CAPITOLO 16
Roma: da Repubblica a Principato
1. La vittoria di Ottaviano
● 31 a.C. – Battaglia di Azio: Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra.
● 30 a.C.: Morte di Antonio → Ottaviano resta senza rivali.
● 29 a.C.: Celebra un grande trionfo a Roma, è ormai l’uomo più potente.
Problema:
I Romani odiavano i tiranni → ricordavano ancora l’uccisione di Cesare (44 a.C.).
2. Ottaviano diventa Augusto
● Ottaviano non elimina le istituzioni repubblicane, ma:
○ si fa assegnare tutte le cariche più importanti;
○ in pratica concentra tutti i poteri nelle sue mani.
27 a.C.
● Si fa eleggere console (con un collega, ma con meno poteri).
● Il Senato gli dà:
○ il titolo di Augustus (“degno di venerazione”);
○ la carica di princeps senatus (“primo del senato”) → può convocare il senato e
votare per primo.
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3. Nuovi poteri
23 a.C.
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● Ottiene due poteri fondamentali:
. Tribunicia potestas → come un tribuno della plebe:
◆ è inviolabile;
◆ può usare il veto contro senato e magistrati.
. Imperium proconsulare maius → potere militare e amministrativo:
◆ comanda tutti gli eserciti;
◆ governa le province;
◆ ha autorità superiore a tutti gli altri proconsoli.
4. Augusto capo religioso
● 12 a.C.: diventa pontefice massimo, cioè la massima autorità religiosa di Roma.
Il Principato e la sopravvivenza formale della Repubblica
1. Le istituzioni repubblicane restano (solo in apparenza)
● Ufficialmente la Repubblica continua a esistere:
○ i magistrati vengono ancora eletti;
○ le istituzioni restano formalmente in funzione.
● In realtà, nessuna decisione importante viene presa senza l’approvazione di Augusto.
2. Augusto, il “princeps”
● Augusto è:
○ Princeps senatus → “primo del senato”;
○ Princeps civitatis → “primo dei cittadini”, titolo dato ai più meritevoli.
● Si presenta come un “governo del migliore”:
○ difende le tradizioni repubblicane;
○ garantisce ordine e pace.
● Da princeps deriva il nome del nuovo regime: Principato.
3. Perché il Principato fu accettato
Motivi principali:
Stanchezza per le guerre civili (dall’88 a.C. in poi, con Mario e Silla):
. ○ i Romani volevano pace e stabilità;
○ erano disposti ad affidarsi a una guida forte.
. Augusto evita di farsi chiamare “re”:
○ si presenta come difensore della Repubblica, non come tiranno.
4. Il ruolo del Senato
● Formalmente il Senato:
○ fa le leggi;
○ elegge i magistrati;
○ rimane l’organo principale dello Stato.
● In pratica, però:
○ Augusto controlla il Senato;
○ fa nominare senatori a lui fedeli;
○ sceglie personalmente chi riceve incarichi importanti o ben pagati.
2. Le riforme di Augusto
1. Riforma dell’esercito
● Dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), Augusto:
○ congeda molti veterani;
○ riduce le legioni da 50 a 25 (circa 150.000 soldati);
○ si concentra su una politica di pace interna e difesa dei confini.
Obiettivo: garantire la fedeltà dell’esercito e quindi la stabilità del potere.
Novità principali:
● Reclutamento volontario e regolare, non solo per cittadini romani ma anche per
provinciali.
● Durata del servizio:
○ 20 anni per la fanteria;
○ 10 anni per la cavalleria.
● Trasferimento frequente degli ufficiali → per evitare rapporti personali troppo forti tra
comandanti e soldati.
2. Effetti sociali della riforma
● Le persone povere trovano lavoro e sicurezza nell’esercito.
● I provinciali ottengono la cittadinanza romana dopo il servizio.
● I veterani ricevono terreni vicino alle zone dove avevano combattuto → garantisce
sostegno economico e favorisce la romanizzazione dei territori.
3. Creazione del corpo dei Pretoriani
● Corpo d’élite di 9.000 soldati scelti tra i migliori giovani italici.
● Organizzati in coorti pretorie.
● Comandati dal prefetto del pretorio.
● Compito principale: proteggere la persona di Augusto.
● Nel tempo: diventano un potente strumento politico, capace di influenzare gli imperatori
e controllare Roma.
4. Riforma amministrativa: i prefetti
● Augusto riorganizza lo Stato per combattere inefficienza e corruzione.
● Crea nuovi funzionari chiamati prefetti (praefecti), scelti tra persone di sua fiducia.
Tipi di prefetti:
. Prefetto urbano (praefectus urbis):
○ Amministra Roma;
○ garantisce l’ordine pubblico entro 100 miglia dalla città;
○ di rango senatorio; nominato quando Augusto è assente.
. Prefetto dell’annona (praefectus annonae):
○ di rango equestre;
○ si occupa dell’approvvigionamento di grano e delle distribuzioni gratuite alla
plebe.
Prefetto dei vigili (praefectus vigilum):
. ○ comanda le coorti dei vigili del fuoco e la vigilanza notturna (7 coorti, spesso
composte da liberti).
Prefetto del pretorio (praefectus praetorio):
. ○ di rango equestre;
○ comandante delle truppe scelte dei pretoriani.
Le riforme sociali e amministrative di Augusto
1. L’attenzione per il ceto equestre
● Augusto sceglie personalmente molti funzionari dello Stato.
● Le cariche pubbliche erano molto ambite perché:
○ davano stipendi alti;
○ permettevano di arricchirsi e comprare terre, condizione necessaria per entrare nel
ceto senatorio.
● Il principe favorisce spesso i cavalieri (ordo equester) → in cambio ottiene la loro fedeltà
e sostegno politico.
2. L’attenzione per il ceto senatorio
● Anche i senatori sono valorizzati:
○ rappresentano il collegamento tra Roma e le province grazie alle loro reti di
clientele.
● Il numero dei senatori viene ridotto da 1000 a 600, quasi tutti fedeli ad Augusto.
● Ai senatori vengono riservate le cariche più importanti, come:
○ comando delle legioni;
○ governo delle province senatorie.
3. La riorganizzazione delle province
Augusto divide le province in due categorie:
a) Province senatorie (o “del popolo”)
● Erano pacifiche e sicure.
● Governate da proconsoli (nominati dal Senato).
● Appartenevano formalmente al popolo romano.
b) Province imperiali
● Erano di confine o più difficili da controllare.
● Governate da legati scelti e nominati direttamente da Augusto.
● Augusto decideva anche durata e poteri del loro incarico.
c) Caso speciale: l’Egitto
● Era possesso personale di Augusto.
● Governato da un prefetto (no