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Esercitazione Letteratura e pubblicità

Esercizi di italiano per la comunicazione elaborati dal publisher sulla base di appunti personali e frequenza delle lezioni del professore D'Alessandro dell'università degli Studi Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt, Interfcoltà. Scarica il file con le esercitazioni in formato PDF!

Esame di Italiano per la comunicazione docente Prof. F. D'Alessandro

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di colorito e di stampato casca nelle loro messaggio di tutte le affissioni

mani; e quei volanti gabbioni umani che di pubblicitarie

dentro e di fuori, con parole, con colori e con 3. rallegra grazie ai suoi colori

disegni, vi offrono da bere, da mangiare e da Esprime la percezione del paradosso che sta

leggere, vi danno dei consigli igienici, e alla base del concetto di libertà

v’invitano a consulti medici gratuiti, di fare pubblicità; i cartelloni pubblicitari

e vi chiamano alle corse, alle regate, alle sono volanti: da un lato, si

gare [...] mi allettarono come una viva e affiggono e si tolgono e dall'altro, il

strana immagine dello spirito leggiero e messaggio è leggero ma al tempo stesso

irrequieto d’una grande città della fine del i cartelloni sono dei gabbioni umani.

secolo, oppressa di faccende, affollata di L'ultima parte del brano rappresenta con

capricci, smaniosa di strepito, affamata di alcuni aggettivi la città di fine

piaceri, tormentata d’impazienze, portata via secolo, una città che è pronta a divorare il

dalla furia di divorare il tempo e tracannare tempo, che va in contro al futuro

la vita.

[E. DE AMICIS , La carrozza di tutti]

Testo 15 Spiegazione

La passeggiata Si tratta di tutto ciò che l'occhio del poeta

- Andiamo? incontra mentre passeggia per la sua piccola

5- Andiamo pure. città. L'autore cammina e registra tutto

All’arte del ricamo, quello che il suo occhio incontra,

fabbrica di passamanerie, fermandolo sulla carta per fornirci

ordinazioni, forniture. un'esperienza di quello che sta vedendo,

[...] come una saturazione descrittiva. In questa

Avviso importante alle signore! poesia sperimenta alcune tecniche retoriche

La beltà del viso, della letteratura futurista ma allo stesso

seno d’avorio, tempo si interroga su come sia possibile fare

pelle di velluto. letteratura in un modo diverso. C'è la volontà

[...] di sovvertire i normali canoni poetici. I

La pasticca del Re Sole. numeri, ad esempio, sono dei numeri a caso;

Si getta dalla finestra per amore. di solito, nella tradizione letteraria i numeri

Insuperabile sapone alla violetta. hanno un senso profondo (cfr. Dante, numeri

[...] 3, 9...). Tutto ciò che era di tradizionale

Saldo viene annullato. Se si guarda all'Andiamo?

Fine stagione, come una domanda orientata sul poeta stesso

prezzo fisso. si può intravedere il tentativo di fare un

Occasione! Occasione! esperimento: posso pensare di passeggiare

Diodato Postigliole per la città e fare una poesia come mai si era

Scatole per tutti gli usi di cartone. fatto prima? Gli antichi greci, peripatetici,

Inaudita crudeltà! passeggiavano per meditare. L'autore prova

Cioccolato Talmone. a trovare il modo di offrirci qualcosa di

Il più ricercato biscotto. nuovo, basandosi sull'osservazione delle

Duretto e Tenerini cose che incontra mentre passeggia. Un testo

via della Carità. che

2.17.40.25.88. apparentemente sembra un elenco di cose

[...] inutili, in realtà nasconde un'intenzione più

- Torniamo indietro? ampia. 8

- Torniamo pure.

[A. P ALAZZESCHI , La passeggiata, in

L’incendiario, 1910]

Testo 16 Spiegazione

Sono operatore. Ma veramente, essere Luigi Pirandello scrittore e poeta italiano,

operatore, nel mondo in cui vivo e di cui esprime un concetto fondamentale: “sono

vivo, non vuol mica dire operare. [...] Un operatore” ma è un ruolo vuoto perché in

signore, venuto a curiosare, una volta mi realtà non produce niente (il nome non

domandò: - Scusi, non si è trovato ancor corrisponde al ruolo autentico).

modo di far girare la macchinetta sa sé? [...] Meccanizzazione e meccanicità

Perchè con quella domanda voleva dirmi: appartengononon tanto all’uomo, quanto

- Siete proprio necessario voi? Che cosa alla macchina: quest’ultima sostituirà

siete voi? Una mano che gira la manovella. l’uomo.

Non si potrebbe fare a meno di questa mano? La macchina produce la visione filmica e il

Non potreste esser soppresso, sostituito da film assume un valore artistico.

qualche meccanismo? Sorrisi e risposi: L’intellettuale ha paura riguardo al ruolo

- Forse col tempo, signore. A dire vero, dell’uomo del mondo nel momento in cui

signore, la qualità precipua che si richiede a la macchina avrà preso il sopravvento.

uno che faccia la mia professione è Discorso ripreso all’interno di una serie

l’impassibilità di fronte all’azione che si dibattiti che animano le riviste aziendali:

svolge davanti alla macchina. Un si interrogano sul ruolo della cultura

meccanismo, per questo riguardo, sarebbe all’interno dell’industria assumono figure di

senza dubbio più adatto e da preferire a un poeti per la pubblicità.

uomo. Ma la difficoltà più grave, per ora, è

questa: trovare un meccanismo, che possa

regolare il movimento secondo l’azione che

si svolge davanti alla macchina. Giacché io,

caro signore, non giro sempre allo stesso

modo la manovella, ma ora più presto ora

più piano, secondo il bisogno. Non dubito

però, che col tempo – sissignore – si arriverà

a sopprimermi. la macchinetta – anche

questa macchinetta, come tante altre

macchinette

– girerà da sé. Ma che cosa farà poi l’uomo

quando tutte le macchinette gireranno da sé,

questo, caro signore, resta ancora da vedere.

[…] Soddisfo, scrivendo, a un bisogno di

sfogo prepotente. Scarico la mia

professionale impassibilità e mi vendico,

anche; e con me vendico tanti, condannati

come me a non esser altro, che una mano che

gira una manovella. Questo doveva avvenire,

e questo è finalmente avvenuto! L’uomo che

prima, poeta, deificava i suoi sentimenti e li

adorava, buttati via i sentimenti, ingombro

non solo inutile ma anche dannoso, e 9

divenuto saggio e industre, s’è messo a

fabbricar di ferro, d’acciaio le sue nuove

divinità ed è diventato servo e schiavo di

esse. Viva la Macchina che meccanizza la

vita! […] La macchina è fatta, per agire, per

muoversi, ha bisogno di ingojarsi la nostra

anima, di divorar la nostra vita. E come

volete che ce la ridiano, l’anima e la vita, in

produzione centuplicata e continua, le

macchine? […] Che volete farci? Io sono

qua. Servo la mia macchinetta, in quanto la

giro perchè possa mangiare. Ma l’anima, a

me, non mi serve. Mi serve la mano; cioè

serve alla macchina. L’anima in pasto, in

pasto la vita, dovete dargliela voi signori,

alla macchinetta ch’io giro. Mi divertirò

a vedere, se permettete, il prodotto che ne

verrà fuori. Un bel prodotto e un bel

divertimento, ve lo dico io. Già i miei occhi,

e anche le mie orecchie, per la lunga

abitudine, cominciano a vedere e a sentir

sotto la specie di questa rapida tremula

ticchettante riproduzione meccanica.

[LUIGI P IRANDELLO , Quaderni di

Serafino Gubbio Operatore, 1925]

Testo 17 Spiegazione

Il piccolo Michelino, battendo i denti, La scrittura di Calvino è finalizzata a

leggeva un libro di fiabe, preso in prestito pubblicizzare il contenuto del libro. Si

alla bibliotechina della scuola. Il libro sofferma a pensare se la scrittura finalizzata

parlava d’un bambino figlio di un alla pubblicità possa essere comunicativa.

taglialegna, che usciva con l’accetta, per far Calvino ritiene la letteratura un mezzo che

legna nel bosco. «Ecco dove bisogna possa aiutarci ad interpretare la realtà.

andare», disse Michelino, «nel bosco! Lì sì Calvino ritiene la letteratura come uno

che c’è la legna!» Nato e cresciuto in città, strumento di cui il lettore può servirsi per

non aveva mai visto un bosco neanche di interpretare il mondo. La realtà per Calvino è

lontano. Detto fatto, combinò coi fratelli: una sorta di labirinto, perché è multiforme, è

uno prese un’accetta, uno un gancio, uno una qualcosa che cambia sempre. I valori

corda, salutarono la mamma e andarono in cambiano nel 900, e cambiano anche i

cerca di un bosco. Camminavano per la città rapporti che l’uomo ha con la realtà. la

illuminata dai lampioni, e non vedevano che letteratura dunque è la chiave di

case: di boschi, neanche l’ombra. interpretazione della realtà.

Incontravano qualche raro passante, ma non Calvino propone a ognuno di noi di

osavano chiedergli dov’era un bosco. Così sfogliare la realtà per riuscire pian piano a

giunsero dove finivano le case della città e la comprenderla. All’interno delle sue opere ci

strada diventava un’autostrada. Ai lati mostra come la difficoltà di accostarsi ad una

dell’autostrada, i bambini videro il bosco: realtà risulta molto difficile. Nel brano si

una folta vegetazione di strani alberi copriva registra la presenza della pubblicità come il

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la vista della pianura. Avevano i tronchi fini segno di un cambiamento che investe

fini, diritti o obliqui; e chiome piatte ed totalmente l’uomo, e l’uomo deve attivarsi e

estese, dalle più strane forme e dai più strani interpretare.

colori, quando un’auto passando le Il Protagonista è Marcovaldo e un mondo

illuminava coi fanali. Rami a forma di primordiale di campagna. Ci sono dei

dentifricio, di faccia, di formaggio, di mano, bambini vanno alla ricerca di un bosco. C’è

di rasoio, di bottiglia, di mucca, di un’assenza di natura: ovunque c’è solo la

pneumatico, costellate da un fogliame di presenza di antropizzazione, e anche i

lettere dell’alfabeto. «Evviva!» disse bambini si trovano di fronte a una difficoltà

Michelino, «questo è il bosco!» [...] di ritrovare ciò che leggono nelle fiabe,

L’agente Astolfo della polizia stradale era un allora essi sono disorientati. I bambini non

po’ corto di vista, e la notte, correndo in hanno mai visto un bosco. Lo vedono ai

moto per il suo servizio, avrebbe avuto bordi dell’autostrada: in realtà non si tratta di

bisogno degli occhiali; ma non lo diceva, per un bosco, ma di cartelloni pubblicitari. I

paura d’averne un danno nella sua carriera. bambini non hanno gli strumenti per

Quella sera viene denunciato il fatto che comprendere ciò che hanno accanto.

sull’autostrada un branco di monelli stava La pubblicità sostituisce la natura. Mentre i

buttando giù i cartelloni pubblicitari. bambini cercano di buttare giù i cartelloni

L’agente Astolfo parte d’ispezione. pubblicitari, parte un agente della polizia per

Ai lati della strada la selva di strane figure fermarli. Anche il poliziotto non riesce a

ammonitrici e gesticolanti accompagna interpretare bene, anche un uomo adulto ha

Astolfo, che le scruta a una a una, difficoltà a interpretare, e scambia il

strabuzzando gli occhi miopi. Ecco che, al cartellone pubblicitario per una persona vera

lume del fanale della moto, sorprende un e propria.

monellaccio arrampicato su un cartello. C’è una difficoltà di percepire e interpretare,

Astolfo frena: «Ehi! Che fai lì, tu? Salta giù il poliziotto continua a parlare al cartellone.

subito!» Quello non si muove e gli fa la Ora il poliziotto vede un uomo che sta

lingua. Astolfo si avvicina e vede che è la tagliando un cartellone pubblicitario, non lo

réclame d’un formaggino, con un ferma. Astolfo si trova di fronte a qualcosa

bamboccione che si lecca le labbra. «Già, che non riesce a comprendere, e cerca di

già!» fa Astolfo, e riparte a gran carriera. interpretarlo con gli strumenti che gli

Dopo un po’, nell’ombra di un gran appartengono, questi strumenti non sono

cartellone, illumina una triste faccia sufficienti poiché la realtà cambia troppo

spaventata. «Alto là! Non cercate di velocemente. Tutti questi elementi non sono

scappare!» Ma nessuno scappa: è un viso comprensibili, destano una difficoltà di

umano dolorante in mezzo a un piede tutto interpretazione e incomunicabilità.

calli: la réclame di un callifugo. «Oh, scusi»

dice Astolfo, e corre via. Il cartellone di una

compressa contro l’emicrania era una

gigantesca testa d’uomo, con le mani sugli

occhi dal dolore. Astolfo passa, e il fanale

illumina Marcovaldo arrampicato in cima,

che con la sua sega cerca di tagliarsene una

fetta. Abbagliato dalla luce, Marcovaldo

si fa piccolo piccolo e resta lì immobile,

aggrappato a un orecchio del testone, con la

sega che è già arrivata a mezza fronte.

Astolfo studia bene, dice: «Ah, sì: compresse

Stappa! Un cartellone efficace! Ben trovato! 11

Quell’omino lassù con quella sega significa

l’emicrania che taglia in due la testa! L’ho

subito capito!» E se ne riparte soddisfatto.

[I. CALVINO , Il bosco in autostrada, in

Marcovaldo, ovvero le stagioni in città,

1963]

Testo 18 Spiegazione

La notte durava venti secondi, e venti Si riprende l’elemento dell’incomunicabilità.

secondi il Gnac. Per venti secondi si vedeva La pubblicità diventa uno strumento che

il cielo azzurro variegato di nuvole nere, la annichilisce tutto il resto. Il “gnac” è un

falce della luna crescente dorata, sottolineata pezzo di un’insegna pubblicitaria che si vede

da un impalpabile alone, e poi stelle che più dall’appartamento di Marcovaldo.

si guardavano più infittivano la loro Solo quando l’insegna si spegne per 20

pungente piccolezza, fino allo spolverio secondi, la famiglia riesce ad ammirare la

della Via Lattea, tutto questo visto in fretta in natura. Il cielo diventa nero, piatto.

fretta, ogni particolare su cui ci si fermava Marcovaldo aveva vissuto in campagna e poi

era qualcosa dell’insieme che si perdeva, è stato costretto ad andare in città, e cerca

perché i venti secondi finivano subito e dunque di raccontare ai suoi figli che sono

cominciava il Gnac. Il Gnac era una parte nati in città il cielo stellato. La città diventa

della scritta pubblicitaria Spaak-Cognac sul una nuova natura per coloro che sono nati in

tetto di fronte, che stava venti secondi accesa quel contesto. I bambini non riescono a

e venti spenta, e quando era accesa non si comprendere la differenza tra

vedeva nient’altro. La luna improvvisamente l’illuminazione artificiale e l’illuminazione

sbiadiva, il cielo diventava uniformemente delle stele.

nero e piatto, le stelle perdevano il brillio Il tentativo comunicativo è destinato a

[…] Marcovaldo cercava di insegnare ai svanire. Calvino ci dice che è impossibile

figlioli la posizione dei corpi celesti. arrestare il progresso, ma grazie alla

– Quello è il Gran Carro, uno due tre quattro letteratura possiamo capire che esiste

e lì il timone, quello è il Piccolo Carro, e la qualcos’altro.

Stella Polare segna il Nord.

– E quell’altra, cosa segna? Tra natura e tecnica , tra dimensione di un

– Quella segna ci. Ma non c’entra con le ambiente tipico della innovazione e novità

stelle. È l’ultima lettera della parola cognac. della città.

Le stelle invece segnano i punti cardinali. Nell 'incipit è racchiuso il significato del

Nord Sud Est Ovest. La luna ha la gobba a brano . Il tempo è scandito dalla natura e

ovest. Gobba a ponente, luna crescente. dalla notte.

Gobba a levante, luna calante. È importante captare lo stile è il modo in cui

– Papà, allora il cognac è calante? La ci ha la l'autore descrive questo mondo

gobba a levante! naturale.

– Non c’entra, crescente o calante: è una Attenzione stilistica e sospensione statica in

scritta messa lì dalla ditta Spaak. questa visione naturale che

– E la luna che ditta l’ha messa? bisogna cogliere in fretta.

– La luna non l’ha messa una ditta. È un Sineddoche : “gnac” è un pezzo del

satellite, c’è sempre. cartellone pubblicitario. La presenza del

– Se c’è sempre, perché cambia di gobba? cartellone pubblicitario non permette di

– Sono i quarti. Se ne vede solo un pezzo. godere dello spettacolo dello scorrere del

Era l’ultimo quarto, quando gli elettricisti tempo anzi lo blocca . Semplicemente 12

tornarono a rampare sul tetto di fronte. E affacciarsi alla finestra dura un tempo

quella notte, a caratteri di fuoco, caratteri alti scandito dalla pubblicità. Non è positiva la

e spessi il doppio di prima, si leggeva visione di Calvino riguardo l'avvento della

Cognac Tomawak, e non c’erano più luna né pubblicità.

firmamento né cielo né notte, soltanto I bambini sono i primi ad essere bersagliati

Cognac Tomawak, Cognac Tomawak che dalle pubblicità .

s’accendeva e si spegneva ogni due secondi. Tentativo di mettere da parte la tecnologia ,

[ I. CALVINO , Luna e GNAC, in godiamo solo della natura senza l'elemento

Marcovaldo, ovvero le stagioni in città, 1963 estraneo.

SCRITTORI PRESTATI ALLA PUBBLICITÀ

L' avvento della pubblicità provoca cambiamento. Gli scrittori vengono assoldati dalle

aziende per creare campagne pubblicitarie a partire dai primi anni del 900' . Progetto

affiancato a delle figure di prestigio . Questo periodo di sperimentazione dura fino al 1960

(fine del sincretismo) . Prima non c'era la specializzazione del ruolo del pubblicitario quindi

i poeti si fanno promotori delle campagne pubblicitarie cioè servono alle industrie ma più

avanti non servono più . Poeta che attinge alla tradizione letteraria per fare pubblicità:

Lorenzo Stacchetti .

Testo 23 Spiegazione

Il profumo è la poesia dell’olfatto. La donna Matilde Serao è una giornalista e una

è un fiore, e anche nella sensazione scrittrice. Anche lei viene chiamata da

materiale, allorché ella si accosta, deve far un’azienda per una campagna pubblicitaria

sentire qualche cosa che la riavvicini al fiore. che deve reclamizzare tutti i prodotti da

Soltanto, si deve aver cura di non cadere bagno. Ovviamente il target principale è

nell’esagerazione. I profumi troppo quello del pubblico femminile. Tutta la

abbondanti e violenti esercitano un’azione pubblicità sarà chiusa in un libretto, con

nervosa, deleteria, sono causa di vertigini, di caratteristiche estetiche atte a colpire il target

svenimenti, di mal di testa, di disturbi, di di quel secolo. Internamente è strutturato

nausee. [...] le donne dell’antica Grecia, come se fosse un romanzo. La struttura

meno che a Sparta, abusavano talmente dei interna di questo prodotto è la struttura di un

profumi che ad Atene, sotto Solone, per un prodotto già noto al pubblico. Matilde Serao

certo tempo li si dovette inibire con una fa sembrare un testo pubblicitario un testo

legge! […] La profumeria Venus è letterario. Solo alla fine inserisce l’aspetto di

ricchissima di essenze molto delicate e reclamizzazione del prodotto. Nell’incipit

combinate tra loro con gusto squisitissimo; del testo ci sono tutti gli elementi della

tutte le fragranze magnificate dagli pubblicità. Il prodotto, la poesia, la donna e

immaginosi evocatori di sogni orientali, e un fiore. La donna e il fiore sono due

che la fantasia soltanto finora aveva elementi metaforici che ci portano

carezzato, qui vivono, erompono, si all’esaltazione del prodotto. Donna e fiore

diffondono, inebriano, sono delle varie sono la stessa cosa, sono identificati. Sembra

sinfonie paradisiache per l’olfatto più quasi voler criticare il prodotto che sta

delicato. [MATILDE SERAO , Fascino pubblicizzando (se ci si profuma troppo 13

muliebre, per Soc. Bertelli, 1901] l’effetto è negativo) ma alla fine esalta il

profumo. C’è un richiamo alla classicità in

cui Matilde Serao vuole rendere il messaggio

pubblicitario meno frivolo. Nella seconda

parte del testo c’è un’esaltazione del

prodotto crescente. Questo progredire tiene

avvinto il lettore.

Testo 24, 25 Spiegazione

Io non sono e non voglio essere un poeta Gabriele d’Annunzio sceglie di aderire

mero [...]. Tutte le manifestazioni della vita e completamente al nuovo mezzo che è la

tutte le manifestazioni dell’intelligenza mi pubblicità innanzitutto si vuole staccare dalla

attraggono ugualmente e credo di aver visione “intoccabile” della letteratura. Il

pienissima libertà di portare il mio studio e poeta non deve soltanto impiegare la propria

la mia ricerca in ogni campo. intelligenza nella conoscenza artistica, ma si

[G. D’ANNUNZIO ] deve anche impiegare nelle nove forme di

Mio caro amico, Le scrivo in gran fretta. [...] comunicazione come la pubblicità. Lui

il titolo per la società è questo. L’ho trovato scriverà moltissime pubblicità e lo farà per

ieri sul vallone di Chiapovan riuscire a mantenere uno stile di vita degno.

“La Rinascente”. È semplice chiaro

opportuno. Inoltre si collega col motto. I Magazzini “bocconi” sono distrutti da un

[Italia nova impressa in ogni foggia] incendio, e il proprietario chiama

[G. D’ANNUNZIO per Barduzzi – d’Annunzio per trovare un nome ai nuovi

Rinascente] magazzini ricostruiti e anche un motto che

caratterizzasse l’azienda. Ecco che nasce la

“Rinascente”. Rappresenta la rinascita dalle

ceneri, sia dall’incendio che dalla guerra.

Una nuova Italia che rinasce, e c’è un

richiamo al nazionalismo.

HOUSE ORGAN D ’ ÉLITE

Testo 34 Spiegazione

A lungo si è creduto che la pubblicità fosse Elio Vittorini scrittore italiano. Viene

da esercitare secondo modi dalla sua stessa chiamato dall’azienda Olivetti preparare una

natura suggeriti. Da che cosa nasce la serie di didascalie che accompagneranno la

pubblicità? Dal bisogno, sentimento o campagna pubblicitaria della macchina da

calcolo di autoaffermazione. Ed ecco, per scrivere.

secoli, gli uomini abbandonarsi al bisogno, A lungo si pensava che la pubblicità dovesse

al sentimento, al calcolo con un risultato di essere fatta in un determinato modo.

autoaffermazione bruta. II problema degli Essa nasce dalla necessità di decantare un

scopi da raggiungere, conquistar proseliti, determinato prodotto.

conquistar clienti, è stato risolto unicamente Vittorini propone un nuovo modo di fare

per via di valori quantitativi. Trattandosi di pubblicità: l’uomo deve mettere del suo, la

gridare, la gara è stata a chi gridava più sua creatività. 14


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sese07

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sese07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano per la comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof D'Alessandro Francesca.

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