UNIVERSITÀ TELEMATICA e-CAMPUS
Facoltà di Lettere
Corso di Laurea in Lingue e Letterature Moderne
e Traduzione Interculturale
IMPOLITENESS: FUNZIONI E STRATEGIE PRAGMATICHE
ANALISI DELLA SERIE TV SCANDAL
Relatore: Chiar.ma Prof.ssa Valentina ROSSI
Correlatore: Chiar.mo Prof. Paolo PEPE Tesi di Laurea di:
Stefania RANZANI
Matricola N. 005060179
Anno Accademico 2019/2020
2 Sogna ciò che ti va;
vai dove vuoi;
sii ciò che vuoi essere,
perché hai una sola vita
e una sola possibilità
di fare le cose che vuoi fare.
(Paulo Coelho)
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AUTORIZZAZIONE ALLA CONSULTAZIONE DELLA TESI DI LAUREA
La sottoscritta STEFANIA RANZANI N° di matricola 005060179
nata a MILANO (MI) il 17/01/1967
IMPOLITENESS: FUNZIONI E STRATEGIE
autrice della tesi dal titolo:
PRAGMATICHE. ANALISI DELLA SERIE TV SCANDAL.
AUTORIZZA
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la consultazione della tesi stessa, fatto divieto di riprodurre, parzialmente o integralmente,
il contenuto.
Dichiara inoltre di:
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per quanto necessita l’Università telematica e-Campus, ai sensi della legge n. 196/2003,
al trattamento, comunicazione, diffusione e pubblicazione in Italia e all’estero dei propri
dati personali per le finalità ed entro i limiti illustrati dalla legge.
Data:__________________ Firma__________________
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INDICE
Introduzione……………………………………………………………………...……11
Capitolo I. La cortesia linguistica: il background teorico…………………………...17
1.1. Politeness: le teorie fondanti tra filosofia e linguistica…………………………17
1.1.1. La teoria degli atti linguistici di Austin…………………………………18
1.1.2. Speech Acts: la sistematizzazione di Searle……………………………..22
1.1.3. Le implicature conversazionali e il principio di cooperazione di Grice…25
1.2. Gli approcci teorici della first wave…………………………………………….28
1.2.1. Le norme della cortesia di Lakoff……………………………………….28
1.2.2. I principi della cortesia di Leech………………………………………...31
1.2.3. La teoria della cortesia di Brown e Levinson……………………………35
1.2.3.1. Il concetto di face e i Face Threatening Acts……………………37
1.2.3.2. Le superstrategie………………………………………………...43
1.3. Le critiche al modello di Brown e Levinson, second e third wave…….………49
Capitolo II. Impoliteness Theory: Jonathan Culpeper e l’analisi pragmatica della
scortesia……………………………………………………………….………….……55
2.1. Definire la scortesia: «una vera sfida»……………………….…………….….55
2.2. Le componenti alla base della teoria dell’impoliteness………………..………58
2.2.1. Il concetto di faccia…………………………………………………….59
2.2.2. Le norme sociali……………………………………………………..…61
2.2.3. Le emozioni……..……………………………………………………...64
2.2.4. L’intenzionalità…………………………………………………...……67
2.3. Le superstrategie della scortesia……………………………………………….71
2.3.1. Bald on record impoliteness……………………………………....……72
2.3.2. Positive impoliteness……………………………………………...……73
2.3.3. Negative impoliteness………………………………………..…………74
2.3.4. Sarcasm or mock politeness……………………………………………75
2.3.5. Withhold politeness……………………………………….……………75
2.4. Le funzioni della scortesia………………………………………………..……76
2.4.1. Scortesia affettiva………………………………………………………76
2.4.2. Scortesia coercitiva………………………………………………..……77
7
2.4.3. Scortesia divertente…………………………………………..…………78
2.5. La risposta all’impoliteness: le controstrategie difensive………...…………….81
2.5.1. Mancata risposta o risposta non verbale…………………………..……82
2.5.2. Accettazione dell’attacco alla faccia……………………………………82
2.5.3. Contrasto dell’attacco alla faccia: strategia offensiva e strategia
difensiva………………………………………………………..………………83
2.6. Prosodia, linguaggio non verbale e formule della scortesia……………………85
2.6.1. Prosodia: elementi caratterizzanti e strategie…………….………………86
2.6.2. Il linguaggio non verbale…………………………………………………88
2.6.3. Le formule convenzionalizzate bottom up…………………………..……89
2.7. Impoliteness: l’esercizio del potere ……………………………………………93
Capitolo III. Case Study: Scandal
3.1. Metodologia di analisi………………………………………………………….99
3.2. Scandal: la serie tv……………………………………………………………103
3.2.1. Analisi pragmatica dell’impoliteness in Scandal: risultati e
discussione………………………………………………..……...……108
3.2.1.1.Tipi di strategia……………………………………………………112
a) Bald on record impoliteness……………………………….112
b) Positive impoliteness……...………………………….……124
c) Negative impoliteness………………………………...……134
d) Sarcasmo o mock politeness……………………………….144
e) Withhold politeness………………………………………..146
3.2.1.2. Funzioni della strategia…………………………………………...149
a) Scortesia affettiva……………………...…………………149
b) Scortesia coercitiva……………………………………….152
c) Scortesia divertente………………………………………156
3.2.1.3. Risposte alle strategie…………………………………………….157
a) Accettazione dell’attacco alla faccia………………………158
b) Contrasto all’attacco alla faccia……………………………160
i. Strategia offensiva…………………………………160
ii. Strategia difensiva…………………………………163
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c) Mancata risposta o risposta non verbale……………………165
Conclusioni…………………………………………………………………...………171
Ringraziamenti…………………………………………………………...…………..175
Bibliografia…………………………………………………………………………...177
Sitografia……………………………………………………………………..………183
Appendice - Data sheet tipologia, funzione e risposte alle strategie di impoliteness in
Scandal……………………………………………………………………...……….…..185
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Introduzione
Nell’ambito degli studi pragmatici, la scortesia linguistica rappresenta un fenomeno che
solo in tempi recenti ha riscosso particolare interesse da parte del mondo accademico,
arrivando finalmente ad auto-definirsi come campo di investigazione indipendente
rispetto al filone degli studi pragmatici classici legati alla cortesia. In termini di
“comportamento verbale”, infatti, fino alla metà degli anni Novanta quello della
politeness è stato l’unico tema in grado di catturare l’attenzione degli studiosi, grazie al
successo riscosso fin dalle prime pubblicazioni di rilievo apparse negli anni Settanta.
Questa tesi si propone di analizzare gli aspetti fondamentali della teoria
pragmatica dell’impoliteness, secondo il framework proposto dal linguista britannico
Jonathan Culpeper, al fine di dimostrare in quale misura e con quali declinazioni le
strategie della scortesia linguistica sono riscontrabili in un prodotto estetico come una
serie televisiva. A questo scopo, si è scelto di valutare l’utilizzo di tali tattiche discorsive
all’interno dei primi due episodi del political drama americano Scandal, evidenziando
anche le motivazioni che spingono all’atto scortese e il tipo di riscontro che ne consegue.
Negli scambi conversazionali, i parlanti utilizzano il linguaggio con modalità e
stili diversi, spesso effettuando scelte atte a mantenere un processo comunicativo
“corretto”. Diversamente, gli interattanti possono scegliere di non badare alla scelta delle
parole, o semplicemente il processo attuato è inconsapevole: si arriva così ad utilizzare
modalità linguistiche scortesi per esprimere i propri sentimenti o per affermare il proprio
potere nei confronti dell’interlocutore, o addirittura per creare una situazione di
intrattenimento.
L’utilizzo di un linguaggio cortese o scortese si basa su scelte o spinte
motivazionali che muovono il flusso comunicativo grazie all’impiego di strategie
linguistiche che, in base alle teorie più accreditate, sono in grado di salvare o minacciare
la faccia del destinatario dell’atto. A seconda delle varie declinazioni di questi studi, la
faccia è definita come l’immagine pubblica di sé, il desiderio di risultare credibili, di
essere valutati positivamente o di essere riconosciuti nel nostro ruolo sociale: è
l’immagine che ognuno di noi desidera mantenere, confidando nel fatto che
l’interlocutore operi con rispetto nei nostri confronti. Quando ciò non avviene, l’innesco
di una strategia scortese permette che la faccia subisca un attacco o una minaccia, con un
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atto che il ricevente considera inappropriato a livello comunicativo, poiché promotore di
conflitto sociale.
Come già anticipato, lo studio di tali strategie è affidato all’approccio pragmatico.
La pragmatica linguistica, infatti, studia la lingua in relazione alla sua funzione,
contemplandone elementi propriamente linguistici ma anche dipendenti dal contesto.
L’oggetto del primo capitolo di questa tesi è rappresentato da alcune
considerazioni di tipo filosofico-linguistico che vedono il “linguaggio come azione”,
seguite da una panoramica dei concetti e delle teorie pragmatiche fondanti della politeness
che facilitano la comprensione dell’Impoliteness Theory sviluppata da Culpeper. Infatti,
volendo analizzare il fenomeno (im)politeness, non è possibile esimersi dal fare
riferimento ai precedenti impianti teorici di stampo classico, come la teoria degli atti
linguistici di Austin, ripresa e sistematizzata da Searle, e la proposta di Grice. Il tutto, per
arrivare a definire alcuni framework relativi alla cortesia, in quella che viene denominata
first wave, di cui Brown & Levinson sono i maggiori esponenti.
La prima parte del capitolo presenta il lavoro di Austin e il suo concetto di atto
linguistico, secondo il quale le parole sono in grado di compiere anche azioni: “dire
qualcosa è fare qualcosa” attraverso l’aspetto illocutivo. Vedremo qui come il filosofo e
linguista cerchi di offrire una precisa descrizione delle condizioni di felicità per la buona
riuscita di un atto linguistico: la creazione di un effetto di “felicità convenzionale” si basa
su determinate circostanze esplicitate in una procedura precisa, e il fallimento della loro
esecuzione determina il mancato raggiungimento dello scopo sociale dell’enunciato.
Vedremo anche come Searle riprenda la teoria di Austin, sostenendo però che il
discorso è prevalentemente un’attività sociale dell’essere umano e non una mera azione
collegata all’emissione di un enunciato. Il punto più importante della sua teoria consiste
nell’aver definito l’atto linguistico indiretto, che ha influenzato ampiamente gli studi sulla
cortesia, e quindi sulla scortesia: con un atto linguistico di questo tipo il parlante comunica
all’ascoltatore più di ciò che vuole dire, sulla base di informazioni condivise e l’impiego
di razionalità e inferenza da parte dell’ascoltatore. Tale comportamento porta a violare
alcune delle condizioni di felicità, riprese e riclassificate rispetto a quelle di Austin,
elementi essenziali per un discorso “funzionante”.
Proprio questo riferimento all’atto linguistico indiretto è fondante per il principio
generale di implicatura conversazionale elaborata da Grice: secondo lo studioso, la
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comunicazione è soggetta a un principio generale di cooperazione dettato da regole
conversazionali, e la non aderenza anche ad una sola delle regole, voluta dal parlante,
genera l’implicatura.
Grice ammette che per spiegare ulteriormente il linguaggio potrebbe essere
necessario un approfondimento alle proprie teorie, menzionando in particolare il tema
della cortesia. Lakoff e Leech accolgono il suggerimento tentando di introdurre per la
prima volta una concettualizzazione pragmatica del fenomeno della politeness. Tuttavia,
tali proposte sono state criticate da più pa
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