C I
el r
s s
−
( ) 1 s
= + ' 2
' '
P 3 R R I (6)
r app
mec r
s
= ' 2
' (7)
P 3 R I
app
CEB r
− − − −
2 ' 2
P C P 3 R I 3 R I
= =
el el mec 0 s s r r (8)
−
P C
mec el mec
Il segno negativo nella (8) per la coppia Cel è dovuto al fatto che si sono
mantenuti i versi di riferimento della macchina funzionante come motore e quindi
la coppia elettromeccanica è negativa (frenante) nel funzionamento del DFIG
come generatore [6].
- Funzionamento del DFIG sopra la velocità di sincronismo
Come si è detto, la macchina DFIG deve funzionare da generatore di
elettricità sia sopra il sincronismo (s<0) sia sotto il sincronismo (s>0). Per riuscire
– –
a produrre valori di scorrimento negativi, maggiori in valore assoluto rispetto
valore positivo di R’app
al valore nominale, è necessario introdurre un (che si
somma alla resistenza di rotore), via via crescente.
Questa situazione è illustrata nella figura 7, in cui si presenta un confronto,
a parità di coppia, potenza al traferro e perdite nel rame di rotore, tra le situazioni
con lo scorrimento nominale e con uno scorrimento più negativo, ottenute
rispettivamente senza e con il convertitore.
43
–
Fig. 7 Funzionamento supersincrono del generatore DFIG con e senza il convertitore
In questa figura sono evidenziati con colori diversi tre rettangoli, la cui
area è associata a tre potenze: la potenza al traferro Pgap, che viene trasferita allo
statore, le perdite Joule sul rame di rotore Pjr (corrispondenti a uno scorrimento
curva con R’app=0)
s= -1% sulla e la potenza P recuperata dal convertitore
CEB
sulla curva con R’app>0).
(corrispondente a uno scorrimento s= -5% Quest'ultima
potenza è legata alle precedenti e alla potenza meccanica dalla relazione:
= − − (9)
P P P P
CEB mec gap jr
= ' 2
'
P 3 R I
In questo caso la potenza ha segno positivo, indicando
app
CEB r
che la potenza di scorrimento è inviata in rete attraverso il convertitore, al netto
delle sue perdite di conversione (dovute alla conduzione e alla commutazione dei
componenti elettronici).
- Funzionamento del DFIG sotto la velocità di sincronismo
Data la bidirezionalità del convertitore, la quale gli consente di
comportarsi anche come una resistenza apparente negativa, è possibile far
funzionare il generatore anche a velocità inferiori a quella di sincronismo con
44
Infatti, dall’espressione
s>0. della potenza al traferro (4), si vede che si può avere
flusso di potenza dal rotore allo statore (cioè comportamento della macchina da
generatore) anche con scorrimento positivo, se si riesce a far diventare negativa la
resistenza totale di rotore.
Con riferimento alla medesima macchina, la figura 8 illustra un confronto,
a parità di coppia, potenza al traferro e perdite nel rame di rotore, tra lo
scorrimento nominale (negativo) in assenza di convertitore e uno scorrimento
positivo, ottenibile con il convertitore:
–
Fig. 8 Funzionamento sottosincrono del generatore DFIG con e senza convertitore
, che l’inverter lato rotore
È necessaria una precisazione: la potenza P
CEB
deve fornire, è pari alla somma dei due rettangoli verde e arancione, cioè serve a
compensare sia la quota mancante della potenza al traferro (la parte in aggiunta
alla potenza meccanica) sia le perdite nel rame di rotore. La formula da usare è
sempre la (9), soltanto che si ottiene un valore negativo di P , coerentemente
CEB
col fatto che essa deve essere prelevata dalla rete. Anche in questo caso, la quota
' 2
'
di potenza è proprio la P , ma la potenza, effettivamente prelevata
3 R I CEB
app r
dalla rete, è maggiore a causa delle perdite nel convertitore elettronico
(conduzione, commutazione). 45
Quando ci si avvicina al sincronismo, cioè con valori piccoli di
scorrimento, positivo o negativo, bisogna comunque attribuire alla resistenza
apparente valori negativi, tali da ridurre la resistenza totale. In questo caso,
l’andamento della curva di coppia nell’intorno della velocità di sincronismo
diventa praticamente verticale con derivata positiva sotto il sincronismo e derivata
negativa sopra il sincronismo. In queste condizioni, la potenza del convertitore
P deve compensare essenzialmente le perdite nel rame di rotore.
CEB l’uso del
In conclusione, si può dire che generatore DFIG con convertitore
elettronico di potenza, rispetto ad un sistema con asincrono tradizionale, permette
i seguenti vantaggi:
a) estensione del campo delle velocità di rotore mantenendo tuttavia valori
elevati del rendimento di conversione dato dalla (8);
b) le perdite nel rame di rotore e di statore, a parità di coppia (5), non
aumentano [4 e 6].
Rispetto invece ad un sistema con generatore sincrono, il vantaggio
rilevante sta nel fatto che la taglia del convertitore elettronico non è correlato alla
totale potenza del generatore ma solo per il range di velocità selezionate e di
conseguenza è solo la potenza di scorrimento prelevata o assorbita dalla rete che
transita nel convertitore, ciò si traduce quindi in minori perdite e minor costo.
Pertanto la potenza e quindi il costo del convertitore aumentano quando diventa
più ampio il range delle velocità intorno a quella di sincronismo. La selezione del
range di velocità si basa sulla valorizzazione economica dei costi di investimento
e su una maggiore efficienza [1 e 4].
4.0 Caratteristiche degli impianti a confronto
È conveniente a questo punto illustrare in una tabella le caratteristiche
degli impianti a velocità fissa e variabile in relazione alle tipologie di generatori
appena esposte e in relazione ai sistemi di regolazione e controllo della potenza,
trattati nel capitolo precedente. 46
Velocità Controllo della potenza
Stallo Passo Stallo Attivo
(0) (1) (2)
Velocità fissa Asincrono a gabbia (A) A0 A1 A2
Velocità variabile Asincrono a rotore B0 B1 B2
limitata avvolto (B)
Velocità variabile Asincrono DFIG (C) C0 C1 C2
Sincrono a eccitazione D0 D1 D2
separata (D)
–
Tabella I Tipologie di aerogeneratori e controllo della potenza
Le zone in rosso indicano le combinazioni che non sono adottate dai
costruttori delle moderne turbine eoliche [1].
Le tecnologie di aerogeneratori disponibili oggi nel mondo in rapporto al
mercato sono riportati nella tabella II; vengono illustrate, per i primi sei costruttori
del mercato mondiale, le caratteristiche delle due turbine di potenza maggiore.
47
Costruttore Riferimento Controllo della potenza Tipo di generatore
Tabella I e velocità (Tensione e n° giri)
C1
VESTAS V.80 2MW 1) Passo variabile DFIG
2) Velocità variabile limitata 690V / 905-1915 rpm
B1
VESTAS V.80 1,8MW 1) Passo variabile Asincrono, R variabile
2) Velocità variabile limitata 690V / 1800-1980 rpm
Sincrono con circ.
D1
ENERCON E112 4,5MW 1) Passo variabile eccitazione
2) Velocità variabile totale 440V / 8-13 rpm
Sincrono con circ.
D1
ENERCON E66 2MW 1) Passo variabile eccitazione
2) Velocità variabile totale 440V / 10-22 rpm
C1
NEG MICON NM80 2,75MW 1) Passo variabile DFIG
2) Velocità variabile limitata 960V stat / 690V rot.
756-1103 rpm
A2
NEG MICON NM72 2MW 1) Stallo attivo Asincrono a gabbia
2) Velocità fissa 960V / 2 velocità 1002,4
1503,6 rpm
C1
GAMESA G83 2MW 1) Passo variabile DFIG
2) Velocità variabile limitata 690V / 900-1900 rpm
B1
GAMESA G80 1,8MW 1) Passo variabile Asincrono, R variabile
2) Velocità variabile limitata 690V / 1818-1944 rpm
C1
GE WIND GE104 3,2MW 1) Passo variabile DFIG
2) Velocità variabile limitata 3,3kV stat / 690V rot
1000-1800 rpm
C1
GE WIND GE77 1,5MW 1) Passo variabile DFIG
2) Velocità variabile limitata 690V / 1000-2000 rpm
A2
BONUS 82 2,3MW 1) Stallo attivo Asincrono a gabbia
2) Velocità fissa 690V / 2 velocità 1000
1500 rpm
A2
BONUS 76 2MW 1) Stallo attivo Asincrono a gabbia
2) Velocità fissa 690V / 2 velocità 1000
1500 rpm
–
Tabella II Caratteristiche tecniche dei generatori e modalità di controllo della potenza
48
Dai dati evidenziati in tabella II emerge che, per le moderne turbine
eoliche a 3 pale vengono utilizzati:
➢ Lo stallo attivo è utilizzato con generatore asincrono a due velocità;
➢ Il controllo di passo è combinato con le turbine a velocità variabile
al fine di estendere il campo di velocità del vento sfruttabili e avere
una maggiore potenza;
➢ Solo uno dei dieci maggiori costruttori offre una turbina a velocità
variabile con generatore sincrono senza moltiplicatore di giri [1 e
11]. 49
Capitolo 3
Impianti elettrici del campo
1.0 Impianto elettrico di torre
Come evidenziato nei capitoli precedenti, all’interno della navicella sono
alloggiati il generatore elettrico e le eventuali apparecchiature di potenza.
Generalmente l’energia elettrica prodotta in bassa tensione viene poi
convogliata alla base della torre dove è presente un trasformatore che eleva la
tensione fino ai valori di 20 o 30 kV. L’energia disponibile a livello di MT viene
quindi immessa nel sistema di distribuzione interno al campo eolico per poi essere
convogliata verso la rete di trasmissione.
La figura 1 rappresenta un impianto di torre eolica tipico con generatore
sincrono. 50
–
Fig. 1 Schema unifilare di una torre eolica equipaggiata con un generatore sincrono a velocità
di rotazione variabile
Dallo schema è possibile notare la presenza di un sistema elettronico di
conversione della frequenza costituito da un convertitore doppio stadio. Il primo,
quello AC-DC è posto sulla navicella, il secondo a base della torre. Il secondo
stadio, nella fattispecie, è costituito da un chopper, un inverter e dei filtri che
generano una forma d’onda rispondente alle caratteristiche richieste dalla linea di
51
distribuzione all’interno del campo eolico. A valle delle apparecchiature di
conversione, è installato un trasformatore per l’uscita in MT.
Sono inoltre presenti:
➢ un contattore sul lato BT con funzione di manovra;
➢ un interruttore, generalmente in SF6, associato ad un sezionatore con lame
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Connessione degli Impianti Fotovoltaici agli Impianti Elettrici in Bassa Tensione, Tesi