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In quale occasione la Francia fece valere il "principio di non intervento"? Gli accadimenti francesi
ebbero ripercussioni in tutta Europa: in Belgio, paese che dal Congresso di Vienna era stato unito all’Olanda
ma che era profondamente contrario a questa unione imposta, scoppiò, nell’agosto del 1830, una rivoluzione
che portò all’indipendenza del paese senza che il minacciato intervento della Santa Alleanza (Austria,
Prussia e Russia) si potesse verificare, proprio grazie al comportamento della Francia, che fece valere il
“principio del non intervento”. Anche la Polonia, che era stata unita forzatamente alla Russia dal Congresso
di Vienna ma che aspirava all’indipendenza, nel novembre del 1830 si sollevò contro lo Zar, avviando a
Varsavia una rivoluzione che ottenne il favore di tutti i liberali europei ma che fallì (1831), riportando
l’oppressione zarista nel Paese. Anche In Italia, la Rivoluzione di luglio in Francia e la proclamazione da
parte francese del principio del non intervento, che avrebbe dovuto frenare e contenere l’Austria, indussero
all’azione un gruppo di patrioti liberali che da tempo lavoravano ad una trama cospirativa e che aveva il suo
centro nel Ducato di Modena e faceva capo ad un giovane commerciante e imprenditore, Ciro Menotti, il
quale, appartenente al mondo delle sette e delle società segrete, lavorava da tempo al progetto di innescare
un moto rivoluzionario che avrebbe dovuto estendersi anche allo Stato Pontificio e alla Toscana nella
prospettiva del raggiungimento dell’unità italiana nel segno di una monarchia costituzionale
Quali furono le conseguenze della Rivoluzione del luglio 1830 in Francia? La rivoluzione di luglio,
animata da forze borghesi e dalle classi popolari, finì con la conservazione della monarchia ma di tipo
costituzionale. Carlo X fuggì e finì in Francia la dinastia dei Borboni I deputati, guidati dal generale La
Fayette, dallo storico Thiers e dal banchiere Lafitte affidarono la corona a Luigi Filippo D’Orleans che
divenne re con il titolo di “re dei Francesi”, formula che stava ad indicare il carattere nuovo della sovranità
del nuovo re, cioè che trovava la sua giustificazione e fonte di diritto nella volontà popolare e non come
nella monarchia assoluta per cui il sovrano era tale per “grazia divina”. In Francia fu introdotta una nuova
legge elettorale che allargò il suffragio favorendo soprattutto le forze borghesi, animatrici della Rivoluzione
di luglio, dal momento che il diritto di voto fu limitato ancora fortemente in base al censo.
Quale fu uno degli elementi di novità che contrasddistinse i moti del '31 da quelli del '23-'21?
1) Ebbero come protagonisti non solo i militari, quanto le forze borghesi con l’appoggio
dell’aristocrazia liberale e in parte anche dei ceti popolari (ciò si verificò ad esempio nello Stato
Pontificio dove persisteva una situazione di disagio economico e sociale e dove quindi la protesta
contro il malgoverno pontificio
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
M-STO/04 Storia contemporanea
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannalovato01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Anglani Giorgio.