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Università Pontificia Salesiana

Facoltà di Scienze dell'Educazione

Curricolo di Psicologia dello Sviluppo e dell'Educazione

L'influsso dell'abuso sessuale infantile sullo sviluppo della personalità

Tesi di baccalaureato di Francesca Ciccotti 22194E

Relatore: Prof.ssa Cinzia Messana

Roma, 2020-2021

Indice

  • Introduzione..............................................................................................p. 4
  • 1. I maltrattamenti infantili: l’abuso sessuale..................p. 6
    • 1.1. Definizione di maltrattamento e di abuso infantile................................p. 6
    • 1.2. Tipologie di abuso......................................................................................p. 7
      • 1.2.1. Fisico.......................................................................................................p. 7
      • 1.2.2. Psicologico...............................................................................................p. 8
      • 1.2.3. Trascuratezza.........................................................................................p. 10
      • 1.2.4. Patologia della somministrazione di cure..............................................p. 11
      • 1.2.5. Sessuale..................................................................................................p. 13
    • 1.3. Abuso sessuale..........................................................................................p. 14
      • 1.3.1. Intrafamiliare.......................................................................................p. 15
      • 1.3.2. Extrafamiliare........................................................................................p. 17
  • 2. Abuso sessuale sui minori: possibili conseguenze......p. 19
    • 2.1. Conseguenze fisiche.................................................................................p. 19
    • 2.2. Conseguenze sulla personalità................................................................p. 21
      • 2.1.1. Sviluppo cognitivo...............................................................................p. 21
      • 2.1.2. Sfera affettivo-relazionale....................................................................p. 22
      • 2.1.3. Comportamento sociale........................................................................p. 23
    • 2.2. Possibili conseguenze traumatiche........................................................p. 24
      • 2.2.1. Gli effetti traumatici dell’abuso...........................................................p. 25
      • 2.2.2. Il disturbo da stress post-traumatico....................................................p. 27
  • 3. Fattori di rischio, fattori protettivi e spunti d’intervento......................................................................................................p. 30
    • 3.1. Fattori di rischio e fattori protettivi dell’abuso sessuale infantile.....p. 30
      • 3.1.1. Personali..............................................................................................p. 31
      • 3.1.2. Inerenti ai genitori................................................................................p. 34
      • 3.1.3. Relazionali e sociali.............................................................................p. 35
    • 3.2. Spunti d’intervento preventivi................................................................p. 37
      • 3.2.1. Prevenzione primaria...........................................................................p. 38
      • 3.2.2. Prevenzione secondaria........................................................................p. 41
  • Conclusione...............................................................................................p. 45
  • Bibliografia...............................................................................................p. 47

Introduzione

Le violenze ai danni dei minori stanno assumendo, in questi ultimi anni, aspetti sempre più allarmanti. Alcuni genitori si impegnano nella cura dei propri figli, inconsapevoli, a volte, di mettere in atto comportamenti non adeguati alle necessità e al benessere degli stessi. Tali comportamenti, seppur sporadici e apparentemente innocui, possono comportare al bambino gravi difficoltà in età adolescenziale e adulta (cfr. Abburrà, 2000; Montecchi 2005).

Il seguente elaborato nasce da un interesse personale riguardo al tema trattato, il quale, sebbene sia ampiamente studiato, risulta ancora misconosciuto e poco segnalato. Negli ultimi anni, sono state ancora più oggetto di attenzione, da parte della letteratura scientifica e di esperti della tutela all'infanzia, le possibili conseguenze psicologiche associate alle varie forme di violenza contro i minori. A partire dagli anni ’60, infatti, in seguito all'approvazione della Carta dei diritti del fanciullo nel 1959 (cfr. Di Blasio, 2000), l'infanzia ha ottenuto una valorizzazione culturale e allo stesso tempo, è sorta una nuova concezione del bambino; il neonato non viene più considerato un soggetto passivo nella ricezione e nell'elaborazione di stimoli esterni, bensì un individuo dotato di risorse e competenze proprie.

Parallelamente a questa nuova visione dell'infanzia, si sviluppa una nuova immagine dell'adulto e dell'educatore. Per molti anni, i comportamenti impulsivi da parte degli adulti nei confronti dei minori, sono stati considerati atti privi di intenzionalità, e quindi non dannosi alla salute fisica e psichica dei bambini. Tuttavia, già a partire dagli anni ’60, la letteratura psicologica, grazie al contributo di autori come Spitz e Bowlby (cfr. Bowlby, 1969; Spitz, 1958), è riuscita ad individuare forme negative e inadeguate di cure materne, mettendo in luce le possibili conseguenze psicologiche sulle vittime.

Studi più recenti hanno focalizzato poi il loro interesse sull'abuso sessuale che, tra le forme di violenza, è ritenuta la più pericolosa e dannosa per la salute psichica del bambino. Il presente elaborato tratta tale fenomeno da una prospettiva di tipo psicosociale, andando ad analizzare i possibili effetti dell'abuso sessuale infantile a livello fisico, psicologico e sociale. Tale lavoro, dunque, ha l'obiettivo di mettere in luce la relazione tra gli abusi sessuali subiti durante l'infanzia e le possibili conseguenze a breve e a lungo termine sulla personalità delle vittime e di prospettare possibili interventi preventivi.

Il lavoro è organizzato in tre capitoli. Nel primo capitolo, si introduce il fenomeno del maltrattamento infantile nei suoi aspetti generali, riportando alcune definizioni di maltrattamento e di abuso infantile. Segue la descrizione delle principali tipologie di abuso e si pone l'attenzione sull'abuso sessuale, descrivendone gli aspetti generali e le forme in cui si manifesta.

Nel secondo capitolo, segue la trattazione delle possibili conseguenze sulla personalità degli abusati in relazione alla sfera fisica, allo sviluppo cognitivo e alla dimensione relazionale e comportamentale delle vittime. In seguito, si va ad indagare in che modo gli influssi di tali abusi possano perdurare nel tempo ed avere effetti traumatici, mettendo in rilievo i possibili esiti, tra cui il disturbo da stress post-traumatico.

In conclusione, nel terzo e ultimo capitolo, l'elaborato presenta i principali fattori di rischio dell'abuso sessuale infantile seguiti dai principali fattori che possono proteggere da una situazione di abuso sessuale. Accanto ai fattori protettivi, la trattazione si occupa di mettere in luce alcuni spunti di intervento legati alla prevenzione primaria e secondaria. La metodologia seguita è di tipo compilativo. La ricerca è stata effettuata prevalentemente online, consultando la biblioteca Don Bosco e le banche dati (usando le parole chiave: abuso sessuale conseguenze, child abuse, child sexual abuse, adult offenders, child abuse consequences, abuse consequencies, post traumatic stress disorder, prevenzione).

1. I maltrattamenti infantili: l'abuso sessuale

In questo capitolo, si presenterà il fenomeno dell'abuso infantile nei suoi aspetti generali, riportando alcune definizioni, le principali tipologie di abuso e alcune tra le conseguenze più rilevanti. In seguito, verrà messo in evidenza l'abuso sessuale con l'obiettivo di individuare i possibili contesti nei quali può manifestarsi e gli eventuali abusanti.

1.1. Definizione di maltrattamento e di abuso infantile

L'abuso ai danni dei minori rappresenta ancora oggi un grave e diffuso problema sociale. I ricercatori e coloro che si occupano di tale fenomeno hanno affrontato in primis il problema di fornirne una definizione generale e standardizzata. Una delle prime definizioni viene proposta nel 1981 dal Consiglio di Europa al IV Colloquio Criminologico di Strasburgo, che per abuso intende l'insieme di atti e carenze che turbano gravemente il bambino e che attentano alla sua integrità corporea e al suo sviluppo fisico, affettivo, intellettivo e morale. Le manifestazioni dell'abuso sono la trascuratezza e/o lesioni di ordine fisico e/o psichico e/o sessuale da parte di un familiare o di altri che hanno cura del bambino (Council of Europe, 1981).

A questa definizione si conforma Montecchi (1994), secondo cui l'abuso all'infanzia è da intendersi come traduzione del termine inglese child abuse che comprende ogni forma di maltrattamento, violenza e negligenza a danno dei minori. Una definizione più recente di abuso all'infanzia viene fornita nel 2002 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che per abuso all'infanzia e maltrattamento intende tutte le forme di maltrattamento fisico, emozionale, abuso sessuale, trascuratezza, negligenza o altro che implichino un pregiudizio reale o potenziale per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità nell'ambito di una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia o potere.

1.2. Tipologie di abuso

Come abbiamo accennato precedentemente, le tipologie di maltrattamento sono varie e diversificate. Le tipologie di abuso sui minori possono essere classificate in: maltrattamento fisico, maltrattamento psicologico, trascuratezza, patologia della somministrazione di cure e abuso sessuale.

1.2.1. Fisico

Il maltrattamento fisico è la prima forma di violenza riconosciuta e ampiamente studiata. Essa consiste nell'uso intenzionale della forza fisica che produce gravi danni alla salute, allo sviluppo e alla dignità del minore. In casi estremi, questo tipo di violenza può portare alla morte, ma più spesso causa disabilità o forti lesioni. L'abuso fisico implica colpi, percosse, calci, morsi, strangolamenti, avvelenamenti intenzionali e soffocamenti (Di Blasio 2000).

Si parla di maltrattamento fisico quando i genitori o le persone legalmente responsabili del minore causano o permettono che si producano lesioni fisiche o mettono i bambini in condizioni di rischiare lesioni fisiche. Il maltrattamento fisico non sempre risulta così evidente e il più delle volte viene nascosto con indumenti anche dagli stessi abusati. È possibile classificare gli abusi fisici in base alla gravità delle lesioni:

  • Abuso di grado lieve, quando la vittima presenta lesioni che non necessitano di ricovero;
  • Abuso di grado moderato, quando è necessario il ricovero dell'abusato (ustioni, fratture, traumi cranici);
  • Abuso di grado severo, quando il bambino viene ricoverato in rianimazione con gravi conseguenze neurologiche sino alla morte (Save the Children, 2018).

Riconoscere un maltrattamento fisico comprende il porre attenzione a diversi segni fisici e comportamentali. I segni fisici del maltrattamento sono in genere costituiti da: bruciature di sigarette o ustioni, contusioni, ecchimosi (inducono sospetto quando sono presenti in bambini molto piccoli che ancora non camminano o in bambini più grandi quando sono localizzate all'addome o al torace), morsi inferti da adulti, trauma cranici (rappresentano dal 10 al 20% degli abusi fisici e riguardano soprattutto i bambini al di sotto dei due anni), fratture multiple con diverso stadio di evoluzione, escoriazioni, etc. Per quanto riguarda invece i segni comportamentali, in alcuni minori si potrebbero ravvisare: reattività esagerata, scoppi improvvisi d'ira, atteggiamento timoroso in contesti estranei e arrogante nel contesto d'origine, rifiuto del contatto fisico o ricerca dello stesso con modalità distorte (aggressiva e/o erotizzata), ricerca di attenzioni e di cibo (Save the Children, 2018).

1.2.2. Psicologico

Per abuso psicologico si intende qualsiasi atteggiamento avente lo scopo di denigrare, svalutare, rifiutare, minacciare e sfruttare la vittima. Anche l'indifferenza e l'isolamento sono forme di maltrattamento psicologico e alcuni studiosi includono in questo tipo di maltrattamento anche la cosiddetta trascuratezza emotiva o abuso emozionale. Si può considerare abuso psicologico anche la ripetizione di comportamenti o modelli relazionali che espongono il bambino alla visione di atti violenti o aggressioni fisiche di un genitore nei confronti dell'altro o dei fratelli (Veltkamp & Miller, 1994).

Nonostante la complessità e la diffusione di tale fenomeno, nella letteratura riguardante l'abuso infantile, emerge la scarsa attenzione posta nei riguardi di questa forma di abuso, in particolare inerente alle conseguenze psicopatologiche. La risposta al perché di tale disattenzione, probabilmente, è data dal fatto che in Europa gli operatori che si occupano del campo dell'abuso sono per la maggior parte pediatri e assistenti sociali, più orientati alla valutazione degli eventi corporei o sociali a discapito di quelli psicologici. In Italia, invece, questo fenomeno è rilevato con maggiore frequenza, grazie alla presenza di operatori psicologico-psichiatrici in prima linea contro l'abuso all'infanzia.

Si tratta di una forma di violenza più subdola rispetto a quella fisica o a quella sessuale, in quanto i suoi confini sono spesso indefiniti e vengono confusi con atteggiamenti pedagogici rigidi o atteggiamenti inadeguati per incuria, come eccessivi rimproveri, atteggiamenti punitivi, disattenzione verso i bisogni e i desideri del proprio figlio, mancanza di empatia e di supporto emotivo, che ne rende difficile l'individuazione e il trattamento. L'esperienza ripetuta di questi atteggiamenti, favoriscono nella vittima gravi conseguenze quali: senso di colpa e vergogna, perdita di memoria, instabilità emotiva e sbalzi di umore fino all'insorgere di pensieri suicidi.

L'oscurità presentata dall'abuso psicologico è data dal fatto che nella maggior parte dei casi non viene esercitata in maniera diretta, bensì tramite messaggi ambigui dai quali risulta difficile difendersi. Infatti, se nei casi di violenza fisica, chiara e definita, il bambino riesce in qualche modo a strutturare una propria personalità, di fronte all'ambiguità e all'incomprensibilità dell'abuso psicologico, il bambino subisce notevoli distorsioni, riscontrando gravi difficoltà nella realizzazione del proprio Sé; il bambino tende a difendersi meglio da una violenza fisica, che è un fatto concreto, preciso e riconoscibile, piuttosto che da una violenza psicologica che, date le sue caratteristiche ambivalenti, genera confusione e impotenza, comportando gravi danni alla sua personalità. Ne consegue che le vittime di un abuso psicologico tenderanno a subire conseguenze assai profonde e distruttive sul piano del normale processo evolutivo (Marinucci, 1994).

1.2.3. Trascuratezza

La trascuratezza indica la grave e persistente negligenza nei confronti del bambino, come ad esempio la noncuranza dei bisogni fisici e alimentari, o il fallimento nel proteggerlo dall'esposizione a qualsiasi genere di pericolo come il freddo o la fame; è considerata la forma di maltrattamento più silente. Questa forma di violenza si differenzia dalle altre per il fatto che non si manifesta attraverso azioni lesive esplicite, piuttosto implica dimenticanze e disattenzioni gravi sulle quali il bambino non riesce ad esercitare un'azione riflessiva e per questo il bambino ha una maggiore difficoltà a prenderne atto e a riconoscerne la gravità (Di Blasio 2000).

Le conseguenze della trascuratezza, sebbene non siano visibili apparentemente, in genere provocano danni fatali. Infatti, un certo numero di bambini trascurati si presenta come affetto da condizioni mediche, ritardo della crescita o malnutrizione. I segni osservabili includono la pelle sporca, odore corporeo offensivo, capelli non lavati e spettinati, indumenti di piccola taglia, sovradimensionati o sporchi, abbigliamento inadeguato per il tempo e frequente mancanza di supervisione.

Esistono manifestazioni diverse di trascuratezza che tuttavia si presenta sempre come cronica e potenzialmente fatale. Queste possono essere così sintetizzate: trascuratezza fisica, trascuratezza educativa, trascuratezza emozionale, trascuratezza medico-sanitaria, trascuratezza nei casi di disagio mentale (Erikson & Egeland, 1996). La trascuratezza fisica include il rifiuto di cercare le cure mediche necessarie, l'abbandono del minore senza provvedere alla cura o alla sorveglianza, supervisione inadeguata, l'espulsione di un bambino dalla casa, e l'incapacità di provvedere alla...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chicca.ci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia della personalità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Messana Cinzia.
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