Sociologia dei processi culturali
Prof.ssa Emanuela C. Del Re
Modulo 8: L'identità
Il concetto di identità
Il termine identità ha una lunga storia: deriva dal latino idem che implica uguaglianza e continuità. Sebbene abbia origini antiche, soltanto negli anni '20 del XX secolo è diventato di uso comune. Le discussioni sull'identità si svolgono in due ambiti in particolare:
- Psicodinamico;
- Sociologico.
La tradizione psicodinamica emerge con la teoria di Freud dell'identificazione, un processo che porta il bambino ad assimilare (o introiettare) le persone esterne o gli oggetti, in genere il superego dei genitori. La teoria della psicodinamica enfatizza il nucleo centrale interiore della struttura psichica, nel suo avere una continuità attraverso l'identità (spesso conflittuale).
La tradizione sociologica delle teorie sull'identità è legata all'interazionismo simbolico, ed emerge dalle teorie pragmatiche sul concetto di sé elaborate dagli studiosi William James e Geoge Herbert Mead. Il sé è una capacità esclusivamente umana che permette alle persone di riflettere sulla propria natura e sul proprio mondo sociale, attraverso la comunicazione e il linguaggio. Sia James sia Mead vedono il sé come un processo che si sviluppa in due fasi:
- La fase dell’IO, che è interiore, individuale, creativa, determinante e non conoscibile;
- La fase del ME, che è più conosciuta, esterna, determinata e sociale.
L'identificazione, in questo caso, è un processo di denominazione delle cose nelle categorie socialmente costruite, un processo nel quale il linguaggio ha un ruolo prominente.
L'identità secondo Peter Berger è chiaramente costruita socialmente, sostenuta socialmente e si trasforma socialmente.
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Filosofia teoretica - identità e differenza
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