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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI UDINE

DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE

Corso di laurea triennale in Diritto per le Imprese e le Istituzioni, cl L14

Tesi di laurea

L’ECOTURISMO:

LA SUA EVOLUZIONE NEL MONDO E LE AREE NATURALI PROTETTE

Relatore: Laureanda:

Fiorenza Prada Valentina Vicario

ANNO ACCADEMICO

2021 - 2022

Indice

Introduzione…………………………………………………………………………………………..2

– L’ECOTURISMO………………………………………………………………………3

Capitolo 1

Il turismo in generale e l’impatto che ha sull’ambiente………………………………………3

1. Nascita e caratteristiche dell’ecoturismo…………………………………………………......11

2. Pro e contro dell’ecoturismo…………………………………………………………………15

3. La triplice anima dell’ecoturismo e i tipi di ecoturista……………………………………….18

4. – L’ECOTURISMO NEL MONDO……………………………………………………..20

Capitolo 2

Martha Honey………………………………………………………………………………..20

1. Organismi e portali competenti……………………………………………………………...23

2. Come viene gestito l’ecoturismo nel mondo………………………………………………...26

3. Casi…………………………………………………………………………………………..30

4. –

Capitolo 3 LE AREE NATURALI PROTETTE…………………………………………………...35

e classificazione………………………………………………..35

1. Definizione, caratteristiche

Esempi……………………………………………………………………………………….37

2. Le aree naturali e gli enti competenti in Italia……………………………………………….39

3. Aree protette in Friuli Venezia Giulia………………………………………………………...45

4.

Conclusioni………………………………………………………………………………………….48

Bibliografia………………………………………………………………………………………….49

Sitografia……………………………………………………………………………………………51

1

Introduzione

In questa tesi mi appresto ad approfondire il tema dell’ecoturismo (o anche definito turismo

ecologico) con l’obiettivo non solo di descrivere il fenomeno, ma anche di illustrare i benefici e le

eventuali conseguenze che può apportare al nostro pianeta, con uno sguardo all’evoluzione che ha

avuto e che continua ad avere nelle varie parti del mondo.

Nel primo capitolo descrivo il concetto di turismo in generale, soffermandomi con particolare

attenzione sull’impatto negativo che determina nei confronti dell’ambiente arrivando, in tal modo, a

definire la genesi e l’interesse in quello che è unanimemente conosciuto come “ecoturismo”.

Proseguo dandone la definizione e illustrando tutte le caratteristiche e sfaccettature, compresi i

vantaggi e, purtroppo, anche i relativi svantaggi che può comportare se non correttamente svolto.

mi soffermo sulla dimensione internazionale del settore dell’ecoturismo

Nel secondo capitolo

andando, prima di tutto, a presentare Martha Honey ossia uno dei suoi maggiori esponenti. In seguito,

illustro quali sono le organizzazioni e i portali creati per promuovere pratiche ecoturistiche e come

operano per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Entrando poi più nel dettaglio, mi concentro sulla comparazione tra i vari continenti mettendo a

confronto la presenza (o meno) e il conseguente sviluppo dell’ecoturismo e concludo, a titolo di

esempio, con una disamina dell’isola di Lanzarote e del Costa Rica.

Il terzo e ultimo capitolo fornisce un quadro generale sulle aree naturali protette. La loro creazione è

uno degli aspetti fondamentali per attuare la pratica ecoturistica, in modo tale, da poter salvaguardare

le aree più a rischio comprendendo la relativa fauna e flora.

Proseguo con tre esempi geograficamente molto lontani tra loro ossia il Parco Nazionale di

e l’Area Marina Protetta Torre Guaceto.

Yellowstone, quello di Zakouma

Come nel capitolo precedente, vengono elencati gli enti competenti nell’ambito, per poi andare a

soffermarmi sulla situazione della nostra Regione. Del Friuli Venezia Giulia analizzo le aree presenti

sul territorio, soffermandomi sul Parco Naturale Regionale delle Dolomiti friulane e sulla Riserva

Naturale della Forra del Cellina.

Alla fine, si trovano le conclusioni caratterizzate dal resoconto di quello che ho analizzato nel corso

dei tre capitoli di questa tesi. 2

– L’ECOTURISMO

Capitolo 1

in generale e l’impatto che ha sull’ambiente

1. Il turismo

Il turismo viene definito dall’OMT come l’insieme delle attività e delle persone che effettuano uno

1

spostamento o soggiornano al di fuori del loro ambiente abituale per un tempo almeno di ventiquattro

ore e per un periodo non superiore a un anno perché, altrimenti, si tratterebbe di una sorta di residenza.

L’OMT basa questa definizione su un fattore economico cioè considera turisti coloro che durante i

propri viaggi usufruiscono di servizi a pagamento e apportano denaro nel luogo di destinazione. Di

conseguenza i diplomatici, i militari, i frontalieri, i nomadi, i rifugiati o i cantanti non sono considerati

turisti perché non spendono denaro ma lo chiedono.

Si può anche affermare che il turismo consiste “nell’insieme dei fenomeni e delle relazioni che

nascono dall’interazione di turisti, imprese, governi e popolazioni locali, operanti all’interno di un

processo consistente nell’attrarre e nell’ospitare turisti e visitatori in aree diverse da quelle di

residenza”. 2

Da questa definizione si può osservare che nel fenomeno turistico sono coinvolti:

1. i turisti, i quali tendono a soddisfare i bisogni che hanno suscitato determinate motivazioni o

condotto a precise scelte in termini di luogo, tipologia, periodo e comportamenti di consumo;

2. le imprese, le quali puntano a erogare beni e servizi, semplici o composti, turistici in senso

stretto e complementari, per soddisfare la massima parte dei bisogni del visitatore;

3. il sistema politico-amministrativo che predispone un apparato giuridico a tutela dei vari

operatori e fornisce vari servizi per poter aumentare i benefici dei turisti e della comunità

locale potendo, quindi, orientare per lo meno sensibilmente lo sviluppo dell’offerta turistica e

la gestione della domanda;

4. la popolazione locale che condivide lo spazio e anche i servizi con i turisti e possono essere o

meno coinvolti nella filiera dell’ospitalità ed essere conseguentemente raggiunti modelli,

3

modalità e misure diversi dagli impatti positivi e negativi che lo sviluppo turistico comporta.

‘Organizzazione Mondiale del Turismo’.

1

2 Maria Maddalena Favro Paris, Microeconomia (Italia: Giappichelli, 2016).

3 Maria Maddalena Favro Paris, Microeconomia (Italia: Giappichelli, 2016).

3 del quale si sviluppano le relazioni

Il territorio e le sue risorse rappresentano il contesto all’interno

tra queste quattro tipologie di soggetti ed è anche l’ambito nel quale si ripercuotono gli effetti,

4

purtroppo non solo postivi, ma anche o addirittura solo negativi, che lo sviluppo turistico comporta.

quindi, un settore produttivo intrinsecamente legato al territorio, il turismo “è

Essendo,

essenzialmente un’esperienza geografica: infatti anche se può essere riguardato come fenomeno

economico e sociale, sicuramente la peculiarità che lo connota è rappresentata dallo spostarsi di

persone da certi luoghi di abituale residenza verso altri costituenti per varie ragioni delle mete

attrattive”. 5

“Diritto del turismo” è un’espressione convenzionale mediante la quale vengono raggruppate tutte le

norme giuridiche che reggono il settore e si suddivide in due tipi: il diritto pubblico e il diritto privato

del turismo. Nel primo caso si fa riferimento ai poteri pubblici che intervengono nella materia in

modo incisivo mentre, nel secondo, riguarda la funzione fondamentale di salvaguardare il contraente

debole, ossia il turista o il viaggiatore, rispetto agli operatori turistici (come, ad esempio, vettori aerei

6

o agenzie di viaggio).

Dal punto di vista internazionale l’articolo 10 della Costituzione afferma che l’Italia si conforma al

diritto internazionale generalmente riconosciuto ma è scarsa l’attenzione che viene data al turismo

perché la prassi diffusa consiste nello stipulare accordi bilaterali tra Stati che stabiliscono le modalità

7

della cooperazione in materia.

Nell’ultimo anno la pandemia dovuta al COVID-19 ha frenato il settore in modo significativo ma

bisogna comunque tener conto del fatto che, nel 2019, il turismo rappresentava la terza industria per

esportazione al mondo, preceduta solamente dalle imprese produttrici di carburante e da quelle

chimiche (si stima che, nello stesso anno, i turisti internazionali che sono arrivati si aggiri sulla

8

impressionante cifra di 1.450 milioni).

Quest’ambito, in generale, ha sperimentato un trend in continua crescita nell’ultimo trentennio tanto

da aver portato alcuni autori a definire la nostra epoca come “l’età del turismo” e, in particolare,

questo notevole sviluppo è dovuto al miglioramento dei mezzi di trasporto, alla diffusione dei voli

low-cost che hanno permesso anche ai meno abbienti di viaggiare verso località lontane (si è calcolato

che si è passati da un 46% di persone che viaggiavano in aereo nel 2000 ad un 59% nel 2019), ad un

generalizzato innalzamento del tenore di vita (caratterizzato da un più elevato reddito e da maggior

tempo libero), nonché, tutto ciò è affiancato da una sempre più opprimente necessità di sottrarsi alla

congestione ed al ritmo frenetico della vita moderna.

Direzione Studi e Ricerche (TCI) e CONAI, ‘Sviluppo sostenibile e competitività del settore turistico’, 2005.

4

5 Claudia Trillo, Territori del turismo tra utopia e atopia (Firenze: Genesi Gruppo Editoriale, 2003).

6 Giuseppe Cassano, Diritto del turismo, Edizione I (Italia: Maggioli Editore, 2019).

7 Giuseppe Cassano, Diritto del turismo, Edizione I (Italia: Maggioli Editore, 2019)

UNWTO, ‘International Tourism Highlights’,

8 Tourism for inclusive growth, 2021.

4

Dal punto di vista internazionale il forte incremento del turismo a partire dagli anni Settanta è dovuto

ad un notevole miglioramento del sistema dei trasporti e delle comunicazioni che si presenta più

confortevole, personalizzato, veloce e sicuro, alla capillare organizzazione sul territorio delle agenzie

turistiche, alla formula del tutto compreso, ai viaggi organizzati, ai voli charter, a forme di ospitalità,

di buona qualità e a prezzi economici in catene alberghiere e in complessi residenziali composti da

appartamenti o ville, al supporto di guide o animatori e luoghi di arrivo (preparati per mediare le

differenze linguistiche e culturali tra i turisti e la popolazione locale) e, infine, all’intensa opera di

promozione delle mete antiche e nuove: così le distanze si sono ridotte e si propongono nuovi modelli

9

spaziali.

Nonostante tutto, secondo l’UNWTO 10 , vi sono altri fattori che hanno contribuito al diffondersi della

sperimentata dall’economia occidentale

pratica turistica come, ad esempio, la crescita economica

durante il secolo scorso e il conseguente ampliamento della classe media dovuto a condizioni

socioeconomiche migliori. Altri autori sottolineano, inoltre, come il diffondersi di politiche sociali,

quali l’introduzione delle ferie pagate, e una maggiore apertura dei confini, relativa ad esempio la

costruzione dello spazio Schengen, abbiano contribuito non poco alla crescita del settore.

Fig. 1.1 il grafico mostra la suddivisione delle attività relative al settore turistico contenute nel 5%

di emissioni di CO2.

Purtroppo, il turismo comporta molto spesso anche un impatto negativo sull’ambiente che non è da

sottovalutare e, infatti, come si può notare dal grafico a torta, la maggior parte dell’inquinamento (il

75%) viene prodotto dei mezzi di trasporto mentre un significativo 21% è da ricondurre al consumo

energetico delle strutture alberghiere.

9 Carlo Donato, Turismo rurale, agriturismo ed ecoturismo quali esperienza di un percorso sostenibile (Trieste: EUT, 2007).

‘United Nations World Tourism Organization l’OMT’.

10 ossia 5

Un caso particolare è il turismo in Kenya che è risultato essere vantaggioso in termini di benefici

al fatto che le bellezze naturali e l’esistenza di un’abbondante fauna selvatica attira

economici grazie

moltissimi turisti che guidano le loro autovetture ovunque pur di vedere gli animali il più vicino

possibile e questo processo ha incrementato in particolar modo il Parco nazionale keniano.

La Masai Mara Reserve è la riserva più visitata in Kenya ma a causa di questi stessi turisti che

compiono numerosi safari, le conseguenze sono state non solo positive ma anche alquanto devastanti

dato che consistono nella distribuzione di habitat naturali e nella creazione di conflitti sociali. In

11

particolare, in questo caso, è la pratica di Guide Fuoristrada che interferisce con gli habitat naturali

degli animali selvaggi comportando la perdita degli spazi protetti e la distruzione della vegetazione

causando a sua volta la diminuzione della biodiversità presente.

Oltre a questa riserva ci sono altri siti che stanno sperimentando un peggioramento dello stato di

salute del loro ambiente a causa del settore turistico come il Monte Everest che è sommerso dai rifiuti

abbandonati dai visitatori o come le numerose località marittime che hanno assistito alla costruzione

12

di strutture lungo la costa.

Il turismo è responsabile dell’8% delle emissioni di anidride carbonica dell’economia globale, cifra

che è tre volte maggiore rispetto alle aspettative e nel calcolo si è tenuto conto sia dei viaggi aerei che

dell’energia impiegata dalle infrastrutture turistiche tra le quali bevande, cibo e servizi. Secondo il

10,1% del PIL mondiale e si sta rivelando l’industria più importante

13

WTTC il turismo rappresenta il

del nostro tempo anche se altamente inquinante e impattante.

Quando pensiamo al turismo dobbiamo fare riferimento alle imponenti infrastrutture che

quest’industria comporta (come aeroporti, autostrade, hotel e piscine), l’incremento dei mezzi di

trasporto e il loro impatto sull’ambiente, la produzione di suppellettili (arredi, souvenir ecc.), la

presenza di piattaforme come Tripadvisor, Booking, Airbnb, imponenti campagne di marketing che

giustificano quegli investimenti e vendono come prodotti sia città che territori con un impatto

fortissimo dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Si pensi, ad esempio, a Venezia dove

Mestre, a Marghera e al Lido), all’aumento

si assiste alla realizzazione di numerosi nuovi alberghi (a

del numero dei voli (si vuole anche ampliare l’aeroporto Marco Polo), del moto ondoso, del traffico

acqueo e dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua prodotto dalle navi da crociera.

Il turismo è una sorta di industria colonizzatrice perché la sua introduzione nei territori non è un

effetto casuale mai pianificato politicamente: colonizza gli spazi, estrae le risorse di tutti aumentando

i benefici di pochi, rende precarie le vite, estrae risorse, consuma i paesaggi ed è proprio per questo

che oggi il turismo

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valevic23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Prada Fiorenza.
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