UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO
Dipartimento di Scienze Aziendali
Management & Innovation Systems
Corso di Laurea Triennale in Economia e Management
Prova finale/Tesi in
Corporate Banking
TITOLO
BITCOIN, IL NUOVO ORO DIGITALE
Relatore: Candidato:
Ch.mo Prof. Antonio Guarino
Rosaria Cerrone Matr. 0212712037
Anno Accademico 2023/2024
Sommario
1 INTRODUZIONE .............................................................................................................. 1
1.1 LA NASCITA DI BITCOIN E LA FILOSOFIA ALLA BASE................................. 1
1.2 LA TECNOLOGIA ALLA BASE DI BITCOIN ....................................................... 2
1.2.1 SIGNIFICATO E UTILIZZO DI BLOCKCHAIN ............................................. 2
1.2.2 CARATTERISTICHE TECNICHE DI BITCOIN .............................................. 5
1.3 BITCOIN HALVING .................................................................................................. 5
1.4 COME COMPRARE BITCOIN (CEX VS DEX) ..................................................... 11
2: IL FUTURO DI BITCOIN: PROSPETTIVE E SVILUPPI ............................................... 12
2.1 APPROVAZIONE DEGLI ETF SPOT SU BITCOIN IN AMERICA ................... 12
2.2 PERCHÉ BITCOIN NON PUÒ MAI DIVENTARE UNA VALUTA LEGALE 16
2.3 PROGETTI DI CENTRAL BANK DIGITAL CURRENCY (CBDC) ................... 17
2.3.1 CONFRONTO TRA CBDC E BITCOIN: DIFFERENZE E
COMPLEMENTARIETÀ ................................................................................................. 22
2.4 INTERESSE DELLE GRANDI ISTITUZIONI VERSO BITCOIN
(MICROSTRATEGY, TESLA, BLACKROCK, ETC.) ....................................................... 22
2.5 DIFFUSIONE DELLE CRYPTOVALUTE NEL TERRITORIO ITALIANO
(STATISTICHE) .................................................................................................................... 24
BIBLIOGRAFIA ................................................................................................................... 26
1 INTRODUZIONE
Il Bitcoin, nato nel 2009 dalla mente anonima di Satoshi Nakamoto, ha segnato
l'inizio di una rivoluzione nel mondo della finanza e della tecnologia. Come prima
criptovaluta decentralizzata, ha introdotto il concetto di un sistema monetario che
funziona senza la necessità di intermediari tradizionali, come banche o governi. La
prima parte del lavoro sarà incentrata su un’introduzione alla cryptovaluta, partendo
dalla sua creazione fino alla descrizione delle principali caratteristiche che hanno reso
questa tecnologia così rivoluzionaria. Successivamente, nella seconda parte, verrà
proposta un’analisi degli ultimi sviluppi, in special modo in ambito istituzionale con
l’approvazione degli etf spot sui mercati finanziari americani. Infine, si analizzeranno i
primi progetti di CBDC, ovvero delle valute digitali emesse dai governi, sia a livello
europeo che a livello mondiale.
1.1 LA NASCITA DI BITCOIN E LA FILOSOFIA ALLA BASE
Bitcoin è nato ufficialmente il 31 ottobre 2008 sotto lo pseudonimo di Satoshi
Nakamoto, la cui identità è tutt’oggi ignota. Secondo alcuni, infatti, si tratta di un
gruppo di hacker, mentre altri sostengono ci siano grandi imprenditori o istituzioni
dietro la creazione della criptovaluta. Nel 2016, però, Craig Wright, un informatico
australiano ha affermato di esserne il creatore. Nel corso degli anni si sono susseguite
diverse vicende giudiziali, che sono culminate in una causa legale del 2023, presso
l'Alta Corte Di Giustizia Del Regno Unito, da parte del consorzio no-profit di aziende
crypto e tecnologiche, il c.d. “Crypto Open Patent Alliance” (Copa). Quest’ultimo ha
fatto causa a Wright sostenendo che in realtà la sua affermazione come fondatore del
bitcoin fosse infondata e, il 14 marzo 2024, è arrivata la sentenza definitiva che di fatto
ha smentito la tesi dell’informatico.
Tornando alla creazione del bitcoin, essa ha inizio con la pubblicazione di un
whitepaper secondo cui lo scopo della moneta è quello di creare un “sistema di
1
moneta elettronica peer-to-peer”.
Questo documento venne proposto tramite mail all’interno di un gruppo online di
crittografi e informatici, e inizialmente era un progetto open-source (tutti potevano
contribuire al suo sviluppo). Poi, il 3 gennaio 2009, è avvenuta la prima transazione
sulla rete bitcoin, a cui venne poi assegnato il nome di “blocco genesi”.
In questa prima operazione, Satoshi ha riportato il seguente messaggio:
"The Times 03/Gen/2009 Il cancelliere sull’orlo del secondo salvataggio delle banche"
Lo scopo di questo messaggio era chiaro: dopo la crisi del 2008, era necessaria una
rivoluzione nel mondo finanziario, che permettesse di distaccarsi dal controllo
centrale di una banca o istituzione finanziaria.
il whitepaper è un documento informativo, che ha lo scopo di evidenziare le caratteristiche di un
1
progetto, mostrandone le caratteristiche chiave, i possibili utilizzi e i punti di forza
1
Figura 1: inizio del whitepaper di Bitcoin, consultabile online (Fonte: https://bitcoin.org/bitcoin.pdf)
L’obiettivo del creatore di bitcoin, era infatti quello di creare un sistema di pagamento
decentralizzato, che permettesse il trasferimento di denaro tra due individui ("sistema
peer-to-peer"), in ogni momento e senza alcun vincolo imposto da una controparte
finanziaria. C’è da notare però che il valore del bitcoin è soggetto ad alta volatilità,
quindi eventuali scambi personali o commerciali ne potrebbero risentire, a differenza
di una transazione effettuata in valute tradizionali.
Oltre alla funzione di permettere scambi di denaro personali, bitcoin da alcuni anni è
accettato in alcune parti del mondo come metodo di pagamento nei negozi o
addirittura come valuta legale del paese, nello stato di El Salvador, che ne ha iniziato
l’adozione nel 2021. La prima transazione della storia effettuata in bitcoin nel mondo
reale è avvenuta il 22 maggio 2010, quando Laszlo Hanyecz, un programmatore della
Florida, pagò 10.000 BTC per due pizze, dal prezzo stimato di circa 40$. A marzo 2024,
quelle due pizze avrebbero superato i 700 milioni di dollari di valore. La community
crypto ha deciso di ricordare il 22 maggio come il “Bitcoin Pizza Day”.
Il 26 aprile 2011, però, Satoshi ha deciso di lasciare il progetto agli sviluppatori e in
particolare a Gavin Andresen, un programmatore americano. Da quel momento in poi,
non si hanno più avuti messaggi del fondatore di bitcoin.
1.2 LA TECNOLOGIA ALLA BASE DI BITCOIN
Bitcoin è basato sulla tecnologia blockchain, un innovativo sistema informatico
decentralizzato che permette scambi di denaro in tutto il mondo e in tempi brevi,
catalogando le transazioni in un registro.
1.2.1 SIGNIFICATO E UTILIZZO DI BLOCKCHAIN
La blockchain può essere definita come un registro digitale, il cui compito principale
è quello di tenere traccia delle varie transazioni ed ha due principali caratteristiche:
È un database distribuito, ovvero non esiste un'unica fonte dei dati, bensì è un libro
mastro condiviso all’interno della rete; 2
È un sistema decentralizzato, ovvero non controllato da un’entità centrale, come
una banca. Le transazioni sono gestite e approvate da una rete di computer sparsi
in tutto il mondo (chiamati nodi), il che rende la rete altamente sicura e resistente a
tentativi di manomissione.
Gli elementi fondamentali della blockchain sono i “blocchi”. Per capirne il
funzionamento, è necessario partire dalle basi: la funzione di hash. Nel momento in cui
un utente interagisce con la rete, qualsiasi elemento, compreso il testo, viene
trasformato in una serie di numeri e lettere (che seguono un modello comune di
struttura), chiamato hash. Inoltre, ogni piccola variazione dei dati in input produce un
output completamente diverso, il che rende altamente difficile la manomissione.
Transazioni successive sono collegate tra di loro, poiché l’hash della nuova transazione
viene generato dall’ultimo hash registrato sulla rete. In un ipotetico caso in cui un
hacker voglia manomettere la rete, bisognerebbe modificare l’hash di tutte le
precedenti transazioni, il che è altamente improbabile da effettuare. Un ulteriore
elemento implementato per aumentare la sicurezza è il “nonce”, ovvero un numero
differente e casuale dopo ogni transazione registrata, che dovrà essere scoperto ed
elaborato da un “miner”, ovvero un operatore della rete.
Quindi, riassumendo, ad ogni transazione corrisponde un hash, che a sua volta è
collegato a quello della transazione precedente. Più transazioni formano un “blocco”,
con un hash e un nonce unico, e più blocchi concatenati tra di loro formano una
blockchain. Ogni blocco viene generato all’incirca ogni 10 minuti in modo automatico,
aggiornando di fatto il registro delle transazioni per tutti i computer presenti sulla rete.
Una volta che viene completato, non può più essere modificato.
Da un punto di vista tecnico, nel momento in cui un utente decide di inviare fondi ad
un altro soggetto, la transazione viene trasmessa alla rete. A questo punto, ogni nodo
dovrà verificare la validità della transazione, e ciò porterà ad una sorta di votazione
elettronica, che potrà avere sia un esito positivo che negativo. Se la maggioranza dei
computer riterrà valida l’operazione, allora essa potrà essere eseguita e aggiunta ad un
blocco. Ogni blocco, inoltre, è identificato da un hash, ovvero un numero a 256 bit,
insieme ad un blocco che è collegato all’hash del blocco precedente. Nel momento in
cui un utente della rete cercasse di sabotare la rete cercando di aggiungere un blocco
sospetto alla catena, allora la funzione di hash andrebbe a modificare i blocchi
successivi. Quindi, gli altri nodi andrebbero ad identificare questi cambiamenti e a
fermare l’aggiunta di nuovi blocchi. 3
Figura 2: funzionamento di una transazione (fonte:
https://www2.deloitte.com/us/en/insights/topics/emerging-technologies/blockchain-technical-
primer.html )
Ogni nodo è gestito da un “miner”, ovvero un soggetto che mette a disposizione i
propri computer per convalidare le transazioni degli utenti in cambio di una
ricompensa in bitcoin, chiamata tecnicamente “ricompensa di blocco”. Per assicurarsi
che tutti i miner operino allo stesso modo e non tentino di sabotare la rete, Satoshi
Nakamoto ha deciso di creare un “meccanismo di consenso”, ovvero un insieme di
regole prestabilite che tutti gli operatori della rete devono necessariamente rispettare.
Le due tipologie più diffuse sono:
-Proof-of-Work (POW), ovvero il sistema implementato nella blockchain del bitcoin.
Infatti, per validare una transazione, è necessario risolvere problemi matematici che
richiedono una grande potenza di calcolo e il primo miner che trova la soluzione
otterrà la ricompensa e aggiungerà la transazione ad un blocco, se approvata dalla rete.
Viene chiamata in questo modo perché i miner devono dare “prova” (proof) del loro
lavoro, individuando il nonce tramite il calcolo computazionale dei loro computer;
-Proof-of-Stake (POS), un modello alternativo recentemente sviluppato, caratterizzato
da emissioni di Co2 ridotte. In questo modello, al posto dei miner abbiamo i cosiddetti
“validatori”, ovvero degli individui che devono detenere una quantità prestabilita di
quella determinata cryptovaluta e “metterla in stake”, cioè bloccare quelle monete
(impossibilità di venderle per un certo lasso temporale), come se fosse una sorta di
garanzia in caso di tentativi di manomissione. Per selezionare i validatori dei blocchi,
spesso viene utilizzato un meccanismo di lotteria, in cui ad una maggiore quantità di
cryptovalute messe in stake corrisponde una probabilità maggiore di essere
4
selezionato. Ad esempio Ethereum, seconda cryptovaluta per capitalizzazione di
mercato, nel settembre 2022 ha deciso di modificare il suo meccanismo di consenso,
passando al POS, in un evento chiamato “The Merge”.
Da un punto di vista pratico, la tecnologia blockchain può portare diversi vantaggi,
come ad esempio nel caso delle imprese. Tra i principali vantaggi conseguibili da
queste ultime troviamo:
Rischio ridotto e costi minori nei controlli di conformità: ad esempio nel
momento in cui le banche devono verificare l’identità del correntista vengono
utilizzati dei sistemi simili al KYC utlizzato nel mondo delle cryptovalute, ma in
alcuni casi molto più antiquati e onerosi. Un sistema KYC moderno potrebbe essere
la soluzione ottimale;
Ridurre il costo e le tempistiche delle transazioni aziendali, che implica anche un
miglioramento generale della produttività aziendale;
Possibilità di sfruttare gli smart contracts per registrare processi aziendali, come
ad esempio tracciare la provenienza del cibo.
1.2.2 CARATTERISTICHE TECNICHE DI BITCOIN
Tra le principali caratteristiche di bitcoin ritroviamo:
Decentralizzazione, ovvero l’indipendenza da qualsiasi istituto bancario o
governativo;
Anonimato, in quanto possedere un indirizzo bitcoin per effettuare una
transazione non necessariamente coincide col dover dichiarare la propria identità
ad un broker. Infatti ogni utente potrà utilizzare sia un CEX che un DEX (il loro
funzionamento verrà analizzato in una parte successiva dell’elaborato);
Trasparenza, in quanto chiunque tramite la blockchain può controllare le
movimentazioni di un determinato indirizzo;
Velocità delle transazioni e possibilità di effettuare pagamenti 24/7, in quanto a
differenza di un bonifico bancario, i tempi di attesa sono estremamente più brevi
(in media 10 min) e c’è la possibilità di mandare denaro anche nei weekend,
quando solitamente le banche tendono a ritardare i pagamenti al primo giorno
lavorativo della settimana successiva;
Possibilità di scelta delle commissioni in base alla propria urgenza, in quanto
ogni utente a seconda della sua urgenza, potrà decidere di pagare più o meno
commissioni per ricevere il pagamento con qualche minuto di anticipo;
Impossibilità di contraffazione, a differenze delle monete cartacee che potrebbero
essere oggetto di questa truffa da parte di malintenzionati;
Offerta limitata, in quanto il numero massimo d
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