VII.
scheggiatura, scultura, avulsione dei denti;
Perforazione e inserimento nel corpo di oggetti esterni. Piattelli labiali,
VIII.
perforazione del lobo e del setto nasale, piercing;
Penetrazione sottocutanea di sostanze coloranti ed elaborazione di disegni (tatuaggi);
IX.
Tagli profondi, inserimento di sostanze, cicatrici che riproducono disegni. Scarificazioni;
X. Chirurgia genitale. Modifiche chirurgiche di organi genitali maschili e femminili.
XI.
Circoncisione, subincisione, intracisione vaginale, escissione della clitoride, infibulazione;
Chirurgia estetica moderna;
XII. Tipi di alimentazione e diete;
XIII. Trattamento del cadavere.
XIV.
Habitus→ (Mauss) natura sociale dell’acquisizione delle competenze corporee di natura
pratica, l’idea che esistano pratiche culturali eseguite in maniera variabile a seconda dei
contesti.
Pierre Bourdieu cerca di comprendere il motivo per cui l’uso culturalmente condizionato del
corpo avviene secondo modalità stabili del tempo ma comunque possibili di cambiamento.
Secondo lui il modo in cui agiamo nel mondo è il prodotto dell’ inconsapevole assimilazione
di una conoscenza corporea che ci indirizza verso un certo modo di operare, senza per
questo determinarci completamente. Egli vuole comprendere il modo in cui si generano le
pratiche (modulo operandi) dei soggetti del mondo.
Bourdieu concepisce gli habitus come sistemi di disposizioni durature prodotti dalle strutture
oggettive: serie di disposizioni che l’individuo acquisisce capaci di disporlo a reagire in certi
modi. Lui li definisce “struttura strutturata predisposta ad agire come struttura strutturante”:
le strutture oggettive in cui si trova a vivere ilo soggetto danno forma ad Habitus condivisi
capaci di predisporre l’aggressione in modi culturalmente variabili che non risultano essere
del tutto vincolanti.
Il mutamento degli habitus è al centro dei conflitti generazionali, poichè può avvenire in
seguito a variazioni incorse nelle strutture oggettive che hanno dato loro forma.
Secondo Bourdieu l’educazione primaria riveste un ruolo centrale dal momento che tratta il
corpo come un promemoria permette do così un’incorporazione della cultura.
“La distinzione” (1979)
Il gusto non è da considerare come l’esito esclusivo di preferenze soggettive, ma è invece
correlato alla posizione che ogni individuo occupa nella società, è quindi una pratica
culturale che definisce una propensione o attitudine ad appropriarsi di una determinata
classe di oggetti o di pratiche che sono all’origine di un certo stile di vita.
Nelle società capitalistiche la quotidianità si presenta strutturata come una lotta sostenuta dalle
classi superiori per distinguersi dalle altre, per cui il possesso e l’utilizzo di specifici oggetti
diventa una vera e propria “arma sociale” che permette di essere riconosciuti come membri
di un particolare gruppo.
Malattia
L’antropologia medica è una scienza critica, sperimentale dialogica, che produce ricerche
etnografiche ed elaborò riflessioni teoriche specifiche sui modi in cui il corpo, la salute e la
malattia sono definiti, costruiti, negoziati e vissuti in un continuo processo dinamico,
osservabile e la trasformazione storica con una metodologia comparativa attenta alla
variabilità dei contesti culturali, sociali e politici.
Disease, malattia come entità nosologica identificata dalla biomedicina,
● trasformazione fisicamente evidente della struttura o della funzionalità del corpo,cioè
l’allontanamento da uno stato di normalità, che viene fatto discendere da cause
specifiche
Illness, l’esperienza soggettiva di sofferenza, il significato che gli individui
● attribuiscono a questa esperienza, che non sempre coincide a quelli della
scienza medica
Sickness, ruolo sociale dell’ ammalato, alle conseguenze sul piano del
● comportamento e della reazione interpersonale del riconoscimento pubblico di
un soggetto come colpito da una malattia
Secondo una prospettiva biomedica, queste tre accezioni dovrebbero coincidere: un
paziente che avverte un disturbo (illness) viene diagnosticato da uno specialista per il suo
malanno (disease), con le conseguenti prescrizioni terapeutiche che possono cambiare lo
status sociale del soggetto, che diventa infatti “malato” e può dover prendersi giorni di
riposo, rinunciare al lavoro o al suo ruolo interno alla famiglia (sickness).
Sindromi culturalmente condizionate= (CBS-culture-bound syndromes) malattie che sono
riconosciute e diffuse in una specifica area socio-culturale, che presentano sintomi e segni
precisi attribuiti a case particolari e legati a forme di diagnosi e terapia tradizionali.
Susto, America Latina, disturbi nervosi, ansia e insonnia, oltre a varie forme di stress
- fisico. Le persone colpite dal susto ne legano l’origine a eventi traumatici, come un
grave incidente o lutto, si è però visto che queste persone vivono una situazione di
marginalità sociale
Anoressia nervosa, bulimia, classici esempi di sindrome culturale, sembrano colpire
- soprattutto le adolescenti della classe media e bianca dei paesi occidentali.
L’inefficacia di molte terapie psichiatriche siano da attribuire alla necessità di
individuare le cause nelle pressioni sociali subite da queste ragazze nel loro contesto
di appartenenza, che hanno il potere di costruire una malattia prima sociale e poi
fisica.
Ernesto de Martino, “la terra del rimorso”
Il tarantismo è un istituto culturale diffuso tra i ceti contadini del Salento, e
documentato fin dal Medioevo. Consiste in un disturbo psichico che si ritiene causato dal
morso di un ragno, la taranta o tarantola, appunto, che viene curato attraverso un rito
esorcistico di carattere coreutico-musicale. Il simbolo della taranta, afferma De Martino,
funziona come orizzonte mitico-rituale di evocazione, di configurazione, di deflusso e di
risoluzione dei conflitti psichici irrisoluti che «rimordono» nelle oscurità dell’inconscio.
Illness narratives= forme di narrazione dell’esperienza traumatica elaborate da Arturo
Kleinman e da Bayron JosephGood, approccio metodologico incentrato sul dialogo con i
pazienti. Attraverso le narrazioni diviene possibile cogliere la dimensione soggettiva del
malessere e rende possibile inserire la malattia all’interno di una trama di significato che
permette alla propria biografia di avere un senso nel contesto socioculturale di riferimento.
Il dono→ forme di scambio in cui sembrano venire meno i due principi fondamentali della
vita economica moderna, la ricerca dell’utile e la legge dell’ equivalenza del valore.
Ciò che spinge gli esseri umani a scambiarsi beni secondo scienze economiche di
impostazione neoclassica o marxista è:
L’uso utilitarista, lo scambio è motivato dalla ricerca del maggior utile possibile
● persè o per il proprio gruppo
Le forme dello scambio e l’economia in generale possono essere descritte attraverso
● dei modelli formalizzati di validità universale che sono applicabili in ogni contesto e
in grado anche di dare conto dei mutamenti storici
“Saggio sul dono” Marcel Mauss (1924)→ focus sulle varie forme di scambio di beni di
prestigio: prestazioni sociali totali che egli rintraccia all'interno di quelle società ai tempi ancora
definite come arcaiche.
Tratti comuni delle istituzioni culturali:
forme di scambio non legate a una logica di mercato o baratto, no equivalenza del
- valore
no accordi di tipo contrattuale, tradizioni che regolano gli scambi in
- un'atmosfera al tempo stesso di libertà ed obbligo (dare, ricevere, ricambiare)
prestazioni di tipo agonistico, le parti in gioco gareggiano per dare e non per ottenere di
- più
pratiche economiche economiche, nelle quali si intrecciano le dimensioni
- giuridica, politica, religiosa e morale
Kula= (Malinowski, isole Trobriand) arcipelago di scambi di oggetti preziosi che implica
lunghe e impegnative navigazioni, ognuno di questi oggetti è noto per la propria storia e porta
con sé il ricordo delle persone importanti che l'hanno posseduto .
Potlach= (Franz Boas, indiani Kwakiutl) cerimonie rituali in cui le famiglie più ricche
distribuiscono E talvolta distruggono grandi quantità di beni di prestigio.
Tonga= (Maori della Nuova Zelanda) Oggetti cerimoniali che vengono scambiati, sono
riempiti da un'essenza spirituale che obbliga colui che ha ricevuto il dono a ricambiare,
Hau
appena la sua distruzione: Lo spirito della cosa Donata, che vuole ad ogni costo tornare
Da dove è partito incarnandosi nel controdono.
In queste comunità lo scambio di beni era posto non al servizio di un guadagno economico
ma della costruzione di relazioni sociali.
Beni inalienabili (Annette Weiner e Maurice Godelier)
Classe di oggetti che non possono circolare, né in quanto merci né in quanto doni, beni
trattenuti all'interno del gruppo sociale di cui rappresentano l'identità e la continuità nel
tempo.
Weiner definisce una densità che molti oggetti mantengono, che ne smorza e rallenta le
possibilità di circolazione, rendendoli significativi per i gruppi o per gli individui al di là del
loro valore commerciale.
Daniel Miller “lo shopping”, l'autore osserva diverse donne intente nel gesto di fare la spesa
per la propria famiglia, Secondo lui questo gesto di consumo legato esclusivamente allo
scambio di denaro per beni, cela in realtà una forte ragione di costruzione delle relazioni,
mostrando una natura morale delle pratiche di consumo.
Mostra come la tensione al risparmio non sia legato solo all'utilità ma anche alla
volontà di dimostrare una competenza fondamentale per chi gestisce la famiglia.
Il tema del dono ci informa di come il modo in cui gli esseri umani scambiano oggetti e
strettamente legato alla costruzione delle loro relazioni e ci permette di reimmaginare i
termini in cui osservare queste relazioni, anche quando si contraddistinguono per dislivelli
di potere. Modulo 8
François Héritiere sostiene che l'osservazione della differenza tra i sessi e del differente ruolo
che giocano nella riproduzione, costituisce la base del pensiero umano. Questa differenza è
anzi “il limite ultimo del pensiero, perché su di esso si fonda un'opposizione concettuale
essenziale, quella che oppone l'identico al differente”.
Egli propone una chiave di lettura che si fonda sull'idea che esista un’incontrovertibile base
biologica su cui si innesta questo pensiero della differenza che è necessariamente umano.
Margaret Mead
“Sesso e temperamento” (1935), indaga come t
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