SCUOLA di MEDICINA E CHIRURGIA
Dipartimento Biomedico di Medicina Interna e Specialistica
Corso di Laurea in Infermieristica
“Paolo Giaccone”
Sede Formativa A.O.U.P.
Coordinatore Prof. Giuseppe Montalto
IL COORDINATORE INFERMIERISTICO
Profilo, Ruolo e Competenze RELATORE:
TESI DI LAUREA DI: PROF. GARGANO VINCENZO
CRUPI FELICE CORRELATORE:
DOTT. PASSAFIUME SALVATORE
ANNO ACCADEMICO 2015 - 2016 1
INTRODUZIONE…………………………………………………………………………3
Infermieristico…....4
CAPITOLO 1: Evoluzione storica della figura del Coordinatore
1.1 L'Infermiere AFD………………………………………………………………………4
……………………………………………………5
1.2 Il caposala e la riforma ospedaliera
1.3 L'operatore professionale coordinatore………………………………………………...6
coordinatore……………………………………………… 6
1.4 L'infermiere professionale
…………………………………………………………………… 7
1.5 Il coordinamento
1.6 Il coordinatore infermieristico………………………………………………………... 7
1.7 Conclusioni generali……………………………………………………………………8
CAPITOLO 2: Ruolo, competenze, forme di responsabilità professionale del
Coordinatore Infermieristico nella sanità attuale………………………………………9
2.1 Concetti generali……………………………………………………………………… 9
2.2 Gestione delle risorse umane………………………………………………………… 11
e finanziarie…………….16
2.3 Gestione delle risorse materiali, tecnologiche, economiche
………………………………………..18
2.4 Gestione e valutazione dei processi e progetti
CAPITOLO 3: Il risk management e la Gestione della qualità
Ruolo del Coordinatore Infermieristico……………………………….
in sanità nel 19
3.1 governo clinico………………………………………………………………………..19
3.2 risk management………………………………………………………………………22
3.3 ruolo del coordinatore infermieristico nella gestione del rischio clinico……………..28
…………………………………………………………………………39
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA…………………………………………………………………………40
2
INTRODUZIONE
L’ evoluzione delle organizzazioni sanitarie verso sistemi di intervento socio-assistenziali
caratterizzati da una certa complessità operativa ha comportato la necessità di riprogettare
l’ assetto organizzativo aziendale in tutte le sue componenti. Di conseguenza anche il ruolo
degli operatori nell’organizzazione è cambiato: agli operatori non è solo richiesto un
contributo da “prestatori d’opera”, ma a questo si è aggiunta una richiesta di capacità
culturale, intellettuale e professionale qualificata, tale da favorire un comportamento
innovativo e maggiormente flessibile delle aziende. In ciò rientrano a pieno titolo le
funzioni di coordinamento infermieristico che in questi ultimi tempi sono oggetto di
particolare attenzione delle varie aziende sanitarie, come fulcro essenziale di un sistema
organizzativo nevralgico, perché di risposta immediata ai bisogni dei cittadini e con ciò di
visibilità diretta della performance e della reputazione dell’ azienda. E’ un ruolo in
continua evoluzione strutturale in quanto da una situazione di diretta dipendenza dal
primario è, nel tempo, diventata una posizione di interfaccia e doppia dipendenza dalla
figura apicale di riferimento e dal Servizio Infermieristico e quindi come figura intermedia
il coordinatore si trova da una parte a dover gestire la problematicità che quotidianamente
emerge nella gestione di un’organizzazione professionale complessa e dall’altra a dover
rispondere alla domanda sempre più elevata di qualità dei servizi e delle prestazioni. Con il
presente lavoro si cercherà di analizzare il ruolo che il coordinatore riveste nella sanità
attuale in relazione all’ organizzazione delle attività e al coordinamento delle risorse
umane, materiali, tecnologiche, economiche e finanziarie dedicando inoltre particolare
attenzione a ciò che concerne il ruolo del coordinatore nella promozione della qualità
assistenziale e nella gestione del rischio clinico. 3
CAPITOLO 1 : EVOLUZIONE STORICA DEL COORDINATORE
INFERMIERISTICO
I cambiamenti avvenuti nella sanità italiana hanno interessato anche la professione
infermieristica ed i suoi livelli dirigenziali. In questo contesto si impone una riflessione sul
ruolo della professione infermieristica ed, in particolare, sulla sua dirigenza. L’infermiere
coordinatore è una figura che ha importanza fondamentale nell’Azienda, in quanto gestisce
tutte le risorse umane, materiali, tecnologiche, strutturali, con lo scopo di raggiungere gli
obiettivi definiti. Il suo ruolo in particolare coniuga la matrice tecnico specialistica
Per comprendere l’evoluzione
1
(infermieristica), con quella gestionale (coordinamento) .
di questa figura è indispensabile ripercorrere brevemente alcune tappe che hanno regolato
la sua evoluzione e definito il suo ruolo nelle organizzazioni sanitarie. Nello specifico
andremo ad analizzare:
R.D.L. 15 Agosto 1925, n° 1832 “ Facoltà della istituzione di “ Scuole-convitto
professionali”
R.D. 21 Novembre 1929, n° 2330 "Approvazione del regolamento per l’esecuzione del
R. decreto-legge 15 agosto 1925, n 1832"
D.P.R. 27 Marzo 1969, n° 128 "Ordinamento interno dei servizi ospedalieri"
D.P.R. 20 Dicembre 1979, n° 761 "Stato giuridico del personale del SSN”
DPR 7 settembre 1984 n. 821 "Attribuzioni del personale non medico ai presidi, servizi
e uffici delle unita sanitarie locali"
D.M 13 Settembre 1988 "Determinazione degli standard del personale ospedaliero"
LEGGE 1 Febbraio 2006, n. 43 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie
infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al
Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali"
1.1 L' INFERMIERE AFD:
R.D.L. 15 Agosto 1925, n° 1832 “ Facoltà della istituzione di “ Scuole-convitto
professionali”
Il Regio Decreto-Legge 15 agosto 1925, n. 1832 definisce i criteri di istituzione delle
scuole convitto presso le università o istituti pubblici di beneficenza ed assistenza. Il
decreto pianifica l’articolazione didattica, l’organizzazione interna delle scuole e le
modalità di applicazione del processo formativo. Fondamentali per il percorso di
1 Marra F., Le funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie. Aspetti contrattuali e management, Fabio
Angeli Editore, Milano, 2010; 4
definizione del ruolo del coordinatore sono gli articoli 7, 9 e 10. All’ art. 7 sono definiti i
docenti che possono insegnare all’interno delle scuole convitto: medici, direttrice della
L’ articolo 9 sancisce che può essere istituito un anno d’insegnamento
scuola, caposala.
aggiuntivo, ai due di base, per l’abilitazione alle funzioni direttive e inoltre sancisce che l’
abilitazione diventa il titolo necessario per l’assunzione di ruoli direttivi. La svolta per il
riconoscimento dell’importanza della formazione è data dall’articolo 10 dove è sancito che
entro 10 anni i ruoli vacanti di caposala dovranno essere coperti da personale munito di
diploma conseguito presso le scuole convitto.
n° 2330 "Approvazione del regolamento per l’esecuzione del
R.D. 21 Novembre 1929,
R. decreto-legge 15 agosto 1925, n 1832"
Il Regio Decreto 21 Novembre 1929, n. 2330 riguarda il regolamento per l’attuazione del
Regio Decreto-Legge 15 agosto 1925, n. 1832. I punti salienti trattati dal decreto sono
l’istituzione delle scuole ed amministrazione delle stesse, la definizione dei percorsi
d’insegnamento, l’articolazione degli esami e le caratteristiche di ammissione delle allieve.
sottolineata l’importanza di una
Questo ultimo punto è molto importante in quanto è
formazione di base (licenza scuola media inferiore), prima di intraprendere il percorso
formativo secondario.
Con questi decreti vediamo come finalmente si stabilisce un percorso formativo che porti,
esame di stato, all’abilitazione all’esercizio della professione e
previo superamento di un
come per la prima volta si inizi a parlare di infermieri con funzioni direttive, anche se le
loro manzioni restavano prevalentemente collegate all' assistenza diretta.
1.2 IL CAPOSALA E LA RIFORMA OSPEDALIERA:
D.P.R. 27 Marzo 1969, n° 128 "Ordinamento interno dei servizi ospedalieri"
Questo decreto delinea le attribuzioni storiche del caposala, di cui alcune, oggi, non
L‘articolo
sembrano più necessarie, mentre altre sono estremamente attuali. 41 del D.P.R.
n° 128/69 inquadra la figura del caposala nell‘ambito del personale sanitario ausiliario, che
era gerarchicamente sottoposta al primario e al personale medico strutturato, con
ed ausiliario dell‘unità
attribuzioni limitate alla gestione del personale infermieristico
operativa di riferimento e responsabilità di controllo di una serie di variabili di carattere
“il caposala è alle dirette dipendenze del
domestico-alberghiero. Si cita testualmente:
primario e dei sanitari addetti alla divisione, sezione o servizio:
controlla e dirige il servizio degli infermieri e del personale sanitario; 5
controlla il prelevamento e la distribuzione dei medicinali, del materiale di
medicazione e di tutti gli altri materiali in dotazione;
controlla qualità e quantità delle razioni alimentari dei ricoverati e ne organizza la
distribuzione;
è responsabile della tenuta dell’archivio. "
In questa legge si evince come il coordinatore, posto alle dirette dipendenze del primario
di “longa manus” medica. Ma nonostante ciò è
della propria U.O., rappresentava una sorta
importante evidenziare che per la prima volta si fa riferimento alla funzione di
supervisione dei processi assitenziali, in questo modo si inizia a spianare la strada per l'
aquisizione di competenze di carattere intellettuale e non più solamente tecnico-pratiche.
1.3 OPERATORE PROFESSIONALE COORDINATORE:
D.P.R. 20 Dicembre 1979, n° 761 "Stato giuridico del personale del SSN”
“operatore professionale coordinatore”
Il D.P.R. 761 inquadra il caposala come
così a vedere un certo distinguo dall’infermiere. Vediamo come nonostante la
cominciando
figura del coordinatore inizia ad assumere un' identità propria, il ruolo manageriale e
gestionale del caposala era ancora lontano, visto che nei contratti collettivi egli veniva
incluso nel personale di assistenza diretta. Infatti tale dizione indica semplicemente,
rispetto ai colleghi infermieri, solo un primus inter pares ossia un primo tra i pari.
1.4 INFERMIERE PROFESSIONALE COORDINATORE
“Attribuzioni del personale non medico ai presidi,
Il DPR 7 settembre 1984 n. 821
servizi e uffici delle unita sanitarie locali”.
Questo decreto stabilisce che l’operatore professionale coordinatore "svolge attività di
assistenza diretta attinente la sua competenza professionale ( viene enfatizzata in questo
modo la sua matrice infermieristica); coordina l’attività del personale infermieristico e
ausiliario; predispone piani di lavoro, nell’ambito delle direttive impartite dal responsabile
dell’unità operativa, nel rispetto dell’autonomia operativa del personale e delle esigenze
del lavoro di gruppo; svolge attività di didattica e attività finalizzate alla sua formazione; è
responsabile dei propri compiti limitatamente alle prestazioni e funzioni disposte dalla
normativa vigente". Con il DPR 7 settembre 1984 n. 821 viene attribuita per la prima volta
la nomina di infermiere professionale coordinatore di I categoria. Vediamo come il
caposala inizia ad entrare più nel suo ruolo di coordinamento, anche se di fatto questa
figura continuava ad essere vista come una appendice del dirigente, in quanto non
coordinava ne governava il sistema ma ne coontrollava solo alcuni spezzoni. 6
1.5 IL COORDINAMENTO
D.M 13 Settembre 1988 "Determinazione degli standard del personale ospedaliero"
Il DM del 13/09/1988 stabilisce che il coordinatore non debba essere considerato parte
dell'organico del personale di assistenza diretta, in considerazione delle sue funzioni di
coordinamento delle attività del personale infermieristico e ausiliario e di supervisione
sulle attività di tirocinio e di formazione a livello dell'unità operativa a cui è preposto,
inoltre all' art. 3 stabilisce la necessaria presenza di un caposala per ogni U.O.
formalmente strutturata. Con questa legge le funzioni e le competenze del coordinatore
vengono definitivamente distinte da quelle dell' infermiere, in particolare è importante
sottolineare il fatto che gli viene attribuita la responsabilità di supervisione sulle attività di
tirocinio e di formazione, iniziando così ad introdurre nuove responsabilità relative alle
attività formative.
1.6 IL COORDINATORE INFERMIERISTICO
Legge 1 Febbraio 2006 n° 43 "Disposizioni in materia di professioni sanitarie
infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega
al Governo per l'istituzione dei relativi ordini professionali".
Questa è stata una legge fortemente voluta dalle professioni sanitarie e di grande rilievo per
gli infermieri e per i cittadini in quanto conferma e valorizza la centralità dei percorsi
formativi post-base per aquisire ulteriore professionalità e competenze per l' effettuazione
della funzione di coordinamento e di direzione, della funzione specialistica; conferma e
riconosce la fondamentale importanza per i cittadini di poter contare su professionisti
preparati e capaci di cogliere e trasformare in modelli organizzativi e in processi
assistenziali peculiari e specifici le innovazioni scientifiche, tecnologiche, relazionali ed
2
organizzative . Particolare importanza, riguardo l' evoluzione del coordinatore
infermieristico, riveste l' articolo 6. L' importanza di questo articolo sta nel fatto che
prevede l' istituzione della funzione di coordinamento per le professioni sanitarie. In
particolare l' articolo 6 suddivide i professionisti sanitari in quattro tipologie di figure: i
professionisti laureati o in possesso di titolo equipollente ai sensi dell' articolo 4 della legge
26 febbraio 1999, n° 42; i professionisti coordinatori, in possesso di un master di primo
livello per le relative funzioni; gli specialisti in possesso del relativo master di primo
livello per le funzioni specialistiche ed infine i dirigenti, muniti di laurea specialistica e con
un esperienza professionale di almeno 5 anni. Questo articolo stabilisce i requisiti per
2 Annalisa Pennini, Giannantonino Barbieri, Le responsabilità del coordinatore delle professioni sanitarie,
Milano, Mc Graw Hill Education 2011 7
assumere le funzioni di coordinamento ovvero il master di primo livello in management
oppure master per le funzioni di coordinamento dell' area di appartenenza unito all'
esperienza triennale nel profilo di appartenenza. Afferma inoltre che il certificato di
abilitazione alle funzioni direttive nell' assistenza infermieristica sarà valido per l' esercizio
della funzione di coordinatore e che il coordinamento verrà affidato nel rispetto dei
rispettivi profili professionali.
1.7 CONSCLUSIONI GENERALI
questi articoli si evince come nel tempo è emersa l’esigenza di un
Dalla presentazione di
ruolo di coordinamento completamente diverso rispetto al passato in quanto i serv
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Qualità, governo clinico e funzioni del coordinatore. Uno sguardo al coordinamento del blocco operatorio P.O.S. Eli…
-
Processo infermieristico
-
Dall'orfanotrofio alle strutture di accoglienza per minori: il superamento dell'istituzionalizzazione. Ruolo e comp…
-
Riassunto esame Teorie e metodi di progettazione e di valutazione scolastica, Prof. Capperucci Davide, libro consig…