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La trama della vita - Jerome Kagan

Nel periodo a cavallo tra le due guerre mondiali, quasi tutti gli psicologi avrebbero spiegato le motivazioni, le emozioni e gli stili comportamentali come dovute alle esperienze vissute nelle rispettive case e con gli amici. L'autore mise in discussione la sua fede sull'influenza della cultura nel 1961 durante il suo lavoro per uno studio longitudinale sullo sviluppo in cui scoprì che 10 bambini che nei primi 3 anni di vita si erano rivelati timidi, paurosi e introversi, da adulti raccontavano che spesso si sentivano insicuri, si appoggiavano ai genitori o al coniuge, evitavano sport e passatempi pericolosi ed erano riluttanti ad accettare sfide difficili.

I 4 soggetti più timorosi del gruppo avevano scelto professioni intellettuali, i 3 bambini che nei primi 3 anni si erano rivelati più intrepidi avevano scelto carriere ad alto tasso di incertezza: allenatore di football in una scuola superiore, ingegnere free lance, imprenditore. I bambini molto timidi, da adulti avevano un sistema simpatico altamente reattivo, questo influenza diverse funzioni psicologiche che preparano una persona ad affrontare un potenziale pericolo o a fuggire. La seconda caratteristica era una struttura fisica alta e sottile. L'estrema timidezza o audacia sarebbero dovute a fattori costituzionali.

Il secondo momento di disillusione si verificò verso la fine degli anni '70 nel momento di analizzare i risultati di uno studio sugli effetti dell'asilo nido su bambini sinoamericani e caucasici che avevano frequentato una struttura gestita da Kagan stesso e due colleghi o erano stati allevati in casa dai 3 ai 21 mesi d'età. I sinoamericani erano più timidi e avevano maggiore attivazione del sistema simpatico (questo poteva essere spiegato dalle disposizioni temperamentali).

Studio longitudinale sui bambini

L'autore diede il via a uno studio longitudinale che coinvolse oltre 450 bambini di 16 settimane. Iniziò a valutare come i bambini reagissero in modo diverso a un evento non familiare e inaspettato, e lo attribuì a configurazioni biologiche ereditate. Da adolescenti mantennero tali disposizioni, per cui si scoprì che tali disposizioni temperamentali erano stabili nel tempo. L'autore sostiene che nessun temperamento può essere considerato la base fondante di un unico tipo di personalità: ciascuno di essi va considerato come una tendenza iniziale a sviluppare una determinata categoria di profili all'interno di una vastissima rosa di possibilità. La personalità è composta dal temperamento e dalle esperienze esistenziali.

Quanti temperamenti?

Sono state identificate 15 disposizioni temperamentali definite in base al comportamento dei bambini (non in base ai loro sentimenti perché gli esperti non erano in grado di misurarli). Tuttavia i piccoli si differenziavano anche per l'intensità del piacere provato in risposta a fattori quali sapori dolci o carezze, e nell'intensità del fastidio indotto da sapori amari o essere maneggiati con sgarbo.

Molecole e geni

Sarebbero circa duemila i temperamenti analizzando i possibili profili genetici. Perché gli psicologi hanno individuato un numero così piccolo di temperamenti quando potrebbero essere circa 2000?

  • È possibile che molti dei 2000 profili genetici non abbiano implicazioni dirette sul temperamento, anche se contribuiscono a uno stato cerebrale.
  • È poi probabile che all'interno di ciascuna disposizione temperamentale esistano vari sottotipi.
  • In terzo luogo, alcune disposizioni temperamentali influiscono su sensazioni troppo sottili per essere colte.
  • Quarto, in alcuni casi il profilo psicologico che si sviluppa dipende dal fatto che il bambino abbia ereditato quel particolare gene dalla madre o dal padre.
  • Infine, un particolare tratto psicologico potrebbe dipendere dalla combinazione tra una certa disposizione temperamentale e l'esperienza oppure solo da una storia esperienziale.

Abbiamo bisogno di conoscere ben più dei geni e del temperamento di una persona per poterne predisporre la personalità adulta. Di norma le condizioni difficili hanno un impatto più forte di qualunque allele, sebbene la combinazione di un ambiente domestico difficile e un allele rilevante sia il miglior elemento predittivo di depressione o ansia rispetto a quel gene o alle condizioni esistenziali presi singolarmente.

Altre origini del temperamento

È utile distinguere le diverse ragioni alla base di una determinata disposizione temperamentale. Per esempio, il mese in cui il bambino viene concepito contribuisce a una determinata serie di temperamenti perché la fisiologia di una donna incinta è influenzata dai mutamenti nelle ore di luce diurna che si verificano in primavera e in autunno. Ad esempio, i bambini concepiti nel periodo autunnale sono più a rischio di sviluppare timidezza e depressione. Inoltre, condizioni insolite nel corso della gravidanza possono contribuire al temperamento: le infezioni materne, lo stress, l'abuso di alcol o droghe o il numero di gravidanze precedenti possono determinare condizioni che portano a disturbi dal punto di vista chimico, anatomico o del sistema immunitario. Questi ultimi determinano specifiche tendenze psicologiche.

Per esempio, madri che hanno fatto uso eccessivo di alcol hanno figli con lievi differenze tra il lato destro e sinistro del viso. Oppure, neonati umani esposti a un trauma violento o a un'infezione durante il primo anno di vita possono sviluppare temperamenti particolari perché i loro cervelli immaturi sono più esposti a determinati agenti stressanti. Ancora, il numero dei fratelli che hanno preceduto la nascita di un bambino (maschio): il cromosoma Y contiene proteine che il corpo della madre riconosce come estranee. La donna incinta produce anticorpi per contrastare tali proteine, che vengono immessi nel flusso sanguigno del neonato. Il primo maschio sfugge a questa reazione immunitaria potenzialmente dannosa, ma ogni figlio maschio successivo corre un rischio più alto. Questo meccanismo entra in azione quando il feto e la madre presentano gruppi sanguigni diversi. Questi figli hanno maggiori possibilità di sviluppare uno stile di vita omosessuale, ma solo se sono destrimani.

Reagire all'inaspettato

Un evento inaspettato non familiare può essere interpretato come un potenziale segnale di pericolo, ma il temperamento influisce sulla qualità, l'intensità e la durata delle reazioni a eventi inaspettati o insoliti. L'amigdala e la corteccia prefrontale orchestrano la risposta individuale all'inaspettato. L'amigdala contiene almeno 5 cluster di neuroni specializzati che reagiscono a qualsiasi evento inatteso o insolito e inviano il segnale ad altri neuroni presenti nell'amigdala e in altri siti cerebrali affinché reagiscano in modo appropriato. Altri neuroni dell'amigdala attivano aree nella corteccia prefrontale che valutano la possibilità di una minaccia, mentre in altri siti cerebrali viene dato il via a reazioni comportamentali e fisiologiche volte a proteggere l'individuo da un potenziale pericolo. Se la corteccia prefrontale dovesse classificare quell'evento come non pericoloso, rimanderà all'amigdala segnali specifici affinché interrompa la procedura di preparazione per il combattimento o la fuga.

Gli esseri umani, come gli animali, differiscono nell'indice di eccitabilità dell'amigdala, e di conseguenza nelle reazioni a eventi inaspettati o insoliti. Kagan e collaboratori hanno filmato i comportamenti di oltre 450 neonati che reagivano a stimoli inaspettati. Erano tutti di 4 mesi, etnia bianca, madri sposate, senza problemi economici, durante la gravidanza non avevano né fumato né abusato di sostanze illecite o alcool. I bambini sono stati esposti a esperienze non pericolose né dolorose, ma inaspettate; in base alle loro reazioni, quindi alla sensibilità della loro amigdala, sono stati classificati in 4 categorie:

  • Bambini ad alta reattività - Il 20% dei neonati iniziavano ad agitare gambe e braccia e a piangere in un terzo delle presentazioni e inarcavano la schiena sollevandola dal supporto su cui si trovavano.
  • Bambini a bassa reattività - Il 40% restava fermo, piangeva o inarcava la schiena raramente, e spesso si produceva in balletti e sorrisi.
  • Inquieto - 1 su 4 non si muoveva molto a piangeva parecchio.
  • Eccitato - 1 su 10 agitava braccia e gambe e spesso sorrideva e faceva versetti, raramente piangeva o inarcava la schiena.

Questi neonati sono stati valutati poi a 1 o 2 anni e sono stati messi in contatto con situazioni non familiari. Circa un terzo dei bambini non manifestava alcun tipo di paura o uno solo; un terzo ne manifestò 2 o 3; l'ultimo terzo 4 o più.

  • I soggetti che manifestavano 1 paura massimo vennero classificati come "minimamente timorosi".
  • I "estremamente timorosi" quelli che ne manifestavano 4 o più.

La maggior parte dei bambini che erano stati neonati ad alta reattività si dimostrò estremamente timorosa, mentre la maggior parte di quelli a bassa reattività si rivelò molto poco timorosa. Gli altri due gruppi avevano livelli di timorosità intermedi.

All'età di 4 anni e mezzo, i bambini parteciparono a una sessione di gioco con altri due coetanei, nella stessa stanza c'erano i rispettivi genitori.

  • I bambini a bassa reattività si dimostrarono due volte più socievoli e loquaci di quelli ad alta reattività.
  • Il 50% di quelli a bassa reattività si rivelò introverso e taciturno e rimase più a lungo vicino alla madre.

Quando i bambini raggiunsero i 7 anni d'età, fu chiesto alle madri e agli insegnanti di raccontare sui segni di paura, introversione o timidezza che avevano potuto osservare nei piccoli. Il 45% dei soggetti che da neonati erano classificati ad alta reattività, a 7 anni presentavano un temperamento ansioso. Tra il gruppo a bassa reattività, il 15% era ansioso a 7 anni.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher oliverqueenarrow di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo cognitivo, affettivo e relazionale tipico e atipico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Fiorilli Caterina.
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