DOMANDE DI SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E DEI MEDIA
Appello del 5 febbraio 2025
Illustrare le forme di comunicazione patologica trattate nel capitolo
1. III del testo di A. L. Tota "Ecologia della parola", facendo riferimento
anche alla metacomunicazione e al doppio vincolo.
R.: Nel Capitolo III di "Ecologia della parola" di A.L. Tota vengono analizzate
forme di comunicazione patologica come la parola ingannevole, il dialogo
con ittuale e il silenzio manipolatorio, caratterizzate rispettivamente da
ambiguità, attacchi verbali e l'uso del non-detto per controllare; la
metacomunicazione è la comunicazione sul processo comunicativo (il "come
si dice" anziché il "cosa si dice"), mentre il doppio vincolo (double bind),
introdotto da Bateson, è una situazione comunicativa paradossale in cui si è
intrappolati in messaggi contraddittori, generando impotenza e con itto.
Analizzando nel dettaglio le diverse forme di comunicazione pagtologica possiamo
dire che la cosiddetta parola ingannatrice o ambivalente fonda un sistema di
comunicazione in cui i messaggi sono carichi di ambiguità, doppi sensi,
contraddizioni che rendono di cile capire l'intenzione reale, generando confusione
e s ducia (es. "Ti voglio bene... ma non troppo").
Il dialogo con ittuale si basa invece sull'attacco, la colpa, la minimizzazione
dell'altro, trasformando la conversazione in una lotta verbale, spesso con sarcasmo
o frecciatine.
Il silenzio manipolatorio non si riduce alla semplice assenza di parola, ma applica
un uso strategico del non detto per punire, controllare o evitare la responsabilità,
creando un senso di colpa nell'altro.
Per quanto riguarda la metacomunicazione, il termine deriva dal greco meta (oltre/
dopo) associato all’atto di comunicare: con questa espressione si indica la
comunicazione riferita alla comunicazione stessa, ovvero "parlare del parlare". La
metacomunicazione permette di chiarire il signi cato, de nire il rapporto tra i
partecipanti e regolare il usso comunicativo (es. "Stai parlando con me in modo
aggressivo?").
In ne il doppio vincolo (double bind), termine coniato da Gregory Bateson, indica
una situazione in cui una persona riceve due messaggi contraddittori (es. uno
verbale e uno non verbale) e non può commentare la contraddizione. In questo
caso l’individuo è messo in una situazione senza via d’uscita, dove qualsiasi
risposta è sbagliata: ciò causa ansia e disorientamento, fondamentale nelle
dinamiche familiari patologiche.
In che modo uno spazio può diventare un "luogo dell'anima"?
2. Rispondere facendo riferimento ai diversi concetti (io-esteso, io-
fi fi fl fl fl ffi fi fi fl
casa, ecc.) declinati sia nel capitolo V del volume di A. L. Tota
"Ecologia della parola" sia nel capitolo II del volume di A. L. Tota
"Ecologia del pensiero".
R.: Uno spazio diventa un "luogo dell'anima" quando cessa di essere un
semplice contenitore sico per trasformarsi in una proiezione della nostra
interiorità, un processo che Anna Lisa Tota analizza attraverso diverse
dimensioni psicologiche e sociologiche.
Questa trasformazione avviene in diversi modi. Con i concetti di io-esteso e
io-casa, il "luogo dell'anima" è descritto come una protesi dell'identità:
• Io-Esteso: Lo spazio diventa parte di noi stessi. Gli oggetti e le pareti non
sono "altro", ma frammenti della nostra biogra a. Un luogo dell'anima è
quello in cui riconosciamo noi stessi negli specchi, nelle disposizioni dei
mobili e nei segni del tempo;
• Io-Casa: La casa non è solo un edi cio, ma una "pelle psichica". Tota spiega
che abitare un luogo signi ca "mettere radici" simboliche. Un ambiente
sicurezza ontologica,
diventa luogo dell'anima quando o re permettendoci
di deporre le maschere sociali e di coincidere con la nostra essenza più
autentica. non è un dato stabile e rassicurante, ma un
La sicurezza ontologica
bisogno fondamentale e precario dell'Io in un mondo sempre più uido e
incerto, un "io-casa" che cerca rifugio e stabilità interiore di fronte
desiderio di ancorarsi a un'identità e a
all'instabilità esterna. Si tratta del
dei valori percepiti come solidi (tradizione, comunità, appartenenza),
nonostante la uidità dei legami sociali e la costante mutazione dei mondi di
vita, una lotta per mantenere un senso di continuità e di signi cato in
io-casa, Anna Lisa
un'epoca di radicali trasformazioni. Con la de nizione
Tota indica il bisogno dell'individuo di cercare di costruire una "casa" (un
senso di sé) stabile nel proprio essere, costantemente minacciata
dall'esterno. La ricerca di certezze interiori (identità, valori, radici) per far
fronte all'insicurezza del mondo sociale moderno rappresenta la sicurezza
ontologica in un'epoca di crisi delle grandi narrazioni e di accelerazione
sociale. La sicurezza diventa una necessità primaria e una fonte di ansia,
spingendo a "rifugiarsi" in forme di identità più chiuse o tradizionali.
Altro elemento signi cativo secondo Anna Lisa Tota è la capacità dello spazio di
trattenere il tempo: corrispondenza tra spazio e pensiero
si parla di quando un
luogo diventa dell'anima fungendo da "ancora" per i nostri processi mentali.
Pensare in un determinato ambiente signi ca attivare risonanze emotive che solo
risonanza a ettiva
quello spazio può o rire. Si parla poi di quando lo spazio si
memoria episodica.
trasforma in un luogo intriso di Non è più una coordinata
geogra ca, ma un catalizzatore di ricordi. In questo senso, il luogo dell'anima è
quello che "ci parla" perché custodisce tracce dei nostri stati d'animo passati,
facilitando la continuità del sé.
fi fl ff fi fi fi ff fi fi fi fi ff fi fl
Perché uno spazio diventi un "luogo dell'anima" devono veri carsi tre condizioni
descritte da Tota:
1. Investimento a ettivo: Dobbiamo "caricare" lo spazio di signi cati personali.
2. Riconoscimento: Lo spazio deve restituirci un'immagine di noi in cui ci
riconosciamo.
3. Abitabilità psichica: Il luogo deve permettere il uire del pensiero e del
sentimento, agendo come un dispositivo di cura e protezione della nostra
ecologia interiore.
In breve, uno spazio diventa luogo dell'anima quando non è più un "dove" ci
"chi" siamo
troviamo, ma un nel linguaggio delle forme e dei volumi.
3.Illustrare il rapporto tra comunicazione e mass media evidenziando le
caratteristiche fondamentali della comunicazione via mass media facendo
riferimento al capitolo V del testo di G. Boccia Artieri, F. Colombo e G. Gili
"Comunicare. Persone, relazioni, media".
NON FA PARTE DEL PROGRAMMA
Appello del 22 gennaio 2025
Illustrare il rapporto tra conversazione e realtà messo a tema da
1. Anna Lisa Tota nel capitolo Il del volume di A. L. Tota "Ecologia della
parola", facendo, facendo riferimento anche ai concetti di
antifragilità e di resilienza.
R.: Nel secondo capitolo di "Ecologia della parola", Anna Lisa Tota analizza la
L'autrice sostiene che la
connessione tra conversazione e realtà sociale.
conversazione non si limita a descrivere la realtà, ma partecipa attivamente alla sua
creazione, de nizione e modi ca.
Annalisa Tota, la resilienza è la capacità di resistere e tornare alla
Secondo
normalità dopo una crisi, mentre l'antifragilità (concetto di Nassim Taleb) è un
livello superiore e consiste nella capacità non solo di resistere, ma di
bene ciare degli stress, delle s de e della volatilità, diventando più forti,
performanti e migliori proprio grazie agli shock, trasformando i problemi in
opportunità di crescita e apprendimento, una sorta di evoluzione positiva.
Nel dettaglio:
• la resilienza: è la capacità di "rimbalzare", di assorbire il colpo e
ritornare allo stato iniziale, come una molla che torna alla sua forma
dopo essere stata compressa.
fi fi ff fi fi fl fi fi
• l’antifragilità: è un passo avanti: non solo torni come prima, ma sei
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