L'identità durante l'adolescenza
L'entrare nel periodo adolescenziale ed uscirne costituiscono momenti di forte cambiamento. In questo periodo molte certezze consolidate sono messe in discussione perché immaginare il proprio futuro e prepararsi anche ad affrontarlo può risultare particolarmente difficile.
È in queste circostanze che risulta importante il raggiungimento di una nuova stabilità e continuità personale, necessaria per poter prendere decisioni consapevoli sulla propria vita futura. Tale stabilità corrisponde al sentimento di identità personale.
Il concetto di identità secondo Erikson
Erikson usò per la prima volta il termine identità dell'io (ego-identity) e poi di identità: la dotazione biologica, l'organizzazione e l'esperienza personale e l'ambiente culturale, contribuiscono a dare significato, forma e continuità all'esistenza unica di ciascuno. Come già sappiamo, Erikson concepì la vita di un individuo come una successione di fasi ad ognuna delle quali è assegnata una funzione evolutiva di natura psicologica.
L'adolescenza ha per compito l'acquisizione di un'identità coerente vs la diffusione di identità. L'identità è una nuova acquisizione, ma anche la ricapitolazione delle acquisizioni raggiunte nelle tappe precedenti dello sviluppo.
Acquisizione di identità
L'acquisizione di identità comporta:
- Il raggiungimento di una percezione matura del tempo, a cui è legata la capacità di prefigurarsi le realizzazioni ed in cui si esprime la fiducia di base sperimentata nelle prime fasi di vita.
- La certezza stabile nella percezione di sé (contrapposta al dubbio ed alla preoccupazione ossessiva sulla propria identità), in cui si esprime il sentimento di autonomia sviluppato nell'infanzia.
- L'assunzione e la sperimentazione dei ruoli senza cadere in definizioni negative di sé e nella riattivazione del senso di colpa sperimentato alla fine dell'infanzia.
- La capacità di sentirsi adeguati dal punto di vista produttivo in contrapposizione al timore paralizzante nei riguardi del lavoro adulto, in cui si riattiva il sentimento di inferiorità, proprio dell'età scolastica.
- L'acquisizione di un'identità sessuale definita e stabile.
- La capacità di un confronto con l'autorità o assunzione di autorità.
- La definizione di un orientamento consapevole nei propri ideali personali e sociali.
Gli stati di identità secondo Marcia
Marcia, uno psicologo clinico formatosi all'Ohio State University ed al Massachusetts Mental Health Center di Boston, ha dedicato gran parte della sua carriera a studiare il processo di costruzione di identità, partendo dal costrutto teorico eriksoniano. L'osservazione delle diverse modalità con cui gli individui studiati, tutti verso la fine dell'adolescenza, affrontavano il problema dell'identità spinse Marcia a postulare quattro stati dell'identità, sulla base di due fattori di crescita: l'esplorazione/crisi e l'impegno.
L'esplorazione riguarda come e quanto l'individuo abbia indagato e sperimentato credenze e direzioni di crescita diverse. L'impegno si riferisce alla scelta di una tra le varie alternative che il soggetto percepisce disponibili nei diversi ambiti vitali.
Gli stati di identità possono essere:
- Acquisizione dell'identità
- Moratorium
- Blocco dell'identità
- Diffusione
Chi ha acquisito l'identità ha messo in atto un'esplorazione significativa delle alternative presenti nei diversi ambiti vitali ed ha assunto impegni seri. Chi si trova nello stadio definito moratorium è ancora nella fase esplorativa della propria esperienza: gli impegni non sono ancora assunti in maniera netta, ma è presente uno sforzo notevole per raggiungere tale situazione. Chi è in uno stato di blocco dell'identità è notevolmente impegnato in alcuni ambiti (es. professionale, ideologico, religioso), ma senza aver effettuato alcuna esplorazione delle alternative disponibili. È come se avesse mantenuto le identificazioni ed i valori precedenti senza metterli in discussione. Chi si trova nello stato di diffusione dell'identità ha effettuato vari tentativi di esplorazione, ma sempre in modo superficiale. Vi è in questo caso assoluta mancanza di impegno.
Conclusioni sugli stati di identità
Non si può tuttavia sostenere che il modello degli stati di identità corrisponda ad una teoria dello sviluppo dell'identità, ma da studi di ordine empirico e da altri teorici, effettuati successivamente, si deve ritenere che la maggior parte dei soggetti costruisce una propria "identità imperfetta", cioè un'identità in equilibrio tra i diversi stati indicati da Marcia.
L'età adolescenziale conosce, dunque, diversi momenti di esplorazione/crisi che possono risolversi, o meno a seconda dell'orientamento assunto dall'insieme delle forze in gioco, nella costruzione di una componente rilevante dell'identità del soggetto. L'individuo, in vari periodi, è posto di fronte a diverse alternative e deve scegliere assumendo un impegno preciso (modello focale di Coleman).
Problemi durante l'adolescenza
È importante che gli adolescenti possano affrontare i problemi, anche quelli più gravi, pochi per volta, in successione. L'età adolescenziale occupa gran parte della seconda decade della vita. Molti cambiamenti possono aver luogo in tale periodo, dando la possibilità al soggetto che li vive, di recuperare la propria forza psicologica dopo ogni episodio di coinvolgimento emotivo più intenso e di affrontare la difficoltà successiva. Il dover far fronte ad una molteplicità di problemi contemporaneamente rischia di rendere la situazione non risolvibile.
L'immagine di sé
L'immagine di sé consiste nella descrizione di sé fornita dall'individuo: è l'aspetto cosciente dell'identità. Essa regola l'autostima, l'autoefficacia (cioè l'idea di essere in grado di compiere un'attività, di seguire un modello), l'aspettativa di essere accolto ed apprezzato dagli altri, la soddisfazione di sé, piuttosto che l'emergere di sentimenti di inadeguatezza.
Cooley sostiene che il sé è una costruzione sociale che implica l'interiorizzazione degli atteggiamenti di "altri significativi". Il soggetto fa propri gli atteggiamenti che gli altri esprimono nei suoi confronti; queste valutazioni riflesse definiscono quello che metaforicamente viene indicato come il "looking-glass-self".
Nell'adolescenza, l'ancoraggio sociale dell'immagine di sé è ancora più evidente che negli altri periodi della vita: l'incertezza generata dai mutamenti fisici ed emotivi e dalle diverse attese sociali che ad essi sono connessi (passaggio ad un nuovo tipo di scuola, relazioni eterosessuali, far parte di un gruppo di coetanei) porta ad una ancora maggiore dipendenza dagli altri per la conferma dell'immagine e della stima di sé.
Gli adulti (genitori, insegnanti, istruttori sportivi) sono importanti per la definizione dell'immagine di sé degli adolescenti. Così l'immagine di sé elaborata dagli adolescenti rifletterà in parte le aspettative degli insegnanti. Allo stesso modo, quando gli allievi percepiscono le valutazioni espresse dagli insegnanti, le quali determinano in loro delle autovalutazioni corrispondenti, si origina un "bias", a partire dalle impressioni percettive, dall'"effetto alone" e dall'etichettamento degli allievi nelle normali interazioni in classe.
Gli allievi rispondono a questo processo di etichettamento adattando il proprio comportamento alle etichette di "successo" o di "fallimento". Il successivo rinforzo di questi modelli di comportamento influenzerà la stima di sé degli adolescenti, ed in alcuni casi, i giovani cesseranno di considerare gli insegnanti, "altri significativi", al punto da creare sottoculture in opposizione alla scuola, che saranno sostenute dal gruppo dei pari.
I coetanei possono assumere per alcuni aspetti rilevanti dell'immagine di sé (ad es. qualità fisiche, simpatia, coraggio), un'importanza anche superiore a quella dei genitori e degli altri adulti, perché controllano una parte notevole della vita e delle risorse sociali dell'adolescente. Ad esempio, in una realtà in larga parte controllata dai coetanei come è la scuola, può essere importante il modo di vestire, la simpatia, il successo nelle attività extrascolastiche, almeno quanto il successo nelle attività strettamente scolastiche.
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