Indice
- Funzioni 5
- Campi e matrici 13
- Campi 13
- Matrici 16
- Proprietà delle matrici 23
- Il campo complesso 31
- Radici n-esime 39
- Radici n-esime di un numero complesso 43
- Il teorema fondamentale dell'algebra 47
- Polinomi a coefficienti reali 47
- Esercizi 52
- Relazioni d'equivalenza 65
- Similitudine tra matrici 67
- Equipollenza tra segmenti orientati 69
- Spazi vettoriali 73
- Esempi di spazio vettoriale 75
- Sottospazi 78
- Somma di sottospazi 81
- Dipendenza lineare 87
- Basi di uno spazio vettoriale 93
- Concetto di dimensione 101
- Funzioni lineari 107
- Ancora su basi e dimensione 107
- Una base per lo spazio vettoriale dei vettori geometrici 109
- Funzioni lineari 112
- Il teorema delle dimensioni 117
- Nucleo di una funzione lineare 117
- Il teorema delle dimensioni 120
- Esercitazione 127
- Funzioni lineari e matrici 133
- Matrice di una funzione lineare 133
- Generalizzazione 137
- Rango di una matrice 141
- Ancora su funzioni lineari e matrici 141
- Rango di una matrice 145
- Varietà lineari 147
- Teoria dei sistemi lineari 151
- Procedimento di eliminazione Gaussiana 159
- Applicazioni 163
- Esercizi su eliminazione Gaussiana 167
- Forma canonica speciale 179
- Forma canonica speciale 179
- Ulteriori esercizi sui numeri complessi 182
- Determinante 187
- Gruppi di permutazioni 187
- Nozione di determinante 192
- Proprietà del determinante 195
- Multilinearità e alternanza 195
- Complementi algebrici 198
- Autovalori ed autovettori 203
- Il teorema di diagonalizzabilità 211
- Diagonalizzabilità di matrici 219
- Prima esercitazione sulla diagonalizzabilità 227
- Geometria affine 237
- Parallelismo - forme bilineari 247
- Parallelismo 247
- Forme bilineari simmetriche 250
- Ortogonalità 255
- Procedimento di Gram-Schmidt 263
- Matrici ortogonali 269
- Il teorema spettrale 271
- Applicazioni del teorema spettrale 274
- Seconda esercitazione sulla diagonalizzabilità 281
- Proprietà metriche 287
- Proiezioni ortogonali 287
- Distanza e angoli 291
- Esercizi di geometria 297
- Esercitazione riassuntiva 305
Lezione 1: Funzioni
Se α : A → B è una funzione e b ∈ B, cosa s’intende per α({b})?
Insiemi numerici
- {0, 1, 2,…}; insieme dei numeri naturali N
- {…, -2, -1, 0, 1, 2,…}; insieme dei numeri interi Z
- {x | ∃m, n ∈ Z : x = m/n, n ≠ 0}; insieme dei numeri razionali Q
- Insieme dei numeri reali R
- Insieme dei numeri irrazionali R \ Q
- Insieme dei numeri complessi (vedremo in seguito) C
Vale N ⊆ Z ⊆ Q ⊆ R ⊆ C.
Notazioni
Notazioni 1.1. ⊂ {0} {1, 2, 3, …};
Notazioni 1.2. Siano a, b tali che a < b.
- Intervallo chiuso [a, b] = {x ∈ R | a ≤ x ≤ b}
- Intervallo aperto ]a, b[ = {x ∈ R | a < x < b}
- Intervallo chiuso a sinistra e aperto a destra [a, b[ = {x ∈ R | a ≤ x < b}
- Intervallo aperto a sinistra e chiuso a destra ]a, b] = {x ∈ R | a < x ≤ b}
Definizione
Definizione 1.3. Siano A e B due insiemi. Una funzione (o applicazione) di A in B è individuata da una legge che ad ogni elemento di A associa un ben determinato elemento di B.
Notazione 1.4. α : A → B.
A si dice dominio della funzione α, B si dice codominio di α. La parola "codominio" può avere significato diverso da quello che conoscete.
Osservazione
Osservazione 1.5. Una funzione consiste di tre oggetti: dominio, codominio, legge.
Descrizione di una funzione
Per descrivere una funzione (ad esempio: la funzione di R in R che ad ogni x associa il suo quadrato) abbiamo due possibilità, come segue:
- f : R → R def. da f(x) = x2, oppure
- f : R → R : x → x2.
Immagine di una funzione
Definizione 1.6. Data una funzione α : A → B, l'elemento associato da α ad x ∈ A si chiama immagine di x mediante α e si denota con α(x).
Le definizioni che seguono si riferiscono ad una generica funzione α : A → B.
Definizione 1.7. Dato I ⊆ A, l’immagine di I mediante α è α(I) = {α(x) | x ∈ I}.
Definizione 1.8. L’immagine della funzione α : A → B è im α = α(A) = {α(x) | x ∈ A}.
Antiimmagine di una funzione
Definizione 1.9. Dato J ⊆ B l'antiimmagine (o controimmagine) di J mediante α è α-1(J) = {x ∈ A | α(x) ∈ J}.
Risposta alla domanda iniziale. Facendo J = {b} nella def. 1.9, abbiamo: α-1({b}) = {x ∈ A | α(x) = b}.
Quindi α-1({b}) è l'insieme di tutti gli x ∈ A tali che α(x) = b.
Esempi
Esempi 1.10. Con riferimento a f : R → R : x → x2,
- f(7) = 49;
- f-1(]1, 3[) = {x ∈ R | x2 < 3} = [0, 9[;
- im f = [0, +∞[;
- f-1(]4, 9]) = [-3, 3];
- f-1({25}) = {-5, 5};
- f-1({-9}) = ∅.
Definizione di funzione iniettiva
Definizione 1.11. Una funzione α : A → B si dice iniettiva se ∀x, y ∈ A : (α(x) = α(y) ⇒ x = y).
Si legge: “Per ogni x e y in A, se α di x è uguale ad α di y, allora x = y.”
Esempio 1.12. Dimostriamo che la funzione g : R → R : x → x + 1 è iniettiva. Infatti, consideriamo x, y tali che g(x) = g(y). Segue:
x + 1 = y + 1 ⇒ x - y = 0.
Quindi la funzione è iniettiva.
Esempio 1.13. f : R → R : x → x2 non è iniettiva, perché f(1) = f(-1) ma 1 ≠ -1.
Definizione di funzione suriettiva
Definizione 1.15. Una funzione α : A → B si dice suriettiva se im α = B.
Esempi 1.16. La funzione f non è suriettiva perché im f = [0, +∞[ ≠ R. È invece suriettiva h : [0, +∞[ → R, x → x2. Poi im g = R, quindi anche g è suriettiva.
Definizione di funzione biiettiva
Definizione 1.17. α : A → B si dice funzione biiettiva (o biiezione) se è sia iniettiva che suriettiva.
Esempi 1.18. La funzione f non è biiettiva, h non è biiettiva, g è biiettiva.
Osservazioni sulle funzioni biiettive
Osservazione 1.19. Se α : A → B è iniettiva, allora ogni y ∈ B è immagine di al più un elemento del dominio. Se α : A → B è suriettiva, allora ogni y ∈ B è immagine di almeno un elemento del dominio. Quindi se α : A → B è biiettiva, allora ogni y ∈ B è immagine di esattamente un x ∈ A.
Allora, se α è biiettiva, associando ad ogni y ∈ B l’unico x ∈ A tale che α(x) = b si ottiene una nuova funzione, detta inversa di α, denotata con α-1 : B → A.
Osservazione 1.20. Se α : A → B è biiettiva e b ∈ B, allora α-1(b), ovverosia l'immagine di b mediante α-1, è un elemento di A. In base alla definizione 1.9, invece α-1({b}) è l'insieme {x ∈ A | α(x) = b}, formato in tal caso da un solo elemento.
Funzioni composte
Definizione 1.22. Date α : A → B e β : C → D tali che im α ⊆ C, la funzione composta di α e β è β ◦ α : A → D : x → β(α(x)).
Esempi 1.23. Con riferimento a g : R → R : x → x + 1 e h : [0, +∞[ → R : x → x2 si ha:
- g ◦ h : R → R : x → (x2) + 1 = x2 + 1,
- h ◦ g : [0, +∞[ → R : x → (x + 1)2 = x2 + 2x + 1.
Osservazione 1.24. In questo caso g ◦ h = h ◦ g.
Funzione identica
Definizione 1.25. La funzione identica nell’insieme A, o identità in A, è idA : A → A : x → x.
Proposizione 1.26. Se α : A → B è una funzione biiettiva, allora α-1 ◦ α = idA e α ◦ α-1 = idB.
Proposizione
Proposizione 1.27. Se α : A → B e β : B → A sono due funzioni tali che β ◦ α = idA e α ◦ β = idB, allora α è biiettiva e β = α-1.
Restrizione di una funzione
Definizione 1.28. Data una funzione α : A → B e I ⊆ A, la restrizione di α ad I è la funzione αI : I → B : x → α(x).
Esempio 1.29. La funzione f : R → R : x → x2 non è iniettiva, ma f[0,+∞[ lo è.
Compito
Compito 1.30. L’insieme R2 è l’insieme di tutte le coppie ordinate di numeri reali: R2 = {(x, y) | x, y ∈ R}.
Data la funzione α : R2 → R : (x, y) → x + 2y, calcolare α-1({7}).
Lezione 2: Campi e matrici
Prodotti che non soddisfano la legge di annullamento
Esistono dei "prodotti" che non soddisfano la legge di annullamento ⇒ AB = 0 ⇒ A = 0 o B = 0?
Campi
Definizione 2.1. Un’operazione binaria in un insieme A è una funzione ω : A × A → A.
Esempio 2.2. Un’operazione binaria in Z è ω : Z × Z → Z : (x, y) → x + y.
Notazione 2.3. Se ω è un’operazione binaria in A, si usa scrivere x ω y in luogo di ω((x, y)), così come si usa scrivere 2 + 3 anziché +((2, 3)).
Definizione 2.4. Un campo è una terna ordinata (K, +, ·) dove K è un insieme e “+”, “·” sono operazioni binarie in K, soddisfacenti le seguenti proprietà (scriveremo xy invece di x · y).
- (i) Esistono due elementi distinti in K, denotati con “0” e “1”, tali che ∀x ∈ K valgono x + 0 = x (2.1) e x · 1 = x (2.2).
- (ii) Per ogni x, y, z ∈ K valgono:
- (x + y) + z = x + (y + z) (2.3)
- ∃x0 ∈ K : x + x0 = 0 (2.4)
- x + y = y + x (2.5)
- (xy)z = x(yz) (2.6)
- x(y + z) = (xy) + (xz) (2.7)
- xy = yx (2.8)
- ∃x−1 ∈ K, x ≠ 0 : xx−1 = 1. (2.9)
Esempi 2.5. (R, +, ·) dove “+” e “·” sono le normali operazioni di somma e prodotto, è un campo. Anche (Q, +, ·) è un campo, ma (Z, +, ·) non lo è (non vale la 2.9), e nemmeno (N, +, ·) è un campo.
Esempio 2.6. Consideriamo l’insieme K = {B, R}, con le operazioni descritte dalle seguenti tabelle:
| + | B | R |
| B | B | R |
| R | R | B |
| · | B | R |
| B | B | B |
| R | B | R |
Ad esempio R + B si calcola guardando nella riga di R e nella colonna di B, R + B = R. Si verifica che (K, +, ·) soddisfa tutti gli assiomi nella def. 2.4, quindi è un campo. In esso 0 = B, 1 = R.
Osservazione 2.7. La “maggior parte” delle proprietà algebriche che avete studiato a scuola (ad es. i prodotti notevoli, il quadrato di un binomio, le formule per le equazioni di secondo grado, il teorema di Ruffini, ecc.) si dimostra a partire dalle proprietà presenti nella definizione di campo. Quindi le suddette proprietà algebriche sono valide in ogni campo. Seguono alcuni esempi di tali proprietà.
Proposizione 2.8. Sia (K, +, ·) un campo. Allora per ogni x ∈ K vale x · 0 = 0.
Dimostrazione. Osserviamo che:
- x · 0 + x = x · 0 + x · 1 = x(0 + 1) = x(1 + 0) = x · 1 = x (2.2) (2.7) (2.5) (2.1) (2.2)
Per la (2.4) esiste x0 ∈ K tale che x + x0 = 0 e quindi dalle equazioni sopra:
- (x · 0 + x) + x0 = x + x0 = 0. (2.10)
- (x · 0 + x) + x0 = x · 0 + (x + x0) = x · 0 + 0 = x · 0 (2.3) (2.1)
Combinando (2.10) e (2.11) si ottiene x · 0 = 0.
Proposizione 2.9. Sia (K, +, ·) un campo e A, B ∈ K. Allora AB = 0 implica A = 0 o B = 0.
Dimostrazione. Se A = 0 vale la tesi e la dimostrazione è finita. Consideriamo ora il caso A ≠ 0. Per (2.9), (2.8) esiste A−1 ∈ K tale che AA−1 = 1 e A−1A = 1. Sfruttando quest’ultima equazione si ottiene:
- A−1 · B = A−1 · 0 = 0 (2.8) (2.6)
Matrici
Ecco la generica matrice ad m righe ed n colonne ad elementi in un campo K (per es. K = R), altrimenti detta matrice m × n ad elementi in K:
| a11 | a12 | … | a1n |
| a21 | a22 | … | a2n |
| … | |||
| am1 | am2 | … | amn |
- aij ∈ K è l’elemento generico di A;
- i è l’indice di riga;
- j è l’indice di colonna;
- M(m × n, K) denota l’insieme di tutte le matrici m × n ad elementi in K;
- Se A ∈ M(m × n, R), si dice matrice reale;
- Se A ∈ M(m × n, C), si dice matrice complessa.
La matrice in (2.12) si rappresenta anche con la seguente notazione: A = (aij) ∈ M(m × n, K).
Esercizio 2.10. Scrivere per esteso la matrice A = (aij) ∈ M(2 × 3, R) definita ponendo aij = 2i - j per ogni i = 1, 2, j = 1, 2, 3.
Svolgimento. A =
| 1 | 0 | -1 |
| 3 | 2 | 1 |
Definizione 2.11. La matrice nulla m × n è la matrice Om×n = (zij) ∈ M(m × n, K) definita ponendo zij = 0 per ogni i = 1, 2, …, m, j = 1, 2, …, n. Talora potremo scrivere semplicemente O in luogo di Om×n.
Definizione 2.12. La matrice opposta di A = (aij) ∈ M(m × n, K) è la matrice -A = (bij) ∈ M(m × n, K) definita ponendo bij = -aij, per ogni i = 1, 2, …, m, j = 1, 2, …, n.
Esempio 2.13. L’opposta della matrice
| 1 | 0 | -1 |
| 3 | 2 | 1 |
| -1 | 0 | 1 |
| -3 | -2 | -1 |
Definizione 2.14. La somma di A = (aij) ∈ M(m × n, K) e B = (bij) ∈ M(m × n, K) è la matrice A + B = (cij) ∈ M(m × n, K) definita ponendo cij = aij + bij, per ogni i, j.
Esempio 2.15.
| 1 | 0 | -1 |
| 3 | 2 | 1 |
| 2 | 2 | 2 |
| -2 | 3 | 0 |
| 3 | 2 | 1 |
| 1 | 5 | 1 |
Osservazioni 2.16. 1) Se A ∈ M(m × n, K), allora A + Om×n = A. 2) Se A ∈ M(m × n, K), allora A + (-A) = Om×n.
In seguito la differenza di due matrici m × n è definita tramite A - B = A + (-B).
Proposizione 2.17. Se A, B, C ∈ M(m × n, K), allora:
- (A + B) + C = A + (B + C) (propr. associativa della somma)
- A + B = B + A (propr. commutativa della somma).
Notazione 2.18 (Il simbolo di sommatoria). Se aj, j = 1, 2, …, n, denota un elemento di K dipendente dall’indice j, allora
∑nj=1 aj = a1 + a2 + … + an
Esempio: ∑3j=1 j2 = 12 + 22 + 32
Definizione 2.19. Il prodotto delle matrici A = (aij) ∈ M(m × n, K) e B = (bjh) ∈ M(n × p, K) è la matrice AB = (cih) ∈ M(m × p, K) definita ponendo
cih = ∑nj=1 aijbjh
per ogni i = 1, 2, …, m, h = 1, 2, …, p.
Esempio 2.20. Verifichiamo il prodotto:
| 0 | 4 | -3 |
| 1 | 0 | 0 |
| 1 | 2 | 0 |
| 4 | 3 |
| 0 | 7 |
| 7 | 1 |
| 17 | 19 |
| 4 | 3 |
| 14 | 17 |
Secondo la definizione, moltiplicando una matrice 2 × 3 per una 3 × 2 si ottiene una 2 × 2. I suoi elementi sono calcolati come segue:
- c11 = 1 · 4 + 0 · 0 + (-1) · 7 = -3;
- c12 = 1 · 3 + 0 · 7 + (-1) · 1 = 2;
- c21 = 0 · 4 + 4 · 0 + 4 · 7 = 28;
- c22 = 0 · 3 + 4 · 7 + 4 · 1 = 32.
Vedremo più avanti che tale definizione si motiva con il fatto che il prodotto tra matrici corrisponde alla composizione di funzioni lineari.
Proposizione 2.21. Se A, A0 ∈ M(m × n, K), B, B0 ∈ M(n × p, K), C ∈ M(p × q, K), allora valgono:
- (AB)C = A(BC) (propr. associativa del prodotto)
- A(B + B0) = AB + AB0 (distributiva del prodotto rispetto alla somma)
- (A + A0)B = AB + A0B (altra propr. distributiva).
Problema
Vale AB = BA?
Intanto, se A e B non sono quadrate (cioè m = n) delle stesse dimensioni, risulta o che BA non è proprio definita, o ha dimensioni diverse da AB. Quindi il problema si pone solo nel caso A, B ∈ M(n × n, K).
Esercizio 2.22. Date le matrici reali
| 0 | 1 |
| 0 | 0 |
| 1 | 0 |
| 0 | 0 |
Svolgimento.
| 0 | 1 |
| 0 | 0 |
| 1 | 0 |
| 0 | 0 |
| 0 | 0 |
| 0 | 0 |
| 1 | 0 |
| 0 | 0 |
| 0 | 1 |
| 0 | 0 |
| 0 | 1 |
| 0 | 0 |
Due conseguenze:
- Il prodotto tra matrici non gode della proprietà commutativa.
- Se A, B sono matrici quadrate, AB = O non implica A = O o B = O.
Risposta alla domanda iniziale. Il prodotto tra matrici non soddisfa la legge di annullamento del prodotto.
Definizione 2.23. Se A, B ∈ M(n × n, K) e AB = On×n, A ≠ On×n ≠ B, allora A e B si dicono divisori dello zero o anche zerodivisi.
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