UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “ROMA TRE”
DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA
CORSO DI LAUREA LMG/01 GIURISPRUDENZA
TESI DI LAUREA
in
Diritto costituzionale regionale
La disciplina emergenziale della Protezione Civile
nel riparto costituzionale delle competenze
Relatore: Chiar.mo Laureando:
Prof. Leonardo Pace Matteo Colizzi
Anno Accademico 2024 – 2025
S
OMMARIO
INTRODUZIONE ............................................................................ 1
CAPITOLO I – LA DISCIPLINA EMERGENZIALE
NELL’ORDINAMENTO ITALIANO ............................................ 4
1.1. D ’ .................... 4
ALL ETIMOLOGIA DI EMERGENZA A UNA SUA DEFINIZIONE
1.2. T ........ 11
IPOLOGIE DI EMERGENZE PREVISTE DALLA NORMATIVA VIGENTE
1.3. V ’ :
ERSO L EMERGENZA LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI
S .............. 15
MOBILITAZIONE DEL ERVIZIO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE
1.4. D .. 17
ICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA DI RILIEVO NAZIONALE
1.5. D ... 28
ICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA A LIVELLO REGIONALE
CAPITOLO II – LA GESTIONE DELL’EMERGENZA: TRA
ORDINARIETÀ E STRAORDINARIETÀ .................................. 32
2.1. S ’ ................... 32
TRUMENTI ORDINARI PER LA GESTIONE DELL EMERGENZA
2.2. S ’ .......... 37
TRUMENTI STRAORDINARI PER LA GESTIONE DELL EMERGENZA
2.2.1. L’urgenza si fa legge: il decreto-legge “emergenziale” ............... 38
2.2.2. La scacchiera dell’emergenza: il ruolo strategico delle ordinanze
di protezione civile a livello nazionale .......................................................... 44
2.2.3. Le ordinanze regionali: una risposta di prossimità ...................... 57
CAPITOLO III – L’EVOLUZIONE NORMATIVA DELLA
PROTEZIONE CIVILE: IL RUOLO DELLO STATO E DELLE
REGIONI ........................................................................................ 62
3.1. L’ R :
EVOLUZIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE E LA NASCITA DELLE EGIONI
.......................... 62
DA UN SISTEMA CENTRALIZZATO A UN REGIONALISMO ATTIVO
3.2. L C : V
A PROTEZIONE CIVILE IN OSTITUZIONE LA RIFORMA DEL TITOLO NEL
2001 ........................................................ 68
E IL NUOVO RIPARTO DI COMPETENZE
3.3. L -
A PROTEZIONE CIVILE COME LABORATORIO DEL REGIONALISMO POST
V ...................................................................................... 74
RIFORMA DEL TITOLO
3.4. L C ’
A ORTE COSTITUZIONALE IN QUALITÀ DI GARANTE DELL EQUILIBRIO
S R . 77
DELLA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE LEGISLATIVE TRA TATO E EGIONI
I
3.5. D :
ALLA SUSSIDIARIETÀ ALLA LEALE COLLABORAZIONE I PRINCIPI
S
COSTITUZIONALI COME CHIAVE DI LETTURA DEL ISTEMA RETICOLARE DI
............................................................................................ 86
PROTEZIONE CIVILE
3.6. U ’ :
N ORGANIZZAZIONE DIFFUSA A CARATTERE POLICENTRICO LA
C
PROTEZIONE CIVILE DEL NUOVO ODICE TRA TRASVERSALITÀ DELLA MATERIA E
..................................................................................... 96
PLURALISMO PARITARIO
CAPITOLO IV – COVID-19: TRA ACCENTRAMENTO
STATALE DELL’EMERGENZA E “FUGHE IN AVANTI”
DELLE REGIONI E DEGLI ENTI LOCALI ............................ 103
4.1. L’ C -19 S
EMERGENZA DA OVID NELLE MANI DELLO TATO E IL RUOLO
R E ............................................ 103
RESIDUALE DELLE EGIONI E DEGLI NTI LOCALI
4.2. L ’ C -19:
A GIURISPRUDENZA SULL EMERGENZA OVID TRA NECESSITÀ DI
................................. 111
UNIFORMITÀ NAZIONALE E ISTANZE NORMATIVE LOCALI
BIBLIOGRAFIA .......................................................................... 121
RINGRAZIAMENTI ................................................................... 143
II
I
NTRODUZIONE
La protezione civile rappresenta oggi uno dei settori più complessi ma, allo
stesso tempo, dinamici del nostro ordinamento, in cui valutazioni strettamente
tecniche e operative si legano a tematiche assai più vaste e articolate volte a tutelare
la vita, l’integrità fisica, l’ambiente, i beni e gli animali dai danni o dai pericoli
derivanti da calamità naturali o dall’attività dell’uomo.
Per il raggiungimento di tali finalità, la protezione civile è organizzata oggi
1
in un Servizio nazionale, definito di pubblica utilità e “ad alta affidabilità” in
quanto chiamato a garantire, con efficacia ed efficienza, l’erogazione di un vasto
numero di servizi, necessariamente inseriti in parametri di tempo ben definiti e costi
contenuti, ai quali viene inoltre richiesto un basso tasso di errore e un’elevata
qualità. A tale Sistema integrato sono chiamati a concorrere tanto i cittadini,
singolarmente o in forme associate, quanto le realtà private e le Istituzioni – ognuna
con specifiche competenze e funzioni – per garantire le quattro attività tipiche di
protezione civile: la previsione, la prevenzione, la gestione dell’emergenza e il suo
superamento.
La portata organizzativa della protezione civile e le sue competenze
trasversali, che lambiscono gli ambiti più disparati – dal governo del territorio,
all’incolumità pubblica e alla sicurezza, dalla tutela dell’ambiente, dell’ecosistema
e dei beni culturali, all’educazione e così via – portano questa materia ad essere
centrale nei dibattiti dottrinali e nell’opinione pubblica, soprattutto quando
un’emergenza si scaglia contro una comunità o un territorio. Se inseriamo tali
considerazioni nel panorama generale della nostra società che vede quasi
quotidianamente fronteggiare emergenze di vario tipo che, da eventi rari e
straordinari, sono diventate una “nuova normalità”, apprendiamo come l’argomento
della protezione civile rappresenti uno spunto di riflessione interessante, attuale ed
estremamente poliedrico.
1 C M., in D P C P C
ATINO IPARTIMENTO DELLA ROTEZIONE IVILE DELLA RESIDENZA DEL ONSIGLIO DEI
M – F CIMA (a cura di), La Protezione civile nella società del rischio.
INISTRI ONDAZIONE
Comunicazione del rischio, sicurezza dei cittadini e responsabilità penale: ambizioni, limiti e
prospettive, Pisa, Edizioni ETS, 2022, 71 1
Nello specifico, questa trattazione vuole porre la dovuta attenzione a tale
tematica, inserita nel contesto costituzionale italiano come materia a competenza
2
legislativa concorrente tra Stato e Regioni. Quest’ultima previsione , per la quale al
primo spetta la determinazione dei principi fondamentali e alle seconde la
normativa di dettaglio, ha portato, nel tempo, a non poche difficoltà nella concreta
applicazione di tale riparto competenziale, con conseguenti interferenze e conflitti
tra i diversi livelli territoriali. Il Sistema di protezione civile attuale si trova, cioè,
ad essere sì differenziato, multilivello e diffuso, ma, allo stesso tempo, a dover
trovare un equilibrio tra decentramento e tendenze centralizzanti, particolarmente
presenti e sentite nella concitazione dell’emergenza.
Di conseguenza, l’analisi che di seguito viene proposta ruota principalmente
attorno all’interazione tra i diversi livelli di governo territoriale del Servizio
nazionale rappresentati dallo Stato, dalle Regioni e dalle Province autonome, senza,
però, tralasciare specifiche considerazioni relative agli Enti locali – quali Comuni,
Province e Città metropolitane – che parimenti concorrono alla stratificazione delle
attività e della normativa di protezione civile.
Per esigenze di unitarietà tematica e di delimitazione dell’argomento trattato,
non viene qui approfondita la dimensione extra-nazionale del Servizio, il quale si
inserisce tanto nel Meccanismo Unionale di protezione civile quanto in missioni e
attività internazionali in paesi e realtà al di fuori dell’Unione europea.
Alla luce di tali considerazioni, l’obiettivo di questa trattazione è proporre in
primis una disamina dell’attuale organizzazione dell’emergenza in Italia, con
particolare interesse al livello regionale e nazionale di gestione della stessa,
mediante lo studio della normativa tanto vigente quanto della sua evoluzione, con
specifici approfondimenti sulle leggi delle singole Regioni che hanno plasmato il
Sistema di protezione civile nei limiti imposti dalla normativa nazionale; in
secundis dimostrare come solamente attraverso i principi della sussidiarietà e della
leale collaborazione – più volte ripresi dalla Corte costituzionale – sia possibile
avere un Sistema di protezione civile che sia contemporaneamente multilivello,
decentrato e integrato, in grado, cioè, nelle complessità dei nostri tempi, di
2 Cfr. art. 117 della Cost. 2
rispondere efficacemente all’emergenza, garantendo tanto l’unità dell’ordinamento,
quanto il rispetto delle autonomie locali e delle loro esigenze di differenziazione.
Questo lavoro di approfondimento vede, alla base, lo studio della normativa
in materia, sia nazionale che regionale, nonché la consultazione di testi e
argomentazioni dottrinali, alle quali si aggiunge l’analisi delle principali pronunce
della Corte costituzionale che hanno forgiato l’evoluzione del Sistema di protezione
civile negli anni e, ancora, le considerazioni e gli spunti di ricerca che sono seguiti
3
a dei momenti di incontro richiesti ad alcuni dirigenti pubblici apicali che
quotidianamente applicano, razionalizzano e sperimentano la dinamicità della
normativa di protezione civile.
Per quanto concerne la struttura, la presente trattazione è articolata in quattro
capitoli: il primo, di carattere introduttivo, è incentrato sulla ricerca di una
definizione di emergenza e sull’attuale sistema di gestione della stessa, con
particolare attenzione alla deliberazione dello stato di emergenza nazionale e
regionale e alle relative differenze; una seconda parte, poi, vuole presentare i
principali strumenti normativi, tanto ordinari quanto straordinari, che
l’amministrazione pubblica detiene per fronteggiare gli eventi emergenziali; un
terzo capitolo, cuore di questa tesi, che vede descritta un’analisi approfondita
dell’evoluzione normativa della protezione civile, ponendo come chiave di lettura
il complesso rapporto Stato-Regioni e le pronunce della Consulta come strumento
di ricerca di un equilibrio nel riparto delle competenze e delle attribuzioni in
materia; una quarta e ultima parte che propone, infine, un caso concreto – quello
dell’emergenza da Covid-19 – come esempio di difficoltà di mediazione tra la
tendenza statale centripeta volta all’accentramento della gestione dell’emergenza e
le istanze di autonomia delle Regioni e degli Enti locali.
3 In particolare, il Dott. Roberto Giarola, già responsabile dell’Ufficio per il coordinamento
dell’attività giuridica, legislativa e del contenzioso del Dipartimento della protezione civile (ora
denominato Servizio attività giuridica e normativa); il Dott. Sisto Russo, Direttore dell’Ufficio
volontariato, formazione e assistenza del Dipartimento della protezione civile; il Dott. Massimo La
Pietra, Direttore della Direzione Emergenze, Protezione civile e NUE 112 della Regione Lazio; il
Dott. Giuseppe Napolitano, Direttore del Dipartimento protezione civile di Roma Capitale
3
C I – L
APITOLO A DISCIPLINA EMERGENZIALE
’
NELL ORDINAMENTO ITALIANO
1.1. Dall’etimologia di emergenza a una sua definizione
L’emergenza rappresenta al giorno d’oggi una delle questioni più
controverse e complesse con le quali il diritto si trova necessariamente a
interagire. Una corretta analisi del fenomeno, unita a uno studio puntuale della
normativa in materia, possono aiutare a individuare il punto di contatto tra la
necessità delle nostre istituzioni di garantire una pronta ed efficace risposta a
situazioni emergenziali e l’esigenza del nostro ordinamento di preservare il
proprio assetto e renderlo immune da possibili abusi degli strumenti che lo stesso
individua per prevenire, affrontare e superare situazioni straordinarie. Da un lato,
infatti, l’emergenza può essere intesa come un elemento fisiologico dei sistemi
politici, dei quali rappresenta lo stress-test, soprattutto nei regimi
1
liberaldemocratici, e che sfida la loro capacità di adattamento e resilienza ;
dall’altro può essere studiata come opportunità di miglioramento e crescita tanto
a livello normativo, quanto sociale e culturale.
Nel linguaggio giuridico, l’emergenza supera la semplice identificazione
con una contingenza fattuale legata a un avvenimento negativo, più o meno
2
determinato nel tempo e nello spazio, per diventare un preciso istituto giuridico ,
un presupposto di poteri straordinari, un criterio di azione pubblica capace di
influire sui diritti degli individui e sulle loro abitudini, nel quale viene spesso
sfidato il principio di legalità ed emerge il conflitto nella separazione delle
competenze tra i diversi livelli di governo.
L’emergenza, nella sua variegata complessità, ormai è un fenomeno
diffuso, spesso associato a problematiche di cui si discute nella quotidianità –
emergenza-acqua, emergenza-smog, emergenza-immigrati, etc. – e non a caso è
stato inserito da Tullio De Mauro nel cosiddetto Nuovo Vocabolario di Base
1 S M., Decidere per il bene comune. Una teoria politica dell’emergenza nei sistemi
ERIO
liberaldemocratici, in C P. – S C. (a cura di), L’emergenza, le emergenze,
ARNEVALE TORACE
Napoli, Editoriale scientifica, 2024, 37
2 L M., Il sistema delle fonti del diritto alla prova dell’emergenza, in Rivista AIC, 2020,
UCIANI
117 4
3
(NVdB) , costituito dalle circa 7.500 parole che tutti gli italiani dovrebbero
conoscere, nella sezione delle parole “di alto uso”, ossia quelle che vengono
comprese e impiegate dalle persone con un diploma di scuola secondaria
superiore, ritenute cioè di cultura media. Negli ultimi anni, potremmo dire, si è
assistito a una forte “emersione” della parola “emergenza” la cui etimologia
deriva proprio dal verbo latino emergĕre inteso come affioramento e sporgenza,
ma che a partire dal XVII secolo ha subìto una variante morfologica e risentito
dell’influenza della parola inglese emergency alla quale è invece associata una
4
circostanza imprevista .
Sarebbe proprio quest’ultimo contesto a spiegare l’anomalia di un
sostantivo che sembra non avere nulla a che fare con il verbo “emergere” e
l’aggettivo “emergente” dai quali discende e che, a differenza di altri lemmi
come necessità, straordinarietà, eccezionalità, etc., non indica solo la qualifica
di un fatto, ma anche il fatto stesso, degno di attenzione e nota agli occhi del
5
diritto .
Notiamo quindi come il sostantivo “emergenza”, a partire dagli anni
Quaranta dello scorso secolo, come chiaramente riportato nel grafico Google
6
Ngram Viewer , si sia sempre più allontanato dalle sue radici legate al concetto
di “emersione”, per avvicinarsi al significato che oggi diamo all’“urgenza”,
7
intesa come situazione che richiede interventi rapidi e immediati . Anche
quest’ultimo sostantivo deriva dal latino urgĕre, tradotto con incalzare,
8
spingere , e ha risentito dell’influenza anglofona di urgency, intesa come
9
immediate attention . È evidente come i due concetti, ora etimologicamente
3 Il NVdB, redatto da Tullio De Mauro, è disponibile in rete al seguente indirizzo:
https://www.internazionale.it/opinione/tullio-de-mauro/2016/12/23/il-nuovo-vocabolario-di-
base-della-lingua-italiana
4 D G. – O G.C. – S L. – T M., Nuovo Devoto-Oli: il vocabolario
EVOTO LI ERIANNI RIFONE
dell’italiano contemporaneo, I, Firenze, Le Monnier, Mondadori Education, 2024, 964
5 N D., Divulgazioni sulla nozione di emergenza sotto la lente del giurista, in C
OCILLA ARNEVALE
P. – S C. (a cura di), L’emergenza, le emergenze, Napoli, Editoriale scientifica, 2024, 62
TORACE
6 Il grafico è accessibile in rete al seguente indirizzo:
https://books.google.com/ngrams/graph?content=emergenza%2Curgenza%2Cemersione&year
_start=1800&year_end=2022&corpus=it&smoothing=3
7 Vocabolario della lingua italiana Treccani, ad vocem
8 C L. – M S., IL Vocabolario della lingua latina. Latino-Italiano/Italiano-
ASTIGLIONI ARIOTTI
Latino, IV, Torino, Loescher Editore, 2013, 1464
9 B V. – D R., Oxford Wordpower Dictionary, Oxford, Oxford University Press, 2012,
ULL UNCAN
795 5
analizzati, possano essere usati come sinonimi ed è quello che avviene nella
prassi tanto in ambito giuridico quanto, ad esempio, in ambito medico con
qualche inevitabile ambiguità: in determinate circostanze con la parola
emergency si fa riferimento a una situazione di criticità che richiede urgency (nel
senso di provvedimenti celeri), in altre la differenza sta nella diversa impellenza
del fatto urgente (più lieve nel caso di urgency, più greve nel caso di emergency),
ragion per cui tra i due termini vi sarebbe un rapporto di strumentalità tale per
10
cui l’urgency sarebbe uno strumento per affrontare e superare l’emergency .
Sempre lo stesso autore fa notare come l’urgenza venga sovente accostata
all’approssimarsi di un termine o scadenza da rispettare per evitare il prodursi di
possibili danni, mentre l’emergenza viene spesso associata a uno stato di cose
(cioè, precisamente, a state of emergency) bisognoso di misure indilazionabili,<
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.