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La Rinascita della Grande Nazione Cinese: Analisi Retorica e

Ideologica del Discorso di Xi Jinping. Di Giuseppe Parisi.

Abstract

Il presente paper analizza il discorso di Xi Jinping tenuto in occasione dell'80° anniversario della

vittoria nella "Guerra di resistenza del popolo cinese contro l'aggressione giapponese e della guerra

mondiale antifascista". La scelta di questo atto comunicativo risiede nella sua funzione di vero e

proprio manifesto politico, che presenta la Repubblica Popolare Cinese (RPC) come un'alternativa

al modello occidentale.

Introduzione

Il paper si propone di analizzare il discorso pronunciato da Xi Jinping in occasione della

commemorazione dell’80esimo anniversario della vittoria nella “Guerra di resistenza popolare

cinese contro l’aggressione giapponese e della guerra mondiale antifascista”, così come definita

dalla retorica del Partito Comunista Cinese.

La prima domanda che occorre porsi è: perché è stato scelto questo discorso? La risposta risiede,

agli occhi di chi scrive, nella consapevolezza del leader cinese di avere “lo sguardo del mondo

addosso” e di trovarsi di fronte ad una occasione unica per presentare il proprio manifesto politico.

Tale opportunità si colloca in un momento storico in cui l’ordine internazionale appare sempre più

frammentato e segnato da conflitti diffusi, mentre la leadership statunitense risulta via via meno

sostenibile persino agli occhi degli stessi cittadini americani, e il populismo avanza nel contesto

occidentale. È in questo quadro globale, che Xi Jinping mira a offrire un’alternativa al modello

occidentale - ritenuto ormai in crisi - proponendo la Cina come esempio da seguire. Tale visione

trova le sue radici nel mito del “sogno cinese” e della “rinascita cinese”, concetti che

rappresentano l’architrave del pensiero di Xi Jinping, successivamente sistematizzato nel 2017, in

occasione del XIX congresso del PCC, con la formula del “socialismo con caratteristiche cinesi

1

per una nuova era ”.

Il primo passo per condurre un’analisi del discorso completa e accurata consiste nell’individuare il

tema centrale. In questo caso, a mio avviso, il fulcro non è la costruzione di un nuovo ordine

mondiale – che costituisce piuttosto un sottotema o una categoria subordinata – ma la rinascita

della grande nazione cinese. L’obiettivo dell’intera commemorazione è infatti quello di renderla

visibile sia agli occhi del popolo cinese sia alla comunità internazionale. Dopo l'individuazione del

tema centrale, il lavoro procede con l'analisi retorica e linguistica, focalizzata sulle tecniche

adottate per l'efficacia del discorso. Segue l'analisi contenutistica, che non può tralasciare il

contesto interno ed esterno contemporaneo, né il valore simbolico della commemorazione. Infine,

l'analisi ideologica che mira a comprendere a fondo i paradigmi teorici e teoretici che ispirano

l'azione del leader cinese.

Analisi retorica e linguistica del discorso: l’uso del linguaggio alla base dello Xi-ismo.

Ci si concentra inizialmente sulle tecniche adottate da Xi Jinping per rendere la comunicazione il

più efficace possibile.

Il primo passaggio consiste nell’individuare i destinatari del discorso. Come detto,

nell’introduzione, ciò che rende il discorso particolarmente interessante è la consapevolezza, da

parte del suo autore - il leader assoluto della seconda potenza mondiale - di essere ascoltato

dall’intero pianeta. Il tema centrale è la rinascita della nazione cinese o, in altri termini, il suo

“grande ringiovanimento”, nucleo dello Xi-ismo. L’obiettivo principale del discorso è renderlo

visibile, credibile e percepito come “imminente”, sia all’interno che all’esterno del Paese. I

destinatari sono dunque doppi: da un lato il popolo cinese, le forze armate ed il Partito; dall’altro

la comunità internazionale.

Il discorso può essere suddiviso in tre parti: a) un’introduzione in cui viene ricordata l’occasione

della celebrazione e vengono lodati il popolo e i martiri, conferendo subito un tono solenne; b) un

corpo centrale, che ricostruisce la storia nazionale dal “Secolo dell’Umiliazione” alla nascita della

1 Xi Jinping, Secure a Decisive Victory in Building a Moderately Prosperous Society in All Respects and Strive for the

Great Success of Socialism with Chinese Characteristics for a New Era, Report to the 19th National Congress of the

Communist Party of China, 2017, https://www.neac.gov.cn/seac/c103372/202201/1156519.shtml, consultato il 20

novembre del 2025.

Repubblica Popolare; c) una conclusione che assume i toni di un richiamo morale e politico al

perseguimento della modernizzazione della Cina.

La struttura segue un crescendo retorico, culminante in una chiamata all’azione destinata ad

imprimersi nella memoria del pubblico. Il tono complessivo è fortemente rituale e carico di valore

simbolico. Attraverso l’uso costante del lessico collettivo – espressioni come “popolo cinese” e

“nazione cinese” - Xi Jinping non si presenta come un “semplice” leader ma si pone come la voce

della collettività e l’incarnazione stessa della patria. La formula “popolo cinese” ricorre 24 volte

nel discorso, mentre il termine “nazione” appare 16 volte: l’uso dell’anafora contribuisce a

sacralizzare questi concetti. Accanto all’anafora, Xi impiega altri tropi, come le metafore.

Espressioni quali “bulli” o “bivio dell’umanità” traducono concetti complessi in immagini

immediate: la prima associa gli Stati Uniti a una potenza prevaricatrice, semplificando la dialettica

globale; la seconda costruisce una contrapposizione morale tra due modelli di civiltà.

Il leader ricorre spesso all’appello emotivo, evocando l’umiliazione del passato e l’orgoglio della

rinascita, al fine di consolidare l’identità nazionale e rafforzare il legame tra Partito e popolo. Il

linguaggio valoriale è rafforzato da una logica binaria - giustizia contro malvagità, luce contro

oscurità, pace contro guerra - che eleva la contrapposizione a livello morale, delineando una netta

distinzione etica tra la Cina e l’Occidente. In sintesi, la struttura triadica del discorso concorre a

costruire una narrazione di resurrezione: la memoria dell’umiliazione diventa la premessa morale

della rinascita. Attraverso un ritmo crescente, un linguaggio solenne e una retorica moralistica, Xi

Jinping rappresenta la Cina come una potenza rigenerata, giusta e moralmente superiore. Con l’uso

sapiente del linguaggio egli compie un vero e proprio rito di legittimazione, non presentandosi

come leader della Cina, ma come incarnazione stessa della sua essenza. Il “socialismo con

caratteristiche cinesi per una nuova era” viene così elevato a una vera e propria fede civile.

Analisi contenutistica del discorso: il richiamo alla “rinascita cinese”.

Procediamo con l’analisi del testo, soffermandoci sui passaggi più rappresentativi del pensiero di

Xi Jinping.

“A tutti i miei concittadini cinesi in tutta la nazione,

Eccellenze, Capi di Stato e di governo e rappresentanti delle organizzazioni internazionali,

Illustri ospiti,

Tutti gli ufficiali e i soldati partecipanti alla parata,

Compagni e amici,

Oggi ci riuniamo qui per commemorare solennemente l'80° anniversario della vittoria della

Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'Aggressione Giapponese e della Guerra Mondiale

Antifascista. È un'occasione per ricordare la storia, onorare gli eroi caduti, amare la pace e creare

un futuro migliore.

A nome del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC), dell'Assemblea Nazionale del

Popolo, del Consiglio di Stato, del Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del

Popolo Cinese e della Commissione Militare Centrale, rendo profondo omaggio ai nostri veterani

soldati e compagni, patrioti e ufficiali che hanno combattuto nella Guerra di Resistenza contro

l'Aggressione Giapponese, e ai cittadini cinesi, in patria e all'estero, che hanno dato un importante

contributo alla nostra vittoria. Esprimo i miei più sinceri ringraziamenti ai governi stranieri e agli

amici che hanno sostenuto e assistito il popolo cinese nella resistenza all'aggressione. Rivolgo

inoltre un caloroso benvenuto ai nostri ospiti provenienti da tutto il mondo che sono qui con noi

2

oggi ”.

Il discorso si apre con un tono solenne e inclusivo. Il leader cinese rivolge i saluti a tutti i presenti

alla parata, sottolineando il valore commemorativo dell’evento (l’ottantesimo anniversario della

“vittoria della guerra di resistenza del popolo cinese contro l’aggressione giapponese e della

vittoria mondiale sul fascismo”). In questa fase introduttiva, Xi Jinping rende omaggio a coloro

che hanno contribuito alla vittoria, ponendo le basi per una narrazione patriottica e unitaria.

Già da questo incipit emerge l’importanza del contesto storico e dell’impianto simbolico, costruito

attorno all’evento. La vittoria della Cina sul Giappone imperiale viene infatti riappropriata

dall’attuale leadership come mito fondativo della dignità nazionale ritrovata: rappresenta il seme

3

della rinascita nella retorica dello Xi-ismo . La parata nazionale e la commemorazione non sono

2 CCTV.com, Full text of President Xi's speech at the commemoration to mark the 80th anniversary of the victory of

the Chinese People's War of Resistance Against Japanese Aggression and the World Anti-Fascist War,

https://english.cctv.com/2025/09/05/ARTIBslIPwuRthKnZhjqTUIg250905.shtml, consultato il 13 novembre 2025.

3 Furono i dirigenti del Kuomintang come Sun Yat-sen e Chang Kai-shek a sdoganare gli ideali nazionalisti. A. Passeri,

origini ed evoluzioni del nazionalismo cinese: dal “secolo delle umilizazioni” alla “grande rinascita” di Xi Jinping,

in S. Bianchini e A. Fiori, Russia e Cina nel mondo globale. Due potenze fra dinamiche interne e internazionali. Roma,

Carocci Editore, 2018, pag. 34.

semplici celebrazioni, ma rievocazioni rituali in cui il passato, presente e futuro della Cina si

intrecciano in un’unica narrazione politica.

Centrale per comprendere la portata simbolica di questo discorso è il cosiddetto “Secolo

dell’Umiliazione”, periodo compreso dal 1839 al 1949, identificato come la fase di sottomissione

della dinastia cinese all’imperialismo occidentale e giapponese. Durante questi anni la dinastia

Qing e, successivamente, la Repubblica cinese subirono sconfitte militari, imposizioni economiche

e perdita di sovranità: dalle guerre dell’oppio ai “trattati ineguali”, fino alle guerre sino-

4

giapponesi . Nella narrazione di Xi Jinping, il “Secolo dell’Umiliazione” si conclude

simbolicamente con la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, elevando Mao

Zedong a “salvatore della nazione”, il Partito Comunista si lega così alla nazione e il socialismo si

intreccia con il nazionalismo. È qui che si colloca la differenza principale tra Xi e Mao: se il

“Grande Timoniere” aveva preso le distanze dai toni nazionalistici, Xi Jinping invece li riporta al

5

centro, facendone uno dei pilastri del suo pensiero, insieme al socialismo ed al confucianesimo .

Riprendiamo l’analisi:

“Compagni e amici,

La Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'Aggressione Giapponese è stata una grande

guerra combattuta con tenacia e valore. Sotto la bandiera del Fronte Unito Nazionale contro

l'Aggressione Giapponese, istituito su iniziativa del PCC, il popolo cinese si è opposto al

formidabile nemico con una volontà di ferro, ha formato una grande muraglia di carne e sangue

per difendere la nazione e ha infine ottenuto la prima vittoria completa nella resistenza

all'aggressione straniera nei tempi moderni”.

4 Con l'espressione guerre dell’oppio si individuano i due conflitti in cui si scontrarono, alla metà del XIX secolo, in

un lato, l’Impero cinese della dinastia Qing - in fase declinante - e, dall’altra, le potenze occidentali, prima tra tutte

la Gran Bretagna e a seguire Francia, Stati Uniti e Impero Russo, che si conclusero con i “trattati ineguali”. I "trattati

ineguali" imposti alla Cina furono una serie di accordi commerciali e politici, stipulati tra il XIX e l'inizio del XX

secolo, che garantivano privilegi significativi alle potenze straniere a scapito della sovranità cinese. Lo scacco subito

dall’impero celeste durante le guerre dell’oppio sancisce la netta superiorità delle potenze europee sul piano militare,

tecnologico e ideologico. La prima Guerra sino-giapponese venne combattuta dal 1º agosto 1894 al 17 aprile 1895 tra

l’Impero Cinese e l'Impero giapponese del periodo Meiji per il controllo della Corea, conclusa con la vittoria del

Giappone, mentre seconda Guerra sino-giapponese, venne combattuta dal 7 luglio 1937 al 2 settembre 1945, fu il

maggiore conflitto mai avvenuto tra la Repubblica di Cina e l’Impero giapponese e il più grande conflitto asiatico del

XX secolo, terminato con la resa incondizionata del Giappone.

5 A. Passeri, origini ed evoluzioni del nazionalismo cinese: dal “secolo delle umiliazioni” alla “grande rinascita” di

Xi Jinping, in S. Bianchini e A. Fiori, Russia e Cina nel mondo globale. Due potenze fra dinamiche interne e

internazionali. Roma, Carocci Editore, 2018, pag.31.

Il partito, come affermato anche in precedenza, diventa l’eroe fondatore della nazione cinese. Il

Fronte Unito Nazionale, nato su iniziativa del PCC, viene rappresentato come la forza decisiva che

ha permesso al popolo di respingere gli invasori e di ottenere la prima vittoria completa nella storia

moderna. I simboli utilizzati durante la parata servono a rafforzare questo mito e a mostrare una

continuità con il partito comunista che guidò la Resistenza e che ha consentito alla Cina di iniziare

il percorso che l’ha resa la superpotenza di oggi. Le uniformi, le musiche e le bandiere rievocano i

modelli maoisti, mentre Xi Jinping si presenta fisicamente come erede di Mao, indossando la stessa

6

divisa . Questo gesto non è un semplice richiamo nostalgico, ma un chiaro messaggio di autorità e

di orgoglio nazionale.

Alla base di questa retorica, si riconosce un uso evidente del revisionismo storico, funzionale a

rafforzare il ruolo del Partito e del suo leader. Nella ricostruzione della vittoria cinese nella Seconda

guerra mondiale, infatti vengono del tutto esclusi sia il contributo dei nazionalisti di Chang Kai-

7

Shek sia quello degli Stati Uniti, entrambi determinanti per l’esito del conflitto .

“La Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro l'Aggressione Giapponese è stata una parte

importante della Guerra Mondiale Antifascista. Con un enorme sacrificio nazionale, il popolo

cinese ha dato un contributo fondamentale alla salvezza della civiltà umana e alla salvaguardia

della pace mondiale”.

Nel passaggio dedicato alla “guerra mondiale antifascista”, Xi Jinping enfatizza il ruolo di

Pechino come protagonista della vittoria che, in quanto tale, merita un trattamento paritario a quello

di Washington. Da non trascurare la forte connotazione antinipponica del testo, utile probabilmente

8

ad alimentare il senso nazionale ma anche come risposta al riarmo di Tokyo . La ricostruzione

6 Tgcom 24, Xi Jinping vestito come Mao alla parata: ecco perché e che messaggio di sfida lancia a Trump,

https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/xi-jinping-vestito-mao-parata-messaggio-stati-uniti_103047926-

202502k.shtml, consultato il 21 novembre 2025.

7 Furono i dirigenti del Kuomintang come Sun Yat-sen e Chang Kai-shek a sdoganare gli ideali nazionalisti. A. Passeri,

origini ed evoluzioni del nazionalismo cinese: dal “secolo delle umiliazioni” alla “grande rinascita” di Xi Jinping, in

S. Bianchini e A. Fiori, Russia e Cina nel mondo globale. Due potenze fra dinamiche interne e internazionali. Roma,

Carocci Editore, 2018, pag. 32.

8 Il budget complessivo di 115.500 miliardi di yen (703 miliardi di euro) per l'anno fiscale 2025 comprende 8.700

miliardi di yen di spese militari. Il Giappone vuole aumentare il budget per la difesa al 2% del Pil nazionale entro il

2027, mentre in precedenza aveva limitato la spesa militare a circa l’1%. Ilsole24ore, Giappone, corsa al riarmo:

Governo approva bilancio record per il 2025, https://www.ilsole24ore.com/art/giappone-governo-approva-bilancio-

record-il-2025-aumentano-spese-militari-e-sociali-AGwZmzzB, consultato il 23 novembre 2025.

storica proposta da Xi Jinping serve sia a consolidare il potere del Partito Comunista Cinese e del

suo Segretario, sia a gettare le basi per la legittimazione di un futuro ruolo di vertice in nuovo

equilibrio internazionale.

“La storia ci insegna che l'umanità cresce e crolla insieme. Solo quando tutti i paesi e le nazioni

si tratteranno da pari a pari, coesisteranno in pace e si sosterranno a vicenda, potremo preservare

la sicurezza comune, sradicare la causa principale della guerra e impedire il ripetersi di tragedie

storiche”.

Il panorama geopolitico odierno è caratterizzato dal progressivo declino dell’egemonia degli Stati

Uniti, mentre la Cina, ormai seconda economia mondiale, mostra ambizioni sempre più chiare di

diventare la pr

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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