L’evoluzione del ruolo della donna in Germania:
differenze tra Ostfrauen e Westfrauen
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Introduzione
La condizione della donna in Germania — come anche negli altri Paesi — è notevolmente
mutata nel corso del tempo. Ruoli, diritti e doveri femminili sono andati evolvendosi in particolare
nel XX secolo, anni di profondi e rapidi cambiamenti all’i nterno della cultura tedesca. Partendo da un
o (1961) ha finito per cristallizzare le
iniziale sviluppo omogeneo, la costruzione del Muro di Berlin
differenze tra le donne della Germania Est e quelle della Germania Ovest: le prime,
paradossalmente, nonostante si ritrovino a vivere in un ambiente paranoico e autoritario-dittatoriale,
si emanciperanno molto più delle seconde.
Lo scopo di questo report è quello di cercare di rispondere ad un quesito che sorge a questo
punto spontaneo: perché si realizza ciò? O meglio, quali sono le cause che hanno determinato
questa particolare eterogeneità tra le donne tedesche, e l’emancipazione proprio delle Ostfrauen?
E questa condizione che cosa comporterà in una Germania riunificata?
Per riuscire a donare una visione più accurata della questione, risulta essere opportuno
andare ad approfondire l’evoluzione del ruolo della donna in Germania, e, in un’analisi di medio
periodo, indagare a fondo una serie di dinamiche e fattori determinanti.
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1. Il ruolo della donna tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento
Kinder, Kirche, Küche und Kleider — figli, chiesa, cucina e vestiti: è questo lo slogan tedesco
utilizzato fin dall’Ottocento — perfino dall’imperatore Guglielmo II in persona — per descrivere
quei valori (o doveri) fondamentali che una donna perbene doveva rispettare nella società tedesca.
In effetti, oltre a crescere i figli, frequentare le attività religiose, cucinare e vestirsi in linea alle
mode del momento, la vita femminile del XIX secolo si caratterizzava per poco altro .
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Sebbene i primi movimenti per l’emancipazione femminile — come l’Allgemeine Deutsche
Frauenverein (ADF, 1865), l’Associazione Generale delle Donne tedesche — sorgono in Germania
dopo la rivoluzione industriale del XIX secolo, è solo con l’ingresso nel Novecento che i “quattro
Kappa” verranno finalmente superati, modificando radicalmente quel ruolo che la donna aveva
ricoperto fino ad allora.
Il 12 novembre 1918, dopo notevoli sforzi da parte delle principali organizzazioni politiche
femminili, e attraverso il contributo di figure come quella della femminista Marie Stritt , le donne
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tedesche riescono ad ottenere il diritto di voto; successivamente, con la Costituzione della
Repubblica di Weimar (1919), la condizione femminile diviene una delle più progressiste in
Europa: oltre all’accesso all’istruzione, è infatti proclamata l’uguaglianza sociale tra i sessi in
materia civica, la non discriminazione nei confronti delle impiegate nella burocrazia, i diritti di
maternità e l’uguaglianza sponsale all’interno del matrimonio .
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Ciononostante, la maternità continua comunque ad essere promossa come la più importante
tra le funzioni sociali del genere femminile anche in quel periodo; inoltre, sebbene l'impiego diventi
uno dei percorsi cardine per l'emancipazione delle donne, esso viene spesso limitato ad un semplice
lavoro d'ufficio in qualità di segretarie o di personale addetto alle vendite, dove il compenso è
comunque minore rispetto ai lavoratori di sesso maschile .
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In ogni caso, in un contesto sociale sta cautamente iniziando a considerare le donne come
uguali agli uomini sotto molti aspetti, l’ascesa di Adolf Hitler alla cancelleria del Reich (1933) —
Paletschek S., in Etienne F. e Hagen S., Deutsche Erinnerungsorte, Monaco, Beck, 2009
1 Marie Stritt (1855 - 1928) è stata una femminista tedesca e una forza trainante nel movimento per il
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suffragio femminile internazionale e tedesco. Ha contribuito a lavorare per l'istruzione delle donne e ha
combattuto contro la prostituzione regolamentata dallo stato. Ha anche lavorato per i cambiamenti
riguardanti le leggi sul divorzio attraverso la Woman's Legal Aid Society. Era infine una forte sostenitrice del
controllo delle nascite e dell'aborto.
Vincent M.-B., Historie de la société allemande au XXe siècle. Tome I. Le premier Axe siècle 1900-1949,
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Parigi, La Découverte, 2011, p. 4
Moser-Verrey M., Les femmes du troisième Reich, in “Recherches féministes”, 1991, p. 32 [consultato il 21
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maggio 2023] 4
comunque favorita in parte anche da influenti donne —, e le politiche da lui promosse,
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rappresentano una forte battuta d’arresto ai progressi finora compiuti. Agli occhi dei nazisti, la
“decadenza” della Repubblica di Weimar, considerata un periodo di declino avente un carattere
ebraico, deve venire assolutamente superata. Pertanto, attraverso una serie di manovre che finiscono
per costringere le donne fuori dalla vita pubblica e politica, durante il periodo nazista viene
generalmente ripristinato il vecchio ideale dei “quattro Kappa”. La presenza femminile finisce così
per rispondere unicamente alle necessità e ai canoni diffusi dal Partito .
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Dopo il crollo della Germania nazista (1945), sono molte le donne tedesche che partecipano
alla ricostruzione del paese, aiutando nella rimozione delle macerie degli edifici nelle città distrutte
dai bombardamenti. Si diffonde così l’immagine delle Trümmerfrauen, le “donne delle macerie”, un
mito in grado di rappresentare la rinascita ed il riscatto della Germania, paese capace di risollevarsi
dalle macerie facendo affidamento proprio sulle donne, la componente apparentemente più fragile
della società . Questo simbolo verrà successivamente ripreso a scopo politico-propagandistico per
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costruire ed alimentare l’identità culturale sia in Germania Est che in Germania Ovest.
D’Almeida F., La vie mondaine sous le nazisme, Parigi, Librairie Académique Perrin, 2008
5 La donna nazista avrebbe dovuto conformarsi alla rinnovata società tedesca voluta da Hitler, razzialmente
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pura e fisicamente robusta, nel rispetto dell’archetipo della donna ariana. Non avrebbe dovuto lavorare, bensì
vivere nel culto della maternità. Ciononostante, le donne potevano diventare membri del partito nazista, ma
solamente se esse si mostravano utili, ad esempio in qualità di cuoche, infermiere o addette alle polizia. Dal
1931 fu creata anche la Lega delle donne nazionalsocialiste (NSF), la quale cercò soprattutto di promuovere
l'ideale del modello femminile della Germania nazista.
Cavaccini N., Trümmerfrauen: la Storia delle “donne delle macerie” tedesche tra realtà e mito, in “Il
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Mitte. Berlino”, 2015 [consultato il 1 maggio 2023] 5
2. Il contesto: la Guerra Fredda
La sconfitta della Germania nazista segna l’inizio di un periodo difficile per la popolazione
tedesca, paralizzata dall’incubo del passato e dall’insicurezza verso il futuro. A Potsdam (1945)
viene stabilito dalle potenze vincitrici della guerra il destino del Paese sconfitto: una divisione in
quattro zone di occupazione, ciascuna affidata rispettivamente ad uno degli Stati vincitori (Stati
Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia). Nonostante il consenso iniziale su di una
gestione congiunta ed unitaria della Germania, quando viene affrontato il problema dei risarcimenti
che lo Stato tedesco avrebbe dovuto versare ai vincitori, si finisce per accettare il principio secondo
cui ogni potenza avrebbe potuto subordinare ai propri interessi, e per un tempo indeterminato,
l’economia dell’intero settore della Germania da essa amministrata.
Nel frattempo, sulla scia delle speranze dell’ex Presidente statunitense Roosevelt, Truman
fissa come suo obiettivo politico primario quello del “contenimento del comunismo”: si tratta di una
decisione mossa anche dalla convinzione che in gioco ci fosse la sopravvivenza dell’economia
americana. Da questa strategia nasce il Piano Marshall, un grande progetto di aiuti finalizzato al
rilancio industriale dei Paesi europei, che avrebbe dovuto comportare un ruolo attivo anche da parte
della Germania: in effetti, secondo l’idea statunitense, la nazione tedesca avrebbe dovuto
contribuire attivamente alla rinascita globale del continente .
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Quando, nel marzo 1948, si decide di procedere ad un’amministrazione unificata dell’intera
Germania Ovest, alcune riforme prese all’interno delle regioni occidentali tedesche vengono
interpretate dall’Unione Sovietica come il passo definitivo intrapreso dagli americani verso la
creazione di un vero e proprio Stato nella parte di Germania da essi controllata. I russi reagiscono
bloccando via terra ogni accesso alla città di Berlino, anch’essa divisa in quattro settori, rendendo di
fatto la parte amministrata dalle tre potenze occidentali interamente circondata dai sovietici:
l’obbiettivo è quello di obbligare in qualche modo gli occidentali ad abbandonare il loro settore,
lasciando così in mano all’Unione Sovietica l’intera capitale tedesca.
Per contrastare l’azione sovietica, alla fine di giugno del 1948, su iniziativa statunitense,
viene avviato un efficace ponte aereo che riesce a rifornire i berlinesi residenti nella zona
occidentale.
In questo contesto, tramite l’unione delle zone occidentali della Germania, controllate fino
ad allora da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, il 23 maggio 1949 nasce ufficialmente la
Bundesrepublik Deutschland (BRD), la Repubblica Federale Tedesca (RFT), con capitale Bonn;
circa 5 mesi dopo viene fondata invece la Deutsche Demokratische Republik (DDR), la Repubblica
Romero F., Storia della Guerra Fredda. L’ultimo conflitto per l’Europa, Torino, Einaudi, 2009
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Democratica Tedesca (RDT), comprendente tutte le regioni tedesche occupate dall’Armata rossa,
con capitale Berlino Est. Inoltre, emerge proprio in questo scenario l’idea del Muro, la cui
costruzione (1961) diventerà poi il simbolo fisico della divisione politico-ideologia dell’Europa .
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Infine, non bisogna trascurare il fatto che la Guerra Fredda rappresenti un periodo di forte
tensione geopolitica tra Stati Uniti e Unione Sovietica, ma anche tra i rispettivi alleati, e che quindi
non si limiti all’Europa, ma finisca per andare a coinvolgere quasi tutto il mondo. La divisione della
Germania rappresenta un esempio eclatante di questo confronto politico-ideologico, ma vi sono
anche altri momenti di forte tensione dove le due superpotenze sono coinvolte in maniera più o
meno diretta .
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Gaddis J. L., La guerra fredda. Cinquant’anni di paura e speranza, Milano, Mondadori, 2008
9 All’interno del cosiddetto “equilibrio del terrore”, fasi di tensione della Guerra Fredda si alternano a quelle
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di distensione. Tra i momenti di maggiore confronto possono essere ricordati: la guerra di Corea
(1950-1953), la crisi di Suez (1956), l’invasione sovietica dell’Ungheria (1956) e della Cecoslovacchia
(1968), la crisi di Cuba (1962), la guerra del Vietnam (1955-1975), e anche la corsa agli armamenti e allo
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3. Il panorama di vita nella DDR
Mentre nella Repubblica Feder
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