La desinenza e la terminazione
La desinenza è la parte variabile posta dopo il suffisso che indica la persona (solo nei modi finiti), il numero e la diatesi (forma attiva o passiva). Così in amare-m la desinenza -m indica la prima persona singolare, in ama-ri la desinenza -ri è propria dell’infinito presente passivo.
La terminazione o uscita
La terminazione o uscita è l’insieme costituito da vocale tematica, suffisso e desinenza. Così in am-a-re-m la terminazione è -arem.
Coniugazioni
A differenza dell’italiano che ha tre coniugazioni, il latino presenta quattro coniugazioni verbali regolari a cui si aggiungono il verbo sum (sono) e alcuni verbi irregolari. Le quattro coniugazioni latine si distinguono in base alla diversa terminazione dell’infinito presente attivo, che è in ciascun caso caratterizzata da una propria vocale tematica:
- Am- ā-re: prima coniugazione
- Mon- ēre: seconda coniugazione
- Leg -ĕre: terza coniugazione
- Aud- īre: quarta coniugazione
La seconda e la terza coniugazione hanno entrambe la desinenza in -ere, ma bisogna osservare che i verbi della seconda coniugazione hanno la e lunga (ē), mentre quelli della terza coniugazione hanno la e breve (ĕ).
Leggendo una frase dovete innanzitutto individuare il verbo che in genere si trova alla fine della frase, dopo dovete individuare a quale delle quattro coniugazioni appartiene sulla base della sua desinenza. Una volta aver individuato questo occorre distinguere tre elementi associati alla voce verbale, quali il tema verbale, il suffisso temporale e la desinenza. Il primo è la parte invariabile del verbo e da esso si formano tutti i tempi; il suffisso determina il tempo considerato, mentre la desinenza indica la persona ed è la parte finale del verbo.
Le forme del verbo: attiva e passiva
Quando coniugate un verbo o ne individuate uno ricordatevi di indicare se esso si trovi nella sua forma attiva o passiva. Nella forma attiva il soggetto compie l'azione, mentre in quella passiva il soggetto la subisce. Inoltre, quella attiva si divide in transitiva, se l'azione passa dal soggetto al complemento oggetto; intransitiva se resta sul soggetto. Alle forme verbali di base seguono altre derivate che vediamo nel passo successivo.
Il verbo sum
Il paradigma del verbo sum è: sum es fui esse. Si tratta del più importante dei verbi anomali o atematici. In alcune persone del presente e dei tempi da esso derivati unisce le desinenze direttamente alla radice senza la vocale tematica di collegamento. La coniugazione di sum si basa su due diversi temi verbali:
- Es-: da questo tema si formano il presente e i tempi da esso derivati. Quando es- è seguito da -u- o -i- la e- cade e il tema si riduce a s-. Quando -s- si trova tra due vocali diventa -r-.
- Fu-: da questo tema si formano il perfetto, i tempi da esso derivati e il participio futuro.
Il verbo sum non ha il supino, il participio presente e perfetto, il gerundio e il gerundivo.
Indicativo
- Presente: sum, es, est, sumus, estis, sunt
- Imperfetto: eram, eras, erat, eramus, eratis, erant
- Futuro semplice: ero, eris, erit, erimus, eritis, erint
- Perfetto: fui, fuisti, fuit, fuimus, fuistis, fuerunt
- Piuccheperfetto: fueram, fueras, fuerat, fueramus, fueratis, fuerant
- Futuro anteriore: fuero, fueris, fuerit, fuerimus, fueritis, fuerint
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