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RISPOSTE DOMANDE APERTE

PSICOLOGIA DEI LINGUAGGI

ESPRESSIVI E ARTISTICI

AGGIORNATE 2026

UNIECAMPUS

FACOLTA’ PSICOLOGIA

PROF. FIAMMA CARDANI

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APERTE

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Lezione 001

158. Descrivere le diverse forme di danzamovimentoterapia

La danzamovimentoterapia (DMT) si articola in diverse forme, ciascuna con specifici

riferimenti teorici e obiettivi terapeutici:

• all’esplorazione dell’inconscio

DMT espressiva (approccio psicodinamico): punta

attraverso il movimento simbolico. Si ispira a pionieri come Marian Chace e Mary

Whitehouse.

• DMT funzionale: focalizzata sulla riabilitazione psico-fisica, utilizza movimenti

dell’umore.

strutturati per migliorare la coordinazione, la postura e il tono

• sull’interazione

DMT integrativa o relazionale: lavora corpo-emozione-relazione,

spesso all’interno di gruppi. Integra elementi gestaltici, sistemici e rogersiani.

• DMT in ambito educativo o preventivo: viene usata per favorire lo sviluppo

armonico della persona, ad esempio nei bambini, migliorando consapevolezza

corporea e autoregolazione.

l’idea

Queste forme condividono che il movimento corporeo sia un linguaggio espressivo

dotato di significato, e rappresentano un ponte tra emozioni interiori e vissuto esterno.

159. Quali sono i fondamenti teorici della scrittura come terapia e le sue funzioni?

La scrittura terapeutica si fonda su teorie che vedono la narrazione come processo di

rielaborazione dell’esperienza. Tra queste:

• La teoria del sé narrativo: secondo la quale scrivere aiuta a costruire coerenza interna

e identità.

• Il modello espressivo di Pennebaker: la scrittura di eventi traumatici migliora la

salute fisica e mentale, riducendo lo stress attraverso la narrazione integrata.

• Il costruttivismo: scrivere permette di dare significato soggettivo ai fatti,

riorganizzando la realtà percepita.

Le funzioni principali della scrittura terapeutica sono: catartica (liberazione emotiva),

autoesplorativa (conoscenza di sé), organizzativa (costruzione di senso) e trasformativa

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(cambiamento di prospettiva).

160. Quali sono le diverse forme di terapia con la scrittura?

Le forme più diffuse di terapia attraverso la scrittura includono:

• sull’esternazione

Scrittura espressiva: focalizzata di emozioni profonde, spesso

legata a eventi traumatici.

• Diario terapeutico: permette di monitorare pensieri, emozioni e comportamenti

quotidiani.

• Poesiaterapia: utilizza componimenti poetici per favorire simbolizzazione, risonanza

emotiva e comunicazione profonda.

• Lettere terapeutiche: scritte, ma non necessariamente inviate, a persone significative

per elaborare sentimenti sospesi.

• Scrittura autobiografica: utile nella ristrutturazione narrativa della propria identità e

nella cura del trauma.

Ogni forma ha finalità specifiche, ma tutte sfruttano il potere trasformativo della parola

scritta.

161. Descrivere la teatroterapia, le sue diverse forme

La teatroterapia è una pratica che utilizza strumenti del teatro per promuovere il benessere

psicologico. Le principali forme includono:

• Psicodramma (di Moreno): mette in scena situazioni reali o immaginate, facendo

emergere contenuti inconsci e favorendo l’insight.

• Teatro sociale: agisce sul gruppo e sulla comunità, utilizzando il teatro come mezzo di

inclusione e cambiamento sociale.

• Drammaterapia: impiega narrazione, improvvisazione e personaggi simbolici per

esplorare il sé e le relazioni.

• Playback Theatre: il pubblico racconta storie personali che vengono immediatamente

rappresentate dagli attori, creando empatia e condivisione.

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sull’idea “giocare altro”

Ogni modalità si basa che a essere consente di conoscersi meglio,

elaborare traumi e ridefinire i propri ruoli esistenziali.

162. Cosa sono le artiterapie? Dove nascono storicamente? –

Le artiterapie sono interventi terapeutici che impiegano linguaggi artistici come arti visive,

danza, teatro, musica, scrittura per promuovere espressione, crescita personale e cura.

Storicamente, nascono nel Novecento nei contesti psichiatrici anglosassoni (USA e Regno

Unito), dove l’arte veniva usata per comprendere e trattare i disturbi mentali, prima ancora

che come terapia strutturata. Le artiterapie si sviluppano nel secondo dopoguerra, quando si

nota che la creatività può servire come strumento di comunicazione, in particolare con

soggetti con difficoltà verbali. L’obiettivo

La matrice teorica è eclettica: psicodinamica, umanistica, sistemica. è favorire il

benessere attraverso mezzi non verbali, intuitivi, spesso corporei o simbolici.

163. Descrivere la musicoterapia e il linguaggio musicale

La musicoterapia è una disciplina che impiega la musica come strumento per migliorare il

benessere psichico, relazionale e fisico. Può essere:

• Attiva: il paziente produce suoni o musica (es. con strumenti, voce, corpo).

• Recettiva: il paziente ascolta musiche selezionate, elaborandole interiormente.

Il linguaggio musicale è universale, preverbale, profondamente emotivo. Comunica attraverso

ritmo, melodia, armonia e timbro, attivando aree cerebrali legate alla memoria, alle emozioni

e alla motricità. all’oncologia,

La musicoterapia è usata in molti contesti: dalla disabilità dalle dipendenze

all’autismo, per la sua capacità di stimolare, regolare e contenere.

164. Descrivere le artiterapie di tipo grafico

Le artiterapie grafiche comprendono:

• l’espressione

Arteterapia visiva: uso di disegno, pittura, collage per favorire non

verbale.

• Grafismo libero: segni, scarabocchi e simboli come veicolo di emozioni inconsce.

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• Mandala e disegni strutturati: tecniche che favoriscono rilassamento, centratura e

simbolizzazione.

Sono particolarmente efficaci per chi ha difficoltà a verbalizzare, poiché consentono di

proiettare contenuti interni in forme simboliche, facilitando la rielaborazione e il

contenimento emotivo.

165. Quali sono i principali approcci attuali alle artiterapie di tipo figurativo?

Tra i principali approcci:

• dell’inconscio d’accesso

Psicoanalitico: il disegno come espressione e via ai contenuti

rimossi.

• Umanistico-esperienziale: arte come mezzo di autorealizzazione e autoesplorazione.

• l’elaborato

Sistemico-relazionale: grafico come specchio delle dinamiche familiari e

relazionali.

• dell’attività

Neuroscientifico: attenzione agli effetti neurobiologici artistica (es.

rilascio di dopamina, attivazione del sistema limbico).

Tutti valorizzano il fare artistico come processo trasformativo e dialogico tra mondo interno e

realtà esterna.

166. Descrivere il Fotolinguaggio© nelle sue origini, le sue caratteristiche teoriche e

pratiche? nasce in Francia negli anni ’60, ideato da Didier

Il Fotolinguaggio© Anzieu e Guy Le

sull’uso

Bouëdec. Si basa di fotografie simboliche come mediatori nella comunicazione di

gruppo.

Teoricamente, richiama la psicoanalisi, il pensiero simbolico e il costruttivismo. Le immagini

stimolano proiezioni, associazioni e narrazioni.

Praticamente, si propone di:

• facilitare la parola e la condivisione in gruppo;

• stimolare riflessioni su temi complessi; 6

• dell’immagine.

favorire il contatto con sé attraverso la scelta

Il Fotolinguaggio© è molto usato in formazione, orientamento, counseling, arteterapia e

mediazione. sull’arte

167. Descrivere le posizioni di Bion

Wilfred Bion vede l’arte come forma di trasformazione dell’esperienza emotiva grezza

L’opera

(elementi beta) in pensiero rappresentabile (elementi alfa). artistica, secondo Bion,

svolge una funzione contenitiva: assorbe emozioni primitive e le restituisce in forma

simbolica e condivisibile.

l’arte dell’“ignoto” dell’“ineffabile”.

Per Bion, è uno strumento di elaborazione e La funzione

estetica è strettamente connessa a quella psicoanalitica: entrambe mirano a trasformare

l’esperienza psichica in pensiero.

168. Quali sono i principali argomenti teorici portati da Bruner relativamente alla

narrazione?

Jerome Bruner sostiene che la narrazione sia una forma fondamentale di conoscenza. I

suoi principali argomenti:

• l’esperienza

La mente umana organizza in forma narrativa (pensiero narrativo vs.

paradigmatico).

• Le storie creano significato e identità.

• Raccontare è un modo di dare senso alla realtà, soprattutto nei momenti critici.

• La narrazione ha una funzione culturale: trasmette valori, modelli e visioni del mondo.

Bruner ritiene che la narrazione sia un atto interpretativo e costruttivo, che consente

all’individuo di plasmare il proprio vissuto. l’arte?

169. Come si coniuga la teoria del Flow e

La teoria del Flow, elaborata da Mihály Csíkszentmihályi, descrive uno stato ottimale di

un’attività.

coscienza in cui la persona è completamente immersa in Questo stato si manifesta

quando vi è un perfetto equilibrio tra abilità personali e sfida proposta. L’arte, in tutte le sue

forme, è una delle esperienze più tipiche in cui si può sperimentare il Flow.

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Durante il processo creativo, l’individuo perde la percezione del tempo, si concentra

“fare”

totalmente sul artistico, e prova una sensazione di pienezza e autoefficacia. Questo ha

effetti positivi sulla salute mentale, la motivazione e il benessere. In ambito terapeutico,

attraverso l’arte può aiutare a uscire da stati depressivi o dissociativi,

favorire il Flow

promuovendo una maggiore connessione con il sé autentico.

l’interesse

170. Descrivere di molti autori per il disegno infantile

Il disegno infantile ha affascinato psicologi, pedagogisti e artisti, poiché rappresenta una

finestra privilegiata sulla mente del bambino. Autori come Luquet, Lowenfeld, Piaget, Freud e

Winnicott vi hanno riconosciuto un mezzo espressivo spontaneo, ricco di significati affettivi,

cognitivi e simbolici.

Luquet lo interpretava come una progressiva conquista del realismo, mentre Lowenfeld ne

all’immaginazione.

metteva in luce le fasi evolutive legate allo sviluppo psicomotorio e Piaget

lo collegava alla maturazione cognitiva. In ambito psicoanalitico, il disegno è considerato un

atto proiettivo attraverso cui emergono conflitti, desideri e angosce. Winnicott, infine, ne

esalta il valore transizionale, come spazio tra realtà interna ed esterna.

L’interesse scientifico per il disegno infantile risiede nel suo potenziale diagnostico, educativo

e terapeutico.

171. Si può parlare di arte infantile? Spiegare

Sì, si può parlare di arte infantile, ma a patto di adottare uno sguardo che valorizzi la

“arte minore”

specificità espressiva del bambino. Non si tratta di o di una fase imperfetta

dell’arte adulta, ma di un linguaggio a sé, con codici, simboli e intenzioni proprie.

L’arte infantile si caratterizza per spontaneità, simbolismo, e per un uso del colore e della

forma libero da convenzioni. Ha una funzione ludica, comunicativa ed esplorativa. Spesso,

ciò che guida il bambino non è la rappresentazione fedele del reale, ma l’espressione di un

vissuto emotivo o immaginativo.

È per questo che molti artisti del Novecento (Klee, Picasso, Dubuffet) hanno tratto ispirazione

da essa, riconoscendovi autenticità, immediatezza e potere evocativo.

dell’arte

172. Descrivere tutte le caratteristiche primitiva

L’arte primitiva, termine oggi considerato problematico (più corretto: arte delle culture

tradizionali o originarie), si riferisce alle espressioni artistiche di popoli non occidentali,

spesso non alfabetizzati. Le sue principali caratteristiche includono:

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• Funzione rituale e simbolica: arte al servizio del mito, della spiritualità e del legame

col sacro.

• Astrazione: le forme non mirano al realismo, ma alla rappresentazione simbolica.

• l’oggetto d’arte

Artigianato integrato: è spesso funzionale (maschere, strumenti,

totem).

• l’autore l’arte

Collettività: non è sempre riconosciuto; è espressione comunitaria.

• Ripetitività dei motivi: simmetrie, geometrie, simboli ricorrenti.

• Connessione con la natura: uso di materiali naturali e raffigurazioni di animali,

elementi cosmici, forze della natura.

un’arte

È profondamente connessa alla vita e al pensiero magico-religioso del gruppo.

173. Descrivere analogie e differenze tra arte primitiva e disegno infantile

l’arte

Analogamente, sia primitiva che il disegno infantile si caratterizzano per:

• uno stile simbolico e non naturalistico;

• l’uso di segni archetipici;

• la funzione espressiva più che estetica;

• l’inconscio l’immaginazione.

una forte connessione con e

Differiscono, però, nel contesto e nella finalità:

• l’arte primitiva è parte di un sistema culturale complesso e condiviso, legato a rituali e

cosmogonie;

• il disegno infantile è espressione soggettiva dello sviluppo psicologico individuale;

• l’arte primitiva è spesso codificata e tramandata; quella infantile è più libera e

variabile. dell’arte

Entrambe, però, rivelano una potenza comunicativa che trascende le regole

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occidentale accademica.

174. Cosa sono i neuroni specchio e come spiegano la percezione estetica?

scoperti da Rizzolatti e colleghi negli anni ’90, sono cellule cerebrali che

I neuroni specchio, un’azione,

si attivano sia quando compiamo sia quando osserviamo un altro compierla. Questi

neuroni ci permettono di “simulare” internamente ciò che vediamo, favorendo empatia e

comprensione intuitiva.

Nel contesto della percezione estetica, i neuroni specchio spiegano come possiamo sentire

“dentro noi”

di il movimento di una danza, il gesto di una pennellata, o la tensione emotiva di

Osservare un’opera d’arte attiva risposte corporee, emotive e cognitive

un volto scolpito.

simili a quelle vissute direttamente.

un’esperienza

Ciò rende la fruizione estetica incarnata, non puramente intellettuale,

contribuendo al piacere, al coinvolgimento e alla risonanza emozionale.

Cos’è

175. la neuroestetica?

La neuroestetica è una disciplina interdisciplinare che studia i processi cerebrali implicati

nella percezione dell’arte e della bellezza. Fondata da Semir Zeki negli anni ’90, cerca di

rispondere a domande come: Perché troviamo bello qualcosa? Cosa accade nel cervello

un’opera d’arte?

quando osserviamo

La neuroestetica indaga:

• le aree cerebrali coinvolte nella risposta estetica (es. corteccia orbitofrontale, sistema

limbico);

• l’effetto dell’arte su emozioni, memoria e attenzione;

• la relazione tra forme, simmetrie, colori e attivazione neurologica.

Questa disciplina unisce neuroscienze, psicologia cognitiva, estetica filosofica e teoria

dell’arte, – –

contribuendo a una comprensione più profonda e biologicamente fondata

dell’esperienza artistica.

Cos’è

176. il Flow?

Il Flow è uno stato psicologico descritto da Mihály Csíkszentmihályi in cui la persona è

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totalmente immersa e coinvolta in un’attività, sperimentando concentrazione, soddisfazione e

perdita della percezione del tempo. Il Flow si manifesta quando il livello di abilità del

dell’attività.

soggetto è bilanciato dalla difficoltà È associato a creatività, performance elevate

e benessere.

In ambito artistico, il Flow rappresenta una delle condizioni ideali per la creazione e la

dell’arte, l’individuo l’esperienza

fruizione in quanto facilita la connessione profonda tra e

estetica, portando a stati di ispirazione e coinvolgimento intenso.

177. Descrivere le caratteristiche dei visitatori dei musei

I visitatori dei musei non sono un gruppo omogeneo, ma presentano caratteristiche variegate

influenzano il modo in cui vivono l’esperienza museale. Possiamo individuare alcune

che

tipologie, secondo Falk:

• Esploratori: mossi dalla curiosità e dalla voglia di apprendere.

• l’esperienza

Facilitatori: accompagnano altri (bambini, studenti) e favoriscono altrui.

• Professionisti o esperti: visitano con uno scopo formativo o professionale.

• un’attività

Ricreativi: cercano svago e piacevole nel tempo libero.

• “ricaricanti”:

Spirituali o usano il museo come spazio di riflessione e rigenerazione

personale.

Queste motivazioni plasmano comportamenti, tempi di permanenza, modalità di fruizione e

interesse per contenuti interattivi.

178. Esperienza ottimale al museo

Un’esperienza un’interazione

museale ottimale si realizza quando il visitatore vive profonda e

significativa con le opere e gli spazi espositivi. Questa esperienza è favorita da:

• un buon equilibrio tra sfida cognitiva e comprensibilità dei contenuti (condizione di

Flow);

• ambienti stimolanti ma non sovraccarichi;

• possibilità di personalizzare il percorso;

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• tecnologie che arricchiscano la fruizione senza sostituirla;

• coinvolgimento emotivo e narrativo.

Un museo che favorisce l’esperienza ottimale è accogliente, accessibile, dialogico: stimola

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher esamiok13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dei linguaggi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Cardani Fiamma.
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