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Elaborato finale di:
Relatore: Burgio Dario Salvatore
Prof. Maurizio Ardagna
Matricola: 0782023
Anno accademico: 2022 – 2023
Abstract
In Italia, pur non disponendo di dati certi a livello nazionale, si può stimare che circa lo 0,9% della popolazione infantile presenti tipologie diverse di disabilità intellettive. Un dato generale sull'età di segnalazione mette in evidenza come nella maggioranza dei casi la diagnosi avvenga, anche per la disabilità intellettiva lieve, entro i 6 anni. Prima dell'età scolare i bambini con disabilità intellettiva grave sono più facilmente identificabili, mentre le disabilità lievi possono non essere riconosciute prima dell'inserimento a scuola. Rispetto al genere, la prevalenza della disabilità intellettiva è più alta nei maschi che nelle femmine, in quanto le anomalie congenite sono più frequenti nei maschi.
L'obiettivo di questa relazione è esaminare il concetto di intelligenza in relazione alla disabilità intellettiva e discutere il ruolo cruciale del docente di sostegno nel favorire un'educazione inclusiva. Verranno esplorate le metodologie inclusive utili per favorire il pieno coinvolgimento degli studenti con disabilità intellettiva, tenendo conto dei principi dell'International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF). Attraverso una revisione della letteratura scientifica, si cercherà di individuare strategie efficaci che permettano agli studenti con disabilità intellettiva di apprendere e partecipare attivamente alla vita scolastica, garantendo loro un accesso equo all'istruzione.
L’obiettivo del seguente elaborato è quello di definire che cos’è la disabilità intellettiva e individuarne l’eziologia; analizzare metodi e strategie efficaci per promuovere l’inclusione di studenti con disabilità; si investigherà sull’importanza di sviluppare l’intelligenza emotiva negli insegnanti e di conseguenza negli studenti al fine di favorire un ambiente inclusivo e rispettoso della diversità.
Parole chiave: Inclusione, Didattica, Empatia, Barriere e Facilitatori
Introduzione
In ambito educativo la didattica inclusiva si configura come un “modus educandi” che nasce per garantire la comprensione dei bisogni educativi dei singoli, per mettere in atto soluzioni funzionali, che possano superare le rigidità metodologiche e le differenze. La didattica inclusiva è la didattica di tutti, che si basa sulla personalizzazione e sull’individualizzazione tramite metodologie attive, partecipative, costruttive e affettive. Di tale didattica non sono responsabili unicamente i docenti specializzati nel sostegno, ma tutti i docenti, ed è infatti rivolta a tutti gli alunni e non soltanto agli alunni con difficoltà.
La funzione docente realizza il suo processo di insegnamento e apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli studenti sulla base degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici. Il decreto legislativo che regola la funzione docente è del 16 aprile 1994 n. 297, art. 395. La professione del docente si sviluppa nella classe a contatto con gli studenti, migliorando le conoscenze e la cura delle relazioni, nella scuola utilizzando i nuovi spazi progettuali e nel territorio per ampliare l’ambiente di apprendimento sia per i ragazzi che per gli insegnanti stessi. Il profilo professionale di un insegnante è costituito da diverse competenze, tra cui competenze psicopedagogiche fondamentali per entrare in rapporto con gli alunni, gestire conflitti che possono nascere all’interno della classe.
È proprio in questo ambito che svolgono un ruolo fondamentale le emozioni. La componente emotiva condiziona l’apprendimento e i processi cognitivi, per questo motivo è fondamentale promuovere un’alfabetizzazione emotiva insegnando già ai bambini a distinguere gli stati emotivi. All’insegnante di oggi si richiede non solo la trasmissione di saperi ma soprattutto un più ampio ruolo educativo considerando gli studenti nella loro individualità, ascoltandoli e osservandoli, rintracciando in ciascuno potenzialità e limiti per poter disegnare uno specifico itinerario di apprendimento.
La didattica inclusiva rappresenta il fiore all’occhiello della didattica italiana, nonostante sia un percorso complesso ed ancora in itinere. In sostanza l’inclusione scolastica è un approccio educativo che mira a garantire a tutti gli studenti, indipendentemente dalle differenze di background, un’istruzione di qualità all’interno della stessa comunità scolastica. Questo concetto promuove un ambiente accogliente e rispettoso delle diversità, dove ogni individuo è valorizzato e supportato nel suo percorso di apprendimento. L’inclusione non riguarda solo l’accesso fisico alla scuola, ma anche l’accettazione sociale e l’adattamento dei materiali didattici.
Il termine inclusione si ricollega al concetto di “Speciale normalità” introdotto da Dario Ianes. Speciale normalità significa, che in sostanza, siamo tutti speciali, che tutti riscontriamo difficoltà di entità e natura diversa che possono aumentare o ridursi in base al fattore tempo e al fattore contesto. Alla fine, sono le specialità che ci rendono normali ed il concetto di inclusione non può che rispecchiare questa tipologia di specialità.
La disabilità intellettiva
Il concetto di disabilità intellettiva è al centro di dibattiti in continua evoluzione all'interno della comunità internazionale. Secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), la disabilità intellettiva è definita come un insieme di condizioni dello sviluppo caratterizzate da significativi deficit delle funzioni cognitive, associati a limitazioni nell'apprendimento, nel comportamento adattivo e nelle abilità. Questo strumento diagnostico è integrato al (DSM) Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, che si occupa esclusivamente dei disturbi mentali; entrambi contribuiscono alla compilazione dei documenti in base all'International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF), al fine di fornire una descrizione completa dell'individuo nel contesto scolastico, seguendo un approccio bio-psico-sociale.
Il termine disabilità intellettiva è stato introdotto dal DSM 5, pubblicato nel 2013, sostituendo quello di ritardo mentale. È proprio questa nuova espressione che include le condizioni di funzionamento limite precedentemente escluse. Il funzionamento adattivo inadeguato si riferisce all'incapacità di un individuo di soddisfare gli standard appropriati per la sua età in determinate aree, come l'autonomia, la responsabilità sociale, la comunicazione, le attività quotidiane, l'indipendenza personale e l'autosufficienza. Il funzionamento adattivo comprende le abilità concettuali, pratiche e sociali di una persona e si riferisce alla sua capacità di fronteggiare le sfide quotidiane in modo efficace e di adeguarsi ai livelli di autonomia previsti per la sua età, il suo contesto socioculturale e ambientale.
Secondo il DSM 5, la disabilità intellettiva si caratterizza per un deficit nelle abilità cognitive generali che influenzano il funzionamento adattivo in tre aree chiave: il dominio intellettivo o concettuale, il dominio sociale e il dominio pratico. Il dominio intellettivo comprende abilità come il linguaggio, la lettura, la scrittura, il calcolo, il ragionamento, la cognizione e la memoria. Il dominio sociale fa riferimento all'empatia, al giudizio sociale, alla capacità di comunicazione interpersonale, alla capacità di formare e mantenere amicizie e ad abilità simili. Il dominio pratico si concentra sulla capacità di gestire in modo autonomo aree come l'igiene personale, le responsabilità lavorative, la gestione del denaro, il tempo libero, oltre alla capacità di organizzare e gestire compiti scolastici e lavorativi. I sintomi della disabilità intellettiva devono emergere durante l'infanzia e vengono valutati in base alla gravità del deficit nel funzionamento adattivo.
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