DECADENTISMO
Origine del termine decadentismo
Il termine "decadentismo" deriva dalla poesia di Verlain intitolata "Languore",
pubblicata nel 1883, in cui il poeta si identifica con la decadenza della società, critica
verso la glorificazione del progresso. Verlain associa il termine a una presa di
coscienza polemica contro la società borghese, ma la critica lo interpreta in senso
negativo, riferendosi a un gruppo di intellettuali con una vita disordinata.
La visione del mondo decadente: il mistero e le corrispondenze.
Il movimento decadente respinge il positivismo della mentalità borghese, sostenendo
che la ragione e la scienza non possono penetrare il mistero della realtà, poiché è
avvolta da oscure corrispondenze che sfuggono alla razionalità. Gli scrittori decadenti
si interessano all'inconscio e credono che scavando in esso possano reinterpretare la
realtà in modo più autentico, abbandonando i legami razionali con essa.
Gli strumenti irrazionali del conoscere
I decadenti si immergono in stati alterati dell'esistenza, come la follia e la nevrosi,
potenziati dall'alcol e dalle droghe, per sfuggire al dominio paralizzante della ragione
e avvicinarsi al misticismo. Di conseguenza, tendono ad annullare il proprio io per
fondersi con la natura, un concetto noto come panismo, che ritroviamo nell'opera di
D'Annunzio.
La poetica del decadentismo: l’Estetismo
I Decadenti considerano l'arte come il principale strumento di conoscenza, con gli
artisti che diventano veggenti, capaci di percepire ciò che sfugge all'occhio comune.
Per loro, l'arte è il valore supremo, essendo identificata con il concetto di bello, e
questo culto dell'arte dà origine all'estetismo. Gli esteti fanno della bellezza il principio
guida della loro vita e del loro giudizio sulla realtà, rifiutando ideali morali e civili.
L'arte per loro celebra se stessa, allontanandosi da intenti pratici o utilitaristici,
diventando così pura poesia. Questo rende il linguaggio dell'arte oscuro e irrazionale,
quasi al limite della comprensione, poiché la parola nella poesia pura perde la sua
funzione comunicativa. Inoltre, distanziandosi dalla cultura di massa emergente, che
produce opere riproducibili all'infinito come la fotografia e i romanzi serializzati, i
Decadenti difendono il concetto di unicità dell'opera d'arte, anche attraverso la
difficoltà di accesso alle loro creazioni.
Le tecniche espressive
La musica, con il suo potere suggestivo, si manifesta attraverso la parola, che, grazie
al suono, acquisisce significati educativi e indefiniti. Le parole stesse assumono
sfumature e significati diversi dalla norma, influenzando anche il concetto di metafora.
Nel decadentismo, la metafora non si basa solo sulla somiglianza tra due oggetti, ma
crea legami oscuri e misteriosi tra realtà distanti, rivelando un sistema di analogie
universali che suggerisce relazioni segrete tra le cose. Il linguaggio utilizzato dai poeti
per esprimere questa visione del mondo è definito analogico.
Temi e miti della letteratura decadente
Il decadentismo si caratterizza per un profondo senso di stanchezza esistenziale,
derivante dalla percezione di un imminente disfacimento in atto. Temi come malattia e
perversione sessuale emergono come costanti, considerati dai decadenti come
rivelatori di verità e simboli di una crisi epocale segnata dall'angoscia. Tuttavia, vi è
anche un'apologia della vitalità e della forza, che si rivela un tentativo di contrastare
l'attrazione verso la morte generata da tale stanchezza esistenziale.
Romanticismo e decadentismo
Il decadentismo riflette gli aspetti peculiari della situazione europea nella seconda
metà del XIX secolo. L'ascesa su vasta scala della grande industria, l'alienazione
dell'uomo ridotto a oggetto (noto come re