’ambito delle malattie polmonari. Nonostante la biopsia polmonare
7
transbronchiale (TBLB) attraverso il broncoscopio rigido sia stata utilizzata in centri
specializzati prima dell’avvento del fibrobroncoscopio, l’impossibilità di raggiungere le
lesioni con precisione, in particolare nei lobi superiori, ha limitato la sua utilità. Il dottor
riconobbe il potenziale del fibrobroncoscopio nell’ambito della diagnosi di lesioni
Ikeda
maligne e inventò il primo fibrobroncoscopio proprio con tale obiettivo in mente. Con
l’evoluzione del design del fibrobroncoscopio, la TBLB è diventata una procedura standard
facilmente appresa e performata dai pneumologi. L’agoaspirato transbronchiale (TBNA),
originariamente sviluppato per la broncoscopia rigida da Schiepatti nel 1948, aveva le
stesse limitazioni della TBLB rigida, e veniva eseguito raramente. Kato Oho sviluppò per
un ago che poteva essere usato attraverso il fibrobroncoscopio per l’aspirazione di
primo
lesioni paratracheali nel 1979, un anno dopo che Ko-Pen Wang dimostrò la tecnica del
TBNA mediastinico attraverso il broncoscopio rigido. Tutti questi risultati espansero per
sempre il ruolo del broncoscopista e furono un importante passo per lo sviluppo della
moderna EBUS (ecografia endobronchiale lineare moderna). Numerose modalità avanzate
sono state sviluppate per migliorare il ruolo dei broncoscopisti nella diagnosi e nel
trattamento delle patologie delle vie aeree e del polmone. Nel 1979, due scoperte
indipendenti dimostrarono che il broncoscopio flessibile poteva essere usato per molte altre
cose oltre alla biopsia di lesioni sospette maligne. Doiron e colleghi allargarono il ruolo
8
della broncoscopia introducendo la broncoscopia a fluorescenza, e Toty e colleghi furono
i primi a pubblicare la propria esperienza con l’utilizzo del laser Nd:YAG inserito
attraverso il canale di lavoro del broncoscopio a fibre ottiche per trattare le ostruzioni
tracheobronchiali. I successivi miglioramenti nella broncoscopia includono, tra gli altri, la
narrow band imaging (NBI), il microscopio confocale, la tomografia ottica a coerenza di
l’EBUS,
fase, e la navigazione elettromagnetica. Sono seguiti anche importanti sviluppi
delle tecniche terapeutiche: terapia fotodinamica, brachiterapia endobronchiale,
crioterapia, inserimento endobronchiale di valvole, termoplastica bronchiale,
avanzò per primo l’ipotesi di
elettrocauterizzazione a contatto e non. Howard Anderson
poter accedere al parenchima polmonare attraverso il broncoscopio per compiere prelievi
bioptici da analizzare istologicamente. Dopo aver compiuto degli esperimenti sugli
e colleghi riportarono la loro esperienza circa l’ottenimento di campioni
animali, Anderson
bioptici con l’utilizzo di forcipi flessibili in una coorte preliminare di 13 pazienti. Anderson
e Fontana pubblicarono poi un report successivo su un più alto numero di pazienti, 450.
Anderson e colleghi descrissero la tecnica per ottenere un campione di tessuto polmonare
senza rompere la pleura. Il tasso di pneumotorace fu del 19% nei primi 150 pazienti e 11%
6
nei restanti 300 . La biopsia polmonare transbronchiale attraverso il broncoscopio flessibile
fu poi impiegata con successo da molti ricercatori, ed è oggi il gold standard diagnostico
per quanto riguarda una moltotudine di patologie polmonari e lesioni, nonché parte
integrante della procedura di trapianto polmonare. Nel 1958, Eduardo Schieppati propose
l’agoaspirato polmonare transbronchiale (TBNA), o meglio l’idea di poter oltrepassare il
tessuto bronchiale e giungere ai linfonodi mediastinici per poterne prelevare campioni
biologici. Ko-Pen Wang (1978) pubblicò il primo report sul successo del TBNA di tumori
paratracheali attraverso il fibrobroncoscopio. Il TBNA convenzionale (C-TBNA) dei primi
anni ’80 ha dato poi spazio al TBNA ecoguidato (EBUS-guided TBNA), che permette una
6 Andersen HA, Fontana RS. Transbronchoscopic lung biopsy for diffuse pulmonary diseases:
technique and results in 450 cases. Chest 1972;62:125–128.
9
migliore localizzazione dei linfonodi mediastinici e una migliore esecuzione
dell’aspirazione. Nel 1981, Lucien Toty e colleghi riportarono il primo utilizzo del laser
Nd:YAG nelle vie aeree attraverso il broncoscopio rigido. La luce laser, con lunghezza
d’onda di 1064 nm, veniva emessa da un filamento di quarzo flessibile per coagulare o
7
vaporizzare lesioni endobronchiali . J.F. Dumon rifinì meglio la tecnica di fotoresezione
laser di lesioni endobronchiali benigne e maligne. Istruì numerosi broncoscopisti a livello
mondiale sull’utilizzo in sicurezza del laser nelle vie aeree, ed è ad oggi considerato il padre
8
della pneumologia interventistica . Trendelenburg e Bond furono i primi ad impiantare
stent nelle vie aeree per il trattamento di stenosi delle vie aeree. Iniziata nel 1965,
l’applicazione di stent endobronchiali andò successivamente incontro a rapidi progressi.
Montgomery inventò il primo tubo T con un ramo esterno in silicone per il trattamento
delle stenosi, ancora usato per il trattamento di stenosi sottoglottiche. Dumon raggiunse un
ulteriore importante risultato nello stenting delle vie aeree introducendo una particolare
ha un’unica superficie esterna che funge da perno e
protesi tracheobronchiale: questo stent
permette di preservare la funzione mucociliare. Ad ogni modo, bisogna fare un appunto:
gli stent metallici sono semplici da inserire con un fibrobroncoscopio ma possono indurre
un’esuberante formazione di tessuto di granulazione, rendendo la loro rimozione alquanto
complicata. Per cui, il loro ruolo è limitato principalmente ai processi maligni, e sono il
trattamento di prima scelta per le deiscenze bronchiali, specialmente dopo l’esecuzione di
un trapianto polmonare. Il trapianto polmonare è diventato un intervento universalmente
accettato per un certo numero di patologie polmonari end-stage per le quali vi è stato un
fallimento della terapia clinica. Il successo del trapianto polmonare non potrebbe essere
stato immaginato senza l’aiuto della fibrobroncoscopia. La fibrobroncoscopia è altrettanto
cruciale nella diagnosi e nel trattamento delle complicanze respiratorie post-trapianto
Toty L, Personne C, Colchen A, Vourc’h G. Bronchoscopic management
7 of tracheal lesions using
the neodynium yttrium aluminium garnet laser. Thorax 1981;36:175–178.
8 Dumon JF. A dedicated tracheobronchial stent. Chest 1990;97:328–332.
10
polmonare. La possibilità di campionare i linfonodi mediastinici attraverso il TBNA ha
portato i ricercatori a perseguire l’abilità di visualizzare in tempo reale l’atto del
evidenziò l’immenso potenziale dell’EBUS
campionamento. Il lavoro di Heinrich Becker
nel campionamento di linfonodi mediastinici e lesioni parenchimali. Hurter e Hanrath
riportarono per primi l’utilità dell’EBUS a sonda radiale (RPEBUS) in 74 pazienti con
. Nonostante l’RP-
9
lesioni centrali e 26 pazienti con parenchimali in procedure consecutive
EBUS continui ad avere un ruolo fondamentale nella diagnosi di lesioni polmonari
periferiche, l’esperienza con il suo utilizzo ha portato allo sviluppo dell’EBUS a sonda
convessa (CP-EBUS). Una delle principali limitazioni della RP-EBUS, è che, dopo la
localizzazione della lesione, il campionamento è comunque eseguito in cieco. Proprio le
hanno tracciato il sentiero per lo sviluppo dell’attuale
limitazioni della RP-EBUS
l’EBUS, il quale ha un diametro maggiore rispetto a un normale
bronscoscopio lineare per
fibrobronscoscopio e una visione più angolata. Il campo della broncoscopia ha importato il
concetto di endoscopia a sonda lineare dalla gastroenterologia. Nel 1996, Pedersen e
l’utilità della EBUS lineare nel campionamento di lesioni
colleghi descrissero
mediastiniche. Kazuhiro Yasufuku e colleghi dimostrarono per primi il notevole
rendimento della CP-EBUS. Da quel momento, CP-EBUS è diventata il principale
strumento per stabilire lo stadio non solo del cancro polmonare ma anche di patologie
ha tra l’altro
polmonari idiopatiche come ad esempio la sarcoidosi. La CP-EBUS
rimpiazzato la mediastinoscopia chirurgica in quanto opzione meno invasiva. Nonostante
l’evoluzione della l’accesso alle
RP-EBUS, lesioni periferiche del polmone pone ancora
delle sfide significative. La navigazione elettromagnetica (EMN) è una tecnologia in
continua evoluzione dai tardi anni. Il concetto della EMN ebbe origine nel laboratorio
animale di Stephen Solomon. La tecnica fu rifinita e applicata per la prima volta negli
umani da Yehuda Schwarz e colleghi nel 2006. Varie tecniche addizionali come la
9 Hurter T, Hanrath P. Endobronchial sonography: feasibility and preliminary results. Thorax
1992;47:565–567. 11
fluoroscopia, RP-EBUS, tecniche guided sheath, e la citologia estemporanea sono state
L’utilizzo del calore per indurre
importanti nel migliorare il rendimento della EMN.
cambiamenti strutturali nella parete respiratoria e ridurre la reattività delle vie aeree stesse
è alla base della termoplastica bronchiale (BT). Ricerche preliminari nei can
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