Scuola di
Ingegneria
Corso di Laurea in
Ingegneria civile, edile, ambientale
Analisi storica e confronto dei
calcestruzzi e dei metodi di
costruzione delle dighe di ritenuta
nel passato e nel presente Candidato
Vittorio Grasso
Relatore
Prof. Ing. Maurizio Orlando
Correlatore
Dr. Marco Francini
Anno Accademico 2023-2024
1
2
Sommario
1 INTRODUZIONE 7
.....................................................................................
2 LE DIGHE 8
...............................................................................................
2.1 DEFINIZIONE E CONSIDERAZIONI GENERALI 8
.............................
3 TIPOLOGIE DI DIGHE DI RITENUTA 9
.....................................................
3.1 TIPOLOGIE 9
......................................................................................
4 DIGHE IN MATERIALI SCIOLTI 10
............................................................
5 DIGHE DI CALCESTRUZZO 11
................................................................
5.1 DIGHE A GRAVITA’ 11
........................................................................
5.1.1 DIGHE A GRAVITA’ ORDINARIE ............................................................. 12
5.1.2 DIGHE A GRAVITA’ ALLEGGERITE ......................................................... 16
5.2 DIGHE A VOLTA 19
.............................................................................
5.2.1 DIGHE AD ARCO .................................................................................. 20
5.2.2 DIGHE A CUPOLA ................................................................................ 24
5.2.3 DIGHE AD ARCO-GRAVITA’ 26
.......................................................
6 CALCESTRUZZO 30
.................................................................................
6.1 INTRODUZIONE 30
............................................................................
6.2 EVOLUZIONE DEI CEMENTI 31
........................................................
6.3 EVOLUZIONE DEI CALCESTRUZZI.............................................. 34
7 METODI DI COSTRUZIONE 40
.................................................................
7.1 PREMESSA ALL’ATTIVITA’ SPERIMENTALE 50
................................
7.2 ATTIVITA’ SPERIMENTALE 52
............................................................
7.2.1 CALCESTRUZZO “VECCHIO STILE” 60
.........................................
7.2.2 CALCESTRUZZO MODERNO 64
....................................................
8 CONCLUSIONI 70
.....................................................................................
BIBLIOGRAFIA 73
........................................................................................
3
4 Ringrazio i miei relatori e Unical
per l’aiuto e il sostegno fornito
5
6
1 INTRODUZIONE
Questo elaborato mira a fornire una panoramica generale sulla tematica
delle dighe in calcestruzzo dal punto di vista storico e tecnico. Sono stati
indagati gli aspetti evolutivi del materiale, e soprattutto le sue dirette
implicazioni a livello di logistica in fase di costruzione di queste grandi
opere. Si è poi svolta un’attività sperimentale che ha visto compiere
un’operazione di “archeologia industriale” per ricostruire un prototipo di un
calcestruzzo utilizzato per la costruzione delle dighe nel passato; e la
produzione di un “calcestruzzo moderno” alla luce delle conoscenze di oggi.
Questi due prodotti sono stati poi messi a confronto per evidenziare come
l’evoluzione tecnologica e della scienza dei materiali possano permettere di
facilitare la realizzazione di queste importanti strutture.
7
2 LE DIGHE
2.1 DEFINIZIONE E CONSIDERAZIONI GENERALI
Dall’enciclopedia “Treccani”
“Le dighe sono barriere, naturali o artificiali, che interrompono il corso delle
acque creando un bacino artificiale. Sono utilizzate per produrre energia
elettrica, ma anche per regolare il comportamento dei fiumi riducendo il
rischio di inondazioni per gli abitanti che si trovano a valle, nonché per avere
riserve di acqua da utilizzare a fini agricoli.” (Carobene, 2005)
Come emerge dalla definizione, le dighe rappresentano uno degli strumenti
più importanti che l’uomo ha introdotto al fine di “governare” le acque. Esse
portano alla creazione di bacini artificiali, che possono essere utilizzati come
riserva d’acqua utilizzabile tanto per l’agricoltura quanto per la produzione
di energia elettrica. La principale funzione, tuttavia, è costituita dalla difesa
del territorio dalle acque di piena, arginando quindi le inondazioni. Per
comprenderne l’importanza, basti pensare che nel 2000, il rapporto della
commissione mondiale sulle dighe (The report of the world Commission on
dams) stima che: “per quanto riguarda la produzione di energia elettrica, le
dighe sono una fonte cruciale di energia idroelettrica, fornendo il 19%
dell'energia elettrica mondiale. Questo tipo di energia è considerato
relativamente pulito e rinnovabile, e rappresenta una parte significativa
dell'elettricità in molti paesi, specialmente quelli con risorse limitate di
combustibili fossili” (Dams, 2000). Per quanto riguarda l’agricoltura invece:
“le dighe forniscono acqua per l'irrigazione, che è vitale per la produzione
alimentare e la sicurezza alimentare. Circa un quinto delle terre agricole
mondiali è irrigato, e l'agricoltura irrigua contribuisce al 40% della
produzione agricola globale” (Dams, 2000).
8
3 TIPOLOGIE DI DIGHE DI RITENUTA
Definizione amministrativa
La definizione amministrativa descrive le dighe di ritenuta come “Ogni
sbarramento con un ‘altezza superiore a 10 metri, per qualsiasi entità
3
d’invaso, nonché ogni sbarramento con invaso superiore a 100000
qualunque ne sia l’altezza.” (R.D. n.1370 del 1/10/1931)
3.1 TIPOLOGIE
Secondo il DM 26 giugno 2014: “Norme tecniche per la progettazione e la
costruzione degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse).” Le principali
tipologie di diga, si suddividono in due grandi categorie: Le prime sono
rappresentate dalle dighe in materiali sciolti, a loro volta suddivise in:
• di terra omogenea
• di terra e/o pietrame, con struttura di tenuta interna
• di terra e/ o pietrame, con struttura di tenuta esterna.
È importante sottolineare che questa tipologia d’invasi non sarà oggetto
di questo documento, ne verrà tuttavia data una descrizione sommaria
nel prossimo capitolo.
L’altra grande categoria è rappresentata dalle dighe di calcestruzzo,
suddivise in:
Dighe a gravità:
• ordinarie
• alleggerite
Dighe a volta:
• ad arco
• ad arco gravità
• a cupola
Su di queste si svilupperà l’intero elaborato.
9
4 DIGHE IN MATERIALI SCIOLTI
Questa tipologia di dighe consiste in invasi realizzati tramite materiali
provenienti da depositi naturali o da formazioni rocciose.
La scelta di realizzare una diga in materiali sciolti piuttosto che una in
calcestruzzo dipende da innumerevoli fattori, sono importanti da citare i
motivi di carattere economico e le valutazioni di tipo tecnico, come la natura
del suolo, la geologia del sito e la disponibilità di depositi di materiali idonei
per la realizzazione dell’opera a distanze ragionevoli dal sito di costruzione.
I materiali utilizzati per la realizzazione del corpo diga possono essere
suddivisi in due categorie, “rockfill” nel caso di dighe in pietrame, composte
da materiale (pietrame) con una pezzatura massima compresa
nell’intervallo 0,5 m – 1 m e “earthfill” per le dighe in terra, costituite da
argilla, argilla sabbiosa, sabbia limosa, inserendo a volte anche la ghiaia in
miscele ben graduate.
Come per ogni invaso, le funzioni di base del corpo diga sono quelle di
fornire stabilità all’intera opera rispetto alla spinta dell’acqua e garantirne
l’impermeabilità. (Tretola, 2021)
Figura 1-diga di Mica, Canada, diga in materiali sciolti. (web)
In Toscana, vicino Firenze, una famosa diga in materiali sciolti è la diga di
Bilancino, la quale costituisce un esempio di diga in terra con nucleo di
tenuta interno. 10
5 DIGHE DI CALCESTRUZZO
Le dighe di calcestruzzo storicamente rientrano nella più grande categoria
delle dighe murarie, le quali rappresentano la tipologia di dighe
maggiormente utilizzata fino a tutto il XIX secolo per la realizzazione di
grandi dighe. Se ne possono distinguere principalmente due grandi famiglie,
costituite da quella delle dighe a gravità e quella delle dighe a volta.
Le dighe murarie sono costruite principalmente in muratura, calcestruzzo o
pietra e sono progettate per resistere a grandi pressioni idrauliche; ogni
tipologia presenta le proprie peculiari caratteristiche.
A differenza delle dighe in materiali sciolti, le dighe murarie possono essere
tracimate dall’acqua. Tali dighe, data la loro struttura rigida, devono essere
costruite su terreni di fondazione stabili ed impermeabili, ovvero terreni
costituiti da rocce coerenti. La progettazione deve quindi considerare una
preliminare e profonda indagine geologica atta a determinare in primis lo
spessore dei detriti sul basamento roccioso, i quali dovranno poi essere
rimossi prima dell’inizio della costruzione dell’invaso. Devono essere inoltre
determinate le caratteristiche dei materiali costituenti il basamento roccioso,
la loro disposizione e stratificazione e i rapporti di giacitura tra le singole
rocce. (Ghinami, s.d.)
5.1 DIGHE A GRAVITA’
Le dighe a gravità possono essere realizzate in calcestruzzo o in muratura,
nello sviluppo del seguente documento verrà tralasciata la descrizione
legata alle dighe in muratura, prediligendo invece le dighe in calcestruzzo.
Le dighe a gravità sono da sempre la tipologia più comune nella costruzione
delle grandi dighe, quantomeno nel mondo occidentale. (trasporti, dighe a
gravità alleggerita e dighe a gravità massiccia., 2022)
Questa tipologia di invasi è caratterizzata principalmente dalla capacità di
resistere alla spinta dell’acqua grazie al proprio peso. Si distinguono due
rami di dighe a gravità: dighe a gravità massicce (ordinarie) e dighe a gravità
alleggerite. 11
5.1.1 DIGHE A GRAVITA’ ORDINARIE
“Si definiscono a gravità ordinarie le strutture di calcestruzzo, posto in opera
secondo quanto stabilito al cap. D.1.1., ad asse planimetrico rettilineo o a
debole curvatura, con profilo trasversale fondamentale triangolare a sezioni
orizzontali piene, divise in conci da giunti permanenti, secondo piani normali
al loro asse, posti a distanze sufficienti a prevenire fessurazioni da cause
termiche o da ritiro.” (trasporti, DECRETO 26 giugno 2014)
La diga a gravità ordinaria, più comunemente nota come “massiccia” (figura
2) rappresenta la tipologia di diga di maggior volume e storicamente più
importante e maggiormente diffusa in Italia. La più grande mai costruita fino
ad oggi è la diga delle tre gole in Cina, la quale ha richiesto l’utilizzo di 28
milioni di metri cubi di calcestruzzo, con 185 metri di altezza e 2310 metri di
lunghezza.
La diga più alta del mondo è attualmente la Jinping -1, sul fiume Yalong in
Cina, con i suoi 305 metri di altezza. Verrà superata a fine costruzione dalla
diga di Rogun in Tagikistan, che arriverà a svettare fino a 335 metri. La diga
con la portata maggiore di acqua è invece la diga di Kariba, costruita sul
fiume Zambesi tra Zambia e Zimbabwe: alta 128 metri, lunga 579 metri per
una capacità di ben 185 miliardi di metri cubi. (Enel, Diga, s.d.)
Nelle dighe a gravità massicce l’effetto resistente è dovuto esclusivamente
al peso proprio della struttura (oltre all’attrito/coesione con la roccia di
fondazione), si tratta quindi essenzialmente di un muro contro la spinta
dell’acqua. Nelle costruzioni moderne il profilo base del muro è un triangolo
con il vertice al livello della massima ritenuta (strutture a sezione trasversale
triangolare) e con sovrapposto un coronamento, che può essere sede di
una strada. La disposizione planimetrica è preferibilmente rettilinea (per via
della maggiore semplicità costruttiva). (Ghinami, s.d.)
12
Figura 2Diga a gravità ordinaria (Green.it "Gilgel Gibe III: la diga italiana che toglie l’acqua a Etiopia
e Kenya")
Nel corso della storia il dimensionamento e la progettazione delle dighe a
gravità massicce si basavano su criteri empirici: nella migliore delle ipotesi
la diga era assimilata ad un solido monolitico di cui si imponeva la stabilità
con riferimento al piano di fondazione considerando l’ipotesi di ribaltamento
per le dighe murarie (e la rottura per strati orizzontali per le dighe in terra)
(Bossut, 1762). Ciò dava origine a strutture di grande volume e sezioni
trasversali eccessive rispetto agli attuali standard con un utilizzo di
materiale estremamente superiore rispetto al necessario. Grazie a questa
sovrabbondanza alcune delle dighe a gravità massicce del passato sono
giunte fino a noi in ottime condizioni rappresentando di fatto un reperto
storico e culturale di cui tutti possiamo beneficiare, ma anche strutture
ancora funzionanti che svolgono perfettamente il loro lavoro, le più
maestose di queste si trovano in Spagna, paese che era considerato il più
evoluto d’Europa per quanto riguarda le opere di irrigazione (tra cui di
fondamentale importanza le dighe). La diga di Alicante, anche nota come
diga di Tibi, è stata per lungo tempo la più imponente tra le dighe spagnole,
con un'altezza di 46 metri; al momento della sua costruzione era la seconda
diga più alta al mondo, superata solo dalla diga ad arco di Kurit in Iran.
Tuttavia, poiché la diga di Kurit non era conosciuta in Europa, si riteneva
comunemente che la diga di Alicante fosse la più alta mai costruita.
Realizzata tra il 1579 e il 1594, è ancora oggi operativa. (trasporti, 2022)
Prima di arrivare alla costruzione delle dighe a gravità in calcestruzzo, nel
corso della storia questa tipologia di sbarramenti si è evoluta partendo da
13
quelle in muratura. Questo elaborato tratta le dighe di calcestruzzo, tuttavia
va sicuramente fatta menzione alle dighe a gravità in muratura. Attraverso
il loro sviluppo, infatti, specialmente a livello di metodi di costruzione, si è
arrivati, alle conoscenze che hanno permesso di sviluppare la costruzione
di queste opere anche utilizzando il calcestruzzo, introducendo i criteri di
dimensionamento basati su specifiche relazioni tra le forze in gioco e le
caratteristiche meccaniche dei materiali. Esistevano due principali metodi
di realizzazione che nel corso della storia hanno caratterizzato la
costruzione delle dighe a gravità in muratura. Il primo, più antico. È il metodo
della muratura “a sacco”, ove due paramenti fungevano da casseforme per
un riempimento in cui si gettava alla rinfusa un calcestruzzo formato da
pietrame misto a scarti di tegole e mattoni, legato con malta di calce o con
calce e pozzolana nelle opere idrauliche. L’altro, più accurato e affidabile,
era il cosiddetto metodo di costruzione “a giunti incerti”. In questa modalità
costruttiva ogni pietra veniva posizionata su un letto di malta e gli spazi vuoti
riempiti con pietre di dimensione minore, così da garantire l’assenza di
vuoti. Per ottenere la perfetta connessione tra le parti, le pietre venivano
posizionate “a giunti incerti”, ovvero senza seguire una particolare traiettoria
o stratificazione orizzontale, così che ogni pietra si incastrasse saldamente
con quelle sottostanti (figura 3). Questo garantiva anche un elevato grado
di impermeabilità alla struttura risetto al metodo della muratura “a sacco”.
Tramite gli studi iniziati da De Sazilly (poi seguiti da Graeff, Delocre e
Krantz) nella seconda metà dell’Ottocento, si è arrivati a definire i primi
profili scalettati e poi continui delle dighe a gravità. (Ghinami, s.d.) (trasporti,
2022) (a) (b)
Figura 3: La diga del lago Vyrnwy, terminata nel 1888 (Ghinami, s.d.) (a); Muro a sacco con paramenti
in pietra (wikipedia) (b) 14
Contemporaneamente agli sviluppi sulle dighe in muratura si assiste ad
importanti sviluppi nella tecnologia dei materiali. Nel 1824 viene brevettato
il cemento Portland, il quale sarà destinato a rivoluzionare il mondo delle
costruzioni, ed in particolare saranno proprio le dighe a gravità a farne largo
uso. Il cemento Portland presentava infatti il vantaggio di velocizzare
notevolmente i processi costruttivi e di risolvere in modo sostanziale,
rispetto alle costruzioni in muratura, i problemi di impermeabilità. Negli anni
a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento si iniziavano a
vedere le prime realizzazioni di dighe in calcestruzzo, anche grazie
all’invenzione del calcestruzzo armato, che permetteva di ovviare ai
problemi di scarsa resistenza a trazione dei calcestruzzi semplici. La prima
diga in calcestruzzo (in Europa) viene realizzata nel 1872, in Svizzera.
Tuttavia, l’esempio più significativo, che segnò di fatto la svolta nella
costruzione delle dighe fu senza dubbio la costruzione della diga di Hoover,
completata nel 1935 sul fiume Colorado tra Nevada e Arizona (figura 4).
Questa diga era di dimensioni estremamente notevoli rispetto alle dighe in
calcestruzzo costruite fino a quel momento, e richiese 3.33 milioni di metri
cubi di calcestruzzo. Figura 4 Hoover Dam (Wikipedia)
Negli ultimi decenni le dighe a gravità hanno subito un grande sviluppo
grazie
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