CINEMATICA DEL PUNTO, DEL CORPO RIGIDO E DI SISTEMI DI CORPI RIGIDI
ESERCIZIO 1
Si consideri un punto materiale che si muove lungo una traie oria e di questo moto è nota
la legge oraria: (3 )⃗
() = 9⃗ + + 2
Calcolare e
⃗() ⃗()
Calcolare l’espressione dei versori tangente e normale alla traie oria nell’istante
⃗
⃗
= 3
Calcolare il raggio di curvatura della traiettoria nell’istante
(3) = 3
RISOLUZIONE
Varrà che: () ⃗()
⃗() = = 9⃗ + 4⃗ ⃗() = = 4⃗
Sappiamo che l’ascissa curvilinea consente di misurare lo spazio lungo una traie oria data
una legge oraria. Dato che viene chiesto di calcolare l’espressione dei versori tangente e
⃗
normale alla traie oria nell’istante vuol dire che ci si trova nel sistema di
⃗ = 3
riferimento intrinseco alla traie oria, cioè quello che segue istante per istante mentre si
muove lungo la traie oria.
Il ve ore che ha intrisecamente in sé l’informazione sul versore tangente è la velocità. Vale
che: () ⃗ |⃗|⃗
⃗() = = = ̇ =
⃗(3) 9⃗ + 4 ∙ 3 ∙ ⃗ 3 4
⃗| = = = ⃗ + ⃗
|⃗(3)| 5 5
+ 12
√9
Per ricavare sfru amo il fa o che è perpendicolare a (e quindi il prodo o scalare tra
⃗
⃗
⃗
ques due versori è nullo) e che essendo un versore il suo modulo è unitario. Indichiamo in
modo generico :
⃗ = ⃗ + ⃗ 4
3 4 = ±
⃗
⃗ × = 0 5+ = 0 5
→ →
5 3
+ =1 =∓
+ =1 5
Dobbiamo capire quale sia la soluzione corre a. Data:
(3 )⃗
() = 9⃗ + + 2
Ricaviamo:
() = 9 → = () = 3 + 2
9
Ricaviamo l’equazione della traie oria: 2
= =3+
9 81
Questa traie oria sarà una parabola con concavità rivolta verso l’alto e che interseca l’asse
ver cale in = 3: ⃗
⃗
3
27
Sappiamo che quando = 3 → (3) = 27
Per visualizzare il versore normale disegnamo un cerchio osculatore alla traie oria e dire o
verso il centro si avrà il versore normale.
Visualizzato come è dire o possiamo dire che:
⃗ 4 3
⃗
⃗ = − + ⃗
5 5
La componente che invece con ene l’informazione sul raggio di curvatura è l’accelerazione
normale. Sappiamo che:
⃗ ⃗
⃗ = +
⃗ = +
⃗
Sappiamo che: 4 3 12
⃗
= ⃗ ×
⃗ = 4⃗ × − + ⃗ =
5 5 5
Allora: 12
=
5
81 + 16 ∙ 9 12
= → = 93,75
5
ESERCIZIO 2
Un vagone ferroviario schema zzabile come un punto materiale che si muove su un piano
compie il seguente percorso con una legge di moto assegnata:
5
4 100
100
3
2 = 500
100
0 1
Nota la velocità in ciascuno dei cinque step, calcolare tu gli intervalli di tempo di ciascuno
step e realizzare i diagrammi di spostamento, accelerazione tangenziale e
, , , ,
normale in funzione del tempo.
Il profilo di velocità è il seguente:
2 () 20 /
15 /
0
RISOLUZIONE
Ci me amo nel sistema di riferimento della traie oria stessa e ricordiamo che:
() ⃗
⃗() =
()
⃗
⃗() = +
⃗
() = + ()
()
() = +
TRATTO 0-1
Vediamo che = 0, = 20 , = 15 , = 100
Dato che la decelerazione nel tra o 0-1 è costante:
) () ( )
( = + = + − = +
)
= ( = +
−
= = −0,98 /
Poi: 1
() = + + = + +
2
1 ( )
− = = + +
2
2
= = 5,71
+
Per ricavare il diagramma dello spostamento nel tempo, dall’equazione di no amo che
()
abbiamo ancora una volta una parabola facendo a enzione al fa o che l’accelerazione
tangenziale e quindi la concavità della parabola sarà rivolta verso il basso.
< 0
Considerando che nel tra o 0-1 che è re lineo il raggio di curvatura allora:
→ ∞
= =0
TRATTO 1-2
Si ha un moto circolare uniforme. Abbiamo: = 5,71 , = 200, = = 15 /
Allora: () = = =
() = + () = + ( − )
) ( )
( = + − → = + = 19,021
No amo da che lo spostamento è una re a.
()
L’accelerazione tangenziale, data la pologia di moto, è nulla.
Vale poi che: 15
= = 0,45 /
500
TRATTO 2-3
Si ha ancora moto circolare uniforme. Abbiamo = 19,021, = 100
= + = 25,71
La re a che descrive lo spostamento avrà la stessa pendenza di quella del tra o 1-2,
()
l’accelerazione tangenziale è ancora nulla e l’accerazione normale è rimasta invariata dato
che non sono variate né velocità né raggio di curvatura.
TRATTO 3-4
Si ha ancora moto circolare uniformemente accelerato ma questa volta si sta accelerando.
Abbiamo che: = 25,71 , = 15 , = 20 , = 100
Si avrà che: −
= −
−
() = + ( − )
− ( )
− − −
( ) ( ) ( )
() = + − = + − + − −
− − 2
( + ) 2
) ( )
( = = − → = + = 3,41
2 ( + )
Per i diagrammi: ( )
− −
( ) ( )
() = + − + − −
− 2
Dato che: −
= = 0,88 =
−
1
( ) ( ) ( )
() = + − + − − −
2 1 1
( )
() = + − + − − +
2 2
1
( ) ( )
() = + − + −
2
Lo spazio è una parabola con concavità verso l’alto.
In questo caso invece: ( )
() −
= = + ()
TRATTO 4-5
Sappiamo che: = 100
= = 20
= + = 36,42
Dall’andamento della velocità vediamo che l’accelerazione tangenziale è nulla e poiché
abbiamo un moto re lineo anche l’accelerazione normale è nulla.
()
()
0
−0,98
ESERCIZIO 3
Si consideri un sistema meccanico composto da un'asta rigida collegata a due carrelli. Un
carrello scorre in direzione orizzontale, mentre l'altro carrello scorre in direzione ver cale.
L'elemento fondamentale è che si tra a di un unico corpo rigido, ovvero l'asta man ene la
sua forma e le sue dimensioni durante il movimento, senza deformarsi.
Nel sistema si iden ficano alcuni pun cara eris ci importan . Il punto G rappresenta il
baricentro dell'asta, ovvero il suo centro di massa. I pun A e B rappresentano i due estremi
dell'asta, dove sono posiziona rispe vamente i due carrelli. L'asta ha una lunghezza totale
pari a L, che è un dato geometrico noto del problema.
È nota inoltre la coordinata principale del sistema, indicata con α, che rappresenta l'angolo
di inclinazione dell'asta rispe o a un sistema di riferimento fisso. In par colare, si
conoscono non solo la posizione angolare α(t) come funzione del tempo, ma anche la
velocità angolare α̇(t) e l'accelerazione angolare α̈(t).
L'esercizio richiede di calcolare diverse grandezze cinema che. Per quanto riguarda le
velocità, si devono determinare la velocità del punto A, indicata come , la velocità del
⃗
punto B, indicata come , e la velocità del baricentro G, indicata come . Analogamente,
⃗ ⃗
si dovranno poi calcolare anche le accelerazioni dei tre pun : , e .
⃗ ⃗ ⃗
Questo esercizio verrà risolto u lizzando due metodologie diverse per mostrare la versa lità
degli strumen disponibili nella cinema ca dei corpi rigidi. Il primo metodo u lizza il
teorema di Rivals mentre il secondo metodo invece sfru a le coordinate polari per
descrivere il movimento.
RISOLUZIONE CON TEOREMA DI RIVALS
Nel caso specifico del sistema con l'asta e i carrelli, si può u lizzare il teorema di Rivals
scegliendo come pun di riferimento due pun qualsiasi del corpo rigido. Una scelta
naturale è quella di prendere i due estremi A e B dell'asta, perché sono i pun dove sono
applica i vincoli.
Scrivendo il teorema di Rivals riferendosi al punto A come punto di cui si vuole calcolare la
velocità, e al punto B come punto di riferimento, si o ene:
⃗ = ⃗ +
⃗ ∧ ( − )
La prima domanda fondamentale da porsi è: quanto vale la velocità angolare ω se si
considera il corpo rigido in esame? Bisogna tenere presente che si conosce la coordinata
principale del corpo rigido, ovvero l'angolo α e le sue derivate temporali.
La velocità angolare è semplicemente la derivata temporale dell'angolo di rotazione.
Tu avia, bisogna fare molta a enzione al verso della rotazione e alla convenzione dei segni
u lizzata.
Un aspe o cruciale che può generare errori se non ges to corre amente riguarda la
convenzione dei segni per le rotazioni. Nella maggior parte degli esercizi che verranno
affronta , salvo alcune eccezioni esplicitamente indicate, il sistema di riferimento u lizzato
ha la rotazione posi va quando è an oraria. Questa è la convenzione standard nella
maggior parte dei tes di meccanica. Nel problema specifico, l'angolo α è stato definito
come crescente quando la rotazione avviene in senso orario. Osservando il sistema
disegnato, quando α aumenta l'asta ruota in senso orario. Però, secondo la convenzione
standard del sistema di riferimento, il verso posi vo per le rotazioni è quello an orario,
opposto a quello in cui cresce α. Di conseguenza, il ve ore velocità angolare deve essere
scri o come: ⃗
⃗ = −̇
Il secondo elemento che compare nell'equazione di Rivals è il ve ore posizione (A - B), che
rappresenta il ve ore che va dal punto B al punto A. Questo ve ore deve essere espresso
nel sistema di riferimento fisso u lizzando le componen lungo gli assi coordina .
Osservando la geometria del sistema, il ve ore (A - B) è dire o lungo l'asta, dal punto B in
basso a destra verso il punto A in alto a sinistra. La lunghezza di questo ve ore è
semplicemente L, che è la lunghezza dell'asta. Per trovare le componen , si deve proie are
questo ve ore lungo gli assi coordina .
Esprimendo il ve ore in termini delle sue componen cartesiane:
( − ) = () ⃗ − () ⃗
Il punto A è vincolato da un carrello che scorre in direzione orizzontale. Questo vincolo
cinema co impone che il punto A possa muoversi solamente lungo la direzione orizzontale,
non può avere componen di velocità in direzione ver cale. Di conseguenza, la velocità di A
ha la seguente forma: ⃗ = ̇ ⃗
Si conosce quindi la direzione del ve ore velocità (è orizzontale), mentre non si conosce
ancora . Analogamente, il punto B è vincolato da un carrello che scorre in direzione
ver cale. Per lo stesso mo vo, il punto B può muoversi solamente lungo la direzione
ver cale: ⃗ = ̇ ⃗
L'equazione del teorema di Rivals che si è scri a è un'equazione di po ve oriale, che opera
nello spazio bidimensionale del piano. Un'equazione ve oriale nel piano è equivalente a
due equazioni scalari, una per ciascuna componente indipendente.
Quindi, proie ando l'equazione ve oriale lungo le direzioni degli assi coordina i e j, si
o ene un sistema di due equazioni scalari indipenden . Si hanno due equazioni e due
incognite scalari (ẋ e ), quindi il sistema è determinato e può essere risolto
ẏ
algebricamente.
Questa è la chiave per risolvere il problema: trasformare l'equazione ve oriale in un sistema
di equazioni scalari a raverso la proiezione sugli assi coordina . Sos tuendo nell'equazione
di Rivals: ⃗
(ẋ ⃗) (ẋ ⃗)
⃗, +ẏ = ⃗, +ẏ − ̇ ∧ [ () ⃗ − ()⃗]
(ẋ (0 ⃗)
⃗ + 0) = + ẏ − ̇ ()⃗ − sin ()̇ ⃗
⃗ → ẋ = −̇ sin ()
⃗ → 0 = ẏ − ̇ ()
⃗ → ⃗ = −̇ sin ()⃗
⃗ → ⃗ = ̇ ()⃗
L'ul ma richiesta per quanto riguarda le velocità è il calcolo della velocità del baricentro
dell'asta. La strategia più naturale è u lizzare nuovamente il teorema di Rivals. Si è già
calcolata la velocità di due pun del corpo rigido (A e B), e si conosce la velocità angolare.
Quindi si possono applicare le stesse formule per trovare la velocità di qualsiasi altro punto
del corpo, compreso il baricentro G.
Si può scrivere il teorema di Rivals per il punto G prendendo come riferimento, per esempio,
il punto A di cui si conosce già la velocità. Si potrebbe equivalentemente prendere come
riferimento il punto B, il risultato finale sarebbe iden co. Scegliendo A come riferimento:
⃗ = ⃗ +
⃗ ∧ ( − )
⃗
(ẋ ⃗)
⃗ + ẏ = −̇ sin ())⃗ − ̇ ∧ − cos() ⃗ + sin ()⃗
2 2
(ẋ ⃗)
⃗ + ẏ = −̇ sin ()⃗ + ̇ cos() ⃗ + ̇ sin() ⃗
2 2
⃗ → ẋ = − ̇ sin()
2
⃗ → ẏ = ̇ cos()
2
Ques risulta hanno senso fisico: le componen della velocità del baricentro sono
esa amente la metà delle corrisponden componen delle velocità degli estremi, come ci si
potrebbe aspe are dal fa o che il baricentro è a metà strada e il moto è rigido.
Dopo aver completato il calcolo delle velocità u lizzando il teorema di Rivals, si passa ora al
calcolo delle accelerazioni. Per il calcolo delle accelerazioni si può u lizzare il teorema di
Rivals nella sua formulazione per le accelerazioni, che è leggermente più complessa rispe o
alla versione per le velocità. Il teorema stabilisce che, data l'accelerazione di un punto
appartenente al corpo rigido, per esempio il punto A, questa può essere espressa in
funzione dell'accelerazione di un altro punto noto, per esempio B. La formula del teorema
di Rivals per le accelerazioni si scrive come:
⃗ = ⃗ + ̇ ∧ ( − ) − ² ( − )
È fondamentale notare la differenza tra il secondo e il terzo termine. Nel secondo termine si
ha un prodo o ve oriale (indicato dal simbolo ×), che produce un ve ore. Nel terzo termine
invece si ha un prodo o tra uno scalare ω² e un ve ore (A - B), che produce anch'esso un
ve ore ma con direzione parallela a (A - B). Il segno meno davan al termine centripeto
indica che questa accelerazione è dire a verso il centro di rotazione, come ci si aspe a
fisicamente. ⃗ ( ⃗) ( ⃗)
̈ ⃗ = ̈ ⃗ − ̈ ∧ cos() ⃗ − sin() − ̇ cos() ⃗ − sin()
̈ ⃗ = ̈ ⃗ − ̈ cos() ⃗ − ̈ ()⃗ − ̇ ()⃗ + ̇ ()⃗
̈ = −̈ () − ̇ ()
0 = ̈ − ̈ cos() ⃗ + ̇ ()
⃗ = ̈ ⃗ = −̈ () − ̇ () ⃗
⃗ = ̈ ⃗ = ̈ cos() − ̇ () ⃗
Si hanno ora le accelerazioni di A e B, quindi si può procedere al calcolo anche di ⃗
Per il Teorema di Rivals: ⃗ = ⃗ + ̇ ∧ ( − ) − ² ( − )
⃗
̈ ⃗ + ̈ ⃗ = −̈ () − ̇ () ⃗ − ̈ ∧ − ()⃗ + ()⃗ − ̇ − ()⃗ + ()⃗
2 2 2 2
⃗ = −̈ () − ̇ () ⃗ + ̈ () − ̇ () ⃗
2 2 2 2
RISOLUZIONE CON COORDINATE POLARI
Alterna vamente a quello che è stato visto finora con il teorema di Rivals, si può affrontare
lo stesso problema u lizzando un approccio completamente diverso basato sulle coordinate
polari. Questo metodo offre una prospe va differente sulla cinema ca dei corpi rigidi e può
risultare più intui vo in cer contes .
Il conce o chiave è quello di costruire una iden tà ve oriale a par re da un punto fisso del
sistema. Con il termine iden tà ve oriale si intende l'espressione della posizione di un
punto del sistema in due maniere differen , ma che ovviamente sono equivalen dal punto
di vista matema co.
Il procedimento prevede alcuni passi fondamentali. Prima di tu o ci si deve posizionare in
corrispondenza di un punto fisso del sistema di riferimento. Nel caso specifico di questo
problema, si sceglie come origine del sistema di riferimento il punto O che si trova
nell'angolo in basso a sinistra, dove si intersecano le guide dei due carrelli. Questo è un
punto fisso del piano che non si muove durante il moto del sistema.
Una volta fissata l'origine O, è necessario esprimere la posizione di un punto del sistema. Si
sceglie di considerare il punto B. Come si può esprimere la posizione del punto B rispe o
all'origine O? Ci sono fondamentalmente due modi equivalen di farlo, ed è proprio questa
doppia rappresentazione che cos tuisce l'iden tà ve oriale.
Il primo modo, il più dire o, è semplicemente scrivere la posizione di B come il ve ore che
va dall'origine O fino al punto B: Il secondo modo, apparentemente più complicato
( − ).
ma che si rivelerà molto u le, è quello di spezzare il percorso da O a B passando a raverso
un punto intermedio, per esempio il punto A. Si può scrivere: (A - O) + (B - A)
Uguagliando le due espressioni equivalen della posizione di B si o ene l'iden tà
ve oriale: ( − ) = ( − ) + ( − )
Questa è un'uguaglianza che deve valere in ogni istante di tempo, qualunque sia la
configurazione del sistema. È un'iden tà nel senso matema co stre o del termine: è vera
sempre, per costruzione geometrica.
L'idea delle coordinate polari è che ogni ve ore nel piano può essere individuato
completamente specificando due quan tà: il suo modulo, ovvero la sua lunghezza, e la sua
anomalia, ovvero l'angolo che il ve ore forma con il semiasse posi vo reale, che nel nostro
caso è l'asse x orizzontale dire o verso destra.
Facciamo un esempio concreto partendo dal primo ve ore dell'iden tà. Il ve ore B - O va
dall'origine O fino al punto B. Nel sistema considerato, questo ve ore è dire o
ver calmente verso l'alto lungo l'asse y. Si può cara erizzare questo ve ore indicando il suo
modulo con la le era e l'angolo che forma con il semiasse posi vo dell'asse x, che in
questo caso è l'angolo re o π/2 radian , ovvero 90 gradi. Si può chiamare questo angolo β
per comodità.
U lizzando la notazione esponenziale complessa, che è molto comoda per le coordinate
polari, si scrive: ( − ) = ·
Analogamente. ( − ) = ·
( − ) = ·
L'iden tà ve oriale completa in coordinate polari diventa quindi:
· =· +·
Si è così costruita un'iden tà ve oriale esprimendo la posizione di B in due maniere diverse
u lizzando la rappresentazione polare. A questo punto viene la parte importante: questa
equazione con ene apparentemente molte incognite, ma in realtà molte di queste quan tà
sono note o determinate dai vincoli del sistema.
Il modulo B, che rappresenta la lunghezza del ve ore B - O, cosa rappresenta nel sistema
fisico che si sta esaminando? Guardando il disegno, questo ve ore va dall'origine O, che si
trova nell'angol
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Esercizi Fondamenti di Meccanica teorica e applicata
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