UNIVERSITÀ TELEMATICA PEGASO
Corso di
Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche
Insegnamento di
Didattica Speciale II
Bullismo e Cyberbullismo
Informazione ed educazione, armi contro la violenza
RELATORE: CANDIDATO:
Chiar.ma Prof.ssa Yhoshua Moscato
Stella Rita Emmanuele 091181029
Anno Accademico
2019/2020 Da ragazzini spesso ci si chiede:
“Perché nessuno mi libera da queste catene?”
Probabilmente gli altri nemmeno si sono accorti
Di quanto sia stato male, di come passavo quelle notti.
Quando dai tuoi compagni subisci certe cattiverie,
Fanno male il doppio ed oggi nelle arterie
Scorre lo stesso sangue che quel bullo mi faceva uscire,
Ogni volta che vedeva solo in quel cortile.
Sarò anche diverso ma sono migliore
Di te e di tutta questa generazione,
Che si nasconde e non affronta il problema,
Forse non lo ritiene una cosa seria.
Un dolore del genere non l’ho più provato,
traggo forza dai ricordi di quel pianto.
La mia unica arma era e sarà il sorriso,
infondo volevo solo diventare suo amico.
Davide Speziale, amico e fratello
_______________
Al mio Dio,
che mi insegna ad amare tutti
senza condizione.
A Willy, Carolina,
Michele, Mariam, Emanuele.
A coloro a cui è stata tolto tutto.
A chi si è sentito
solo, incompreso, sfinito,
ma non si è mai arreso.
A papà e mamma,
per i valori trasmessi
e i sacrifici fatti.
Ai miei amici, quelli veri
che mi sono da sempre vicini,
nonostante tutto.
A me stesso,
alla passione e alla speranza
che mai mi abbandonano.
INDICE
Introduzione……………………………………………………………..…………………4
– Bullismo………………………………………………………………………5
Capitolo I di bullismo…………………………………………………………………5
1.1 Definizione
1.1.1 Accenni storici sullo studio del fenomeno…………………………………………….5
1.1.2 Quando si tratta di bullismo…………………………………………………………….7
bullismo……………………………………………………….9
1.1.3 Quando non si tratta di
1.2 Radici del bullismo…………………………………………………………………….12
1.3 Protagonisti del bullismo..…..…………………………………………………………13
1.3.1 Il bullo……………………………………………………………………………………14
1.3.2 La vittima………………………………………………………………………………...15
1.3.3 Gli spettatori…………………………………………………………………………….17
di bullismo…………………………………………………………19
1.4 Forme e tipologie
1.4.1 Bullismo diretto e bullismo indiretto…………………………………………………19
1.4.2 Bullismo, nonnismo, mobbing…………………………………………………………21
all’età…………………………………………………………………22
1.4.3 Variabili legate
1.4.4 Casi particolari: disabilità, autismo e omofobia…………………………………...23
1.5 La scuola, ambiente preferito dei bulli…………………….…………………………..25
1.6 Luoghi comuni e miti da sfatare sul bullismo…………………………………………25
– Bullismo femminile: quando ad aggredire è lei…………………………28
Capitolo II “rosa": sottovalutazione del fenomeno……………………………………28
2.1 Il bullismo
2.1.1 Caratteristiche, tipologie, modalità……………………………………...…………..29
femmine……………………………...………………………31
2.1.2 Differenze tra maschi e
2.1.3 Conseguenze del bullismo femminile…………………………………………………33
2.2 Ruolo dei genitori: importanza dello stile educativo…………………………………..35
evitare………………..………………………………38
2.2.1 Consigli su come agire e cosa
2.3 Dati statistici……………………………………………………………..…………….41
1
– Cyberbullismo: nuova frontiera del bullismo……………….…………44
Capitolo III
Definizione di cyberbullismo………………………………………………………….44
3.1 3.1.1 Differenze tra bullismo e cyberbullismo……………….…………………………….47
3.2 Tipologie, modalità, strumenti………………………….……………………………..49
Protagonisti del cyberbullismo…………………….…………………………………..52
3.3 3.3.1 Il cyberbullo……………………………….…………………………………………….55
3.3.2 La cybervittima………………….…………………………………….………………..58
3.3.3 I bystanders o spettatori………………….……………………………………………60
Influenza dei social network..…………………………………………………………61
3.4
3.5 Conseguenze del bullismo elettronico….……………………………………………..62
3.6 Prevenzione del cyberbullismo………………………………………………………..64
– Dati statistici e modalità d’intervento…………………………………..66
Capitolo IV
Ricerca sul territorio italiano: ieri e oggi……………………………………...………66
4.1 4.1.1 I primi studi…………………………………………………………………..…………66
4.1.2 Dati statistici sul bullismo…………………………………………………………….70
4.1.3 Dati statistici sul cyberbullismo……………………………………………………...74
effetti sul cyberbullismo…………………………………….76
4.2 Emergenza COVID-19:
4.3 Scuola, docenti, educatori……………………………………………….…………….78
d’intervento all’interno del gruppo-classe………………………………80
4.3.1 Strategie
4.3.2 Stili educativi dell’insegnante……………………………………………………...…81
4.4 Conflitto: imparare a gestire e superare le divergenze…………………….…………..82
Negoziazione e Comunicazione Nonviolenta………………………..84
4.4.1 Mediazione,
Problem Solving………………………………………………………………………...86
4.4.2 La Ritualità Educativa…………………………………………………...………….…87
4.4.3 Circoli di qualità…………………………………….…………………………….……88
4.4.4
4.4.5 Counseling tra pari, Mediazione tra pari e Operatore amico………….………...89
Considerazioni finali…………………………………………………………….……….90
2
Bibliografia………………………………………………………………………..…...…91
Sitografia………………………………………………………………………………….95
3
Introduzione
Nonostante abbia scelto da tempo il tema della violenza come argomento della mia tesi, la
mia necessità di trattarlo è cresciuta ancora di più recentemente, in vista delle ultime tragiche
notizie che non fanno altro che confermare come tale fenomeno è ancora in ascesa non solo nel
nostro Paese, ma nel resto del mondo. Secondo i dati Istat sono circa quattro mila i suicidi in
casi all’anno, dovuti
Italia ogni anno: il 5% riguarda giovani sotto i 24 anni, ovvero circa 200
soprattutto al fallimento negli studi e al divenire vittima di atti di bullismo.
Quotidianamente, infatti, veniamo informati dai media di episodi riguardanti atti di violenza
compiuti da ragazzi e ragazze verso i loro coetanei, con un livello di gravità sempre più alto,
cui “i giovani sono
come se si volesse confermare quello stereotipo ormai comune secondo
senza valori e senza regole”. Si dovrebbe, tuttavia, non soffermarsi a dare le colpe, ma piuttosto
impegnarsi a trovare soluzioni efficaci utili non per forza a risolvere il problema, ma
quantomeno a contenerlo. esclusivamente nell’atto in sé, ma è un fenomeno complesso che
Il bullismo non consiste
coinvolge una moltitudine di attori e contesti che vanno dal bullo alla vittima, fino ad arrivare
alla famiglia e alla scuola.
Il mio lavoro, pertanto, ha come scopo principale quello di trattare i fenomeni del bullismo
e del cyberbullismo, con un appunto sul bullismo femminile fenomeno gravoso e sottovalutato,
approfondendo i dati e le statistiche recenti riguardanti il nostro Paese e, attraverso una intensa
ricerca, quali sono gli strumenti, le tecniche e le modalità più efficaci per combattere e arginare
il problema. 4
–
Capitolo I Il bullismo
1.1 Definizione di bullismo
Il bullismo è un fenomeno definito come una serie di azioni violente, messe in atto tra pari
in un contesto di gruppo, generalmente nel periodo adolescenziale e pre-adolescenziale e
all’interno degli istituti scolastici. Tale fenomeno riguarda essenzialmente l'interazione
principale con la vittima indicata, considerata indifesa, che viene sottoposta a derisioni,
mortificazioni, lesioni, intimidazioni, e che tende a non reagire. Il comportamento del bullo è
ripetitivo e duraturo ed ha lo scopo di far soffrire o danneggiare qualcuno in modo diretto, con
aggressività fisica o verbale, e indiretto, facendo ricorso a pettegolezzi e dicerie relativi alla
vittima, isolandola e escludendola dal resto del gruppo.
1.1.1 Accenni storici sullo studio del fenomeno
anni ’60 e ’70, il bullismo era
Tra gli considerato un comportamento normale e fondamentale
della fase di sviluppo infantile e adolescenziale e non era ancora ritenuto un importante
1
problema che bisognava attenzionare . Gli studi psicologici riguardo questo fenomeno, ebbero
inizio a partire dal 1981, quando due studenti norvegesi si suicidarono a causa di continue
invettive e insulti inflitte loro da diversi compagni. In seguito a questo spiacevole evento, il
governo norvegese decise di commissionare il compito di studiare tale fenomeno al professore
di psicologia all’Università di Bergen, Dan Olweus, oggi considerato come il più grande esperto
mondiale in materia e pioniere degli studi sul bullismo.
1 Limber S. P. & Small M. A. (2003), State laws and policies to address bullying in schools, School Psychology
Review. 5
In seguito a studi iniziali, nel 1973 Olweus aveva identificato la prevaricazione tra
ovvero “mobbing scolastico”, ma poi notò che il
studenti con il termine skollmobbing,
“mobbing” indicava primariamente atteggiamenti di persecuzione tra adulti nel
termine
posto di lavoro. Così qualche anno dopo, nel 1978, per riferirsi al ruolo del prevaricatore,
ovvero “usare prepotenza,
2
coniò il termine bully, da cui nel 1981 dedusse la parola bullying,
incutere timore, spadroneggiare” 3 , per designare in modo adeguato questo specifico
fenomeno. “uno
Olweus arrivò a dare una definizione universale a tale fenomeno, affermando che
studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene
esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive messe in atto da parte di uno
4
o più compagni" .
Un’altra definizione viene data da due studiosi inglesi, Sharp e Smith, i quali affermarono
che un atto di bullismo è:
“un tipo di azione che mira deliberatamente a far del male o danneggiare; spesso è
persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per
coloro che ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori
c’è un abuso di potere e un desiderio di intimidire e dominare.” 5
Anche Farrington fornì una sua personale spiegazione del fenomeno definendolo:
“Un’azione negativa che può essere sia fisica che verbale, con intenti ostili, che vengono
ripetuti nel tempo, e prevedono anche uno squilibrio di potere. Possono inoltre essere
più perpetratori ed anche più vittime”. 6
coinvolti
2 Olweus D. (1981), La previsione del comportamento aggressivo mediante l'uso di un test proiettivo. Tr. it.:
Organizzazioni Speciali, Firenze. Olivetti Belardinelli
3 Oxford Dictionary (1997), Oxford University Press. Kent, Elliot.
4 Olweus D. (1996), Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono. Firenze, Giunti, pag. 11-12
5 Smith P.K., Sharp S. (1994), School bullyin
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Pedagogia generale – Bullismo