Estratto del documento

Indice

  • Introduzione ................................................................................................................ pag.3
  • Capitolo 1: Meccanismi cerebrali delle emozioni ........................................................... pag.4
    • 1.1 Il modello Appraisal-By-Content ............................................................ pag.4
    • L'amigdala ................................................................................................ pag.9
    • 1.2 dell'amigdala .............................................. pag.9
      • 1.2.1 Anatomia
      • 1.2.2 Neuroanatomia del condizionamento della paura ....... pag.10
      • dell'amigdala ................................................ pag.11
      • 1.2.3 Funzioni
  • Capitolo 2: Alessitimia ................................................................................................. pag.12
    • dell'alessitimia ................................................................. pag.12
    • 2.1 Descrizione dell'alessitimia .......................................................... pag.13
    • 2.2 Correlati neurali
    • 2.3 Elaborazione emotiva specifica per la valenza ..................................... pag.15
  • Capitolo 3: Alessitimia e disturbo dello spettro autistico .............................................. pag.17
    • 3.1 Definizione di ASD e relazione con alessitimia .................................. pag.17
    • 3.2 Disfunzione dei neuroni specchio nei soggetti con ASD ..................... pag.17
    • 3.3 Regolazione emotiva nei soggetti con ASD ......................................... pag.18
  • Capitolo 4: Alessitimia e disturbo borderline di personalità ......................................... pag.20
    • 4.1 Definizione di BPD e relazione con alessitimia ................................ pag.20
    • 4.2 Deficit di mentalizzazione negli individui con BPD ........................... pag.21
    • 4.3 Alessitimia: mediatore tra attaccamento e BPD in adolescenza .......... pag.21
  • Conclusione ................................................................................................................ pag.23
  • Bibliografia ................................................................................................................... pag.24

Introduzione

È quello delle emozioni diventato, negli ultimi anni, un tema centrale nella ricerca delle neuroscienze, e il rinnovato interesse per questo argomento ha portato ad un’esplosione di studi di neuroimaging funzionale che hanno indagato l’attivazione cerebrale e le regioni coinvolte nell’elaborazione delle emozioni. Gli studi sulle emozioni hanno approfondito, inoltre, molti altri aspetti importanti, come la fisiologica dovuta alle emozioni, il loro carattere adattivo e le loro implicazioni sociali e interazionali.

Scoprire i correlati neurali delle emozioni è fondamentale per capire l’importanza sia di identificare ed esprimere le proprie emozioni, sia di riconoscere quelle altrui, per poterle comprendere ed instaurare delle relazioni sociali importanti. Queste capacità sono il frutto della complessa partecipazione di moltissime regioni cerebrali, le quali, se danneggiate, potrebbero generare gravi difficoltà nella comprensione, nell’identificazione e nell’espressione degli stati emotivi propri ed altrui, con conseguenti difficoltà sociali e interpersonali.

Lo scopo della mia tesi è quello di fornire una descrizione della base biologica e cerebrale dello sviluppo e della comprensione delle emozioni, ed esplorare in particolar modo il tratto di personalità dell’alessitimia, il quale predispone a compromissioni patologiche della capacità di riconoscere ed esprimere le proprie emozioni e di identificare quelle altrui. Il mio scopo è inoltre quello di collegare il costrutto dell’alessitimia ad altri due disturbi ad esso collegati e da esso reciprocamente influenzati, ovvero il disturbo dello spettro autistico e il disturbo borderline di personalità, i quali presentano entrambi un’importante compromissione da un punto di vista emozionale.

In questa tesi percorrerò dunque, supportata da vari articoli che includono teorie e modelli validi ai giorni nostri, un percorso che parte dalla spiegazione dei circuiti neurali delle emozioni, per passare poi ad indagare le cause e le caratteristiche fondamentali del tratto di personalità dell’alessitimia, collegandolo in seguito al disturbo dello spettro autistico e al disturbo borderline di personalità, con lo scopo di trovare non solo un’influenza reciproca, ma anche una base comune di cause e di caratteristiche.

Capitolo 1: Meccanismi cerebrali delle emozioni

Il modello Appraisal-By-Content

Scoprire le basi neurobiologiche delle emozioni è essenziale per una comprensione completa del funzionamento sano e patologico dei meccanismi emotivi. La natura delle emozioni è supportata da un’architettura neurale ampiamente distribuita e dinamica, da una complessa specializzazione delle diverse regioni cerebrali rispetto ai processi emotivi. Infatti, l’emozione influenza, ed è a sua volta influenzata, da molteplici sistemi cerebrali, come dimostrato da decenni di ricerca neuroscientifica, ognuno dei quali è principalmente coinvolto in particolari processi e aspetti dell’elaborazione emotiva.

Christoff, Dixon, Thiruchselvam e Todd (2017) hanno attribuito un ruolo significativo nell’elaborazione e nella regolazione delle emozioni alla corteccia prefrontale (PFC), e hanno proposto un nuovo quadro teorico, il modello ABC (Appraisal-By-Content), elaborato sulla base di un lavoro di organizzazione e integrazione di un ampio insieme di risultati provenienti da studi di neuroimaging funzionale, elettrofisiologici, sulle lesioni e sulla connettività strutturale. Questo modello propone la valutazione come principio unificante per la comprensione del ruolo della PFC nelle emozioni, mentre la specializzazione relativa del contenuto funge da principio di differenziazione per comprendere il ruolo di ciascuna sottoregione, ed esamina dunque le funzioni distinte di otto sottoregioni della PFC, che coprono la superficie prefrontale mediale, ventrale e laterale.

Questo modello propone che la stima, cioè il processo di valutazione del significato affettivo di un evento, possa servire come principio operativo unificante che governa il ruolo dell’intera PFC nell’emozione, inoltre le diverse sottoregioni della PFC mostrano una specializzazione relativa per supportare la valutazione di diversi tipi di contenuti. Questa specializzazione relativa è influenzata dalle differenze nella connettività anatomica e funzionale tra le regioni. La specializzazione proposta da questo modello è una specializzazione funzionale relativa e flessibile, piuttosto che assoluta, in quanto ogni sottoregione della PFC è preferenzialmente coinvolta nella valutazione di input specifici, un bias relativo che emerge a causa dei vincoli combinati della connettività anatomica e funzionale. Questi biases emergono in modo flessibile quando alcune esigenze di compito devono essere soddisfatte, ma potrebbero non essere presenti in altri contesti. Inoltre, le sottoregioni della PFC sono probabilmente necessarie ma non sufficienti per i diversi tipi di valutazioni e i loro contributi devono essere interpretati all’interno di un contesto di rete (network), ovvero le sottoregioni prefrontali sono probabilmente coinvolte in molte altre funzioni al di fuori della valutazione. Queste otto sottoregioni sono (vedi Figura 1):

Figura 1. Parcellazione funzionale-anatomica della corteccia prefrontale (PFC):

  • A. Parcellazione della PFC: sgACC = corteccia cingolata anteriore subgenuale; pgACC = corteccia cingolata anteriore pregenuale; aMCC = corteccia cingolata media anteriore; lOFC = corteccia orbitofrontale laterale; mOFC = corteccia orbitofrontale mediale; RMPFC = corteccia prefrontale rostromediale; DMPFC = corteccia prefrontale dorsomediale; RLPFC = corteccia prefrontale rostrolaterale; VLPFC = corteccia prefrontale ventrolaterale; DLPFC = corteccia prefrontale dorsolaterale.
  • B. Parcellazione della corteccia cingolata e della PFC mediale.
  • C. Parcellazione della PFC laterale che mostra una sottoregione dorsale-ventrale e una rostro-caudale.
  • D. Parcellazione dell'OFC in sottoregioni laterali (in giallo) e mediali (in rosso) basate sulla connettività anatomica.

Tratta da (Dixon et al., 2017).

1. La corteccia orbitofrontale laterale: valutazione delle sensazioni esterocettive

Prove considerevoli suggeriscono che la corteccia orbitofrontale laterale (OFC) è specializzata nella valutazione della rilevanza dell’obiettivo di oggetti ed eventi. Questa regione è coinvolta in maniera specifica nella valutazione delle sensazioni esterocettive, cioè delle informazioni sensoriali derivanti dall’ambiente esterno, basate sul contesto e sugli obiettivi attuali. La ricerca riguardo la specifica funzione di questa sottoregione è stata portata avanti dagli studi di neuroimaging funzionale, che hanno correlato l’attivazione cerebrale con valutazioni soggettive della valenza dello stimolo e hanno dimostrato che l’attivazione della OFC laterale riflette il valore degli alimenti, degli odori, degli stimoli uditivi, della stimolazione somatosensoriale e delle immagini presentate in maniera visiva di scene e di altri individui (ad esempio, immagini erotiche). Inoltre, la OFC laterale contiene neuroni sensibili ai volti, in particolare ai cambiamenti nell’espressione facciale che segnalano ricompensa o punizione, dimostrando che questa sottoregione è anche sensibile agli obiettivi sociali e valuta in modo flessibile l’attuale rilevanza degli input sensoriali, combinando le aspettative riguardo la grandezza della ricompensa/punizione con aggiornamenti in tempo reale riguardanti i bisogni e gli obiettivi fisiologici e sociali. Infine, studi sulle lesioni hanno dimostrato che le lesioni della OFC laterale interrompono la capacità di valutare la rilevanza degli stimoli in base alle attuali esigenze fisiologiche.

2. La corteccia orbitofrontale mediale: valutazione dei ricordi episodici e degli eventi futuri immaginati

Secondo questo modello, la OFC mediale è coinvolta nella valutazione di eventi generati internamente, ovvero memorie episodiche ed eventi futuri immaginati. Gli studi di neuroimaging che sostengono questa idea dimostrano che l’attivazione mediale della OFC è positivamente correlata alla piacevolezza segnalata dai ricordi, infatti l’attivazione di questa sottoregione mostra una correlazione positiva con la piacevolezza anticipata di scenari futuri che comprendono combinazioni di persone e luoghi familiari, attivazione che risulta più forte quando i partecipanti hanno immaginato eventi futuri relativi agli eventi di routine, e ancora più pronunciata per gli eventi immaginati nel lontano futuro rispetto al futuro prossimo. Dunque, l’attivazione della OFC mediale durante la presentazione di uno stimolo esterno, più che segnalare una valutazione dello stimolo in sé, riflette una valutazione dei pensieri interni e dei ricordi innescati dallo stimolo.

3. La corteccia cingolata anteriore subgenuale (sgACC): valutazione dei segnali viscero-motori

Barrett e Simmons (2015) (citato in Dixon et al., 2017) suggeriscono che la sgACC contribuisce alle previsioni sui cambiamenti fisiologici che sono necessari per far fronte a situazioni attuali o imminenti. Queste previsioni possono corrispondere dunque ad una valutazione dei segnali viscero-motori, ovvero quell’insieme di segnali efferenti che modulano gli stati fisiologici attraverso il sistema nervoso autonomo o i processi neuroendocrini. La funzione della sgACC è, dunque, quella di integrare gli input sul significato della situazione attuale da altre regioni come la OFC laterale, la OFC mediale e l’amigdala, e assegnare valore a diversi modelli di segnali endocrini e autonomici in base alla loro utilità prevista per la situazione attuale, in modo implicito e automatico sulla base delle esperienze precedenti. I dati anatomici supportano questa idea, infatti la sgACC è la regione corticale con le connessioni più forti con regioni che monitorano e controllano l’attivazione fisiologica e ha forti...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lucia.9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicobiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Committeri Giorgia.
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