Set Domande
DIDATTICA DEGLI SPORT DI SQUADRA
SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
Docente: Ferrari Dafne
Set Domande: DIDATTICA DEGLI SPORT DI SQUADRA
SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
Docente: Ferrari Dafne
Lezione 002
01. La contrazione muscolare:
non prevede eventi in successione
è una serie meccanica di eventi
l'inizio non avviene tramite un impulso nervoso ma meccanico
avviene senza una metodologia particolare
02. I nervi motori:
forniscono informazioni sull'orientamento spaziale
non sono importanti per la contrazione
forniscono informazioni sul dolore
permettono che l'impulso raggiunga l'estremità della fibra muscolare
03. I nervi sensitivi:
non sono importanti per la contrazione
forniscono informazioni sul dolore e sull'orientamento spaziale
permettono che l'impulso raggiunga l'estremità della fibra muscolare
sono detti anche motoneuroni
04. Le fibre lente:
non possono sostenere una contrazione per un lungo periodo
possono sostenere una contrazione per un lungo periodo di tempo
l'espressione di forza non viene considerata
l'espressione di forza sarà di grande entità
05. Le fibre lente:
sono miste fra quelle rapide e fra quelle ossidativo-glicolitche
sono caratterizzate da una grande rete di capillari ed un alto contenuto di mioglobina
sono caratterizzate da una grande rete di capillari ed un basso contenuto di mioglobina
non sono caratterizzate da un'importante attività enzimatica
06. Le fibre veloci:
determinano una grande espressione di forza per molto tempo
non esprimono forza
determinano una grande espressione di forza per un tempo ridotto
determinano una bassa espressione di forza per poco tempo
07. Le fibre veloci:
sono caratterizzate da molti capillari
non sono presenti livelli di glicogeno
non vi è attività enzimatica
sono caratterizzate da pochi capillari © 2016 - 2020 Università Telematica eCampus - Data Stampa 04/06/2020 13:03:25 - 4/81
Il tessuto muscolare è formato da cellule specializzate che si contraggono, cioè si accorciano, in risposta a stimoli di natura
meccanica, elettrica, chimica o ad un impulso trasmessogli dal sistema nervoso, per poi tornare passivamente alla lunghezza
iniziale. Questo tessuto è formato da numerose cellule allungate e fusiformi, organizzate in fasci paralleli. Il tessuto muscolare
permette, oltre al movimento di singole parti, il movimento di tutto l'organismo, locomozione. Esso si presenta in diverse
08. La capacità di esprimere forza: tessuto muscolare scheletrico, cardiaco e
varietà dotate di caratteristiche strutturali e fisiologiche diverse, distinguendosi in:
liscio.
è determinat dalla sezione trasversa, dalla lunghezza e dal numero di fibre muscolari muscolare scheletrico
Il tessuto si trova nei muscoli attaccati alle ossa, è detto volontario e striato poichè è formato da fasci di
cellule muscolari polinucleate, denominate fibre muscolari, che appaiono allungate e striate.
non è determinata dalla lunghezza del muscolo Una membrana di tre strati di tessuto connettivo avvolge ciascun fascio di fibre e si allunga oltre il muscolo a formare dei
cordoni, detti tendini, per agganciare il muscolo all'osso. L'epimisio è costituito da tessuto connettivo denso irregolare e
è determinata solamente dalla superficie della szione trasversa delimita l'intero muscolo. Il perimisio circonda gruppi di fibre, detti fascicoli, contiene vasi e nervi ed è costituito da tessuto
connettivo lasso. L'endomisio circonda ciascuna fibra muscolare, connettendola alla fibre circostanti, è attraversato da capillari
è determinata solamente dal numero di fibre presenti sanguigni ed è costituito da tessuto connettivo lasso.
In realtà, quando un muscolo scheletrico si accorcia, sono le sue cellule che si accorciano, più precisamente si accorciano le
numerose unità contrattili che le compongono, denominate sarcomeri. Pertanto, la contrazione dell'intero muscolo è il
09. La forza: risultato complessivo dell'accorciamento dei singoli sarcomeri.
La membrana delle cellule muscolari si chiama sarcolemma, sulla superficie di ognuno di questi si trovano diverse
non è determinata da uno stimolo invaginazioni tubiformi denominati tubuli trasversi, i tubuli T, riempiti di liquido extracellulare, associati ad un reticolo
sarcoplasmatico che presenta cisterne terminali contenenti ingenti quantità di calcio, formando con i tubuli T, la triade.
Ogni cellula muscolare contiene numerose strutture lunghe e sottili, chiamate miofibrille. Ciascuna miofibrilla è suddivisa in
è la tensione che il muscolo può generare successivamente ad uno stimolo un gran numero di sarcomeri che si succedono l'un l'altro. Ogni sarcomero è compreso tra due linee Z, ed è formato da
numerosi filamenti proteici che si estendono da un'estremità all'altra. Certe differenze di spessore e di localizzazione dei
non è definito dal vincere una resistenza filamenti conferiscono al muscolo scheletrico (come a quello cardiaco) il caratteristico aspetto striato. Infatti alcuni filamenti
sono sottili mentre altri sono spessi.
non è definita come capacità di opporsi ad una resistenza filamento sottile
- Ogni è simile a due fili di perle attorcigliati, in cui le perle sono molecole di actina e si estendono da una
linea Z fino al centro del sarcomero. Quindi ogni filamento di actina è formato da due catene di actina fibrosa, F-actina e da
molecole di tropomiosina e troponina. Ogni catena di F-actina è un polimero di molte unità monomeriche globulari chiamate
10. I filamenti di actina e miosina: G-actina, che hanno tutte un sito di legame per la miosina durante la contrazione. La tropomiosina copre i siti di legame
dell'actina e la toponina è costituita da 3 subunità: una con alta affinità per la tropomiosina (troponina T), una con alta affinità
sono elementi contrattili per l'actina (troponina I) e una che si lega agli ioni calcio (troponina C). Insieme regolano l'interazione tra i siti di legame e la
miosina.
sono elementi in serie spesso
- Ogni filamento è formato da molecole di miosina disposte parallelamente, i filamenti di miosina sono sospesi sopra
quelli di actina, tenuti dalla titina e della linea M, e sono più corti del sarcomero. Un molecola di miosina è formata da due
sono elementi in parallelo estremità globulari, le teste, che sporgono dal filamento, costituite da 4 catene leggere, e due catene pesanti che si estendono
per tutta la lunghezza della coda. Le teste di miosina (1) possono legarsi ai siti di legame dell'actina creando dei ponti
non compongono l'apparato muscolo-scheletrico trasversali, (2) sono collegate alle code con un cardine potendosi piegare liberamente, (2) fungono da enzima necessario alla
scissione dell'ATP in ADP+Pi (fosfato inorganico) liberando quindi l'energia necessaria alla contrazione.
Inoltre, ogni sarcomero è costituito da bande scure A e bande chiare I. Quest'ultime divise a metà dalla linea Z. Ogni banda A
11. Descrivi il meccanismo della contrazione muscolare presenta una zona centrale più chiara, detta banda H, attraversata dalla linea M.
Per contrarre un muscolo abbiamo bisogno di energia e calcio. Per l'energia come abbiamo visto ci pensa la miosina. Per il
calcio abbiamo bisogno di un impulso che viene mandato nel momento in cui decidiamo di contrarre un muscolo.
Questo impulso viaggia attraverso gli assoni dei motoneuroni dal cervello e dal midollo spinale fino alla placca motrice,
12. Definisci le diverse espressioni della forza muscolare determinando l'innesco di potenziali d'azione. Quindi il potenziale d'azione arriva al terminale presinaptico determinando
l'apertura dei canali del calcio e facendo passare ioni calcio, che a loro volta determinano il rilascio dell'acetilcolina dalle
vescicole sinaptiche (ovviamente tanta quanta è l'intensità dell'impulso nervoso). L'acetilcolina passa nello spazio sinaptico,
13. Descrivi le diverse tipologie di fibre muscolari quindi tra le due membrane, per esocitosi, e si lega al recettore specifico sulla membrana postsinaptica della fibra muscolare.
Qui si aprono i canali per il sodio, facendolo passare e depolarizzando così la cellula post-sinaptica.e determinando un nuovo
potenziale d'azione. L'acetilcolina viene rilasciata dai canali, che si richiudono, e, degradata dall'enzima acetil-colinesterasi, la
colina ritorna con il sodio nel presinaptico riformando nuova acetilcolina riimpacchettata nelle vescicole e l'acido acetico
diffonde negli spazi intracellulari.
Quindi il potenziale d'azione si propaga nel sarcolemma della fibra muscolare, raggiungendo i tubuli T che lo portano fino alle
cisterne, determinando l'apertura di canali del calcio sulla membrana del reticolo, lasciando diffondere rapidamente il calcio
Esistono diverse tipologie di fibre muscolari: nel sarcoplasma che circonda le miofibrille.
fibre lente di Tipo I
Le possono sostenere una A questo punto il calcio va a legarsi con la troponina C sul filamento di actina, smascherando ed esponendo così i siti di
contrazione per un lungo periodo di tempo e legame sui filamenti di actina e permettendo alle molecole di miosina di legarsi ai siti esposti.
l’espressione della forza non potrà essere quindi di Durante la contrazione le teste di miosina scorrono lungo i filamenti di actina, flettendo verso la linea M, causando un
grande entità. Sono caratterizzate da una grande rete avvicinamento delle linee Z. Durante la fase di rilassamento scorrono nel senso opposto.
di capillari, possiedono quindi un elevato contenuto Se lo stimolo cessa gli ioni calcio vengono sequestrati dal reticolo sarcoplasmatico e la tropomiosina maschera nuovamente i
di mioglobina come anche una grande quantità di siti di interazione tra actina e miosina, determinando la fine della contrazione.
mitocondri ed un’importante attività enzimatica. muscolare cardiaco
Il tessuto è il tessuto contrattile che forma il cuore ed è detto striato e involontario. le membrane
Fibre di tipo IIa, che sono di tipo ossidativo- plasmatiche delle cellule (miocardiociti) adiacenti sono fuse tra loro in modo da permettere alle cellule di contrarsi assieme
glicolitiche che sono, come abbiamo detto come un tutto unico, un network, attraverso 3 tipi di dischi intercalari: pieghe interdigitanti, giunzioni meccaniche e giunzioni
precedentemente, intermedie fra quelle lente e quelle elettriche. L'onda di eccitazione ha inizio nel nodo senatoriale che produce un impulso nervoso che come una scossa elettrica
rapide e sono miste anche nella loro espressione di genera la contrazione, per questo suo automatismo è chiamato pacemaker. L'impulso che emette depolarizza il muscolo
forze cardiaco adiacente. Le onde si propagano attraverso gli atrii e arrivano al nodo atrioventricolare.
Fibre veloci di tipo IIb, che come abbiamo detto Quando la depolarizzazione dei due atrii è completata, lo stimolo si diffonde attraverso un tessuto specializzato alla
sono puramente glicolitiche, e permettono di conduzione, il fascio di His. Il fascio di His si biforca in due branche di destra e sinistra, dando origine alle fibre di Purkinje.
esprimere la forza in maniera superiore rispetto alle Queste si ripiegano in alto per diffondersi all’interno del miocardio ventricolare distribuendo l’eccitazione elettrica ai
fibre di tipo I ma per una durata di tempo molto miocardiociti dei ventricoli. In questo modo i ventricoli si contraggono e possono pompare il sangue.
breve. Sono caratterizzate quindi dal possedere tessuto muscolare liscio
Il è formato da cellule che si assottigliano a entrambe le estremità (miociti fusiformi), sono saldate da
un’elevata soglia di eccitabilità, con pochi capillari, giunzioni cellulari e sono tenute assieme da una guaina di tessuto connettivo.
mitocondri e mioglobina ed invece possiedono Il tessuto muscolare liscio non presenta le linee Z e si trova nelle pareti dei vasi sanguigni, dello stomaco e di altri organi
un’elevata quantità di glicogeno e permettono una interni, ed è detto involontario. Esistono due tipi di muscolatura liscia: monounitario e multiunitario. Il muscolo liscio
grande attività di enzimi glicolitici. monounitario è il più diffuso nel nostro organismo, in gran parte dei vasi sanguigni e a livello degli apparati digestivo,
La percentuale delle fibre muscolari attivate è respiratorio, urinario e riproduttivo, infatti è anche detto muscolo viscerale. Presenta dei rigonfiamenti formati dal passaggio
caratterizzata da un 45% dalle fibre lente, da un 40% attraverso i tessuti da parte del tessuto nervoso, chiamati varicosità, che rilasciano i neurotrasmettitori massivamente
dalle fibre veloci di tipo IIa, e per un 15% dalle fibre stimolando in maniera non selettiva le cellule adiacenti, che tra l’altro presentando varie gap junction, non presenti nel
veloci IIb. muscolo liscio multiunitario, Nel muscolo liscio multiunitario, nonostante sia innervato dal sistema nervoso autonomo, vi
sono presenti delle sinapsi formate dalle ramificazioni terminali di una fibra nervosa con i singoli miociti, costituendo varie
unità motorie capaci di generare contrazioni selettive, cosa non presente nel tessuto liscio monounitario.
E’ la tensione che il muscolo è capace di sviluppare quando, allo stato di riposo, viene eccitato da uno stimolo. E’ la capacità motoria dell’uomo che permette di vincere una resistenza o di opporvisi con un impegno tensivo
della muscolatura. La forza può essere espressa in diverse forme:
Assoluta(la
- massima espressione di forza che il muscolo può teoricamente esprimere indipendentemente dal peso del corpo oppure relativa, ossia in relazione al proprio peso corporeo)
Massima
- (può essere definita come la più grande capacità di forza che il sistema neuromuscolare riesce ad esprimere durante una contrazione. ) . Solitamente distinguiamo due tipi di forza massima, ovvero la forza
massima dinamica e la forza massima isometrica. Si definisce la forza massima dinamica quando l’espressione di forza è riferibile al sollevamento di un peso quindi quando è presente un movimento. Al contrario, si
definisce forza massima isometrica quando l’espressione di forza avviene contro un carico statico.)
- Resistente L’espressione di forza resistente si esplica come la capacità di resistere e quindi di opporsi alla fatica durante un movimento di forza e movimenti con diversa durata. E’ una capacità che non si riferisce
esclusivamente al muscolo ma anche a tutto l’organismo. Per la forza resistente è quindi necessario considerare lo stimolo che viene applicato, in termini di intensità, ovvero la percentuale della forza massima ed il numero
di ripetizioni eseguito e quindi il volume dello stimolo.
Veloce
- ovvero la tensione muscolare espressa in maniera intermedia fra quelle a velocità elevata e quelle a velocità ridotta; è la capacità del sistema neuromuscolare di superare resistenze con un'elevata velocità di
contrazione
Elastica si manifesta nella fase di stiramento della contrazione muscolare, accumulando l’energia potenziale elastica che verrà restituita nella fase di contrazione concentrica successiva alla fase eccentrica.
- Rapida
- definita come la capacità di vincere la resistenza con una contrazione molto veloce. distinguiamo diversi tipi di forza rapida ovvero la forza rapida esplosiva, la forza rapida esplosivo - elastica e la forza rapida
esplosivo - elastica - resistente. Si definisce forza rapida esplosiva quando lo spostamento o il sollevamento veloce inizia da una situazione di immobilità. Per quanto riguarda la forza esplosiva – elastica s’intende un
movimento che inizia con uno stiramento ed un accorciamento con movimenti articolari accentuati come ad esempio si può considerare come dei balzi oppure i salti in alto. Infine analizziamo la forza rapida esplosivo –
elastica – resistente che viene definita come azione pliometrica che quindi prevede movimenti articolari molto poco accentuati.
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SCIENZE DELLE ATTIVITA' MOTORIE E SPORTIVE
Docente: Ferrari Dafne
Lezione 003
01. Il metodo con contrazioni isometriche:
non è un lavoro diverso da quello della performance sportiva
non permettono un lavoro di coordinazione intermuscolare
viene utilizzato per un lungo periodo
permettono una coordinazione intermuscolare
02. Il power training:
focalizza l'attenzione sulla forza esplosiva
focalizza l'attenzione sulla forza veloce ed esplosiva
focalizza l'attenzione solamente sulla forza veloce
viene utilizzato solo con gli atleti di alto livello
03. L'allenamento della forza a carico naturale:
non permette di sviluppare le capacità coordinative
permette di migliorare le capacità coordinative, la rapidità e la velocità esecutiva
non permette disviluppare la velocità esecutiva
non permette di sviluppare la rapidità
04. Il carico di lavoro:
determina solo degli adattamenti funzionali
determina degli adattamenti sia strutturali che funzionali
determina solo degli adattamenti strutturali
non determina nessun tipo di adattamento
05. Un decremento della prestazione:
è determinato solamente da carichi standard
è determinato solamente da carichi troppo bassi
è determinato solamente da carichi troppo alti
è dato da un carico di lavoro standard, da carichi troppo alti o da carichi troppo bassi
06. Il metodo con contrazioni isocinetiche:
non prevedono l'uso di macchinari
non determinano l'aumento della massa muscolare
prevedono l'uso di macchinari
è un lavoro identico alla perforance muscolare sportiva
07. Le contrazioni sub-massimali ripetute:
non permette la coordinazione intermuscolare
non permette l'incremento della massa muscolare
permettono lo sviluppo della coordinazione intermuscolare
non sviluppa l
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