Estratto del documento

• “L’uso della storia serve a ‘storicizzare’ il diritto romano, cioè a capirlo nella sua

genesi e nelle sue stratificazioni.”

4) Mos gallicus e “scuola dei Culti”: filologia, storicizzazione e (anche) sistematica

Il movimento umanistico nato in Italia si sviluppa soprattutto in Francia e si diffonde come

mos gallicus. Il testo indica due filoni: (1) storicizzazione/relativizzazione del diritto romano

tramite analisi filologica; (2) tendenza a costruire sistematicamente il diritto come edificio

razionale di istituti e principi, anche superando l’ordine della compilazione giustinianea e la

casistica tradizionale. La critica al mos italicus è netta: la lettura medievale avrebbe

“mistificato” l’esperienza giuridica romana, anche perché Giustiniano aveva raccolto

materiale eterogeneo e gli aveva dato forza normativa “in blocco” prescindendo dalla storia.

Il documento presenta Andrea Alciato (milanese) come fondatore dell’indirizzo umanistico

giuridico, con decisiva affermazione in Francia (Bourges) e formazione di un “triumvirato”

(Alciato, Budé, Zasio).

Ancore

• “La scuola dei Culti è tipica soprattutto della Francia (mos gallicus) e usa filologia e

storia per leggere il Corpus.”

• “Nel mos gallicus il Corpus pone un problema storico: si studia lingua, stratificazioni

e genesi del diritto romano.”

• “Accanto alla filologia, molti umanisti puntano anche a una ricostruzione sistematica

e razionale del diritto, svincolata dall’ordine giustinianeo.”

5) Hotman: Antitribonianus (1567) e Francogallia (1573) come progetto di diritto

nazionale

Il testo usa Francois Hotman come esempio emblematico della polemica umanistica.

Nell’Antitribonianus (1567) Hotman accusa Triboniano (e, in radice, Giustiniano) di aver

alterato e confuso il patrimonio giuridico classico, e critica anche i giuristi medievali per aver

costruito ulteriori equivoci su un materiale pieno di contraddizioni. Ma la sua operazione non

resta “distruttiva”: la storicizzazione critica del Corpus è finalizzata a creare un diritto

francese più adatto al presente, perché la prassi e la situazione politica francese

mostrerebbero l’inattualità del diritto giustinianeo in Francia.

Hotman propone quindi una selezione: una commissione dovrebbe estrarre dal diritto

romano ciò che è ancora vivo e applicabile e redigere in lingua francese leggi semplici e

chiare, sostituendo/abrogando il complesso normativo-interpretativo allora vigente. Le

stesse idee tornano nella Francogallia (1573), e il testo collega questo orientamento alle

condizioni della Francia del Cinquecento (monarchia in via di accentramento e superamento

del particolarismo medievale).

Ancore

• “Hotman, Antitribonianus (1567): attacco a Triboniano/Giustiniano e ai medievali; il

Corpus è visto come fonte di equivoci e contraddizioni se trattato come diritto vivo.”

• “Hotman, Francogallia (1573): progetto coerente con l’accentramento francese; il

diritto romano è inattuale e va selezionato per costruire un diritto nazionale.”

• “Per Hotman la situazione francese dimostra l’inattualità del diritto romano come

diritto positivo.”

6) Gentili: difesa del mos italicus con correttivi umanistici, contro l’erudizione ‘fine a

sé’

Il documento chiarisce che il mos italicus resta predominante nel XVI secolo in Italia e

Germania e trova difensori teorici. Un paladino è Alberico Gentili (docente a Oxford), autore

nel 1582 dei De iuris interpretibus dialogi sex. Gentili ammette varie critiche dei Culti

(carenze culturali dei bartolisti), ma conferma l’adesione al mos italicus: il metodo

tradizionale va mantenuto, però arricchito con filologia e storia e senza falsare latino e verità

storica per “dogmatismo”.

Il punto di rottura è la pratica: Gentili non accetta la lontananza dei Culti dall’attività

pratico-forense. Per lui lo studio erudito del Corpus deve restare un accessorio

(ornamentum), mentre l’uso pratico del diritto deve restare principale, perché il diritto “vive

nei tribunali”. Inoltre, Gentili teme che la filologia umanistica, mettendo in luce antinomie e

contraddizioni del Corpus, finisca per svilire un corpo normativo di cui la prassi ha bisogno

come diritto positivo, e per questo il mos gallicus non riesce a sostituire del tutto il mos

italicus (neppure in Francia).

Ancore

• “Alberico Gentili difende il mos italicus: il metodo tradizionale resta centrale, ma va

corretto con filologia e storia.”

• “Secondo Gentili lo studio erudito del Corpus è un ‘ornamentum’ utile, ma non deve

sostituire la funzione pratico-forense del giurista.”

• “Per Gentili la distanza del mos gallicus dalla pratica è il motivo per cui non sostituisce

mai del tutto il mos italicus.”

La nascita degli Stati moderni

La nascita degli Stati moderni è letta come un processo europeo (tra fine XV e inizio XVI

secolo) in cui mutano assetti politici, religiosi ed economici e, di conseguenza, cambia anche

il modo di pensare il diritto e le istituzioni. Il documento mette a fuoco due modelli di

assolutismo (Spagna e Francia) e collega questi sviluppi alla cultura umanista e alla

progressiva nazionalizzazione/centralizzazione del potere.

1) Europa moderna e Umanesimo: nuovo clima culturale

La transizione verso l’Età moderna (convenzionalmente 1492) è descritta come un’epoca di

scoperte, riforme religiose, rivolgimenti politici ed economici che fanno crollare punti di

riferimento tardomedievali. In questo contesto il movimento culturale umanista, valorizzando

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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