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Tesina sulla concettualizzazione della scrittura nei bambini Appunti scolastici Premium

Tesina svolta per il laboratorio dell'esame Psicologia dell'istruzione, della professoressa Franca Rossi. La tesina si basa sull'analisi delle scritture di bambini (personalmente raccolte in una scuola dell'infanzia) sulla base delle nozioni ricevute durante il corso sulla teoria della concettualizzazione della scrittura di Ferreiro e Teberosky.

Esame di Psicologia dell'istruzione docente Prof. F. Rossi

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INDICE

Riferimenti teorici……………………………………………………………………………… p. 2

Informazioni sulla prova utilizzata e i soggetti intervistati…………………………………….. p. 4

Prodotto dell’osservazione……………………………………………………………………... p. 5

Scheda riassuntiva dei livelli di concettualizzazione…………………………………………... p. 10

Conclusioni…………………………………………………………………………………….. p. 10

Bibliografia e Sitografia………………………………………………………………………... p. 11

Riferimenti teorici 2

Sin dalla nascita, l’ambiente con cui il bambino interagisce è ricco di oggetti che riportano delle

scritte. Attraverso esperienze spontanee, indipendenti dall’apprendimento formale, il bambino

elabora una sorta di teoria linguistica, caratterizzata da un insieme di idee e regole sulla lingua orale

e scritta, che può essere scoperta tramite l’analisi delle scritture spontanee e delle ipotesi di lettura.

Per scrittura spontanea si intende la scrittura non guidata o influenzata da alcun tipo di

segmentazione sillabica o alfabetica, da parte di chi detta, che possa orientare l’attività del bambino.

In passato i segni prodotti dai bambini prima dell’ingresso a scuola erano visti come scarabocchi o

tentativi di imitazione inadeguati rispetto al sistema di scrittura convenzionale.

È stato solo con gli studi di Emilia Ferreiro e Ana Teberosky, intorno al 1979, che si è iniziato a

prendere in considerazione il graduale percorso di concettualizzazione della scrittura, che i bambini

compiono spontaneamente secondo tempi e modalità propri.

Le due studiose, intervistando bambini piccoli, dai 3 ai 6 anni, provenienti per la maggior parte da

ambienti sociali svantaggiati in cui i contatti con scrittura e lettura fossero minimi, hanno elaborato

un modello teorico della psicogenesi della lingua scritta, nel quale sono evidenziati elementi

costanti e aspetti ricorrenti del processo di concettualizzazione. Secondo tale modello si possono

individuare tre periodi fondamentali che partono da una situazione iniziale in cui i bambini non

distinguono il disegno dal non-disegno.

Il primo periodo è caratterizzato appunto dalla ricerca dei criteri distintivi tra marche grafiche

figurative e non-figurative. Le scritte prodotte non rispettano alcuna regola di quantità di segni, che

potrebbe essere suggerita al bambino dalla lunghezza dell’emissione sonora, tanto che spesso la

scritta si arresta solo alla fine del foglio.

Il secondo periodo ha inizio con la ricerca di condizioni formali di leggibilità, tra cui le principali

sono la regola della quantità minima, ovvero è ritenuto necessario che una parola per essere scritta e

letta debba essere composta da almeno tre lettere; e la regola della variazione interna, dovuta

all’esigenza di una differenza oggettiva tra scritte che indicano cose diverse.

Le “lettere” consistono ancora in grafemi non iconici, che possono comprendere lettere vere e

proprie, cifre, simboli e pseudo-lettere. Ciò nonostante, dato che il patrimonio di segni a

disposizione resta comunque limitato, si assiste ad un interessante lavoro di combinazione e

variazione dell’ordine di sequenza. Il significato delle scritte è dato dalla vicinanza agli oggetti ai

quali si riferiscono.

Il terzo periodo si caratterizza per lo sviluppo del processo di fonetizzazione della scrittura, nel

quale si possono identificare diversi livelli.

Il livello iniziale è quello sillabico, in cui ogni segno rappresenta una parte dell’emissione sonora,

approssimativamente una sillaba. Persiste ancora la regola della quantità minima, che appare

3

evidente nella scrittura del monosillabo, il quale richiederebbe l’uso di un solo segno, condizione

che invece non può essere accettata.

Un importante progresso è rappresentato dalla comparsa di grafemi con valore sonoro stabile, che si

può inoltre accompagnare all’uso di lettere che risultano anche convenzionalmente corrette. Rimane

tuttavia il problema che la soluzione sillabica non funziona per le scritte prodotte dagli adulti e

inoltre alcuni bambini, al momento della rilettura delle proprie scritte, compiono una sorta di

controllo e correggono aggiungendo o togliendo alcuni segni.

Questo costante controllo, e il conflitto che ne scaturisce, spinge i bambini ad abbandonare

progressivamente l’ipotesi sillabica.

Il passo successivo viene definito livello sillabico-alfabetico ed ha inizio con lo sforzo di introdurre

un sistema di scrittura più efficace aggiungendo le lettere che mancano. Continua inoltre

l’acquisizione del valore sonoro convenzionale di alcune lettere.

Il livello alfabetico infine chiude il processo di fonetizzazione, in quanto i bambini arrivano a

scrivere un segno per ogni suono che leggono.

Una volta compiuto l’intero percorso di elaborazione delle regole di costruzione di una parola,

rimangono solo da imparare le lettere dell’alfabeto, un lavoro che risulta però molto più facile di

quello precedentemente compiuto.

Altri problemi che devono essere risolti sono rappresentati dagli aspetti ortografici, grammaticali e

infine sintattici. Per fare un esempio si può prendere in considerazione il plurale, inizialmente

affrontato da molti bambini attraverso la ripetizione della stringa usata nel singolare per il numero

di cose da rappresentare.

Per quanto riguarda l’analisi le scritture dei bambini possono essere analizzate sulla base di due

parametri principali:

parametro costruttivo, che consiste nella valutazione del tipo e della quantità di segni usati

- dal bambino e nella verifica che il bambino dia il valore sonoro convenzionale alle lettere

scritte

parametro esecutivo, che si basa sulla valutazione della direzione della scrittura (da sinistra a

- destra e dall’alto in basso, o viceversa), dell’orientamento delle lettere nello spazio,

dell’occupazione dello spazio sul foglio e del tipo di carattere utilizzato

Informazioni sulla prova utilizzata e i soggetti intervistati

2

Al fine di osservare il livello di concettualizzazione della scrittura che i bambini raggiungono

spontaneamente, attraverso la propria esperienza quotidiana, prima dell’intervento dell’istruzione

formale fornita dalla scuola elementare, sono stati intervistati cinque bambini frequentanti la scuola

dell’infanzia. Sono stati messi a loro disposizione alcuni fogli bianchi e dei pennarelli colorati ed è

stato chiesto loro di scrivere e poi rileggere alcune parole:

5 sostantivi di lunghezza diversa: 2 bisillabi (mela, perla), 2 trisillabi (farfalla, tavolo),

- 2 quadrisillabi (caramella, giocattolo), 1 pentasillabo (televisione), 1 monosillabo (re)

1 coppia singolare-plurale (gatto-gatti)

- 1 frase (Il gelato al cioccolato è buonissimo)

-

I bambini che mi sono stati indicati dalla maestra avevano dai 5 ai 6 anni, ed avevano quindi già

avuto un primo approccio con alcune lettere dell’alfabeto.

Ho spiegato ad ogni bambino singolarmente in cosa consisteva l’attività e l’ho rassicurato riguardo

l’eventualità in cui non sapesse scrivere bene qualche parola.

Prima di iniziare a scrivere le parole, per mettere i bambini a proprio agio, ho chiesto loro di

scrivere il proprio nome, una richiesta che in genere i bambini riescono ad affrontare senza

problemi. Durante la prova ho preso appunti riguardo eventuali commenti, richieste, dubbi,

obiezioni, correzioni e sul modo di leggere le parole scritte, dei bambini.

Per quanto riguarda il setting in cui si è svolta l’osservazione, è stata messa a mia disposizione

un’aula momentaneamente vuota, in modo che il bambino non venisse distratto dai compagni o

dalla maestra.

Prodotto dell’osservazione 5

La prima bambina osservata è Carlotta, 5 anni e 4 mesi.

Allegato 1

2

C., appena ascoltata la descrizione dell’attività, mi dice che fa la stessa cosa a casa con la mamma.

Al momento di scrivere la prima parola mi dice però che la mamma le indica dove vanno

posizionate le lettere perché lei non sa metterle in ordine. La rassicuro e iniziamo l’attività.

La bambina pensa a lungo e si ripete la parola più volte a bassa voce, cercando di individuare le

lettere da scrivere. Dopo ogni lettera che scrive mi chiede conferma. Si accorge di aver sbagliato

l’iniziale alla prima e all’ultima parola e mi chiede se può correggere. Insiste nel farmi notare che in

ogni parola che le chiedo di scrivere c’è la lettera A (anche se non è così, lei la introduce in ogni

parola). Alla richiesta di leggere la parola scritta, indicando bene con il dito, legge correttamente

lettera per lettera, tranne qualche rara occasione in cui fa corrispondere una lettera ad una sillaba, e

dice poi la parola per intero. Ad esempio per quanto riguarda la parola “perla”, legge come ha

scritto A-E-A, e aggiunge “Si legge perla”. Si può notare la presenza della regola della quantità

minima: al momento di scrivere la parola “re” scrive correttamente R-E poi ci pensa un po’ su e

afferma “ci vuole anche la A!”, aggiungendo la terza lettera. Il carattere usato è lo stampatello

maiuscolo, l’orientamento della scrittura è da sinistra verso destra e l’orientamento nel foglio

rispetta le regole convenzionali (lato sinistro, in ordine dall’alto verso il basso).

Nonostante conosca le lettere dell’alfabeto C. si trova ancora al livello presillabico.

La seconda bambina osservata è Alice, 6 anni. 7 Allegato 2

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16

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia dello sviluppo, dell'educazione e del benessere
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher juliainside di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'istruzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Rossi Franca.

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