DIPARTIMENTO DI
SCIENZE FORMATIVE, PSICOLOGICHE E DELLA
COMUNICAZIONE
CORSO DI LAUREA
SCIENZE E TECNICHE DI PSICOLOGIA COGNITIVA L-24
TESI DI LAUREA
IN
MODELLI SOCIALI DELLA DISABILITÀ
L’AUTISMO E L’ACCOMPAGNAMENTO VERSO
L’AUTONOMIA
Relatore: Candidato:
Ch.mo Prof. Ciro Pizzo Angelo Hamouda Jouini
Matricola 122002992
Anno Accademico 2021-2022
1
INDICE
INTRODUZIONE .............................................................................................................................. 1
L’AUTISMO
CAPITOLO I - ........................................................................................................... 3
1.1 Introduzione all’autismo ............................................................................................................ 3
1.2 La Sindrome di Asperger ........................................................................................................... 5
1.3 Sindrome di Savant .................................................................................................................... 8
GLI APPROCCI NELL’ACCOMPAGNAMENTO DELL’AUTISMO
CAPITOLO II - ....... 10
2.1 Il metodo ABA ......................................................................................................................... 10
2.2 Analisi funzionale .................................................................................................................... 15
2.3 Strategie di gestione ................................................................................................................. 16
VERSO L’AUTONOMIA
CAPITOLO III - ................................................................................. 19
3.1 Gli aspetti dell’autonomia ........................................................................................................ 19
3.2 Il ruolo della famiglia ............................................................................................................... 24
3.3 L’importanza della tecnologia ................................................................................................. 25
CONCLUSIONI ............................................................................................................................... 28
BIBLIOGRAFIA .............................................................................................................................. 29
RINGRAZIAMENTI ....................................................................................................................... 31
INTRODUZIONE
Nel XX secolo, c'erano molte definizioni per definire la disabilità, così come i modelli teorici e
L’analisi delle condizioni in cui riversa un soggetto
concettuali utilizzati per analizzare la condizione.
è da condurre, in modo univoco, al decorrere della malattia, ma il conflitto tra questi due fattori è
ambiguo e poco chiaro: infatti, storicamente, la medicina ha svolto un ruolo di primo piano nella
spiegazione della disabilità; d'altra parte, nei primi modelli medici della comunità scientifica
1
internazionale, le deficienze fisiche e/o mentali erano all'origine della malattia.
Un fenomeno complesso, dunque, nella società passata, ma anche e soprattutto in quella odierna, che
si ritrova a dover fronteggiare disturbi e patologie sempre nuovi e diversi, dei quali ancora restano
ignoti molteplici fattori: uno di questi è il Disturbo dello Spettro Autistico.
(dall’inglese
I Disturbi dello Spettro Autistico Autism Spectrum Disorders, ASD) rientrano in un
insieme di disturbi del neuro-sviluppo che compaiono, generalmente, entro i primi tre anni di vita del
bambino e che durano tutta la vita. Nonostante gli innumerevoli studi condotti per comprendere
minuziosamente caratteristiche e sintomi comuni, le cause scatenanti del disturbo appaiono essere
molteplici.
Dunque, i Disturbi dello Spettro Autistico comprendono numerose problematiche con caratteristiche
rientra l’autismo.
differenti e, tra queste, Lo spettro autistico fa parte di uno schema di disturbi che
fuoriescono fin dai primi anni di vita e intaccano, notevolmente, i processi mentali durante la fase di
crescita.
I vari Disturbi dello Spettro Autistico sono numerosi e, tra questi, distinguiamo - ad esempio - la
il disturbo pervasivo dello sviluppo e l’autismo.
Sindrome di Asperger,
Il termine ‘autistico’ αὐτός (autos), tradotto con ‘sé’ e fu utilizzato, per la prima
deriva dal greco 2
volta, in psichiatria nei primi anni del Novecento da Eugen Bleuler per descrivere alcuni sintomi
(in modo particolare, la tendenza dei pazienti all’isolamento e alla
3
caratteristici della schizofrenia
compromissione o eliminazione totale di relazioni sociali.
Tuttavia, il contributo più importante arriverà più tardi: Hans Asperger e Leo Kanner, nella prima
metà degli anni Quaranta, furono i primi studiosi ad osservare e descrivere peculiarità e tratti dei
bambini autistici: in particolare, Asperger - osservando alcuni bambini - notò difficoltà nelle relazioni
Disabilità e relazioni sociali. Temi e sfide per l’azione educativa,
1 Schianchi M., (2021), Carocci Editore
2 Eugen Bleuler (Zollikon, 30 aprile 1857- Zollikon, 15 luglio 1939) fu un importante psichiatra svizzero, che si occupò
e all’autismo, coniando alcuni dei termini caratteristici dei disturbi
per lungo tempo di disturbi legati alla schizofrenia
citati ancora in uso. Per una teoria psicoanalitica dell’autismo,
3 Tustin F., (1997), collana medico-psico-pedagogica diretta da Giovanni
Bollea, Armando Editore, Roma, p.11 1
e continui comportamenti schematizzati, ma nessun tipo di ritardo mentale. La Sindrome di Asperger
rientra, oggi, tra i Disturbi dello Spettro Autistico con dei connotati caratteristici. –
Malgrado gli studi condotti che si sono susseguiti nel tempo e la pubblicazione nel 1952 del DSM
al cui interno c’era uno spazio dedicato all’autismo – il disturbo non trovava una precisa collocazione
ed era considerato come un sintomo rappresentativo della schizofrenia, privo di una propria
indipendenza. l’autismo ha acquisito autonomia dal punto di vista clinico
Solo dagli anni Settanta in poi, e - con la
i disturbi osservati relativi all’autismo rientrano tutti nella
pubblicazione dei DSM-V del 2013 -
categoria diagnostica dei Disturbi dello Spettro Autistico, una categoria assolutamente indipendente
dalla schizofrenia.
In seguito alla sua classificazione, la Sindrome autistica ha sviluppato delle metodologie proprie con
programmi definiti e personalizzati, per garantire ai bambini affetti da tale disturbo un miglioramento
generale e la riduzione delle abitudini comportamentali problematiche. Il metodo ABA (Applied
l’unico intervento educativo considerato davvero efficace. Le
Behavior Analysis) è, oggigiorno,
metodologie utilizzate dalle istituzioni - compresa la scuola - in simbiosi con il costante supporto e
aiuto della famiglia, mirano al potenziamento delle facoltà eccezionali che spesso i soggetti autistici
presentano e al miglioramento delle difficoltà sociali e comportamentali, oltre a porsi come obiettivo
il raggiungimento di un’autonomia che possa garantire loro una vita completa.
principale
I programmi di insegnamento non devono limitarsi al raggiungimento dell’apprendimento scolastico,
ma è importante che includano attività volte al potenziamento di attività verbali e non verbali,
raggiungibili con operazioni sociali e comunicative con gli insegnanti, genitori e gruppo dei pari.
Questi interventi rappresentano un tassello fondamentale nelle strategie di insegnamento per questi
4
alunni.
4 Pontis M., (2014), Autismo e bisogni educativi speciali, Editore Franco Angeli, Milano, pp. 98-99
2
CAPITOLO I
L’AUTISMO
1.1 Introduzione all’autismo
La caratteristica principale dell’autismo è la difficoltà di intraprendere relazioni con il mondo al di
fuori di sé, con una conseguente chiusura e/o isolamento. L’etimologia della parola ‘autismo’ (dal
suggerisce proprio quell’atteggiamento di separatezza o emarginazione in uno “spazio
greco autos)
proprio”, rendendo l’interazione con l’ambiente circostante vana o nulla.
L’autismo si manifesta entro i primi 36 mesi di vita e dura tutta la vita. In generale, tutti i Disturbi
principalmente il linguaggio e la comunicazione, l’interazione
dello Spettro Autistico riguardano
sociale e l’ossessiva ripetizione di comportamenti stereotipati.
Il termine autismo fu coniato nel 1911 dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler, per descrivere
individui completamente assorbiti dalle proprie esperienze interiori, con una conseguente perdita di
interesse per la realtà esterna. In seguito, fu data la prima definizione di ‘Sindrome autistica’: una
forma di psicosi piuttosto rara, i cui sintomi prevedono un profondo isolamento sociale, insuccessi
gravi nello sviluppo del linguaggio, incapacità di relazionarsi con gli altri e predilezione di
5
comportamenti stereotipati e ripetuti.
Nel DSM-IV, vengono presentati i dati statistici relativi ai funzionamenti cognitivi di bambini con
DSA (Disturbi dello Spettro Autistico). Da tali dati, si evince una percentuale maggiore per sintomi
cognitivi gravi o gravissimi e una percentuale minore per sintomi cognitivi medi.
Esistono varie forme di autismo, che presentano sintomatologie più o meno gravi e che ogni bambino
manifesta in modo diverso; motivo per il quale si parla di ‘spettro’ autistico.
6
Il DSM-V - aggiornato nel 2013 - presenta un elenco dei sintomi principali dei Disturbi dello Spettro
Autistico in generale e dell’autismo nel particolare, che compromettono in modo significativo il
funzionamento della persona e si riferiscono principalmente a due macroaree:
1. Comunicazione e interazione sociale;
2. Interessi ripetitivi e ristretti.
L’insieme delle difficoltà che una persona autistica incontra nel corso della sua vita va a determinare
la sua capacità di adattarsi all’ambiente circostante. In base al livello di adattamento, andranno a
costruirsi tre livelli:
5 Crepet P., (2015), Psicologia, Einaudi Scuola, Milano, p.80
6 Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition è lo strumento diagnostic per disturbi mentali
pubblicato e aggiornato costantemente dall’associazione psichiatrica americana.
3
1. Livello 1: autismo lieve, autismo ad alto funzionamento, Sindrome di Asperger;
2. Livello 2: autismo medio;
3. Livello 3: autismo severo.
Nel DSM-5, sono elencate le problematiche appartenenti ai vari livelli: da quelli meno gravi - che
7
non necessitano di un supporto importante - a quelli più gravi, dove un supporto è indispensabile.
Nel primo livello è necessario un supporto, in assenza del quale i deficit della comunicazione sociale
causano notevoli compromissioni. Nel secondo livello è necessario un supporto significativo, poiché
vengono riscontrate difficoltà marcate nella comunicazione sociale verbale e non verbale (inoltre, è
presente una compromissione del rapporto con i pari e questo causa relazioni ridotte o anomale). Nel
terzo livello è necessario un supporto molto significativo, perché sono presenti gravi deficit delle
abilità della comunicazione sociale, un’estrema difficoltà nell’affrontare i cambiamenti e
8
atteggiamenti ristretti e ripetitivi.
Incerte, invece, sembrano essere le cause scatenanti dell’autismo: questo perché psichiatri, ricercatori
non sempre concordi. Alcune cause rientrano nell’ambito della genetica e
e studiosi hanno opinioni
della neurologia: un contributo importante, in tal senso, è stato dato dalla scoperta nei neuroni
specchio nel 1990. Numerosi studi hanno dimostrato che, nei bambini autistici, tali neuroni si attivano
9
in maniera carente. rintracciano le cause dell’autismo nella incapacità
10
Altri studiosi, invece - Leo Kanner in particolare -
biologica di provare attaccamenti emotivi: tale incapacità è strettamente legata all’eventuale
freddezza e distacco dei genitori nei confronti del bambino.
Molti genitori di bambini autistici, nei loro primi colloqui con specialisti del settore, riferiscono che
“se non
il bambino si comporta come fosse sordo”: solo il bambino sembra non capire cosa gli viene
detto, ma sembra anche non notare nessuno che gli parla o lo chiama. È emerso che le difficoltà di
linguaggio sono spesso il primo campanello d’allarme e il primo indice di preoccupazione per i
genitori di un bambino con autismo. Il normale processo di acquisizione del linguaggio è,
probabilmente, aiutato da un innato desiderio di comunicare; tuttavia, se questo desiderio è presente
in misura limitata o, ancor peggio, se non si manifesta affatto - come nei bambini autistici -
l'acquisizione del linguaggio è di conseguenza bloccata, come accade nei sordi.
Molti studi mostrano che alcuni componenti del sistema linguistico nei bambini con autismo possono
essere gravemente danneggiati; altri lievemente e altri possono rimanere normali. Pertanto, ogni
bambino ha anche le sue peculiarità nello sviluppo della comunicazione e del linguaggio: da un lato,
ci sono i bambini che non hanno mai acquisito il linguaggio e non rispondono né avviano alcuna
Vivere con l’autismo,
7 Ferraris F., (2021), Editore Demetra, Milano dell’autismo,
8 Battagliese G., Battagliese M., (2021), Disabilità intellettiva e disturbi dello spettro Edra Editore
Disabilità e relazioni sociali. Temi e sfide per l’azione educativa,
9 Schianchi M., op.cit.p. 1
10 Leo Kanner (Klelotow, 29 febbraio 1896-Sykesville, 3 aprile 1981) è stato uno psichiatra austriaco di rilievo che, nel
1943, descrisse l’autismo infantile precoce. 4
forma di comunicazione; dall'altro, ci sono quelli che avviano ripetutamente conversazioni e storie,
usando un linguaggio ricco e formalmente appropriato.
I deficit comunicativi sono dannosi sia per i bambini autistici che per le loro famiglie e, inoltre, sono
spesso la causa di problemi comportamentali e attacchi violenti, proprio a causa dell’impossibilità
che provano per comunicare qualcosa o per esprimere le proprie frustrazioni.
1.2 La Sindrome di Asperger
di Asperger fa parte dei “disordini pervasivi dello sviluppo”, cioè quell’insieme di
La Sindrome
problematiche appartenenti all’ambito del comportamento e della socialità. Generalmente, compare
nei bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni, con una frequenza di sviluppo maggiore nei maschi.
in seguito all’osservazione di 120
11
La prima descrizione clinica fu avanzata da Hans Asperger,
bambini: Asperger, nella sua tesi di dottorato pubblicata nel 1944, descrisse come alcuni di questi
bambini mostrassero un carattere ambiguo contraddistinto da solitudine, goffaggine nei movimenti,
difficoltà di comunicazione con i coetanei e una dedizione quasi maniacale verso i loro interessi.
La Sindrome di Asperger non godette di ampio successo inizialmente. Il motivo della scarsa
popolarità è, senza dubbio, dovuto al luogo e al periodo in cui queste opere furono rivelate. Liberati
dall'ideologia nazista che dominava la scena, gli studi condotti dallo psichiatra non ricevettero alcuna
attenzione particolare, anzi furono inizialmente sminuiti e lasciati nel dimenticatoio. Inoltre, l'uso
della lingua tedesca non ha permesso il diffondersi oltre i confini della Germania. La prima persona
“Sindrome
ad usare il termine di Asperger” fu, tuttavia, Lorna Wing che, in un articolo del 1981,
descrisse un gruppo di bambini e adulti con caratteristiche distintive, descritte in seguito da Hans
Asperger. Da allora, sono diventati famosi e pervasivi gli scritti del pediatra viennese che, per molti
anni, non sono stati riconosciuti.
L’accezione ‘Sindrome viene resa ufficiale in ambito clinico e medico nella penultima
di Asperger’ di Asperger dall’autismo classico di Kenner
versione del DSM-5: il DSM-5 differenziò la Sindrome
- pur avendo molteplici tratti comuni - come la difficoltà di interazione sociale e comunicazione o
interessi e attività inconsuete.
Le persone affette da Sindrome di Asperger - differentemente dagli autistici tradizionali - non
mostrano ritardo del linguaggio nell’infanzia o nello sviluppo intellettuale. La diagnosi della
di Asperger è più tardiva di quella dell’autismo e viene, solitamente, effettuata nella tarda
Sindrome
infanzia, adolescenza o in età adulta. Questa caratteristica mostra quanto facilmente si possa sfuggire
12
a tale riconoscimento nelle prime fasi dello sviluppo.
11 Hans Asperger (Vienna 1906-Vienna 1980) è stato un pediatra austriaco e professore di pediatria nelle università di
Vienna e Innsbruck, teorico e scopritore della Sindrome che porta il suo nome.
5
di Asperger, c’è bisogno di tempo e di continue osservazioni del
Per diagnosticare la Sindrome
bambino da parte di specialisti. Ci sono dei piccoli campanelli d’allarme che i genitori in primis - e i
pediatri poi - devono saper riconoscere per effettuare la diagnosi. I segni più comuni mostrati dai
bambini sono: assente nei confronti dell’interlocutore;
- Sguardo
- Attenzione eccessiva verso alcuni oggetti o parti di oggetti;
- Memorizzazione di scalette di numeri o di orari;
- Rifiuto del contatto relazionale con gli altri;
- Atteggiamenti impacciati e maldestri.
Per gestire al meglio questo disturbo, la medicina è concorde nel ritenere opportuna e di giovamento
un tipo di terapia finalizzata al miglioramento del comportamento e della comunicazione, andando a
lavorare sulla capacità di relazionarsi - per evitare che il bambino resti isolato dal gruppo - e
motivandolo attraverso quelli che sono i suoi punti di forza o interessi.
Un ruolo importante viene svo
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