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CORSO DI STUDIO TRIENNALE IN

LETTERE

TESI DI LAUREA

IDENTITÀ, MASCHERA E FOLLIA

NELLA POETICA DI LUIGI PIRANDELLO

LAUREANDA RELATORE

Sara Prisco Chiar.mo Prof. Gianfranco Bartalotta

ANNO ACCADEMICO 2023-2024 A mia madre,

la luce che illumina il percorso della mia vita,

colei che mi ha insegnato ad essere forte,

a raggiungere ogni traguardo a testa alta.

1

INDICE

Introduzione…........................................................................................4

Capitolo I Identità………...………………………………………………..6

1.1 Seguire il cuore…………………………………………………..6

Dare vita all’anima……………………………………………….8

1.2

1.3 Scegliere in cosa credere…………………………….……….11

personaggi in cerca d’autore……………………………..14

1.4 Sei

1.5 Uno, nessuno e centomila…………………………….……....17

Capitolo II Maschera.…………………………………………………….21

2.1 Chi sono io?.........................................................................21

2.2 Tra vita e forma……………………………………………...…23

2.3 Altro da sé……………………………………………………....31

2.4 Il fu Mattia Pascal…………………………………...………....33

2.5 Vedersi vivere…………………………….…………………….38

Capitolo III Follia………………………………………………………….42

3.1 Guardare oltre………………………………………………....42

3.2 Perdita di lucidità………………………………………………44

Amore folle……………………………………………………..47

3.3

3.4 I limiti della realtà…………………………………...…………50

del doppio…………………………….………….....61

3.5 Il mistero

Conclusioni……………………………………………………...…………..67

Bibliografia………………………………………………………………..…71

Ringraziamenti…….…………..……………………………………………79

2

Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario

in una campagna d'olivi saraceni affacciata agli orli d'un altipiano

d'argille azzurre sul mare africano.

LUIGI PIRANDELLO

3

INTRODUZIONE

Corre l’anno 1867 e ci troviamo a Càvusu, un termine derivante

dall’antico vocabolo greco Kaos: così veniva chiamata una contrada di

Agrigento. Proprio qui, su di un bellissimo altopiano sorge una casetta di

‘’Io

campagna circondata da un intricato bosco: son figlio del Caos; e non

allegoricamente, ma in giusta realtà’’. Queste le parole di Luigi Pirandello

il quale descrive la sua venuta al mondo, in una notte di giugno, con

delicatezza, come una lucciola nel buio della notte. Da quel momento

inizia il suo viaggio sulla terra e passo dopo passo, giorno dopo giorno,

comincia a scrivere su pagine bianche la storia del suo percorso di vita

diventando drammaturgo, poeta e scrittore. Quando nasce un bambino,

nessuno sa cos’avrà in serbo per lui il destino e nemmeno costui avrebbe

immaginato che ancora centocinquantasette anni dopo la sua scomparsa

ci sarebbero state persone che avrebbero raccontato di lui. Ma cosa si

intende con raccontare di una persona? Innanzitutto, che quest’ultima ti

è rimasta nel cuore, che ti ha insegnato qualcosa attraverso il suo

personale pensiero. ha sempre affascinata perché ha un’etimologia

Il termine insegnare mi

strabiliante: deriva dal latino insignare e significa lasciare un segno,

rimandando al sostantivo signum che esprime un marchio. Ciò

sottintende la personale rielaborazione di quel pensiero che ti ha

‘’segnato’’, per renderlo tuo per sempre, aggiungendo un po’ della tua

personalità a quei concetti che ti rappresentano. Dunque, iniziamo

l’uomo umano,

questo racconto conoscendo che riflettette sull’animo

quella parte insita dentro di noi non visibile agli occhi, perché frammento

spirituale del nostro essere; un’affascinante concezione che però

‘’animo

Pirandello riduce ad una prigione. Egli parla di imprigionato’’: ci

verrebbe da pensare alla prigione rappresentata dal corpo, ma costui si

riferisce alla società; una società che costringe gli esseri umani ad essere

diversi da come sono realmente. 4

Luigi Pirandello sostiene che l’uomo ‘’C’è una

non è mai se stesso:

maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando

1

stai da solo resti nessuno’’ . Indossiamo maschere, appariamo in modo

da sentirci sempre adeguati alla situazione che stiamo vivendo, ma in

realtà chi siamo? Come si può scandagliare nel nostro animo puro per

Perché l’uomo non è

ritrovare noi stessi? vero con chi gli sta intorno? Le

domande dell’autore in questione sono infinite; vanno dalla paura del non

sentirsi accettati nel mondo alla voglia di fuggire da esso. La paura

accomuna gli uomini, la voglia di essere liberi anche.

L’obiettivo di questa tesi è comprendere la vera natura umana e gli abissi

nei quali si cela la vera personalità, ripercorrendo il complesso pensiero

pirandelliano: un mondo così vasto, il quale offre vari spunti su cui

riflettere.

Luigi Pirandello non ha lasciato nulla in sospeso. I temi a lui cari fluttuano

dalla questione della venuta al mondo sino alla crescita in società,

dall’apparire diversi pur di piacere sino al concetto di libertà, senza

tralasciare il concetto di morte. Ogni fase della vita è, a suo parere, un

importante punto di osservazione e analisi. Ogni passo compiuto

dall’uomo ha un senso ed ogni scelta è decisiva per il futuro. Il concetto

di libertà sarà il filo conduttore, perché essa è il fine ultimo al quale aspira

ogni uomo. Luigi Pirandello ci insegna che dobbiamo innanzitutto essere

e, in conseguenza di ciò, essere liberi, riflettendo su noi stessi,

mettendoci in discussione, affrontando noi stessi prima di chiunque altro.

Perché un uomo viene al mondo senza catene, eppure non vive in

libertà? Sarà questo il punto cardine attorno al quale ruoterà la

in questione

rielaborazione del pensiero dell’autore e giungeremo ad una

risposta esplorando le tre aree principali che caratterizzano la sua

poetica: identità, maschera e follia.

1 Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila, a cura di S. Campailla, Newton Compton

Editori, Roma 2015, p. 204. 5

CAPITOLO I

IDENTITÀ

1.1 Seguire il cuore nel 1867 a Grigenti, l’attuale Agrigento in Sicilia. Il

Luigi Pirandello nasce

padre Stefano Pirandello apparteneva ad una famiglia di commercianti di

zolfo e la madre Caterina Ricci Gramitto era anch’essa di famiglia

benestante. Il borgo natale resterà per sempre nel suo cuore tanto che

alcuni romanzi saranno ambientati proprio lì, in quella città dal carattere

attraente e allo stesso tempo intrigante. Egli iniziò la sua istruzione in

con l’avanzare dell’età

casa e i genitori, desiderando il meglio per lui,

vollero orientarlo verso materie tecniche, ma egli era attratto da quelle

letterarie. I genitori, o per meglio dire la società, era convinta che le

discipline letterarie e filosofiche non portassero al successo economico,

un’applicazione di esse nel mondo reale.

in quanto non vedevano

Retribuzione, materialità, ostentazione: questi sono i valori che

prevalgono nella società. Le persone sono convinte che il possesso di

denaro, di conseguenza di oggetti, renda loro esseri umani completi. In

verità invece il consumismo rappresenta un apparente benessere, che

mette in condizione l’uomo

riduce la capacità di pensiero e di tendere

sempre più a definire la sua identità secondo il suo avere e non il suo

attraverso l’astrazione

essere. Le materie umanistiche, di pensiero,

conducono l’individuo alla libertà di scelta, di azione e aiutano a denudare

i volti, a togliere le maschere, di cui Pirandello ci parla costantemente:

‘’Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante

2

maschere e pochi volti’’ . Cosa significa esattamente? Dal momento in

cui si mette piede nel mondo, dobbiamo sottostare a regole non scritte.

L’uomo a una dimensione 3

In di Herbert Marcuse , la società occidentale

2 Ivi, p. 208. –

3 Filosofo e sociologo tedesco naturalizzato statunitense (Berlino 1898 Starnberg

1979). 6

viene rappresentata come una ragionevole democrazia, anche se l’uomo

ha una sola libertà, quella di poter scegliere tra diversi prodotti. Tale

libertà, dunque, risulta essere fittizia perché questi bisogni sono indotti,

Per questo l’uomo tende a vivere in

inculcati dalla società dei consumi.

base ad un pensiero costruito, non autentico e ad indossare maschere

differenti: al lavoro, con gli amici, con i familiari, una per ogni situazione.

La sera però, quando la giornata volge al termine, si ritrova a fare i conti

con la sua vera identità ed i suoi pensieri. È qui che sorge il più grande

mistero esistenziale: la notte sembra durare un’infinità quando la vita

costruita all’esterno non rispecchia quella che si desidera interiormente

‘’abisso’’

e così si crea un di riflessioni. Il filosofo Blaise Pascal sosteneva

che l’uomo cade in un oblio profondo quando inizia a porsi domande

esistenziali sulla vita ed è per questo motivo che di giorno si stordisce nel

cosiddetto Divertissement, ovvero qualsiasi piacere che impedisca alla

mente di pensare e la aiuti ad essere sempre altrove. Le materie

umanistiche spingono le menti al limite, le portano al confronto diretto

con l’Io più profondo. Chi siamo se non pensiamo? Cogito ergo sum,

afferma nel XVII secolo il grande filosofo Renè Descartes, secondo cui

quindi l’uomo esiste in quanto pensa. Letteratura, scrittura, filosofia:

l’uomo

come può vivere senza? Solo con esse si può essere liberi e ricchi

nell’animo. Eppure, nella stragrande maggioranza dei casi, si insegue il

denaro e si procede verso studi tecnici, professionali, con l’aspettativa

che essi conducano immediatamente al lavoro, ignorando a priori

indirizzi di studio umanistici. Non è stato sempre così. In passato ci

furono molti autori attratti dalla complessità del pensiero e Luigi

Pirandello era uno di loro. Amante del funzionamento dei legami sociali,

analizzava, interpretava, studiava, si innamorava della vita e soprattutto,

la raccontava in ogni sua sfaccettatura. Tornando al nostro autore, studiò

al Liceo classico di Palermo, dove la famiglia si trasferì nel 1880 e poi nel

1887 proseguì gli studi a Roma, iscrivendosi alla facoltà di Lettere e si

dedicò in particolare alla filologia romanza. Qui non ricevette la sua

7

Laurea a causa di opinioni contrastanti con un a riguardo della sua tesi;

fu così che proseguì il suo percorso di studi a Bonn nel 1889, per poi

laurearsi nel Marzo del 1891 in Filologia romanza con una tesi sul dialetto

‘’tra

di Grigenti, sul quale successivamente scriverà: le non poche altre

del dialetto siciliano, è incontestabilmente la più pura, la più dolce, la più

ricca di suoni, per certe sue particolarità fonetiche, che forse più d’ogni

4

altra ravvicinano alla lingua italiana’’ .

Cambiare luogo significa anche cercare noi stessi. Molte volte si crede di

non essere validi, di avere idee errate, per poi scoprire di essere nel

posto sbagliato. La Terra è un posto così immenso da rendere riduttiva

l’idea di continuare la vita, per la sua brevità, nel luogo natale. Esplorare,

conoscere culture e stili di vita, assaporare l’ebbrezza di essa: siamo su

questo pianeta per conoscerlo e viverlo a pieno, non per abitarlo.

Inseguire i desideri fino in fondo è fondamentale per non avere alcun tipo

di rimpianto in futuro.

Dare vita all’anima

1.2 Quando tu riesci a non avere più un ideale

perché osservando la vita sembra

un’enorme pupazzata,

senza nesso, senza spiegazione mai;

quando tu non hai più un sentimento,

perché sei riuscito a non stimare,

a non curare più gli uomini e le cose,

e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi,

e l’occupazione, che sdegni?

quando tu, in una parola, vivrai senza la vita,

penserai senza un pensiero,

sentirai senza cuore?

4

Luigi Pirandello, Liolà, a cura di S. Campailla, Newton Compton Editori, Roma 2017,

p. 87. 8

allora tu non saprai che fare:

sarai un viandante senza casa,

un uccello senza nido.

5

Io sono così .

Il nostro autore visse tra ‘800 e ‘900, periodo complesso in cui ci fu una

forte disgregazione dell’Io ed una grande perdita di certezze collettive; è

per questo che egli cerca di scandagliare negli abissi della personalità

umana per comprenderla al meglio. Per entrare a contatto con la mente

di una persona bisogna innanzitutto capire le circostanze in cui è

cresciuta, perché le letture, gli studi, le correnti di pensiero dei suoi anni

hanno influenzato la personalità, il modo di essere e di vedere le cose.

Ogni persona, di qualsiasi nazionalità essa sia, è quella che è grazie al

suo vissuto e alle sue esperienze personali. A tal proposito ricordiamo

considerava l’esperienza l’unica

l’empirismo, una corrente filosofica che

vera fonte di conoscenza. Uno dei suoi principali esponenti, John Locke

la mente dell’uomo, all’atto di venire al

(XVII secolo) sosteneva che

era come una ‘’tabula rasa’’.

mondo, La metafora indica la mancanza di

conoscenze a priori nell'intelletto umano e dunque la sua piena capacità

di acquisire qualsiasi nozione e consapevolezza. Dunque, come è

cresciuto Pirandello? Uomo e scrittore, nato e vissuto sullo sfuggente

discrimine di due secoli, due ideologie, due diverse problematiche

letterarie, tiene necessariamente come uomo caratteri degli uni e degli

altri e presenta inevitabilmente, come scrittore, una poetica che contiene

6

una fisionomia dilemmatica .

’Scienza,

‘ dunque predizione; predizione, dunque azione’’. Queste le

parole di Auguste Comte, padre del positivismo, un movimento filosofico

e scientifico diffuso nella prima metà dell’800 che riteneva vere solo

quelle conoscenze fornite dalle scienze. La metafisica in quegli anni non

5 Luigi Pirandello, Lettera alla sorella Lina, 13 ottobre 1886. in ‘’Belfagor’’

6 Lucio Lugnani, Genesi ed evoluzione del personaggio pirandelliano,

Vol.21, 1996, p. 25. 9

era più considerabile, in quanto proponeva una conoscenza della realtà

basata su metodi non-empirici. «Nonostante questa profonda incidenza

culturale, il positivismo... ha finito per sembrare un nuovo dogmatismo,

avente la pretesa di racchiudere l'uomo negli schemi riduttivi della

scienza. Anzi, il positivismo... è apparso come una nuova metafisica della

scienza... Tutto ciò spiega la massiccia "reazione antipositivistica" che ha

caratterizzato la filosofia degli ultimi decenni dell'Ottocento e degli inizi

7

del Novecento» . Pecca del positivismo fu il non dare risposte ai dissidi

interiori dell’essere umano, che ancor più di prima si interrogava sui suoi

bisogni e sulle sue aspirazioni. Ci fu una crisi dovuta al fatto che anche

la scienza ha i suoi limiti e dietro al buio di questi si nasconde la profonda

angoscia del genere umano che si sente distaccato dalla società che lo

circonda e che non asseconda le sue esigenze. Fu così che si ritorn

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saraprisco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Bartalotta Gianfranco.
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