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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA

MACROAREA/FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

CORSO DI STUDIO IN

Letteratura italiana, Filologia Moderna e Linguistica

TESI DI LAUREA IN

Letteratura italiana

“Le spezie de li ‘gnorante a lo munno”.

Confronto tra il personaggio dello stolto tra le fiabe di Basile

e le novelle di Straparola

Relatore: Laureando:

Chiar.mo Prof. matricola: 0316799

Fabio Pierangeli Tommaso De Rosa

Correlatore:

Chiar.mo Prof.

Raffaele Manica Anno Accademico 2024/2025

Indice

Introduzione……………………………………………………………………………………………………………1

Capitolo primo

Le fiabe barocche in Lo cunto de li cunti…………………..……..……….,……………………………5

1.1 Giovan Battista Basile. Vita e opere………………….……………………………………5

1.2 Introduzione a Lo cunto de li cunti……………………………………………….……….7

1.3 Il dialetto come mezzo espressivo………………………………………………………….9

1.4 Un capolavoro barocco……………………………………..……………………….…………17

1.5 Fonti e modelli di riferimento…………………………………………………….…………21

1.6 Narrare il “diverso” attraverso la fiaba……………………………………….…………24

1.7 Prendersi gioco del “diverso”…………………………………………………….………….29

Capitolo secondo

Chi aseno se corca, aseno se trova! Viaggio attraverso la stupidità fiabesca………….33

2.1 Il personaggio dello stolto nelle fiabe di Basile……………………………………..33

2.2 Il vero confronto con la realtà……………………………………………………………….42

2.3 Imparare dai propri errori………………………………………………….………………….46

2.4 La trasmissione del genere fiabesco. Il confronto con i racconti di Jacob e

Wilhelm Grimm…………………………………………………………………………………….48

2.5 L’amoralità fiabesca……………………………………………………………………………….50

2.6 Il sarchiapone e il Grullo………………………………………………….…………………….53

2.7 Il ruolo dei proverbi………………………………………………………….…………..……….56

Capitolo terzo

Le spezie delle azioni ridicole. La figura dello stolto nelle Piacevoli notti di Strapa-

rola…………………………………………………………………………………………………………………..........66

3.1 Giovan Francesco Straparola. Un autore nell’ombra……………………………….66

3.2 Le piacevoli notti. Tradizione letteraria e folclore……………………………………67

3.3 Il Proemio……………………………………………………………………………………………….74

3.4 Una struttura debole……………………………………………………………………………..77

3.5 L’uso del dialetto in Straparola……………………………………………………………….82

3.6 Realtà e fantasia…………………………………………………………………………………….86

3.7 L’ignorante nelle favole di Straparola……………………………………….…………….89

Capitolo quarto

Le spezie de li ‘gnorante a lo munno……………………………………………………………………….101

4.1 Punti di contatto e differenze tra lo stolto di Basile e di Straparola….…….101

4.2 Agire e subire………………………………………………………………………………………..104

4.3 Una morale apparente……………………………………………………………….………….106

4.4 L’amoralità dell’ignorante…………………………………………………….………………..108

4.5 Tecniche linguistiche per la descrizione dell’ignorante…………………………..114

4.6 Categorizzare “l’ignoranza”……………………………………………………..…………….120

Capitolo quinto

Un mondo di follia…………………………………………………………………………………………………..125

5.1 Tra ignoranti e pazzi……………………………………………………………………….……...125

5.2 Il personaggio del “pazzo” nei racconti di Straparola………………..……..…….126

5.3 Il contatto con il fantastico. Il caso di Pietro pazzo…………..……………………..131

5.4 Follia fiabesca…………………………………………………………………………………………132

Conclusione……………………………………………………………………………………………………..………135

Bibliografia……………………………………………………………………………………………………………….139

Ringraziamenti………………………………………………………………………………………………………….142

Introduzione

I personaggi sono la molla d’avvio per fare in modo che una storia possa es-

sere pensata, prima ancora che composta. Ancor prima dei fatti narrati, sono

i loro protagonisti il motore che garantisce allo scrittore la possibilità di dare

forma a fatti ed eventi, qualunque sia il genere al quale egli decida di dedi-

carsi.

La ricerca di personaggi esemplari, in senso positivo o negativo, attorno ai

quali costruire una narrazione, è un procedimento da sempre volto alla ricerca

di figure letterarie che potessero avere presa sul pubblico.

L’eroe affascina il lettore, ma è spesso il suo corrispettivo negativo a creare

quella dicotomia all’interno della storia che ci consente di comprendere ancor

di più quale sia il valore del protagonista positivo.

Ebbene questo lavoro di tesi vuole proporsi come obiettivo quello di tracciare

una storia dell’antieroe per eccellenza, il personaggio dell’ignorante, dello

stolto, dello sciocco. Si tratta senz’altro di uno dei caratteri che anche nel

corso dell’evolversi delle produzioni letterarie ha avuto maggiormente presa

sul pubblico, anche in quello meno colto, capace infatti di cogliere le sfuma-

ture comportamentali di questo personaggio, le quali, nella loro, per così dire,

“anarchia” rispetto ad ogni norma sociale e civile, facilmente potevano essere

comprese e alle volte finire per essere non solo dileggiate e derise, ma anche

viste con un sottile velo di simpatia.

Ho pensato che potesse essere utile allo scopo prendere in esame due opere

che adottano due generi in cui la presenza del personaggio dell’ignorante non

è solo frequente, ma spesso fondamentale, ossia la fiaba e la novella.

I testi presi in considerazione sono le raccolte dal titolo Lo cunto de li cunti

overo lo trattenemiento de peccerille di Giovan Battista Basile e Le piace-

voli notti, di Giovan Francesco Straparola, quest’ultima opera relativamente

conosciuta ed a volte citata dagli gli studiosi, ma che non ha mai ricevuto

1

particolari attenzioni critiche, a differenza della raccolta di Basile. Quest’ul-

tima, infatti, occupa un poste rilevante nella storia della letteratura e non

solo di quella italiana.

Per le questioni da approfondire sul tema si rimanda ai relativi capitoli. Quello

che occorre subito dire è l’approccio adottato dai rispettivi autori nel trattare

di questa figura nelle fiabe e nelle novelle ad essa dedicate.

Il metodo selezionato risente delle motivazioni artistiche dietro le soluzioni

applicate, le quali sono più o meno in continuità con la tradizione letteraria

ad esse precedenti.

Straparola è un autore che rispetta il modello esemplare del Boccaccio per la

creazione delle proprie novelle, cercando però di rintracciare una possibilità

di innovazione che gli permettesse di distinguersi in mezzo all’ammasso di

imitatori senza estro del modello del Decamerone. La sua intuizione consiste

nell’aver adoperato i moduli narrativi e stilistici del genere fiabesco, ma,

come si vedrà in seguito, questo tentativo non riesce ad consolidarsi al meglio

della forma per una serie di cause, le quali possono rientrare sotto l’unica

grande motivazione per la quale lo Straparola non possedesse le capacità di

intuizione letteraria di cui era invece in possesso Basile.

La scelta di quest’ultimo di adoperare il modello interamente il modello nar-

rativo fiabesco, mettendolo in scena già nella cornice della sua raccolta, di-

mostra come egli, pur guardando come esempio al capolavoro di Boccaccio,

abbia dimostrato la capacità di partire da questa materia solo con lo scopo di

distaccarsene definitivamente.

Tornando al tema principale di questo lavoro di tesi, l’analisi del personaggio

dell’ignorante nelle rispettive raccolte citate, l’atteggiamento dei due autori

nei confronti di questa figura non è estraneo al contesto narrativo nel quale

essi vengono collocati.

In seguito ad un’analisi di ciascuna delle due opere e del ruolo svolto dallo

stolto in esse, verrà proposta una panoramica generale con la quale occu-

parsi di un possibile confronto tra lo stesso personaggio trattato nei testi di

2

Basile e Straparola, analizzandone analogie e differenze sul ruolo da lui gio-

cato nei rispettivi contesti.

Uno studio di questo tipo consente anche di poter mettere in evidenza, par-

tendo dal caso specifico dell’analisi sull’ignorante, gli ulteriori aspetti che

accomunano, ma soprattutto differenziano, le fiabe del Cunto e le Notti di

Straparola sotto il piano degli aspetti narrativi, stilistici e linguistici.

Un ambito di riflessione particolare tocca poi l’aspetto del ruolo che svolge,

all’interno degli specifici racconti analizzati nei rispettivi testi, la presenza di

un elemento come la magia ed in generale l’intervento di essa all’interno delle

dinamiche narrative.

In realtà proprio tale aspetto sembra poter rappresentare un punto di notevole

rilevanza nell’analisi comparativa tra le due raccolte, specialmente a causa

del ruolo svolto dalla componente magica all’interno dello svolgersi degli

eventi narrati.

La riflessione riguardo questa tematica verrà approfondita analizzando il

modo in cui tali prodigi fantastici possono determinare la creazione di quel

contesto metamorfizzante che investe gli stolti protagonisti. La loro condi-

zione iniziale consiste infatti in uno status di emarginazione, aspetti relativa-

mente ai quali non è possibile porre rimedio, a causa di un contesto sociale

che non consentirebbe possibilità di riscatto per questa figura.

Lo strumento per uscire da tale status di marginalizzazione, portando al mu-

tamento della condizione vissuta dall’ignorante, arriva dalle potenzialità ma-

giche fornite da determinati oggetti o personaggi, senza i quali, tuttavia, tale

metamorfosi non può avvenire.

Infatti, tale condizione sarà costretta a perdurare nei momenti, pochi nel caso

del Cunto e numerosi in quello delle Notti, in cui questo elemento fondamen-

tale per garantire la fuoriuscita dal contesto di marginalità di partenza, sarà

assente.

Alla luce di ciò occorre chiedersi un’ulteriore domanda. Cosa volevano co-

3

municare i due autori presi come riferimento per questo lavoro di tesi, attra-

verso i propri racconti su uomini stolti e ignoranti? Quale fine narrativo vo-

levano raggiungere? E tale fine può contenere al proprio interno una chiave

di lettura che possa consentire al lettore moderno di percepire un intento da

parte degli autori in un certo modo “moralizzante”?

Nel presente lavoro ho cercato di perseguire anche tale ricerca, cercando, allo

stesso tempo, di porre attenzione nell’evitare di rintracciare eventuali inter-

pretazioni, le quali rischierebbero di portare il discorso sul piano di congetture

che scavalcherebbero il limite oltre il quale possa spingersi una riflessione in

merito a queste due opere. 4

Capitolo primo

Le fiabe barocche in Lo cunto de li cunti

I. Giovan Battista Basile. Vita e opere

Non si hanno certezze sui dati anagrafici riguardo data e luogo di nascita di

Giovan Battista Basile. A proposito della prima, nonostante molti studiosi non

concordino tra di loro sull’anno esatto, è certamente stabilito che egli nacque

1

nella seconda metà del XVI secolo . Non da meno sono state le dispute per

quanto riguarda l’identificazione della sua città natia. Sebbene per diverso

tempo sia stato sostenuto con fermezza che egli fosse nato a Giugliano, in

Campania, non mancano infatti teorie contrastanti, con le quali si ritiene in-

2

vece che l’autore avesse origini napoletane .

Qualunque sia stato il luogo di nascita, tra il 1603 e il 1604 egli lo abbandonò

per arruolarsi nell’esercito della Repubblica di Venezia e con il suo reggi-

mento raggiunse l’isola di Candia (l’attuale Creta), costantemente minacciata

in quel periodo dalle forze armate turche. Nella colonia veneta egli ebbe la

possibilità d’instaurare i primi rapporti all’interno della società lettera

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tderosa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Pierangeli Fabio.
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