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Pedagogia sociale

Uccidere e aggressività

Uccidere: togliere la vita violentemente. Aggressività: andare verso. Diventa violenza quando non è più un movimento verso l’altro.

Offendere contiene la radice "ob" (innanzi, verso, contro) e quella di "fen-d" (colpire) – antico greco: uccido = phéno. Nell’atto dell’uccidere è quindi considerato il colpire l’altro, il tagliarlo, il procurargli una lesione al corpo, forse al fine di "mangiarlo".

Sepoltura e antropofagia

La sepoltura dei morti. La pratica dell’antropofagia è presente nella preistoria dell’uomo, come:

  • Esocannibalismo = cioè cannibalismo rivolto all’esterno del gruppo.
  • Endocannibalismo = cioè cannibalismo interno al gruppo.

È quasi certo che l’uomo di Pechino mangiò il cervello dei suoi compagni. L’uomo di Neanderthal, a differenza dell’Homo Sapiens, utilizzò differenti tipi di trattamento del cadavere, tra cui l’abbandono, l’inumazione, l’antropofagia e/o la sepoltura secondaria, mentre l’Homo sapiens, sapiens giunse più chiaramente a praticare la sepoltura dei morti.

Neuroni a specchio

Il neurone specchio è un neurone specifico che si attiva sia quando si compie un'azione, sia quando la si osserva mentre è compiuta da altri. Il neurone dell'osservatore "rispecchia" quindi il comportamento dell'osservato, come se stesse compiendo l'azione egli stesso. Grazie ai neuroni mirror, osservare un’azione induce quindi nell’osservatore l’automatica simulazione di quella stessa azione: questo meccanismo consente una forma implicita di comprensione delle azioni altrui.

Cultura e natura

La cultura che nasce dall’intersoggettività non rappresenta quindi solo il contenuto della mente, ma contribuisce essa stessa all’evoluzione ed alla trasformazione del cervello, a partire dal momento in cui un neurone ha cominciato a dialogare con un altro al suo interno e l’uomo ha cominciato a scoprire la differenza tra bene e male, dandole il significato di giudizio ed a nutrire orrore per la morte e paura verso il male, sentendo peraltro di poterlo dominare.

Superamento della natura

L’impulso ad uccidere è quindi molto antico e profondo nell’uomo ed ha la stessa matrice di quello che scaturisce dal bisogno di nutrire il proprio corpo e salvaguardarne l’integrità. Dare la morte è dunque nella natura ed anche in quella dell’uomo, che tuttavia, da almeno 150.000 anni ha intrapreso un percorso evolutivo che dovrebbe portarlo verso il superamento di tale esigenza.

Percorso verso la costruzione della personalità

  • Identificazione attivatrice A (mente, vita intrauterina – 4-5 mesi – 18-24 mesi)
  • Identificazione primaria B (madre, padre 0 – 3,5 anni)
  • Identificazione familiare C (famiglia 3,5 – 8/9 anni)
  • Identificazione secondaria D (gruppo dei pari, eroi, miti 9 – 14/15 anni)
  • Identificazione razionale E (religiosa, ideologica, militare, politica, lavorativa 15 – 20 anni)
  • Identificazione personale F (propria famiglia, proprio ambiente, produzione sociale, successo oltre i 20 anni)

Perché si uccide

Le motivazioni a far del male agli altri sono ancora tante, ma noi, riferendoci all’omicidio, preferiamo parlare di “contesti”, anche perché dobbiamo tenere distinte innanzitutto le diverse precondizioni generali che tendono a definire e significare in modo diverso l’azione di dare volontariamente la morte a qualcuno.

Precondizioni generali

  • Tempo di guerra: uccidere il nemico
  • Tempo di pace:
    • 1. Uccidere privatamente il proprio aggressore (mors tua, vita mea)
    • 2. Uccidere da parte dello stato (pena di morte)
    • 3. Uccidere per motivi etico-umanitari-scientifici
    • 4. Uccidere per motivi sociali – politici – economici – difesa preventiva, sicurezza

Contesto di omicidi

Per contesto si intendono gli elementi che caratterizzano l’ambito in cui avviene l’omicidio: la vittima, l’omicida, le modalità con cui avviene il fatto e le famiglie relazioni reciproche tra vittima e carnefice. Per contesto si intende l’ambito domestico in cui avviene il fatto (convivenza nello stesso ambiente o rapporto diretto di parentela o di partnership tra vittima e carnefice).

Contesti vari

  • Contesto del sistema criminale (mafia, camorra…)
  • Contesto della violenza politica (terrorismo…)
  • Contesto predatorio ad esclusione del sistema criminale (rapina, droga, furto…)
  • Contesto domestico o familiare (è da includersi anche l’omicidio commesso ai danni della ex partner)
  • Contesto di prossimità (cognato, amico, capoufficio, negoziante, vicino di casa… in genere tutte le persone che si conoscono, ma con le quali non si convive nello stesso ambiente o non si ha un rapporto diretto di parentela o di partnership)
  • Contesto di immigrazione (immigrazione di prima o seconda generazione)
  • Omicidio probabile (laddove esista il dubbio se si tratta di un omicidio oppure di suicidio o di disgrazia…)
  • Nessun contesto percepibile (es. donna ammazzata sul treno. Omicidi mostruosi)

Perché si uccide? Si uccide per istinto atavico dell’uomo, spesso per motivazioni distruttive dell’altro, in particolari contesti. Tutti gli uomini sono potenzialmente in grado di uccidere. Alcuni, valutabili in una misura di circa il 20 - 30%, per motivi di equilibrio e maturità culturale, non ucciderebbero se non per gravissima minaccia alla propria vita. Altri, circa il 5 %, per non uccidere sarebbero anche capaci di soccombere. Il suicidio non è che l’omicidio di sé stessi.

Indici di evidenza psichiatrica

Date le motivazioni, il contesto ed il tipo d’uomo, l’azione stessa dell’uccidere ovvero l’evento “trigger” è spesso costituito da una banalità e talvolta non si riesce neanche ad individuare con certezza. In alcuni omicidi, tuttavia, si possono riconoscere, condizioni psichiche che li hanno favoriti e talvolta persino motivati.

Il soggetto era in cura psichiatrica o era stato curato (psicotici, deboli di mente, dementi). Il delitto dimostra chiari segni di: Schizofrenia conclamata, Paranoia, Allucinazioni, Depressione grave, Mass Murder.

Quando la patologia è riferita al contesto familiare: Patricidi, Matricidi, Figlicidi, Parenticidi. Quando la patologia è riferita al sesso (stupro, delitti mostruosi). Borderline e disturbi di personalità gravi. Quando la patologia è riferita al mancato controllo degli impulsi. Delitti da paura, scherno, gioco, rabbia, da vicinato in città o in campagna, da odio omosex, razza. Delitti in famiglia (uxoricidi, fratricidi). Tratti o disturbi di personalità lievi o ossessivi e nevrotici.

Concetto di psiche

Si può dire che il dare la morte a livello sociale si esprima ancora in modo atavico e feroce e rappresenti ancora un modo per sfuggire alla ragione ed alla dialettica. La via più facile per la conquista del potere. Si è passati dal fratricidio per invidia e gelosia (Caino e Abele) a quello per il potere (Romolo e Remo). Dalla paura per sé, all’ affermazione di sé. È come se l’uccisione di un altro e talvolta anche l’uccisione di sé stesso ci facesse paradossalmente esistere.

Il concetto di psiche: si trova nei testi di psicologia ed è molto recente. Freud parlò di inconscio nel 1910/15. I primi psicofarmaci nascono nel 1950, ma i medici avevano incominciato parlare di psiche già nel 1800. Psiche significa: soffio vitale, anima, ma anche farfalla. È qualcosa che non si può fermare o bloccare e nessuno può dire dove si trova. Prima di Freud si parlava di psiche duale: una cosciente, l’altra nascosta che motivava i comportamenti umani. Freud fu il primo a parlare di inconscio (lo sconosciuto dentro di noi) è quello che attiva i nostri comportamenti.

INCONSCIO-ES: sconosciuto. COSCIENZA-IO: rapporto con il mondo, la realtà e noi stessi, in eterno sviluppo. SUPER EGO- SUPER IO. La funzionalità dell’IO è importantissima per la salute psichica. L’IO frammentario non sappiamo con precisione perché diventa tale, ma questo determina la malattia mentale.

Malattia mentale

Malattia mentale significa: PSICOSI. Quando un oggetto si ammala di psicosi, bisogna tener conto della familiarità, della genetica, la personalità della madre, dinamiche intra-familiari, intersoggettività e rapporto con l’ambiente. Le psicosi sono caratterizzate da un senso di estraneità, subito dopo il soggetto inizierà a sentire delle strane cose (allucinazioni) di 5 tipi: uditive, olfattive, visive, tattili e gustative. Il soggetto cerca di dare spiegazioni a queste cose, tenterà di spiegarsi il perché costruendo un DELIRIO (pensiero acritico e illogico). Con il delirio si tenta di dare una spiegazione. Il delirio di colpa - quando il soggetto crede che sia sua la colpa di tutto. Esiste anche il delirio interpretativo e quello di gelosia (prettamente maschile) ed è quasi sempre una conseguenza dell’etilismo.

Disturbi sessuali

  • Disturbi del Desiderio Sessuale (Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo, Disturbo da Avversione Sessuale).
  • Disturbi dell'Eccitazione Sessuale (Disturbo dell'Eccitazione Sessuale Femminile, Disturbo Maschile dell'Erezione).
  • Disturbi dell'Orgasmo (Disturbo dell'Orgasmo Femminile, Disturbo dell'Orgasmo Maschile, Eiaculazione Precoce).
  • Disturbi da Dolore Sessuale (Dispareunia, Vaginismo).
  • Disfunzione Sessuale Dovuta ad una Condizione Medica Generale.
  • Disfunzione Sessuale Indotta da Sostanze.
  • Aumento del desiderio sessuale
  • Disturbo dell’eccitazione
  • Eiaculazione precoce- ritardata-impossibile
  • Disturbo maschile dell’erezione
  • Disturbi dell’orgasmo e dell’eiaculazione
  • Orgasmo o eiaculazione dolorosa

Ruolo dei neurotrasmettitori

  • Serotonina: inibizione dell'attività sessuale (osservazioni cliniche: mancano dati sperimentali attendibili).
  • Dopamina: miglioramento della reattività sessuale o nessuna interferenza con la risposta sessuale.
  • Noradrenalina: inibizione dell'erezione. Facilitazione dell'eiaculazione.
  • Acetilcolina: modulazione della risposta sessuale agli altri neurotrasmettitori. Possibile facilitazione dell'orgasmo (la microinfusione nella regione settale di donna epilettica ha provocato orgasmi ripetuti).

Disturbi della funzionalità sessuale nel corso di trattamenti antipsicotici

  • UOMO: Ginecomastia, Disturbi dell'orgasmo, Impotenza, Riduzione del volume dell'eiaculato, Riduzione della libido, Priapismo.
  • DONNA: Galattorrea, Amenorrea, Irregolarità mestruali, Disturbi dell'orgasmo, Riduzione della libido.

Disturbi sessuali e dell’identità di genere

  • Disfunzioni Sessuali caratterizzate da un'anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, e causano notevole disagio e difficoltà interpersonali.
  • Disturbi Sessuali Non Altrimenti Specificato: disturbi del funzionamento sessuale che non sono classificabili in alcuna categoria specifica.
  • Parafilie: (Esibizionismo, Feticismo, Frotteurismo, Pedofilia, Masochismo Sessuale, Sadismo Sessuale, Feticismo di Travestimento, Voyeurismo, e Parafilia non Altrimenti Specificata). Caratterizzate da ricorrenti e intensi impulsi, fantasie, o comportamenti sessuali che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali e causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell'area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento.

L'Esibizionismo: comporta l'esposizione dei propri genitali ad un estraneo. Qualche volta il soggetto si masturba mentre si mostra (o mentre fantastica di mostrarsi). Se il soggetto mette in atto questi impulsi, solitamente non vi sono tentativi di ulteriore attività sessuale con l'estraneo. In alcuni casi il soggetto è consapevole del desiderio di sorprendere o di provocare uno shock a chi lo guarda. In altri casi, il soggetto ha la fantasia sessualmente eccitante che chi lo guarda si ecciti sessualmente. L'insorgenza è di solito prima dei 18 anni, anche se il disturbo può cominciare in età più avanzata. La condizione diviene meno grave dopo i 40 anni di età.

Il Feticismo: comporta l'uso di oggetti inanimati (il "feticcio"). Tra i più comuni oggetti feticistici vi sono mutande, reggiseni, calze, scarpe, stivali, o altri accessori di abbigliamento femminile. Il soggetto con Feticismo spesso si masturba mentre tiene in mano, si strofina contro, o odora l'oggetto feticistico, oppure può chiedere al partner sessuale di indossare l'oggetto durante gli incontri sessuali. Di solito il feticcio è necessario o di gran lunga preferito per l'eccitazione sessuale, e in sua assenza possono esservi disfunzioni dell'erezione nei maschi. Questa Parafilia non viene diagnosticata quando i feticci sono limitati a capi di abbigliamento femminile usati nel travestimento, come nel Feticismo di Travestimento, o quando l'oggetto stimola i genitali in quanto progettato a questo scopo (per es., un vibratore). Di solito la Parafilia esordisce nell'adolescenza, sebbene il feticcio possa essere stato investito di significato particolare già nella prima fanciullezza. Una volta instauratosi, il Feticismo tende ad essere cronico.

Il Frotteurismo: comporta il toccare e lo strofinarsi contro una persona non consenziente. Il comportamento di solito si manifesta in posti affollati, (per es., marciapiedi affollati o mezzi di trasporto pubblico). Il soggetto strofina i propri genitali contro le cosce o le natiche della vittima oppure palpeggia i suoi genitali o le mammelle. Facendo questo egli di solito fantastica una relazione esclusiva di intimità con la vittima. Comunque, egli si rende conto che per evitare possibili procedimenti giudiziari, deve evitare di essere scoperto dopo aver toccato la sua vittima. Di solito

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Empatiaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Costanzo Simonetta.
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