UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI VERONA: ANNO ACCADEMICO 2025-2026
METODOLOGIA DELL'INFERMIERISTICA BASATA SULLE EVIDENZE:
DOCENTE: BRUGNOLLI 1
5 domande risposta aperta e 5 chiusa + interpretazione dati di un articolo
COMPRENDERE GLI STUDI DI RICERCA:
IL PROCESSO DI RICERCA (pag 24):
SELEZIONE E DEFINIZIONE DEL PROBLEMA, DOMANDA E IPOTESI:
Fasi del processo di ricerca:
1) Identificazione del problema = in questa fase viene definito il problema e la sua
rilevanza (raccolta dati: peso del problema, percentuali, diffusione), l’obiettivo è
quello di analizzare il problema tramite un approccio di ricerca: c’è già una risposta
nota? Occorre iniziare una ricerca scientifica su questo problema?
2) Formulazione del quesito = in questa fase si definisce un quesito di ricerca o
ipotesi, inoltre si scelgono gli strumenti di raccolta dati (es. osservazione, check-list,
questionari), si tratta di una fase che si svolge “a tavolino” e prende il nome di
protocollo di ricerca
3) Attuazione del piano di ricerca = avviene tramite l’utilizzo di sistemi informatici per
raccolta e gestione dei dati (raccolta, analisi e interpretazione dei dati viene poi fatta
tramite il supporto dello statistico), se coinvolge pazienti deve esserci un passaggio
obbligatorio al comitato etico per l’approvazione della ricerca.
4) Rapporto di ricerca = produzione di un documento finale che viene inviato al
comitato etico, successivamente esso viene trasformato in articolo scientifico,
pubblicato e reso disponibile alla comunità (applicazione clinica: i risultati possono
essere usati per migliorare le cure)
NB. Lo studio deve possedere un “requisito di riproducibilità”, che permette
➔ ad altri ricercatori di usare i dati sui propri pazienti e riprodurre il percorso di
ricerca (esso garantisce trasparenza e verificabilità)
GLOSSARIO PER COMPRENDERE UN ARTICOLO DI RICERCA:
1) La domanda del ricercatore: gli studi di ricerca sono guidati da domande di ricerca,
ossia domande concise, scritte al presente che includono una o più variabili (o
concetti) = quando leggi un articolo di ricerca la domanda del ricercatore solitamente
non è esplicita (utile ricostruire con l’acronimo PI/EO per capire se la popolazione, il
setting, il contesto, siano coerenti alla tua situazione e popolazione)
2) Variabile dipendente e indipendente: una variabile è una caratteristica misurabile
che varia tra i soggetti studiati, sia che siano misurate numericamente (es: età o 2
peso) o in categorie (es: sesso, presenza o assenza di malattia), esse sono
selezionate in base alla loro rilevanza ai fini degli obiettivi dell'indagine.
Quando si studia una associazione a due variabili una assume il ruolo di dipendente
e l'altra di indipendente:
a) Variabile indipendente = variabile che viene osservata, viene manipolata per
determinare l'effetto che ha su un'altra variabile
b) Variabile dipendente (criterio o variabile di risultato) = variabile che viene
osservata per valutare la reazione dopo che è stato applicato un trattamento
(si tratta della variabile che viene indagata e usata per costruire i risultati dello
studio)
c) Variabili o fattori confondenti = quando si arruolano le variabili da studiare
bisogna analizzare tutte le
caratteristiche (oltre la variabile
indipendente già specificata) che
possono influenzare o causare, in
modo noto o sospetto, la variabile
dipendente (l'effetto); si tratta di
fattori che influenzano i risultati
attraverso correlazione (positiva o
negativa) con l’intervento in studio
(variabile indipendente) e/o con gli
outcome misurati (variabile
dipendente)
FATTORE CONFONDENTE: ESEMPI:
- Il consumo frequente di birra è associato al consumo frequente di pizza: il consumo
frequente di birra può essere causa di cirrosi epatica? Il consumo di pizza è un
fattore di confusione/ confondimento nello studio della relazione causa-effetto tra
consumo di birra e cirrosi? NO! = il consumo di pizza sarebbe un confondente se
fosse un fattore di rischio per cirrosi nel gruppo di non bevitori di birra (un fattore
confondente deve influenzare l’outcome o malattia nel gruppo non esposto per
essere considerato tale)
- Il consumo frequente di birra è associato al fumo di sigaretta: il consumo di birra può
essere causa di ulcera peptica? Il fumo è un fattore di confusione nello studio della
relazione causale tra consumo di birra e ulcera peptica? SI! (i fumatori che non
bevono birra hanno un rischio aumentato di ulcera peptica maggiore rispetto ai
bevitori non fumatori, perciò il fumo di sigaretta è un fattore di confondimento nello
studio sul rapporto fra consumo di birra e ulcera)
DEFINIZIONE CONCETTUALE ED OPERATIVA DELLE VARIABILI:
- Ciascuna variabile misurata dovrebbe essere sufficientemente chiara e definita
esplicitamente, uno stesso termine può avere più di un significato, soprattutto in un
uso quotidiano
- Ci sono due tipi di definizioni:
a) Concettuale = descrizione teorica del concetto, generale ed astratta (es.
l’attività fisica è qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici
che richiede energia) 3
b) Operativa (di lavoro) = traduzione pratica, concreta e misurabile del concetto,
che diventa in questo modo osservabile obiettivamente in modo tale da
evitare ambiguità, è utile ma non essenziale formulare una definizione
concettuale di una variabile, ma è sempre necessario formulare una
definizione operativa (es. viene considerata attività fisica moderata
camminare a passo svelto almeno 30 minuti al giorno per minimo 5 giorni a
settimana)
ELEMENTI DELLA RICERCA:
1) QUESITO DI RICERCA:
- Struttura tipica: PICO, PECO o PIO-PO
- Esempio:
Quesito Componenti PICO
Problema: aumento dei fenomeni di flebite P (Popolazione): pazienti maggiorenni (>18
Intervento: applicazione di una flow-chart con 5 anni) con CVP
interventi I/E (Intervento/Esposizione): terapia
Controllo-comparazione: usual care infusionale o flowchart sperimentale
Outcome atteso: riduzione delle flebiti e dei CVP non C (Comparazione): cura standard / usual
necessari care
O (Outcome): esito atteso (flebite, riduzione
dei CVP non necessari)
- Caratteristiche di un buon quesito = acronimo FINER:
● Feasible: fattibile, realizzabile concretamente
● Interesting: interessante, suscita curiosità
● Novel: innovativo, esplora territori non conosciuti
● Ethical: etico, non arreca danno ai partecipanti
● Relevant: rilevante, la risposta deve avere impatto significativo
2) VARIABILI NELLO STUDIO: si dividono in:
- Variabile indipendente (I): manipolazione fatta dal ricercatore, che può
essere intenzionale (es. inserimento flowchart) o naturale (es. esposizione
spontanea a un fattore come il fumo)
- Variabile dipendente (O): outcome/risultato misurato (es. flebite)
- Variabile confondente: fattore estraneo che può influenzare il risultato e
confondere l’effetto dell’intervento (es. chemioterapia, suscettibilità
all’infezione)
- Variabile ambientale: non influenza direttamente l’outcome
3) OUTCOME (ESITO-EVENTO):
- Corrisponde alla variabile dipendente (quella misurata)
- Gli esiti primari sono quelli clinicamente rilevanti in grado cioè di misurare
come un individuo si sente, funziona o sopravvive (es. prolungamento
sopravvivenza, riduzione della mortalità, riduzione eventi negativi gravi come
la necessità di nuovo intervento, infezione secondaria della ferita chirurgica,
deiscenza nei pazienti che hanno effettuato la doccia con antisettico nel
periodo pre-operatorio) 4
- Non sempre è facile misurare gli outcome perché richiede di arruolare un
numero notevole di pazienti e di seguirli in follow up per un lungo periodo di
tempo (es. 5 anni)
- Possono essere:
● Clinici: mortalità, malattia, parametri metabolici
● Economici: ospedalizzazioni, riammissioni, giornate lavorative perse
● Umanistici: qualità della vita, soddisfazione, capacità funzionale
- Si classificano anche in:
● Outcome primari: hanno un impatto rilevante sulla vita dei pazienti
(es. sopravvivenza, riduzione mortalità)
● Outcome secondari: più semplici, rilevanti ma non principali (es.
ospedalizzazioni, eventi non fatali)
● Outcome surrogati: misurabili in tempi brevi e su campione più
ristretto di pazienti e a costi inferiori, validi se correlati a outcome
primari (es. HbA1c, INr, PA, conta batterica cutanea), in genere sono
gli outcome che vengono misurati e analizzati per primi
Es. In una revisione sull’efficacia di programmi di attività fisica nelle persone
anziane affette da demenza e sul loro caregiver, gli outcome erano: Outcome
primari = migliore stato cognitivo, capacità funzionale e qualità di vita
quotidiana del paziente, eventi avversi di cadute, frattura, depressione e
mortalità e Outcome secondari = collegati al caregiver ed includono lo stato di
salute, la qualità della vita e la mortalità
4) ENDPOINT/CHANGE:
- Termini usati in modo intercambiabile, si tratta di risultati o eventi associati ai
pazienti oggetto di studio, a volte il loro significato viene distinto nella
descrizione dell’analisi statistica e successivamente nella presentazione dei
risultati
- L’outcome è l’esito misurato (es. dolore NRS=10 dopo un intervento)
- L’endpoint è il momento o criterio specifico in cui misuri l’outcome (es. valore
medio NRS<2 a 9 settimane.)
- Il change è il cambiamento nel tempo dell’outcome (es. mi aspetto un
aumento/riduzione di X = riduzione del dolore dopo la terza settimana) senza
un punto di arrivo rispetto allo score di base ad inizio studio, si rappresenta
con la differenza dalla media della variabile continuo
5) IPOTESI DI RICERCA: affermazione che spiega o predice la relazione o la
differenza tra due o più variabili in termini di risultati attesi o esito di uno studio, il
ricercatore non pretende di provare l’ipotesi, piuttosto, raccoglie i dati che
permetteranno di accettarla o rifiutarla (es. l’uso della musica riduce ansia
preoperatoria nei pazienti sottoposti a day surgery, misurata tramite scala dell’ansia)
Si trova esplicitata spesso nella parte iniziale dei materiali e methods
POPOLAZIONE STUDIATA E CAMPIONE:
- Una popolazione è l’insieme completo di soggetti o elementi con determinate
caratteristiche oggetto di studio, la popolazione target è invece il gruppo su cui il
ricercatore vuole generalizzare i risultati, mentre la popolazione accessibile è
quella effettivamente disponibile per lo studio. 5
- Dal gruppo accessibile si seleziona un
campione rappresentativo, fondamentale
per permettere la generalizzazione,
l’arruolamento avviene tramite criteri di
eleggibilità (i criteri di inclusione
stabiliscono chi può partecipare, quelli di
esclusione chi deve essere escluso per
sicurezza o per evitare distorsioni), negli
studi questi criteri vengono riportati nella
sezione "Materiali e Metodi" per garantire
chiarezza e riproducibilità
- Glossario:
1) Popolazione: completo di soggetti, oggetti o elementi in studio (viene
chiamata popolazione target): sulla popolazione target si fanno le
generalizzazioni (cartelle, persone affette da… , cadute)
2) Popolazione accessibile: campione facilmente raggiungibile dal ricercatore
che rappresenta la popolazione target, da qui viene derivato il campione
3) Campione: rappresenta più da vicino la popolazione target, è il gruppo al
quale verranno rivolti i risultati dello studio, richiede una procedura eseguita
“a tavolino” di arruolamento (screening) attraverso dei criteri di
inclusione-esclusione
TIPOLOGIE DI CAMPIONAMENTO:
1) Campionamento randomizzato o probabilistico:
- Tipicamente utilizzato negli studi
sperimentali e negli studi di coorte
- I soggetti vengono assegnati ai diversi
gruppi in modo completamente casuale, di
solito tramite un computer che genera
numeri randomici o attraverso un centro di
randomizzazione esterno (distinguendo tra
selezione casuale del campione e
assegnazione casuale ai gruppi). Questo
significa che il ricercatore non ha alcun
controllo sull’assegnazione, evitando possibili influenze soggettive
(randomizzazione celata: chi gestisce la randomizzazione non fa parte del
gruppo di ricerca, ciò evita qualsiasi forma di bias)
- La randomizzazione garantisce anche che le variabili confondenti siano
distribuite in modo equilibrato tra i gruppi (omogeneità dei gruppi: tutti i fattori
noti e non noti che possono influire sull’esito sono equamente distribuiti)
- Permette la stratificazione in sottogruppi in base a caratteristiche specifiche
(es. fascia d’età), assicurando che ciascun gruppo abbia una distribuzione
bilanciata di caratteristiche chiave che possono influenzare i risultati (es.
sesso, comorbidità), consente inoltre di attribuire eventuali differenze nei
risultati al trattamento stesso e non a fattori confondenti (intepreto i risultati in
base ai dati forniti)
- L’allocation concealment maschera la sequenza di randomizzazione agli
sperimentatori, aumentando la validità dei risultati 6
2) Campionamento propositivo o intenzionale (purposive):
- Tipico della ricerca qualitativa (l’obiettivo non è misurare fenomeni numerici
ma comprendere esperienze e vissuti personali)
- Il ricercatore seleziona i partecipanti in modo mirato, scegliendo persone che
possano fornire informazioni significative sul tema in studio: il paziente deve
quindi essere vigile e in grado di raccontare dettagli sul proprio vissuto
- Vengono definiti i parametri con cui raccogliere le informazioni (es.
esperienza vissuta, durata, tempo trascorso dall’evento studiato per ridurre il
rischio di distorsioni legate alla memoria)
- I dati raccolti sono qualitativi e la loro validità si basa sulla profondità e
ricchezza delle informazioni, non sulla numerosità del campione, l’obiettivo
infatti non è generalizzare i risultati, ma descrivere in profondità
l’esperienza dei singoli partecipanti
3) Campionamento per convenienza (convenience sampling):
- Spesso utilizzato per motivi logistici, economici o pratici, quando la selezione
casuale e la randomizzazione sono sono fattibili (es. in studi longitudinali o
esperimenti condotti su gruppi già definiti)
- Il campione è costituito da soggetti prontamente disponibili e selezionati in
base a criteri di inclusione ed esclusione (es. in uno studio su un
intervento formativo, non si può assegnare metà dei partecipanti a un gruppo
e metà a un altro)
- Questo tipo di campionamento è pratico, ma può indurre bias, quindi è
importante definire chiaramente chi può partecipare e chi deve essere
escluso
- La generalizzabilità dei risultati è limitata, perché il campione potrebbe non
rappresentare fedelmente la popolazione target
CRITERI DI ELEGGIBILITÀ:
Devono essere coerenti con le caratteristiche della popolazione target: se sono troppo
restrittivi, il campione diventa "iper-selezionato" e potrebbe non rappresentare la
popolazione reale, è quindi importante chiedersi se i pazienti sui quali dovremo prendere
decisioni cliniche sarebbero stati inclusi o esclusi dallo studio
IL CAMPIONE:
- Poiché non è possibile studiare tutti i componenti di una popolazione, si seleziona un
campione, che deve rappresentare fedelmente la popolazione di interesse
- Il campione deve avere diverse caratteristiche:
a) Dimensione del campione: è fondamentale che il campione sia
sufficientemente ampio per garantire risultati affidabili e significativi (es. una
dimensione troppo piccola può compromettere la validità dello studio e la
capacità di rilevare differenze reali)
b) Rappresentatività: il campione deve riflettere le caratteristiche principali
della popolazione target, in modo che i risultati possano essere generalizzati
c) Follow-up: per studi longitudinali, è importante prevedere una durata
adeguata del follow-up per osservare gli effetti o gli esiti desiderati
dell’intervento studiato
d) Ricerca quantitativa e qualitativa: nella ricerca quantitativa, la dimensione
del campione viene spesso calcolata statisticamente per garantire la potenza
7
dello studio, cioè la probabilità di rilevare un effetto reale. Nella ricerca
qualitativa, invece, la dimensione del campione è guidata dalla saturazione
dei dati, cioè il punto in cui nuove interviste o osservazioni non aggiungono
informazioni significative
e) Gestione delle perdite: lo statistico valuta quante partecipazioni o “uscite”
dallo studio possono verificarsi, così da prevedere un campione iniziale
sufficiente a compensare eventuali abbandoni
ELEMENTI DI QUALITÀ NEL RECLUTAMENTO DELLA POPOLAZIONE/CAMPIONE:
Due aspetti fondamentali influenzano la validità di uno studio:
1) Rappresentatività della popolazione: il campione deve riflettere la popolazione
reale su cui saranno applicati i risultati (criteri di inclusione ed esclusione troppo
restrittivi riducono il valore dello studio)
2) Omogeneità dei gruppi: grazie alla randomizzazione le caratteristiche demografiche
(età, sesso, razza), condizioni fisiologiche, fattori prognostici, comorbidità e rischi
sono distribuiti equamente nei gruppi in studio, questo consente di garantire che le
differenze nei risultati siano reali e non influenzate da fattori confondenti e rendere i
risultati generalizzabili e trasferibili ai pazienti incontrati nell
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.