FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN RELAZIONI INTERNAZIONALI LM 52
TESI DI LAUREA
Dipendenti pubblici e performance
Focus Regione Siciliana
LAUREANDA RELATORE
Claudia La Rocca Chiar.mo Prof.
Roberto De Rosa
_____________________________________________________________________
ANNO ACCADEMICO 2019-2020
Indice
1
………………………………………………………………… pag. 3
Prefazione ………. pag. 8
Capitolo I - I dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni in Italia
1.1 Dipendenti pubblici in Italia da Nord a Sud…………………………. pag. 8
1.2 Dipendenti delle P.A. fra le Regioni italiane………...………………. pag. 12
1.3 Dipendenti regionali fra le Regioni italiane………………………….. pag. 16
………...………………………... pag. 26
Capitolo II - Focus: la Regione Siciliana
2.1 Dipendenti regionali in Sicilia: il peccato originale…………………. pag. 26
2.2 Dipendenti regionali in Sicilia: normativa e documenti di programmazione
……………………………………………………………………………. pag. 28
2.3 Dipendenti regionali in Sicilia: i numeri……………………………… pag. 42
2.4 Il caso dei dirigenti regionali in Sicilia……………………………….. pag. 51
………….................. pag. 55
Capitolo III - Valutazione delle performance in Sicilia
3.1 Misurazione e ………..... pag. 55
Valutazione della performance: normativa statale
3.2 Sistema di misurazione e valutazione della perfomance regionale….... pag. 63
3.3 Applicazione della misurazione e valutazione delle performance in Sicilia…...
…………………………………………………………………………….. pag. 79
3.4 Applicazione delle norme sulla misurazione e valutazione delle performance
nelle regioni italiane………………………………………………………. pag. 82
3.5 Relazione sulle performance…………………………………………. pag. 87
………………………………………………………………... pag. 93
Conclusioni Prefazione
“Trovare una forma di associazione che protegga e difenda con tutta la forza
comune la persona e i beni di ciascun associato, mediante la quale ognuno unendosi a
2
tutti non obbedisca tuttavia che a se stesso e resti libero come prima”, con queste parole il
filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau, all’interno dell’opera Il contratto sociale,
pubblicato nel 1762, descrive il Patto Sociale che ha determinato la nascita della società
civile e dello stesso Stato democratico.
Di fatto, secondo la concezione filosofico-politica del contrattualismo, che vede fra
i protagonisti - e con le rispettive differenze di pensiero - anche i filosofi J. Locke e T.
Hobbes, l’individuo cede parte della propria libertà, al fine di veder tutelati i propri diritti,
la propria libertà e vita, attraverso un patto tra gli stessi individui, quindi tra governati e
governanti.
Per di più, secondo Rousseau, riprendendo poi il concetto di sovranità enunciato
nella suddetta opera “solo la volontà generale può dirigere le forze dello Stato secondo il
fine della sua istituzione, che è il bene comune”.
Quanto sopra esposto, malgrado le diffusa carenza di consapevolezza da parte dei
cittadini e le storture del sistema che si verificano e amplificano nel corso degli anni -
alimentando così percezioni distorte, nonché il progressivo allontanamento tra Stato-
apparato e Stato-comunità - ha il fine di ricordarci quale dovrebbe essere il senso della
parola Stato, ovvero, detto con parole semplici, quell’unione di persone - parte di un
popolo - che stabiliscono delle regole condivise, le attuano e ne garantiscono
l’applicazione, attraverso i propri rappresentanti politici, l’apparato amministrativo-
burocratico e gli organi giudiziari, al fine di erogare servizi, tutelare e garantire i diritti,
perseguire il cosiddetto “bene comune”.
Si evidenzia che nella società le diverse questioni di interesse dell’opinione
pubblica, c.d. issues, parte di quella che è definita “agenda sistemica”, per gli stessi
individui dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte dei “governanti”, che
dovrebbero così inserire le stesse nell’”agenda istituzionale”. In realtà, solo una piccola
parte di issues riceverà la considerazione sperata, rientrando così dell’agenda di intervento,
che sarà oggetto del processo di policy.
Ma come può definirsi la “Politica Pubblica”?
3
Secondo il politologo Thomas Dye le politiche pubbliche rappresentano "qualsiasi cosa un
governo scelga di fare o di non fare", specificando che tale decisione viene presa da
funzionari ed agenzie statali, mentre William Jenkins definisce tali politiche come “un
insieme di decisioni interrelate”, anche non volute ma parte di un processo (quindi non
frutto di una scelta), mettendo quindi in risalto che è molto difficile che un governo possa
risolvere un problema con una singola decisione. Ma il contributo maggiore fornito dalle
teorie di Jenkins riguarda il mettere in luce che le politiche pubbliche rappresentano il
comportamento del governo finalizzato ad uno scopo, motivo per cui, il raggiungimento o
meno di detto fine costituisce il “metro” per procedere ad una valutazione delle politiche
messe in atto, della loro efficacia e della congruenza rispetto ai mezzi utilizzati per
raggiungerlo. Infine, in questo contesto si può aggiungere il contributo dell’economista
James Anderson, che arricchisce i pensieri di Dye e Jenkis, affermando che per politica
pubblica si deve intendere "un certo corso d'azione che un attore o un gruppo di attori
segue al fine di gestire un problema o una questione di specifico interesse", mettendo così
in mostra che dette politiche non consistono solo nel risultato di diverse decisioni, ma
coinvolgono anche molteplici attori, ovvero decision makers, anche appartenenti a diverse
organizzazioni governative.
In questo contesto assumono un ruolo centrale e determinante gli apparati
burocratici, che rappresentano di fatto la più importante organizzazione della società,
considerata sia l’ampia discrezionalità nell’assumere decisioni conferita ai funzionari dello
Stato e delle altre Pubbliche Amministrazioni, nonché l’accesso alle risorse utili al
raggiungimento dei fini dettati dalle politiche pubbliche definite dal governo.
Per tali ragioni, l’apparato burocratico, allo scopo di ottemperare alle sue funzioni
in modo efficace, ha la necessità di avere, oltre al presupposto di un’etica professionale, un
mandato chiaro, nonché l’indipendenza rispetto alle interferenze dei politici o dei gruppi
clientelari. Questi requisiti si riscontrano, però, in contesti sociali in cui gli apparati
burocratici e, più in generale, le Istituzioni godono di riconoscimento dalla società, mentre
in condizioni di debolezza diventa più complesso il contenimento di pressioni esterne e di
casi di corruzione.
Come recita la scheda tematica 2017 per il semestre europeo “Qualità della
4
Pubblica Amministrazione” la pubblica amministrazione riflette le basi istituzionali della
gestione di un paese, risponde alle esigenze della società e funziona sulla base di
strutture, processi, ruoli, relazioni, politiche e programmi di tipo organizzativo; influenza
la prosperità economica sostenibile, la coesione sociale e il benessere umano; influisce
inoltre sulla fiducia sociale e definisce le condizioni per la creazione di valore pubblico.
Da ciò si può chiaramente desumere che una P.A. funzionante, che rispetti i requisiti di
efficacia, efficienza ed economicità, avrà delle refluenze positive e significative rispetto
alla qualità della vita, quindi, al benessere dei cittadini.
Nel dettaglio, al fine di comprendere ciò che dovrebbe essere il metro di
valutazione di una buona e sana Amministrazione, ricordando che in Italia è con la Legge
7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i. Nuove norme sul procedimento amministrativo, con la quale
si assiste al rinnovamento della Pubblica Amministrazione del Paese, vengono introdotte le
citate caratteristiche sulla base del principio di buon andamento dell’Amministrazione
1
espresso dall’articolo 97 della Costituzione Italiana , infatti, l’art. 1 comma 1 della
disciplina recita “L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è
retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza,
secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che
disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princípi dell'ordinamento comunitario”.
Nello specifico, si sintetizzano le definizioni delle suddette caratteristiche:
il concetto di efficienza, che si distingue in efficienza tecnica ed
Efficienza:
efficienza allocativa, riguarda - nel primo caso - al processo di produzione pubblica, quindi
i beni e servizi prodotti dall’attività pubblica (output) e si riferisce al rapporto fra detti
risultati e una data quantità di risorse e mezzi impiegati (input); mentre, nel secondo caso,
1 Art. 97 Costituzione Italiana:
Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei
bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon
andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità
proprie dei funzionari.
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
5
definisce il grado di soddisfazione in rapporto al consumo di beni e servizi, rispetto alla
produzione pubblica.
il concetto di efficacia, invece, riguarda il rapporto fra risultati
Efficacia:
programmati e risultati raggiunti. A tal proposito, è possibile fare una distinzione tra
efficacia intermedia, che riguarda i processi della P.A., ed efficacia finale, che si riferisce
al riscontro sulla collettività.
il concetto di economicità si ritrova nella riduzione al minimo degli
Economicità:
sprechi, quindi all’ottenimento dalle risorse disponibili, input, dell’output, ovvero il
massimo dei beni e servizi prodotti.
Come sovente avviene, ciò che dovrebbe essere è distante da ciò che realmente è,
così, il citato documento mostra l’Italia al penultimo posto fra i Paesi europei rispetto alla
qualità percepita dei servizi pubblici, fatto che ci rende sempre più evidente che le
politiche poste in essere dal legislatore nel corso degli anni non sono ancora sufficienti
rispetto ai risultati auspicati o non pienamente applicate.
Fra le motivazioni che certamente incidono rispetto al rendimento della P.A. si
individua il mancato sviluppo del potenziale umano. In Italia ad esempio si riscontra un
invecchiamento del comparto dei dipendenti pubblici, infatti, come riportato nel predetto
Schema, in alcuni paesi come Belgio, Spagna e Italia, fino al 45% dei funzionari pubblici
andrà in pensione nei prossimi 15 anni. Anche per questa ragione, uno dei fattori da
prevedere è il reclutamento del personale, pianificando l’organico in modo da ingaggiare le
persone meritevoli da collocare al posto giusto al momento giusto. Ma ciò non è
sufficiente, si considera necessario cambiare letteralmente cultura nel pubblico impiego,
promuovendo il lavoro di squadra, creando posti di lavoro stimolanti, che sappiano anche
rispondere ad una realtà in continuo mutamento, mettere in piedi, quindi, un clima di
collaborazione, coinvolgimento e gratificazione, nonché di responsabilizzazione rispetto
alla capacità di raggiungere risultati, garantire la formazione permanente.
In relazione all’efficienza e funzionalità della Pubblica Amministrazione e alla luce
di quanto rappresentato, la presente tesi intende, nell’ambito dei Capitoli I e II, mettere in
6
discussione alcuni pregiudizi che riguardano la consistenza del personale pubblico e la
differenza fra regioni del Nord e regioni del Sud d’Italia, in particolare riguardo la Regione
Siciliana, troppo spesso protagonista sul punto di articoli giornalistici e trasmissioni
televisive. Il Capitolo III, invece, oltre a delineare il quadro delle norme rispetto alla
valutazione delle performance, vuole esaminare applicazione di detta normativa
nell’ambito della Regione Siciliana. Capitolo I
I dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni in Italia
1.1 Dipendenti pubblici in Italia da Nord a Sud
I principali risultati del Censimento permanente delle istituzioni pubbliche 2017,
pubblicato dall’Istat in data 17 dicembre 2019, ci mostra che su una platea di 12.848
istituzioni pubbliche censite, sono 3.516.461 le unità di personale che prestano servizio
presso le stesse, di cui 3.321.605 dipendenti - pari al 94,5% del totale - mentre le restanti
circa 195.000 unità – sono riferite a personale non dipendente, quindi occupato con altre
forme contrattuali, ovvero contratti di collaborazione coordinata e continuativa o a
7
progetto, altri atipici e temporanei.
Si precisa, inoltre, in relazione al personale dipendente, che l’86% delle unità sono
assunte con contratto a tempo indeterminato - ovvero 3.023.901 - mentre il restante 8,5% -
quindi riferito a 297.704 unità - possiedono un contratto a tempo determinato.
Per di più, il predetto report Istat aggiunge che “considerando la distribuzione del
personale in servizio nella Pubblica amministrazione, oltre la metà di quello dipendente
(54,6%) è concentrato nell’Amministrazione centrale, che comprende, tra gli altri, il
personale delle scuole statali e delle forze armate e di sicurezza. Il 19,8% dei dipendenti
pubblici è occupato nelle Aziende o Enti del Servizio sanitario nazionale, l’11,3% nei
Comuni (i quali rappresentano quasi i due terzi delle istituzioni pubbliche). Le altre forme
giuridiche assorbono il restante 14,4% di dipendenti.”
Rispetto a quanto suddetto, si riportano di seguito le tabelle Istat:
8
Il Censimento aggiunge, inoltre, che l’indice dato dal rapporto tra dipendenti
pubblici e popolazione residente è lievemente diminuito tra il 2011 e il 2017, passando da
4,8 a 4,7 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti a livello nazionale. In entrambe le tornate
censuarie, la maggiore concentrazione di dipendenti pubblici si registra nei territori del
Nord a Statuto speciale: regione Valle d’Aosta e Province autonome di Trento e
Bolzano/Bozen (le uniche con più 7 dipendenti pubblici ogni 100 abitanti). La quota più
bassa di dipendenti pubblici sulla popolazione residente si registra in Lombardia (3,8),
9
Campania e Puglia (4,2), Veneto (4,3).
In questo contesto si evidenzia che in Sicilia si registra il dato, per il 2017, di 5,2
dipendenti ogni 100 abitanti. Si riporta, pertanto, la tabella contenente i dati relativi a tutte
le Regioni italiane:
Per maggiore chiarezza, in riferimento al prospetto 2.2 riportato, si ricostruisce il
seguente grafico: 10
1.2 Dipendenti delle P.A. fra le Regioni italiane
In relazione al numero di dipendenti degli enti territoriali ed enti locali in Italia si
11
reputa interessante la ricerca pubblicata da Edoardo Frattola - Osservatorio conti pubblici
italiani - Università Cattolica del Sacro Cuore. Infatti, l’articolo smentisce la tesi secondo
la quale in Italia il rapporto fra numero di abitanti e i dipendenti pubblici sia maggiore al
Sud rispetto che al Nord.
Nello specifico, lo studio, prendendo come riferimento il personale dipendente
delle Regioni, (ex) Province, Città Metropolitane e Comuni, nonché aggiungendo i
dipendenti delle società controllate dalle stesse - secondo i dati rispettivamente estrapolati
dal Conto Annuale a cura della Ragioneria Generale dello Stato, relativi all’anno 2016, e
dal dataset sulle partecipazioni detenute dalla P.A. pubblicato dal MEF per l’anno 2015 -,
conta un totale di 670 mila dipendenti circa, di cui tre quarti appartengono direttamente
agli enti territoriali e locali e un quarto alle società controllate. Dunque, se si tiene conto
che la Puglia mostra il rapporto di 7,5 dipendenti su 1000 abitanti e la Valle d’Aosta 48,6
sullo stesso numero di cittadini, viene dimostrato che non vi è alcuna corrispondenza fra
l’elevato numero di dipendenti pubblici e l’area geografica degli stessi. A tal proposito si
riporta il seguente grafico:
L’autore, infine, deduce che il luogo comune secondo il quale le regioni con un
maggior numero di dipendenti pubbli
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
CCNL + Diritti, doveri e responsabilità dei dipendenti pubblici
-
Retribuzione dei dipendenti
-
Responsabilità dei pubblici dipendenti e il rapporto di lavoro nella Pubblica Amministrazione
-
Metodo alle maglie e generatori dipendenti