Corso di Laurea Magistrale in
Psicologia
Colpa e vergogna nei pazienti con Disturbo
Borderline di Personalità
Relatore Laureando
Prof. Alessandro Grecucci Stefano Molinari
Anno Accademico
2021\2022
1
2
Vergogna e senso di colpa sono nobili emozioni, essenziali per il mantenimento della società
civile e vitali per lo sviluppo di alcune delle qualità più raffinate ed eleganti del potenziale umano.
Willard Gaylin
3
4
Indice
Abstract ...................................................................................................... 7
CAPITOLO 1 ............................................................................................. 9
LA PERSONALITÀ .................................................................................. 9
Cos’è la personalità
1. ........................................................................... 9
1.1 Assunti di base sulla personalità ...................................................... 10
1.2 Le principali teorie sulla personalità ................................................ 11
CAPITOLO 2 ........................................................................................... 17
I DISTURBI DI PERSONALITÀ ............................................................ 17
2. I Disturbi di Personalità .................................................................. 17
2.1.1 Cluster A ................................................................................ 21
2.1.2 Cluster B ................................................................................ 21
2.1.3 Cluster C ................................................................................ 22
CAPITOLO 3 ........................................................................................... 23
Il Cluster B ............................................................................................... 23
3.1 Il Cluster B ...................................................................................... 23
3.1.1 Il Disturbo Antisociale .............................................................. 23
3.1.2 Il Disturbo Istrionico ................................................................. 24
3.1.3 Disturbo Narcisistico ................................................................ 24
3.1.4 Il Disturbo Borderline ............................................................... 25
CAPITOLO 4 ........................................................................................... 26
Il DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITÀ ................................ 26
4.1 Definizione ...................................................................................... 26
4.2 Cause............................................................................................... 29
CAPITOLO 5 ........................................................................................... 31
DISREGOLAZIONE EMOZIONALE NEI PAZIENTI BORDERLINE . 31
5.1 Cos’è un’ emozione ......................................................................... 31
5.2 La regolazione delle emozioni ......................................................... 33
5.3 Il modello di Gross .......................................................................... 33
5.4 Disregolazione emozionale e patologica .......................................... 35
5
5.5 Disregolazione emozionale nei pazienti borderline .......................... 37
CAPITOLO 6 ........................................................................................... 42
COLPA E VERGOGNA NEI PAZIENTI BODERLINE ......................... 42
6.1 Colpa e Vergogna ............................................................................ 42
6.2 Correlati neurali .............................................................................. 43
6.3 Colpa e vergogna nei pazienti borderline ......................................... 45
CAPITOLO 7 ........................................................................................... 50
STUDIO SPERIMENTALE..................................................................... 50
7.1. Introduzione ................................................................................... 50
7.1.1 Il Disturbo Borderline e la disregolazione emotiva ................... 50
7.1.2 Colpa e vergogna nei pazienti Borderline ................................. 51
7.3. Ipotesi ............................................................................................ 54
7.4Metodo ............................................................................................. 54
7.4.1 Partecipanti ............................................................................... 54
7.4.2 Stimoli e materiali ..................................................................... 55
7.4.2.1 Stimoli ................................................................................. 55
7.4.2.2 Questionari .......................................................................... 56
7.4.3 Procedura sperimentale ............................................................ 57
7.4.4 Analisi Dati ............................................................................... 59
7.5 Risultati ........................................................................................... 60
7.5.1 Compito Comportamentale ........................................................ 60
7.5.2 Questionari ............................................................................... 63
CAPITOLO 8 ........................................................................................... 67
DISCUSSIONE ........................................................................................ 67
8.1 Limiti .............................................................................................. 70
8.2 Conclusioni ..................................................................................... 70
Appendice ................................................................................................ 72
Bibliografia e Sitografia ........................................................................... 75
6
Abstract
ultimo
Nell’ decennio le emozioni di colpa e vergogna sono divenute un argomento molto
importante di disputa e di ricerca in Psicologia. Infatti, esse hanno un ruolo fondamentale
sia per quanto riguarda le interazioni sociali sia per la consapevolezza di sé e delle proprie
azioni. Molti sono gli studi che dimostrano come le persone che soffrono di disturbi
psicopatologici abbiano maggiore difficoltà nella regolazione di queste emozioni. Nei
pazienti con Disturbo Borderline di Personalità (BPD), la capacità di regolazione di
queste due emozioni è profondamente compromessa, provocando sofferenza e disagio
sociale elevati. Quindi, la domanda di ricerca del presente elaborato di tesi è stata: ci sono
differenze nella percezione di colpa e vergogna tra i pazienti Borderline ed un campione
costituito da individui senza psicopatologia?
Allo stato dell’arte non ci sono molti studi su queste due emozioni morali. Una delle
difficoltà principali sta nella loro misurazione, ovvero nella creazione di stimoli che
sicuramente creino stati di vergogna e colpa nei soggetti. Con il nostro studio si è deciso
di indagare, in modo innovativo, la percezione di queste due emozioni molto particolari
e fondamentali per il nostro funzionamento psichico utilizzando un paradigma
sperimentale noto come Shame Task.
Nel primo capitolo sarà descritto il concetto di personalità e quali sono le teorie che
cercano di spiegarla. Nel secondo capitolo si presenterà un quadro di cosa sono i disturbi
di personalità, declinandone i vari cluster. Nel terzo capitolo sarà approfondito il Cluster
B, ovvero il Cluster a cui appartiene il Disturbo Borderline di Personalità. Il quarto
capitolo è interamente dedicato alla sintomatologia Borderline. Il quinto capitolo tratta
della disregolazione emozionale e come questa caratteristica si declina nel disturbo preso
7
in esame. Il sesto capitolo entrerà nel merito dello studio sperimentale, nello specifico
della descrizione degli stimoli e del paradigma utilizzato, delle analisi effettuate e infine
saranno riportati i risultati emersi.
Nell’ ultimo capitolo, i risultati saranno discussi in relazione alla letteratura precedente e
mettendo in luce gli avanzamenti scientifici che essi consentono nella conoscenza del
disturbo borderline e delle emozioni stesse. Prima di trarre le conclusioni finali, saranno
messi in luce i limiti dello studio nella speranza di offrire spunti e migliorie allo studio di
questa tematica. 8
Capitolo 1
La Personalità
Cos’è la personalità
1. personalità: cos’è la personalità?
Partiamo innanzitutto dal concetto di
Il termine “personalità” deriva della parola etrusca phersu e dal vocabolo latino persona,
il cui significato sarebbe quello di maschera. Si fa riferimento alla maschera che veniva
dell’antichità
usata dagli attori che inscenavano spettacoli nei grandi anfiteatri e che
avendo la necessità di farsi udire il meglio possibile dal pubblico parlavano da una piccola
apertura ad imbuto attraverso (per-) la quale veniva amplificata meglio la loro voce
(sona). come un’enfatizzazione delle
In base a questa antica concezione, la personalità appare sia
dell’attore,
caratteristiche in modo che il pubblico sapesse già in anticipo le sue mosse e
dell’individuo.
lo comprendesse meglio sia come raccordo tra interiorità ed esteriorità
Attraverso i secoli, il concetto di personalità ha perso il suo tratto distintivo di apparenza,
rappresentare l’individuo nella sua totalità.
cominciando a “L’insieme
Oggi, comunemente, la personalità viene definita come: di quelle disposizioni
e funzioni affettive, volitive e cognitive che si sono progressivamente combinate nel
tempo a opera di fattori genetici, di dinamiche formative e di influenze ambientali [...]
che determinano il suo specifico adattamento al proprio ambiente” (Treccani).
9
Spesso si confonde la personalità con il carattere ed il temperamento ma questi concetti
sono tra loro molto diversi. Il termine temperamento, infatti, fa riferimento alle
disposizioni innate ovvero al substrato biologico e genetico della nostra sfera psichica e
comportamentale. Il carattere invece, è quella complessa interazione tra il substrato
biologico e l’ambiente, è una modalità strutturata di comportarsi, sentire e pensare
dall’esperienza
costruita sulla base del nostro temperamento. La personalità, in relazione
a questi due termini si configura come il modo in cui il carattere entra in relazione con le
altre persone e con il mondo.
1.1 Assunti di base sulla personalità
I modelli di studio della personalità, elaborati attraverso gli anni, sono numerosi e diversi
ma tutti sono caratterizzati da un elemento: l'interazione tra fattori innati e fattori acquisiti
ovvero educativi ed ambientali.
Infatti, nonostante per molto tempo la personalità sia stata descritta come un costrutto
abbastanza statico, oggi invece, viene studiata anche in relazione alla sua dinamicità in
agli eventi esterni, al modo in cui l’individuo li affronta,
relazione alle diverse fasi di vita
e alle esperienze relazionali. l’ambiente,
Durante i primi anni di vita, i modi in cui il bambino viene in contatto con
esterna i propri bisogni e i propri affetti, alle persone che gli stanno attorno, sembra
all’
assolutamente mutevole ed imprevedibile. Progressivamente, grazie età e alle
influenze ambientali, tali modi diventano sempre più definiti e specifici.
lo sviluppo psicobiologico, il contesto psicoaffettivo e l’ambiente socioculturale
Quindi:
contribuiscono, in egual misura, nel formare una serie di tratti profondamente impressi e
10 un’accozzaglia
tendenzialmente stabili. La personalità, in tal senso, si configura non come
casuale di pensieri, sentimenti, comportamenti e stili percettivi ma una combinazione di
essi, internamente organizzata.
Questi pensieri, sentimenti, comportamenti e stili percettivi internamente organizzati
vanno a comporre i tratti di personalità che diversamente dal temperamento, il quale,
come già detto si riferisce a caratteristiche presenti fin dalla nascita, sono considerati un
connubio di temperamento ed esperienza.
1.2 Le principali teorie sulla personalità
Vi sono diverse teorie alla base della personalità:
Le teorie tipologiche: Esse si pongono come obiettivo quello di classificare le
persone in base ad alcune caratteristiche facilmente riconoscibili e stabili.
Le distinguiamo in: l’elemento
o Teorie tipologiche somatiche: chiave ai fini di una
classificazione risiede nella costituzione morfo-fisiologica. I
principali esponenti moderni sono Kretschmer e Sheldon.
Kretschmer (1920) individua 4 tipi di personalità:
l’Astenico,
1. associato a una patologia di tipo
schizofrenico;
l’Atletico,
2. alla patologia epilettica;
3. il Picnico, a una patologia di tipo maniaco-depressiva;
11
4. il Displasico, anomalie fisiche (gigantismo) e
psicologiche
Sheldon, invece, partendo dal presupposto che esista una
associazione tra morfologia e condotta, teorizza che la
personalità di un individuo sia determinata dalla
mescolanza(somatotipo) delle componenti endomorfiche
(in cui hanno un ruolo chiave gli organi viscerali),
l’apparato
mesomorfiche (in cui sono importanti
schelettrico e muscolare) ed ectomorfiche (la cui
caratteristica principale è di avere un sistema nervoso
piuttosto delicato e da una fragilità dell’ epidermide).
o Teorie tipologiche funzionali: Si basano sul funzionamento dei
sistemi neurovegetativi ed endocrini, sono state fondate da Pavlov
che ha isolato tre tipi principali: 1) eccitabile 2) equilibrato 3)
inibito.
o Teorie tipologiche psicologiche: Secondo Jung la personalità è il
frutto dell’unione tra le funzioni (pensiero, sentimento, sensazione,
l’orientamento
intuizione), (rappresentato dalla funzione
dominante e cosciente e da quella opposta e inconscia) e la
disposizione generale estroverso/introverso.
secondo questa teoria la personalità dell’individuo
Le teorie dei tratti: viene
dei tratti che ne costituiscono l’architettura
determinata in base all’importanza
generale. 12
o Teoria dei tratti di G. W. Allport (1897– 1967):
della teoria vi è l’importanza
Alla radice dei metodi idiografici, che
mirano a cogliere l’unicità dell’individuo. La personalità è vista
come l’organizzazione dinamica interna all'individuo di quei
sistemi psicofisici che determinano i suoi modi unici di
adattamento all'ambiente. I tratti sono visti come tendenze stabili e
coerenti devono essere distinti da stati e attività occasionali e di
breve durata.
Secondo Allport la struttura della personalità è composta da:
• –
Tratti cardinali (presenti solo in alcuni individui)
influenzano quasi ogni azione della persona
• –
Tratti centrali Meno pervasivi dei tratti cardinali,
esercitano comunque un’importante influenza sulle azioni
della persona
• –
Tratti secondari Meno evidenti, generalizzati e coerenti
o La teoria dei tratti di Henry Murray (1993-1988)
Lo psicologo americano Henry Murray sviluppò una teoria della
personalità strutturata in termini di motivazioni, pressioni e
bisogni. Henry Murray rappresentò i bisogni come una
“potenzialità o prontezza a rispondere in un certo modo in
determinate circostanze”. La tassonomia dei bisogni da lui
individuata comprende:
1. bisogni viscerogeni legati ai bisogni organici primari
13
2. bisogni psicogeni indipendenti da necessità organiche
specifiche
3. bisogni manifesti, consapevoli ed espressi
4. bisogni latenti che sono inibiti, repressi o rimossi
5. bisogni focali limitati ad una ristretta classe di oggetti
6. bisogni diffusi più generali e pervasivi.
La teoria fattoriale di R. Cattell (1905-1998)
Egli introdusse il costrutto statistico di fattore che a differenza del tratto, consente
di rappresentare in modo quantitativo le caratteristiche individuali e di misurare
le differenze fra gli individui. Cattell identificò 16 tratti originari(nella sua
terminologia appunto: fattori) e sviluppò un questionario per misurarli: 16 PF
Questionnaire, dove per PF sta per fattori della personalità.
La teoria fattoriale di Eysenck (1916-1997)
Eysenck ideò una teoria dei tratti analoga a quella di Cattell, riconoscendo, però,
un numero di tratti originari decisamente minore rispetto a quelli identificati da
quest’ultimo. Il questionario Eysenck Personality Inventory permette di
determinare la collocazione dei soggetti lungo le dimensioni introverso-
estroverso e nevrotico-stabile
Modello tridimensionale di R. Cloninger (1980):
Cloninger avanza un metodo sistematico di descrizione e classificazione della
personalità nelle sue forme patologiche e non patologiche. Si tratta di un modello
14
tridimensionale fondato sulle seguenti dimensioni: ricerca della novità,
evitamento del danno e dipendenza dalla ricompensa.
Five Factor Model:
questo modello ha come obiettivo la rappresentazione della personalità attraverso
l’identificazione l’apertura all’esperienza, coscienziosità,
di cinque dimensioni:
estroversione, gradevolezza, nevroticismo. Esponenti principali sono Paul Costa,
Robert McCrae e Thomas Widiger.
Il modello evoluzionistico di T. Millon (1928- 2014):
1) egli considera la personalità come composta da tre polarità poste da Freud
alla base della vita psichica di ogni individuo, cioè attività/passività,
se/oggetto, piacere/dispiacere. Stando a Millon, gli elementi a cui fare
riferimento per discriminare tra normalità e patologia sono tre: 1) la
rigidità nell’adattarsi alle richieste ambientali, 2) la tendenza a
perpetuare gli stessi atteggiamenti fino alla creazione di circoli viziosi, 3)
la scarsa stabilità di fronte a condizioni stressanti.
Teorie psicodinamiche:
Freud distingue diversi tipi di personalità sulla base della relazione tra istanze
Es
della personalità: come le Personalità difensive dall’ e Personalità dominate
dal Super Io, tipologie imperniate sui meccanismi di difesa utilizzati: caratteri
fobici, isterici e ossessivi e tipologie basate sulle fasi psicosessuali.
A parere di Erickson lo sviluppo della personalità ha luogo nei primi anni di vita
e l'obiettivo fondamentale della vita di ogni persona è la ricerca dell'identità per
mezzo di 8 tappe fondamentali. 15
Teorie cognitive e comportamentali:
personalità è intesa come l’insieme delle risposte e delle
Secondo queste teorie la
abitudini comportamentali osservabili; i maggiori esponenti sono Ellis, Beck e
G.Kelly. 16
Capitolo 2
I Disturbi di Personalità
I Disturbi di Personalità
2.
I tratti di personalità si organizzano in modi più o meno costanti e formano tipi o stili di
personalità (Shapiro, 1965).
Le persone in grado di adattarsi funzionalmente alle diverse vicissitudini della vita
tendono ad assumere una modalità alternativa quando lo stile di personalità abituale
risulta poco efficace.
Contrariamente a questo atteggiamento sano di adattamento funzionale, le persone con
disturbo di personalità rispondono in modo rigido e inadeguato alle circostanze che la
vita ci presenta, arrivando al punto in cui le proprie relazioni interpersonali divengono
estremamente difficoltose e vengono evitati dalle persone che stanno intorno a loro.
Un disturbo di personalità (DP) viene diagnosticato quando lo stile della personalità di
un individuo interferisce significativamente in modo negativo con il suo funzionamento
affettivo, lavorativo e relazionale.
cos’è quindi un disturbo di personalità?
Ma Il DSM-5 dà la seguente definizione di
disturbo di personalità: 17
“Un disturbo di personalità è un pattern costante di esperienza interiore che devia
marcatamente rispetto alle aspettative della cultura di un individuo, è pervasivo e
inflessibile, esordisce nell’ adolescenza o nella prima età adulta, è stabile nel tempo e
determina disagio e menomazione”.
Le cause dei disturbi di personalità sono dovute solitamente ad una complessa interazione
tra fattori genetici e ambientali. In altre parole, alcune persone nascono geneticamente
predisposte a sviluppare un disturbo di personalità e tale predisposizione può essere
amplificata o soppressa da fattori ambientali. In generale, entrambi i tipi di fattori,
genetici e ambientali, concorrono in egual misura allo sviluppo del disturbo.
La sintomatologia è riconducibile essenzialmente a due problematiche principali:
problemi legati all’ identità e problemi legati al funzionamento interpersonale. I problemi
legati all' identità possono manifestarsi come un'immagine di sé instabile (p. es. persone
che oscillano tra il vedere loro stesse come eccezionali o come esseri incapaci) o come
un'incoerenza nei valori, negli obiettivi e nell'aspetto (p. es. persone profondamente umili,
ma altrove estremamente competitive ed orientate al profitto).
La problematica a livello interpersonale in genere si manifesta come difficoltà nello
sviluppo o nel mantenimento di relazioni strette e/o con insensibilità nei confronti delle
l’incapacità
altre persone (per esempio, di entrare in empatia).
Le persone che soffrono di disturbi di personalità possono sembrare spesso incoerenti,
confuse, e frustranti nei confronti di chi sta attorno e ci entra in contatto. Molto spesso la
loro autostima oscilla dall’ essere esageratamente elevata all’ essere troppo bassa. Come
figure genitoriali molte volte ricoprono il loro ruolo mostrandosi come incoerenti,
distaccati, iperemotivi, abusanti o irresponsabili e, nella peggiore delle ipotesi possono
condurre il partner e figli a sviluppare problemi fisici e mentali.
18
Inoltre, una caratteristica che contraddistingue molto spesso le persone con disturbo di
personalità è che faticano a riconoscere di avere un problema e ad
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