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DOMANDE SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

1. Modello di lasswell

2. interazioni sociali

3. scuola dei cultural studies

4. l’origine della comunicazione di massa e le sue caratteristiche

5. quali sono le principali teorie sull’intelligenza artificiale

6. analizzare la teoria ipodermica

7. analizzare la teoria di harold innis

8. teoria dipendenza dei media fruitori ed effetti

9. cos’è la comunicazione interpersonale

10. criteri di notiziabilità

11. descrivi il rapporto tra media funzionalismo e sociologia

12. analizza il modello di jakobson

13. definire gli obiettivi e l’origine dei cultural studies

14. la differenza tra intelligenza collettiva, connettiva e artificiale

15. teorie sull immaginario

16. analizzate media digitali e le principali teorie shannon weaver

17. bullet theory

18. sviluppare il rapporto tra pubblico e cinema

19. rapporto tra pragmatica e comunicazione

20. il funzionalismo di parson e merton

21. teoria dei dipendenza dei media, che cos’è e cosa analizza

22. disembedding mediale che cos’è

23. analizza goffman e la comunicazione

24. elementi della struttura comunicativa

25. Mc Luban media caldi e freddi

1. Modello di Lasswell

Il modello di Lasswell (1948) è uno dei più conosciuti e si concentra sul processo di comunicazione

in termini di “Chi dice Cosa, In quale Canale, A chi, Con quale Effetto”. Si tratta di un approccio

lineare che identifica cinque elementi fondamentali:

 Chi: il mittente, colui che invia il messaggio.

 Cosa: il messaggio, ovvero ciò che viene comunicato.

 Canale: il mezzo attraverso il quale il messaggio viene trasmesso.

 A chi: il destinatario, la persona o il gruppo che riceve il messaggio.

 Con quale effetto: gli effetti che il messaggio ha sul destinatario.

Questo modello ha il merito di rendere il processo di comunicazione chiaro e misurabile, ma è stato

criticato per la sua linearità e per la mancanza di considerazione delle risposte attive e dinamiche

del ricevente.

Il modello di Lasswell è uno dei più conosciuti e utilizzati per analizzare i processi comunicativi.

Creato dal politologo Harold Lasswell negli anni '40, il modello si focalizza su come la

comunicazione avvenga all'interno di una società, e viene spesso citato nel campo della sociologia

della comunicazione per la sua semplicità e per la sua capacità di focalizzarsi sugli aspetti

fondamentali del fenomeno comunicativo.

Lasswell struttura il suo modello attraverso una domanda chiave: "Chi dice che cosa a chi in quale

canale con quale effetto?" Questo approccio offre un quadro chiaro dei principali elementi coinvolti

nel processo comunicativo, suddividendo la comunicazione in cinque componenti essenziali:

1. Chi (chi emette il messaggio) – Si riferisce al comunicatore o al mittente del messaggio.

La figura del comunicatore è cruciale, poiché possiede il controllo sul contenuto del

messaggio, sulla sua forma e sul modo in cui lo presenta. All'interno del contesto

sociologico, il mittente può essere un individuo, un gruppo, un media o una istituzione.

2. Che cosa (il contenuto del messaggio) – Rappresenta ciò che viene comunicato, ovvero il

messaggio in sé. In questo contesto, l'analisi riguarda tanto il contenuto verbale quanto

quello non verbale, come le immagini, i simboli e il linguaggio del corpo. È importante

sottolineare come il contenuto dipenda dal contesto culturale e sociale in cui avviene la

comunicazione.

3. A chi (chi è il destinatario) – Riguarda il pubblico o il ricevente del messaggio. Questo

componente si focalizza sulle caratteristiche del destinatario, come il livello di educazione,

la cultura, le esperienze passate, la percezione e la ricezione. I destinatari non sono mai

entità passive, ma interpretano e rielaborano i messaggi in base alle proprie esperienze e

convinzioni.

4. In quale canale (il mezzo di comunicazione) – Si riferisce al mezzo utilizzato per

trasmettere il messaggio. Può essere verbale (come la parola parlata), visivo (come

immagini o video) o scritto (come libri, articoli, pubblicità). I mezzi possono essere

tradizionali come la televisione o la radio, ma anche moderni come internet e social media.

La scelta del canale ha un impatto diretto su come il messaggio viene ricevuto e

interpretato.

5. Con quale effetto (le conseguenze della comunicazione) – Rappresenta le reazioni o le

modifiche che il messaggio può provocare nel destinatario, in termini di opinioni,

comportamenti o emozioni. In altre parole, l'effetto si riferisce all'impatto della

comunicazione, che può essere immediato o di lungo periodo. Gli effetti possono variare a

seconda delle caratteristiche individuali del pubblico e del contesto sociale.

6. Il modello di Lasswell è esplorato con un'attenzione particolare alla sua applicabilità nelle

dinamiche sociali moderne, soprattutto in relazione alla diffusione dei mass media e

all'interazione tra comunicazione di massa e comportamento sociale. Ad esempio, la

riflessione sugli effetti della comunicazione diventa particolarmente rilevante oggi, con

l’emergere di nuovi strumenti digitali e piattaforme sociali che amplificano le possibilità di

influenzare e manipolare il pubblico.

Inoltre, il modello di Lasswell, pur essendo semplice e diretto, è stato criticato per la sua linearità e

per la mancanza di una dimensione interattiva. In effetti, in contesti moderni, la comunicazione non

è più un processo unidirezionale, ma piuttosto un flusso continuo in cui gli utenti (o i destinatari)

sono spesso anche produttori di contenuti. Ciò solleva interrogativi sulle dinamiche di potere,

controllo e partecipazione, temi che vengono approfonditi nella sociologia della comunicazione

contemporanea.

In sintesi, il modello di Lasswell è un punto di partenza utile per comprendere la comunicazione in

termini di chi, cosa, a chi, come e con quale effetto, ma va integrato con altri modelli per catturare

la complessità delle dinamiche comunicative nel mondo moderno, dove i confini tra produttori e

destinatari di messaggi sono sempre più sfumati.

2. Interazioni sociali

Le interazioni sociali rappresentano uno degli aspetti fondamentali della vita umana e sono al centro

di molte riflessioni nella sociologia della comunicazione. Le interazioni sociali sono esplorate come

processi dinamici che coinvolgono individui, gruppi e istituzioni, influenzando e modellando le

relazioni sociali, il comportamento e la comunicazione.

In sociologia, le interazioni sociali non sono semplicemente scambi di messaggi o di informazioni,

ma eventi complessi che si sviluppano all'interno di contesti sociali specifici e sono determinate da

una varietà di fattori, tra cui il contesto culturale, le norme sociali e i ruoli degli individui coinvolti.

La natura delle interazioni sociali

Un'interazione sociale può essere definita come qualsiasi tipo di scambio tra due o più individui che

coinvolge azioni, comportamenti, emozioni, o parole. Ogni interazione è un processo relazionale,

dove gli attori sociali influenzano reciprocamente le azioni dell’altro. La sociologia della

comunicazione evidenzia come queste interazioni non siano mai neutrali, ma siano sempre

influenzate dal potere, dalla cultura e dalla struttura sociale.

Le interazioni sociali sono mediate dai mezzi di comunicazione. In passato, le interazioni erano

principalmente faccia a faccia, mentre oggi il panorama si è ampliato grazie ai mezzi di

comunicazione di massa e, in particolare, alle tecnologie digitali. Questo ha cambiato la natura delle

interazioni, creando nuove dinamiche di comunicazione a distanza e, in alcuni casi, una maggiore

separazione tra i partecipanti.

Il ruolo dei simboli e dei significati

Un altro punto cruciale per comprendere le interazioni sociali è il ruolo dei simboli e dei significati.

Ogni interazione sociale è infatti il risultato di un processo in cui gli attori comunicano attraverso

simboli condivisi, come il linguaggio, il gesto, o altre forme di espressione. Secondo Romeo e

Centorrino, questi simboli non sono universali, ma dipendono dalle strutture culturali e dalle norme

sociali in cui si inseriscono. Le persone interpretano questi simboli in base alla loro esperienza e al

contesto, il che può portare a malintesi o, al contrario, a un rafforzamento della comprensione

reciproca.

Ad esempio, un saluto tra due persone può essere un semplice gesto, ma il significato di quel gesto

cambia in base al contesto e alla relazione tra i soggetti coinvolti. La stessa interazione, se vista da

un punto di vista culturale o sociale, potrebbe significare qualcosa di completamente diverso a

seconda del ruolo sociale che ognuno riveste.

Le dimensioni del potere nelle interazioni sociali

Le interazioni sociali, come evidenziato nel testo, sono anche un campo di battaglia per il potere.

Ogni comunicazione è una potenziale occasione per influenzare o esercitare il controllo sugli altri.

Le dinamiche di potere si esprimono attraverso le disuguaglianze sociali e strutturali che

determinano chi può comunicare, come può farlo e chi può essere ascoltato. Queste disuguaglianze

si riflettono nelle interazioni quotidiane, dove certi gruppi o individui sono privilegiati nel dominio

dei mezzi di comunicazione o nella creazione e diffusione dei significati.

Un aspetto importante da sottolineare è come la comunicazione non sia mai neutra, ma sempre

situata in un contesto di potere. Chi ha il controllo sulle risorse comunicative, come i media,

esercita una forma di potere che può plasmare opinioni, comportamenti e percezioni all’interno

della società. Questo fenomeno diventa ancora più rilevante nell’era digitale, dove piattaforme

come i social media sono diventate luoghi di negoziazione e battaglia per il controllo della

narrazione pubblica.

e la costruzione dell’identità sociale

Le interazioni

Le interazioni sociali non solo riflettono la realtà sociale, ma sono anche il mezzo attraverso cui

essa viene costruita. Ogni individuo, infatti, crea e negozia la propria identità attraverso le

interazioni con gli altri. Secondo i teorici della sociologia della comunicazione, la nostra identità

non è un dato fisso, ma un prodotto delle relazioni sociali in cui siamo coinvolti. Attraverso il

dialogo e il confronto con gli altri, rafforziamo la nostra visione di noi stessi e il nostro posto

all’interno della società.

Questa dinamica di costruzione dell’identità si manifesta in vari contesti, come nella famiglia, nel

lavoro, nei gruppi sociali o nei media. In ciascuno di questi ambienti, le interazioni sociali

permettono agli individui di esplorare e negoziare i propri ruoli, le proprie appartenenze e le proprie

aspirazioni.

Le interazioni sociali nella società contemporanea

Oggi, il concetto di interazione sociale si è ulteriormente evoluto a causa dei cambiamenti

tecnologici e dei nuovi modi di comunicare. Le interazioni non avvengono più esclusivamente nel

mondo fisico, ma si spostano anche nello spazio virtuale. Internet e i social media hanno ampliato le

possibilità di interazione, creando nuove forme di connessione e di separazione, e contribuendo a

una maggiore globalizzazione delle comunicazioni. Questo ha aperto nuove questioni riguardo alla

privacy, alla sorveglianza e alla creazione di comunità virtuali.

In conclusione, le interazioni sociali non sono solo momenti di comunicazione, ma processi

dinamici e complessi che riflettono e costruiscono le strutture sociali. L'interazione è vista come una

chiave per comprendere come gli individui e i gruppi si relazionano, negoziano significati e

costruiscono la realtà sociale. La sociologia della comunicazione esplora come queste interazioni

siano influenzate dalle strutture di potere, dalle norme culturali e dalle tecnologie, e come esse siano

fondamentali per la costruzione dell'identità e della società stessa.

3. Scuola dei Cultural Studies

La scuola dei Cultural Studies è una delle correnti teoriche più influenti nello studio dei media e

della cultura, emersa in Inghilterra negli anni '60 e '70. Essa si distingue per il suo approccio

interdisciplinare e per la sua attenzione alle dinamiche di potere, identità e significato che

caratterizzano la produzione, la fruizione e la diffusione dei contenuti culturali. La scuola dei

Cultural Studies è analizzata come una risposta alle teorie dominanti della comunicazione, come

quelle che trattano la cultura in modo deterministico e unidirezionale.

4. La nascita e le basi dei Cultural Studies

I Cultural Studies nascono all'interno del Centre for Contemporary Cultural Studies (CCCS)

dell'Università di Birmingham, fondato nel 1964 da Richard Hoggart. Hoggart e altri studiosi come

Stuart Hall, Raymond Williams e E.P. Thompson, hanno cercato di superare le concezioni

tradizionali della cultura e della comunicazione, che spesso la riducevano a un oggetto di analisi

economica o estetica, senza considerare le interazioni tra cultura, politica e identità sociale.

La visione dei Cultural Studies è radicalmente diversa da quella della scuola di Chicago o delle

teorie della comunicazione di massa, che considerano il pubblico come passivo o manipolabile. In

contrasto, i Cultural Studies enfatizzano il ruolo attivo degli individui e dei gruppi nel decodificare,

rielaborare e attribuire significato ai messaggi culturali, riconoscendo la cultura popolare come un

campo di battaglia sociale e politica.

Cultura come campo di lotta

Una delle principali caratteristiche dei Cultural Studies, come sottolineato nel libro, è l'idea che la

cultura non sia un insieme di beni estetici neutrali, ma un campo in cui si svolgono lotte di potere.

La cultura viene vista come un insieme di pratiche sociali attraverso le quali i gruppi dominanti

esercitano il loro potere, ma anche come un luogo in cui i gruppi subalterni negoziano e contestano

tale potere. In questo senso, ogni prodotto culturale (film, musica, televisione, moda) è carico di

significati ideologici che riflettono, ma anche contestano, le strutture di potere esistenti.

In particolare, Stuart Hall è uno dei teorici più significativi in questo campo, e nel suo lavoro

sviluppa il concetto di "codifica e decodifica" dei messaggi mediatici. Secondo Hall, i messaggi dei

media non sono mai ricevuti passivamente dal pubblico, ma sono interpretati in modo attivo. Gli

individui, in base alla loro classe sociale, alla loro educazione e alle loro esperienze, possono

"decodificare" un messaggio in modo diverso, creando così diverse interpretazioni della stessa

comunicazione.

L'analisi delle rappresentazioni culturali

Una delle principali aree di interesse per i Cultural Studies è l'analisi delle rappresentazioni

culturali, ossia come i media e la cultura popolare rappresentano la realtà sociale. La scuola dei

Cultural Studies analizza come le minoranze, le donne, le classi sociali inferiori, le persone di

colore, o altre identità marginali siano rappresentate nei media, e come queste rappresentazioni

contribuiscano a formare le percezioni sociali e a rinforzare o sfidare gli stereotipi e le

disuguaglianze esistenti.

Questa analisi delle rappresentazioni non si limita a un’interpretazione sociologica superficiale, ma

si concentra sulle modalità con cui le immagini, i racconti e i simboli vengono costruiti per riflettere

e rinforzare il potere. Un esempio di tale approccio è l'analisi dei film o dei programmi televisivi in

cui si esplorano le dinamiche di genere, razza e classe, come nel caso delle rappresentazioni della

donna nella pubblicità o della "criminalizzazione" di alcune comunità nelle notizie di cronaca nera.

Ideologia e Hegemonia

Un altro concetto centrale nei Cultural Studies è l’analisi dell’ideologia e dell’egemonia.

L'ideologia si riferisce a un sistema di credenze e valori che giustifica la posizione dominante di

certi gruppi nella società. L'egemonia, sviluppata da Antonio Gramsci, è il processo attraverso cui le

classi dominanti riescono a rendere "naturale" la loro visione del mondo, facendo in modo che le

masse accettino senza resistenza l'ordine sociale esistente. I media, secondo i Cultural Studies,

svolgono un ruolo cruciale in questo processo, poiché sono gli strumenti attraverso i quali

l'ideologia dominante viene diffusa e perpetuata.

Tuttavia, i Cultural Studies non vedono i media come mezzi di manipolazione passiva. Al contrario,

pongono l'accento sul ruolo attivo degli individui nel decodificare e resistire alle ideologie imposte.

La cultura popolare, quindi, non è solo uno strumento di oppressione, ma anche uno spazio in cui si

possono sviluppare forme di resistenza, come dimostrato dalle subculture giovanili, dai movimenti

sociali e dalla parodia nei media.

L’importanza dell’interdisciplinarietà

Uno degli aspetti distintivi della scuola dei Cultural Studies è il suo approccio interdisciplinare, che

unisce sociologia, linguistica, psicologia, teoria critica e storia. Questo approccio consente di

esaminare i fenomeni culturali da diverse prospettive e di analizzare come questi si intrecciano con

le strutture economiche, politiche e sociali. Il lavoro dei Cultural Studies cerca di rispondere a

domande fondamentali: come e perché certi gruppi sociali riescono a mantenere il loro potere

culturale ed economico? Quali sono le forme di resistenza e di cambiamento culturale che

emergono dalle pratiche quotidiane?

Nel libro si evidenzia come questo approccio consenta di superare l’analisi dei media come semplici

strumenti di diffusione di informazioni, focalizzandosi invece su come le pratiche culturali e

comunicative siano influenzate da fattori storici e politici, e come possano essere utilizzate per

favorire il cambiamento sociale.

Conclusioni

La scuola dei Cultural Studies ha avuto un impatto

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher itsvalee_02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Maione Maurizio.
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