Parte prima: malattia e salute psichica - aspetti epistemologici e storici
Capitolo 1: Il guaritore e il ciarlatano
Mesmer fu uno dei primi medici che tentò di usare metodi di guarigione diversi da quelli della medicina moderna. Egli sosteneva di guarire i suoi pazienti con un "fluido magnetico" che si sprigionava dal magnetizzatore (il medico) al malato, sia individualmente sia in gruppo. Fu inoltre uno dei primi esponenti della psichiatria dinamica e considerava che la guarigione nasceva dal rapporto tra paziente e magnetizzatore.
Si riscontrano due diverse etiche dell’agire terapeutico:
- Si muore perché lo vogliono gli dei (maghi)
- Si muore perché il medico non ha fatto una giusta valutazione.
Guaritore ciarlatano: è colui che guarisce non attenendosi ai metodi scientifici. È la fede che salva con il potere della suggestione nella relazione terapeutica (è simile all'effetto placebo). Oggi ci sono ancora di queste pratiche: cartomanti, medici, indovini.
È con Ippocrate che l'uomo lega la sua malattia non più alla giustizia divina, ma al funzionamento corporeo, che rende oggetto di indagine medica. Prima si credeva che il male sacro, "l'epilessia", fosse una patologia sacra e divina, ma oggi neppure la più misteriosa delle malattie sfugge alla medicina razionale. In queste pratiche ora entra in gioco la psicoanalisi che tornava alla ribalta con Charcot e Bhernheim.
Per i maghi, la malattia dipende dal sapere divino. Se il malato guarisce il merito è del mago, se muore è colpa degli dèi.
I malati mentali prima di Freud erano definiti incurabili e streghe invasate dal demonio. Freud, poi, propose la suggestione, l’ipnosi e poi la psicoanalisi e le libere associazioni. Egli differenzia quest'ultima dalle tecniche suggestive classificandola come tecnica scientifica. Quindi, il conflitto medico-ciarlatano si sposta dalla medicina alla psicoterapia.
Capitolo 2: La ragione
Le malattie psichiche possono essere curate e guarite. La psichiatria si legittima alla fine del XVIII secolo, la psicologia e la psicoanalisi alla fine del XIX secolo.
Non esiste un disturbo psichico senza dolore e sofferenza psichica. C'è un legame tra sofferenza e colpa (punizione): "soffro perché sono colpevole e vengo punito". La sofferenza mentale è considerata una malattia morale. Più è grande la sofferenza, maggiore è il male interno alla coscienza e alle passioni.
Aitia: è sia colpa che causa: così come una pena deve essere proporzionata alla colpa commessa, così l'effetto deve essere determinato dalla sua causa.
La follia prima derivava dal dolore: un'esperienza così intensa che faceva impazzire oggi diventa metafora delle minacce che corre la ragione, che è posta nel cervello, nel suo percorso di conoscenza.
Oggi è considerato scandaloso il legame tra sapiens (colui che possiede il Logos, basato sull'ordine) e demens (ha un lato capace di generare delirio e disordine). Questa dimensione del disordine è la malattia, oggetto di un sapere razionale da parte di un oggetto che sa.
La ragione è un rimedio al dolore, in quanto conoscere la malattia è prevederla e curarla: significa rimuovere la causa, non solo il sintomo.
Capitolo 3: Malattia e salute
La sofferenza psichica diviene malattia solo nell'epoca moderna, prima era considerata una divina mania. Si apre un conflitto tra ragione e s-ragione. Il folle, malato di mente, diviene studiabile e confrontabile solo nell'età moderna e negli ultimi 100 anni è visto come essere umano e non come rappresentazioni del male.
Il pensiero medico accetta una malattia che ha origine nella sfera psichica, ma questo avviene molto lentamente. Corpus Hippocraticum annotazioni e descrizioni del corpo malato all'interno del quale vi sono le alterazioni psichiche che determinano la malattia diagnosticata. Già nel mondo della tragedia greca i personaggi erano annientati dall'angoscia e dal dolore, in preda alla follia (Madea, Oreste, Aiace).
L’elenco delle alterazioni psichiche è sconvolgente: insonnia, mutacismo, paranoia, delirio, paura...
Con la clinica moderna la malattia diviene una collezione di sintomi ed è centrata sullo "sguardo medico". Vi è così una descrivibilità assoluta delle malattie. C'è al centro lo sguardo, l'osservazione, l'esperienza.
Dalla clinica dello sguardo si passa all'osservazione dei corpi dei cadaveri, in quanto la patologia è legata alla lesione corporea e i termini vita, morte e malattia sono legati: lo sguardo clinico si posa sulla morte e fa conoscere la verità sulla malattia (autopsia). Morte e vita non sono più opposte, ma unificate in una vita patologica.
Cervello è la sede della malattia mentale. Lesione è la causa del male. Assioma: follia = malattie del cervello.
Nell'Ottocento, per la psichiatria scientifica, la malattia diviene l'effetto psicologico di una colpa morale: follia, colpevolezza, punizione. Secondo Foucault, il medico, e poi lo psicoanalista, diventano "sguardo assoluto sulla malattia".
Nel XX secolo grazie a Freud nascono psicoanalisi e psichiatria dinamica, che permettono di trattare i disturbi psichici con mezzi psichici. (Il Novecento è il secolo della psicoanalisi). In questo secolo si afferma la psichiatria fenomenologica: tornare ai fenomeni, mostrare le cose per come si manifestano. Jaspers parla di comprensione: strumento per leggere la sofferenza umana con una sintonia emotiva empatica tra i vissuti del terapeuta e quelli del paziente.
La fenomenologia descrive i fenomeni vissuti e li comprende in analogia alle esperienze interiori. Il pensiero medico abbandona l'importanza della comunicazione tra medico e paziente, vuoto che viene colmato dalla psicoanalisi Freudiana in cui vi è una lettura del soggetto considerato un essere umano diverso dagli altri, perché ha un diverso progetto di mondo.
Mentre la corrente fenomenologica si occupa del senso intimo della sofferenza psichica, la corrente sociale di cui Sullivan è uno dei massimi rappresentanti, si occupa delle relazioni interpersonali del singolo individuo.
Si distinguono due versanti:
- Distorsioni comunicative interne alla rete relazionale il soggetto, curabile con il miglioramento della comunicazione tra paziente e famiglia.
- La malattia mentale vista come esclusione sociale: i deboli e i diversi non rientrano nei canoni politici economici del sistema capitalistico. Curabile con il reinserimento nel contesto sociale e di appartenenza (inclusione sociale).
La salute psichica: La malattia e la salute sono due idee connesse. La salute è la dimensione del sacro, della salvezza, la malattia invece è la dimensione del peccato. La malattia psichica è un male morale, legata alla colpa. Derrida lavoro sulla religiosità: legame tra il sacro religioso e la salute, dimensione dell'armonia (la malattia è il disordine).
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