PROCEDURA CIVILE : Francesco Campione
Lezione 001
1. Le fonti del diritto processuale civile: Sono sia interne, sia esterne
all'ordinamento giuridico italiano.
Lezione 002
1. La funzione nomofilattica nell'ordinamento italiano: è esercitata dalla Corte di
cassazione.
Lezione 003
1. La tutela giurisdizionale dei diritti si esplica in: tutela di cognizione, tutela
esecutiva e tutela cautelare.
1. La tutela esecutiva si estrinseca: nella espropriazione forzata e nella esecuzione in
forma specifica per consegna o rilascio o per l'esecuzione di obblighi di fare o
disfare.
1. La tutela cautelare, di base, è: strumentale alle altre forme di tutela e
intrinsecamente provvisoria.
Lezione 004
1. L'azione di accertamento negativo: è ritenuta ammissibile, purché vi sia interesse
ad agire.
1. Le azioni costitutive: Sono consentite nei soli casi previsti dalla legge.
1. La nozione di azione costitutiva si ricollega: ai diritti potestativi.
Lezione 005
1. La sentenza di condanna generica: non consente l'esercizio dell'azione esecutiva
ma è titolo per l'iscrizione d'ipoteca giudiziale.
1. L'effetto consistente nella possibilità d'iscrivere ipoteca giudiziale è dato: dalle
sentenze di condanna.
1. La peculiarità dell'azione di condanna: risiede nella possibilità di agire in via
esecutiva.
Lezione 006
1. Gli elementi che costituiscono e individuano la domanda sono: soggetti, petitum e
causa petendi.
1. La distinzione tra diritti autodeterminati ed eterodeterminati si ricollega: alla causa
petendi.
1. La domanda giudiziale: può essere inserita, oltre che nell'atto introduttivo, anche
in altri atti del processo.
1. L'art. 112 c.p.c. sancisce: Il principio della corrispondenza tra chiesto e
pronunciato.
Lezione 007
1. In caso di processo da instaurarsi mediante atto di citazione: la pendenza della lite
si determina al momento della notificazione della citazione al convenuto.
1. Se il processo si estingue senza una decisione: rimane soltanto l'effetto
interruttivo istantaneo della prescrizione.
1. Nel corso del processo, la modificazione della domanda originaria: è ammissibile
purché la domanda modificata risulti comunque riconducibile alla medesima
vicenda storico-esistenziale dedotta in giudizio con la domanda originaria.
1. La perpetuatio iurisdictionis: è un effetto processuale della domanda giudiziale.
1. La proposizione della domanda giudiziale: interrompe e sospende la prescrizione
del diritto.
Lezione 008
1. Le c.d. eccezioni in senso lato: sono rilevabili d'ufficio dal giudice, ma anche
dalla parte.
1. Le eccezioni di rito: attengono alle condizioni dell'azione, ai presupposti
processuali o all'invalidità degli atti.
1. Una possibile attenuazione della regola sull'onere della prova è rappresentata: dal
principio di acquisizione probatoria.
1. L'art. 115 c.p.c.: pone a carico della parte costituita un onere di specifica
contestazione dei fatti allegati dalla controparte.
1. I fatti costitutivi del diritto devono essere provati: da colui che fa valere il diritto in
giudizio.
Lezione 009
1. Si hanno ipotesi di c.d. giurisdizione condizionata: nei casi in cui la legge prevede
una condizione di procedibilità della domanda.
1. Sono condizioni dell'azione: la legittimazione e l'interesse ad agire.
1. I presupposti processuali: sono questioni di rito che integrano le condizioni di
decidibilità della causa nel merito.
Lezione 010
1. I limiti che incontra la giurisdizione del giudice ordinario sono: nei confronti degli
altri pubblici poteri, nei confronti dei giudici stranieri e nei confronti dei giudici
speciali.
1. La giurisdizione: è un presupposto processuale relativo alla figura del giudice.
1. I conflitti di giurisdizione tra giudice e giudice speciale sono risolti: dalla Corte di
Cassazione.
Lezione 011
1. Dinanzi a quale giudice si propone il regolamento di giurisdizione? Alle Sezioni
Unite della Corte di Cassazione.
1. Per difetto relativo di giurisdizione s'intende: il difetto di giurisdizione del giudice
ordinario nei confronti dei giudici speciali.
1. Fino a quando è proponibile il regolamento di giurisdizione? Fino alla pronuncia in
primo grado di una qualsiasi sentenza, di rito o di merito.
Lezione 012
1. Il valore della causa, ai fini della competenza, di determina: dalla domanda.
Lezione 013
1. Nelle cause relative a diritti di obbligazione, ove il convenuto sia una persona fisica,
la competenza per territorio spetta: sia al giudice del luogo in cui il convenuto ha
la residenza, il domicilio o la dimora, sia al giudice del luogo in cui
l'obbligazione è sorta o deve essere eseguita.
1. L'eccezione di incompetenza deve essere proposta dal convenuto nella propria
comparsa di risposta tempestivamente depositata: a pena di decadenza.
1. La competenza per territorio: è derogabile dalle parti, salve le ipotesi tassative di
competenza territoriale inderogabile.
1. Per le cause in materia di locazione e comodato di immobili e di affitto di aziende, è
competente: il giudice del luogo dove è posto l'immobile o l'azienda.
1. Ai fini della competenza territoriale vanno distinti: il foro generale, il foro
facoltativo e il foro esclusivo.
Lezione 014
1. Il provvedimento che decide solo sulla competenza: è una ordinanza.
1. La proposizione del regolamento di competenza comporta: la sospensione del
processo.
1. Il regolamento di competenza: è un mezzo di impugnazione ordinario.
1. Il regolamento di competenza è deciso: dalla Corte di cassazione.
Lezione 015
1. La ricusazione: Determina la sospensione del processo.
1. Sull'istanza di ricusazione provvede: Il presidente del tribunale, se viene ricusato
un giudice di pace.
1. Quando è possibile proporre la ricusazione del giudice? Quando il giudice avrebbe
avuto l'obbligo di astenersi.
Lezione 016
1. L'intervento del pubblico ministero nel processo civile: è obbligatorio nelle cause
matrimoniali.
1. Quale tra le seguenti affermazioni non è corretta: l'ordinanza viene resa senza
contraddittorio tra le parti.
1. Il decreto necessita di motivazione? no, salvo i casi stabiliti dalla legge.
1. La sentenza non definitiva: si limita a risolvere una o più questioni, di rito o di
merito, senza porre fine al processo.
Lezione 017
1. Il difetto di legittimazione ad agire è rilevabile: in ogni stato e grado del processo.
1. L'azione surrogatoria: integra un'ipotesi di legittimazione straordinaria ad agire.
1. La carenza di interesse ad agire: è rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado
del processo.
Lezione 018
1. Come si determina la prevenzione? dalla data di notifica della citazione o del
deposito del ricorso.
1. Con quale provvedimento si dichiara la litispendenza? con ordinanza.
1. Quando si verifica la litispendenza ex art. 39, comma 1, c.p.c.? quando la stessa
causa è proposta davanti a uffici giudiziari diversi.
1. Il contrasto di giudicati: può essere teorico o pratico.
1. L'esistenza di un giudicato esterno: è, al pari di quella del giudicato interno,
rilevabile anche d'ufficio.
Lezione 019
1. Quando si determina la continenza? quando due cause hanno oggetto
parzialmente diverso.
1. La connessione per accessorietà: è una forma di connessione oggettiva propria
qualificata.
1. La connessione meramente soggettiva si verifica: in caso di proposizione tra le
stesse parti di più domande non oggettivamente connesse.
1. La continenza c.d. quantitativa tra cause: corrisponde a una litispendenza parziale
tra cause.
Lezione 020
1. Se la sentenza già passata in giudicato concerne il diritto pregiudiziale, nel secondo
processo, avente ad oggetto il diritto dipendente: le parti e il giudice sono vincolati
a ciò che è stato deciso nel primo processo.
1. Secondo la prevalente giurisprudenza, in caso di concorso di norme, qualora si formi
il giudicato sulla base di una fattispecie: è esclusa la riproponibilità della domanda
per la diversa fattispecie.
1. In caso di rapporto di identità tra l'oggetto di una sentenza passata in giudicato e
l'oggetto di un succesivo processo: l'esistenza della precedente sentenza integra
un presupposto processuale negativo.
Lezione 021
1. Nel rito ordinario, in merito ai cronologici del giudicato, si considera fatto
sopravvenuto: quello che si è verificato successivamente all’udienza di
rimessione della causa in decisione.
1. Il giudicato copre: Il dedotto e il deducibile.
1. L’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato: ad ogni
effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa.
Lezione 022
1. Il difetto relativo alla capacità processuale: è rilevabile anche d’ufficio in ogni
stato e grado del processo ed è sanabile.
1. La capacità processuale è: un presupposto processuale che concerne le parti.
Lezione 023
1. I termini ordinatori: possono essere abbreviati o prorogati dal giudice prima della
scadenza.
1. I termini perentori sono stabiliti: a pena di decadenza.
Lezione 024
1. Se la sentenza difetta della sottoscrizione del giudice: non è necessario che sia
impugnata mediante i mezzi d'impugnazione, posto che il vizio può essere fatto
valere fuori dal processo in cui la sentenza è stata emessa.
1. Di regola la nullità formale di un atto: è rilevabile solo ad istanza di parte.
Lezione 025
1. La funzione del litisconsorzio facoltativo: è di economia processuale e di
armonizzazione delle decisioni.
1. Nel litisconsorzio facoltativo: è possibile la separazione delle cause cumulate.
1. Se il litisconsorzio è attivo: la pluralità di parti riguarda chi ha proposto la
domanda.
1. Il litisconsorzio facoltativo proprio: presuppone una connessione oggettiva
propria.
Lezione 026
1. Se l’attore chiede la costituzione di una servitù su un fondo in comproprietà e non
chiama in giudizio tutti i comproprietari: la servitù non può essere costituita.
(Essendo un'ipotesi di litisconsorzio necessario, la mancata integrazione del
contraddittorio rende impossibile accogliere la domanda).
1. Il litisconsorzio necessario per motivi di opportunità: è previsto in casi tassativi.
1. Il vizio derivante dalla violazione del litisconsorzio necessario: è rilevabile anche di
ufficio in ogni stato e grado del processo ed è sanabile.
Lezione 027
1. L'intervento adesivo dipendente: è non innovativo.
1. Con il c.d. intervento adesivo autonomo, il terzo: propone domanda contro taluna
delle parti e assume una posizione compatibile, invece, con quella di altra parte.
1. Il terzo creditore, onde evitare il rischio che l'esito del processo, nel quale è
coinvolto il suo debitore, determini un pregiudizio patrimoniale per quest'ultimo, può
intervenire in tale processo: in via adesiva dipendente.
Lezione 028
1. In caso di chiamata del terzo in garanzia, qualora si tratti di garanzia semplice:
vengono in rilievo essenzialmente le ipotesi di regresso.
1. In caso di chiamata in causa innovativa: una delle parti propone una vera e
propria domanda che ha ad oggetto il rapporto giuridico con il terzo chiamato.
1. La chiamata in causa di un terzo: può provenire da qualunque parte (attore,
convenuto, o anche lo stesso terzo chiamato).
Lezione 029
1. Il terzo che interviene in via principale ad excludendum: può compiere tutti gli atti
processuali a tutela della propria situazione sostanziale.
1. In caso di chiamata del terzo per ordine del giudice: se nessuna delle parti
provvede alla citazione del terzo, il giudice istruttore dispone con ordinanza non
impugnabile la cancellazione della causa dal ruolo.
1. In caso di intervento del terzo per ordine del giudice: il terzo partecipa al processo
in via adesiva, cioè non innovativa.
Lezione 030
1. Si intende per estromissione: la perdita della qualità di parte in senso
processuale.
1. L'estromissione del garantito: realizza un'ipotesi di sostituzione processuale che
non comporta litisconsorzio necessario.
Lezione 031
1. L'articolo 110 c.p.c., in tema di successione a titolo universale, parla di morte o "altra
causa". Questa ultima espressione fa riferimento: a fenomeni attinenti a figure
diverse dalle persone fisiche (es. fusione o estinzione di società).
1. La c.d. confusione processuale concerne: i casi in cui il successore universale, che
dovrebbe subentrare, è la controparte di chi è venuto meno.
1. In caso di successione nel processo ex art. 110 c.p.c., quando vi è una pluralità di
successori universali: si ha litisconsorzio necessario fra i più successori
universali.
Lezione 032
1. La sentenza ha effetto nei confronti del successore a titolo particolare nel caso in cui
questi non sia chiamato a partecipare al processo? sì (l'art. 111 c.p.c. estende gli
effetti della sentenza anche al successore).
1. Se il successore a titolo particolare interviene nel processo e ne diviene parte: il
dante causa può essere estromesso.
1. Il successore a titolo particolare può impugnare la sentenza emessa nel processo tra il
suo dante causa e l'altra parte? sì, con i mezzi d’impugnazione ordinari, pure
qualora non sia intervenuto e non abbia assunto la qualità di parte.
1. Per successione nel diritto controverso, s'intende: il trasferimento, avvenuto nel
corso del processo e a titolo particolare, del diritto oggetto della causa.
Lezione 033
1. Quando il tribunale decide in composizione collegiale: il collegio è composto da tre
giudici, di cui uno è il giudice che ha preparato e istruito la causa.
1. Con il processo ordinario di cognizione viene impartita: la tutela dichiarativa.
1. Il rito ordinario di cognizione è interscambiabile con: il rito semplificato di
cognizione.
Lezione 034
1. L'atto di citazione: è l'atto introduttivo del processo ordinario, che contiene la
domanda giudiziale.
1. Nel contenuto della citazione, dal punto di vista funzionale, è possibile rintracciare:
due profili, la c.d. editio actionis e la c.d. vocatio in ius.
1. La c.d. editio actionis: attiene all'individuazione dell’oggetto del processo.
Lezione 035
1. Rientra tra le attività che il convenuto deve compiere a pena di decadenza con la
comparsa di risposta tempestivamente depositata: la proposizione di una domanda
riconvenzionale.
1. Per evitare d'incappare nelle decadenze previste dall'art. 167 c.p.c., il convenuto deve
depositare la comparsa di risposta: almeno settanta giorni prima dell'udienza di
comparizione (termine introdotto dalla Riforma Cartabia).
1. La comparsa di risposta: può contenere anche la vocatio in ius (ad esempio se il
convenuto chiama in causa un terzo).
Lezione 036
1. La mancata indicazione nell’atto di citazione della data dell’udienza: comporta
nullità della citazione sotto il profilo della vocatio in ius.
1. I vizi della citazione relativi alla vocatio in ius possono essere sanati: attraverso la
costituzione spontanea del convenuto.
1. Se l'attore rinnova la citazione, sanando un vizio attinente alla vocatio in ius: la
sanatoria ha efficacia ex tunc, ossia retroattiva.
1. L'eventuale nullità della domanda riconvenzionale: attiene alla editio actionis.
Lezione 037
1. Il giudice deve effettuare le verifiche preliminari ex art. 171-bis c.p.c.: nel termine
(ordinatorio) di quindici giorni successivi alla scadenza del termine di
costituzione del convenuto.
1. Quale tra i seguenti non rientra tra i provvedimenti che il giudice può pronunciare in
seguito al
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