Estratto del documento

Dipartimento di ricerca e innovazione umanistica

Corso di laurea magistrale in filologia moderna

Tesi di laurea in letteratura anglo-americana

Il racconto in America: Jerome David Salinger e "I nove racconti"

Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Cristina Consiglio

Correlatrice: Chiar.ma Prof.ssa Elisa Fortunato

Laureando: Agostino Deputato

Matricola: 758912

Anno Accademico 2023-2024

Indice

  • Introduzione
  • I. Un genio della letteratura americana del XX secolo: "Jerome David Salinger"
    • 1.1 La vita
    • 1.2 Le opere
    • 1.3 Alla scoperta di alcune peculiarità del linguaggio del capolavoro di Salinger: "The Catcher in the Rye- Il giovane Holden"
  • II. Come nasce la forma del racconto in America?
    • 2.1 Un genere tutto da scoprire
    • 2.2 Un viaggio tra i grandi autori di short-stories
  • III. Nove racconti tutti da scoprire: "I nove racconti" di Jerome David Salinger
    • 3.1 Un giorno ideale per i pescibanana (A Perfect Day for Bananafish)
    • 3.2 Lo zio Wiggily nel Connecticut (Uncle Wiggily in Connecticut)
    • 3.3 Alla vigilia della guerra contro gli eschimesi (Just Before the War with the Eskimos)
    • 3.4 L’uomo ghignante (The Laughing Man)
    • 3.5 Giù al dinghy (Down at the Dinghy)
    • 3.6 Per Esmè: con amore e squallore (For Esmé with Love and Squalor)
    • 3.7 Bella bocca e occhi miei verdi (Pretty Mouth and Green My Eyes)
    • 3.8 Il periodo blu di De Daumier-Smith (De Daumier-Smith’s Blue Period)
    • 3.9 Teddy (Teddy)

Introduzione

Nel mio elaborato ho deciso di andare nel profondo di uno degli scrittori più importanti della letteratura americana, Jerome David Salinger. Il primo capitolo ha una impostazione bio-bibliografica sulla vita e le opere dell’autore. In più era impossibile non parlare del suo capolavoro: "The Catcher In The Rye- Il Giovane Holden", analizzando il linguaggio dell’opera attraverso diverse peculiarità.

Nel secondo capitolo ho parlato della nascita del racconto in America, trattando le caratteristiche fondamentali di esso, partendo da chi è stato l’artefice di tutto, ossia Edgar Allan Poe, ma non solo, ho fatto riferimento ad altri autori che hanno dato un'impronta decisiva, come Melville, Bierce, Crane, Eudora Welty. Attraverso il loro studio abbiamo visto le diverse connotazioni e i cambiamenti che assume il racconto.

Il terzo e ultimo capitolo, l’anima del lavoro, è stato affascinante e complesso allo stesso tempo, perché abbiamo visto un nuovo Salinger. Dalle diverse trame e dall’analisi specifica di ognuno, abbiamo potuto notare la grandezza dell’autore ancor di più. Il loro punto di partenza sarà sempre il parlato, quello colloquiale. Salinger estrae dalle sue conversazioni, dalle sue storie sottili quasi un'atmosfera musicale avvolgente.

Capitolo I

Un genio della letteratura americana del XX secolo: "Jerome David Salinger"

1.1 La vita

Ci sono molti autori misteriosi, che a causa di varie vicissitudini hanno sempre avuto un occhio di riguardo diverso rispetto ad altri. Tra i tanti, abbiamo Jerome David Salinger, che ha sempre cercato di scappare dalla fama per buona parte della sua vita. Salinger nacque a New York il 1º gennaio 1919. Il padre Sol Salinger era un commerciante, figlio di immigrati lituani di religione ebraica, la madre Miriam Salinger, casalinga di origine scozzese, tedesca e irlandese. Proprio la madre nacque con il nome di Marie Jillich, però una volta sposata, prese il cognome del marito e cambiò anche il proprio nome in Miriam, convertendosi per lo più alla religione ebraica. Jerome David non seppe della conversione di sua madre fino al raggiungimento della maggiorità religiosa, in ebraico con l’espressione di “Bar Mitzwah”, ossia il momento in cui un bambino ebreo raggiunge l’età della maturità, per i maschi 13 anni e un giorno, per le femmine 12 anni e un giorno. Prima del raggiungimento della stessa la responsabilità del comportamento dei bambini ricade sui genitori. Raggiungere questa età significa diventare membro a pieno titolo della comunità ebraica con tutte le responsabilità che ne derivano. Egli, inoltre, fu il secondo figlio, la sorella Doris, era nata nel 1911.

Giovanissimo frequentò le scuole pubbliche nell’Upper West Side di Manhattan, completando i primi studi alla McBurney School per poi iscriversi al Valley Forge Military Academy and College di Wayne in Pennsylvania. Alla McBurney scrisse su un giornalino scolastico, alla Valley Forge iniziò a scrivere racconti, da alcune biografie abbiamo un’affascinante descrizione, si dice li scrivesse di notte, sotto le coperte, con l’aiuto di una pila elettrica.

In seguito, si iscrisse alla New York University, ma abbandonò i corsi nella primavera successiva per accettare un lavoro su una nave da crociera. Successivamente, in autunno, si convinse ad apprendere il lavoro del padre nel settore dell’importazione di carne, fumandato presso una filiale della società di Vienna, dove migliorò la conoscenza del francese e del tedesco. Abbandonò l’Austria solo un mese prima che il paese cadesse sotto il controllo di Hitler, il 12 marzo 1938.

Nell’autunno seguente frequentò l’Ursinus College di Collegeville in Pennsylvania, ma il tutto lo fece soltanto per un semestre. Nel 1938 frequentò un corso serale di scrittura della Columbia University, dove il suo insegnante era Whit Burnett, direttore della rivista Story Magazine, durante il secondo semestre il direttore capì che Salinger aveva un gran bel talento, e nella primavera del 1940 in un numero della rivista, pubblicò il racconto d’esordio dell’autore newyorkese, un brevissimo ritratto di alcuni giovani senza uno scopo nella propria vita, intitolato “The Young Folks”. A causa di varie incomprensioni riguardo questo scritto, i due finirono per allontanarsi.

Passato questo periodo, arriviamo al 1941 dove Salinger iniziò una relazione con Oona O’Neill. Questa poi si concluse non appena Oona iniziò a frequentare Charlie Chaplin. Nel contempo, Salinger fu scelto per fare il servizio militare nel 1942, partecipando ad alcune delle battaglie più dure della Seconda guerra mondiale, come lo sbarco ad Utah Beach nel D-Day e la battaglia delle Ardenne. Durante l’avanzata dalla Normandia alla Germania conobbe Ernest Hemingway, i due rimasero in stretto contatto per moltissimo tempo. Lo stesso Hemingway dopo aver letto gli scritti di Salinger, riconobbe in lui un talento straordinario, immenso.

Grazie alla sua ottima conoscenza delle lingue, fu assegnato al servizio di controspionaggio, dove interrogò i prigionieri di guerra. Fu anche tra i primi soldati ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. Tale esperienza lo segnò duramente dal punto di vista emotivo, tanto che dopo la sconfitta da parte della Germania fu ricoverato per alcune settimane per curarsi a causa di un forte stress dal combattimento. Molto probabilmente si servì dei ricordi di guerra nella maggior parte dei suoi racconti, come narrato in prima persona da un soldato rimasto traumatizzato.

Inoltre, durante la sua esperienza in guerra continuò a pubblicare racconti anche su varie riviste di un certo profilo come Collier’s Weekly e il Saturday Evening Post. Finita la guerra, Salinger si offrì per trascorrere un periodo di sei mesi dedicato all’attività di denazificazione della Germania, nel corso della quale incontrò una donna di nome Sylvia che poi sposò nel 1945. Andò con lei negli Stati Uniti, ma purtroppo il matrimonio non andò a buon fine, cosicché la donna se ne tornò in Germania.

Negli anni seguenti, il nostro scrittore inizia a ricevere una grandissima fama grazie al suo romanzo bestseller e ai suoi racconti, dei quali parleremo successivamente. Nel 1953 si trasferì nel New Hampshire dove conobbe e legò un bellissimo rapporto con alcuni studenti della Windsor High School, che invitò spesso a casa sua per ascoltare dischi e fare chiacchierate inerenti ai problemi scolastici. Tuttavia, uno di questi studenti, gli chiese un’intervista per la pagina dedicata alla scuola del The Daily Eagle, un quotidiano locale. L’intervista ebbe un grande successo nella parte dedicata agli editoriali, ma forse proprio a causa di questa situazione lo scrittore interruppe ogni contatto con gli studenti. Una motivazione ben precisa purtroppo non l’abbiamo.

A causa di questa vicissitudine iniziò ad estraniarsi dal mondo, frequentando raramente solo l’amico giurista Learned Hand. Nell’estate del 1955 sposò a trentasei anni la studentessa Claire Douglas, con la quale ebbe due figli, la primogenita Margaret, anch’essa scrittrice e il secondogenito Matt, oggi attore e produttore cinematografico. Salinger, nel frattempo, chiese a Claire di abbandonare gli studi soltanto quattro mesi prima di laurearsi per andare a vivere con lui, cosa che lei fece.

A causa del lunghissimo isolamento, sia per la zona nella quale vivevano, sia per scelta dell’autore, finirono per trascorrere lunghi periodi senza vedere nessuno. Tramite alcune testimonianze della figlia Margaret possiamo cogliere alcuni aspetti importanti come la confessione che la mamma fece riguardo alla relazione con il padre, vivere con lui era molto complicato, le cause erano due, sia l’isolamento, sia il suo carattere imperante.

Arriviamo al 1972, Salinger ebbe una relazione per un anno con la scrittrice diciottenne Joyce Maynard. I due si scambiarono venticinque lettere, e l’estate successiva dopo aver fatto un anno all’Università di Yale, la scrittrice raggiunse finalmente Salinger, passando dieci mesi a casa con lui, non tornando più all’Università, ma poco dopo il rapporto tra i due finì, perché la ragazza voleva avere dei figli, ma lui si rifiutò, disse che non voleva altri bambini. A causa di tutto ciò la scrittrice lo descrisse come un egoista incapace di amare.

Egli continuò a scrivere con regolarità, per qualche ora, tutte le mattine, ma non voleva pubblicare, non a caso in una rara intervista concessa al The New York Times disse: «There is a marvelous peace in not publishing. It's peaceful. Still. Publishing is a terrible invasion of my privacy. I like to write. I love to write. But I write just for myself and my own pleasure."». Il suo fine, quindi, era solo scrivere perché amava scrivere, solo per sé stesso e per il suo piacere. Il solo pensiero di pubblicare andava a scaturire in lui qualcosa di terribile.

Con il passare del tempo tentò sempre di sfuggire alla visibilità del pubblico, infatti egli stesso disse: «Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato-oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata». A causa di questa cosa dovette sempre lottare, infatti, molti studenti andarono fino a Cornish, solamente per vederlo, anche di passaggio. Si arrivò a un punto dove lo scrittore Franz Douskey, solitario come lui, suo vicino di casa, dovette sviare la strada a tutti i turisti che andavano lì per poterlo vedere, mandandoli in stradine circostanti o addirittura in alcune cittadine limitrofe. Anche i fotografi non riuscirono a fargli prendere un po’ di pace, cercando di immortalarlo in alcuni attimi della sua vita quotidiana o dall’uscita di un negozio, proprio in quest’ultimo Salinger si arrabbiò molto con un fotografo che cercò di scattargli una foto.

Nel corso degli anni Ottanta ebbe una relazione con l’attrice Elaine Joyce. Relazione terminata non appena incontrò Coleen O’Neill, quarant’anni più giovane di lui. I due si sposarono nel 1988. Nel 1999, la scrittrice Joyce Maynard, con la quale ebbe avuto una relazione venticinque anni prima, mise all’asta alcune lettere che Salinger le aveva scritto. Questa serviva per pubblicizzare una sua autobiografia, ma in un dibattito che seguì sia sull’autobiografia che sulle lettere, la scrittrice sostenne che era stata costretta a metterle all’asta a causa dei suoi problemi economici.

Successivamente le lettere furono acquistate per 156.500 dollari dallo sviluppatore di software Peter Norton, la sua intenzione però era quella di restituirle a Salinger. L’anno dopo la figlia Margaret con l’aiuto della madre, sua seconda moglie, pubblicò “Dream Catcher: A Memoir.” In questo suo libro sfata dei miti che erano stati diffusi dal libro di Ian Hamilton, il quale diceva che il forte stress causato dall’esperienza in guerra, lo avessero lasciato profondamente segnato e non riusciva a far emergere gli aspetti traumatici della sua esperienza in guerra.

La figlia Margaret fa un ritratto del tutto diverso del padre, lo descrive come un uomo che ne andava fiero della sua esperienza bellica, aveva mantenuto lo stesso taglio di capelli e conservato la divisa. Oltre a queste presentò altre indiscrezioni riguardanti il padre, ovvero l’interesse per la macrobiotica e la passione per le filosofie orientali. Indiscrezioni screditate poche settimane dopo da parte del fratello Matt tramite una lettera al New York Observer, il quale definì lo scritto della sorella un racconto di pura immaginazione d’infanzia, affermando comunque di non avere alcun potere per dire se la sorella stava alternando i fatti in maniera conscia o no, conclude dicendo che ha vissuto in una casa con due persone completamente diverse descritte dalla sorella.

Negli ultimi anni di vita, nel giugno del 2009, Salinger attraverso i propri avvocati chiese il divieto di pubblicazione di: "60 Years Later: Coming Through the Rye". Un certo California usa il nome d’arte di Jerome David, presentando un volume come seguito del Giovane Holden, senza aver ottenuto l’autorizzazione dallo stesso Salinger. A proposito di tale accaduto Salinger volle tutelare il copyright della sua meravigliosa opera. Il 27 gennaio 2010, il nostro caro scrittore, malato da tempo, morì alla bella età di 91 anni.

1.2 Le opere

Come detto nel paragrafo precedente, il debutto di Salinger avvenne tra il 1939 e il 1940, poco più che ventenne, frequentò il corso serale della Columbia University, quando il suo insegnante Whit Burnett, notando qualcosa di interessante in lui, pubblicò il suo primo racconto per la rivista Story Magazine: “The Young Folks”. L’ambientazione e i personaggi del racconto probabilmente erano tratti dalla vita dell’autore. Salinger racconta con affetto i tentativi di Edna di entrare in contatto con tutti durante le riunioni di famiglia dopo essere tornato a casa dal college intorno al 1935, anche con l'inamabile Bill. Il loro banale scambio viene rapidamente allontanato dalla mente di entrambi gli uomini, lasciando al lettore il compito di trovare un significato nei panni di Edna.

Quando presenta la coppia, sceglie di inquadrare la storia seguendo il matchmaking di Lucille, ma è Edna quella con cui ci identifichiamo. Non era del tutto senza speranza; lui, infatti, insiste di aver rifiutato le avances dell'artista amoroso Barry. Ma Edna è sola e il tentativo di trovare la persona o la cosa reale alla festa fallisce miseramente. Edna voleva che il mondo fosse un posto migliore, più gentile e più puro. Ha affermato di essere stata offesa dalle avances di Barry, ma ha frainteso Bill, sostenendo che era anche "un po' focoso". Il lettore sa che non è così. Bill è un noioso altruista. Il fatto che Edna senta il bisogno di mentire sul suo personaggio la porta a mettere in dubbio la storia di Barry e della bellissima Doris.

Salinger utilizzò la stessa frustrante combinazione di sincerità e falsità con grande efficacia nelle sue opere successive. Di questo racconto, purtroppo, non abbiamo numerose notizie, è apparso in un solo volume della rivista, fortunatamente è stato arricchito e conservato almeno in parte. Scoppiata la Guerra l’autore si arruolò nell’esercito interrompendo per un attimo la sua carriera di scrittore per arruolarsi nell’esercito americano. Come vedremo successivamente i suoi racconti sono incentrati sulle esperienze vissute durante il periodo buio della guerra, concentrandosi proprio su temi molto cari alle giovani generazioni, dando voce alla rabbia e alla frustrazione. Passato il periodo bellico, l’autore non fu molto prolifico fino al 1948 dove inizieranno ad uscire i primi racconti di una lunga serie, i quali poi si riuniranno in un’unica raccolta uscita nel 1953 sotto la voce: "Nine Stories".

I racconti che saranno oggetto di studio principale del nostro lavoro nei successivi capitoli sono:

  • "A Perfect Day for Bananafish"
  • "Uncle Wiggily in Connecticut"
  • "Just Before the War with the Eskimos"
  • "The Laughing Man"
  • "Down at the Dinghy"
  • "For Esmé with Love and Squalor"
  • "Pretty Mouth and Green My Eyes"
  • "De Daumier-Smith's Blue Period"
  • "Teddy"

Nel frattempo, lavora a quello che sarà uno dei capolavori della letteratura americana del XX secolo: "The Catcher in the Rye- Il giovane Holden". Romanzo pubblicato da Little, Brown and Company, dopo essere stato rifiutato dal New York Times per lo stile troppo esibizionistico, non a caso all’inizio il pubblico non fu totalmente entusiasta. Molti critici però iniziarono ad apprezzare il personaggio di Holden e lo stile della narrazione.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/11 Lingue e letterature anglo-americane

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher agostino.deputato.3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura anglo-americana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Consiglio Cristina.
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