Gabriele D'Annunzio
D'Annunzio visse una vita da esteta, votata alla ricerca di esperienze mondane e galanti, che la rendessero una vera e propria opera d'arte. Frequentava gli ambienti più vari, assunse un ruolo politico e militare che lo rese un poeta-vate. In un periodo in cui l'azione degli organi di informazione non era ancora capillare, pubblicizzando la sua vita per mezzo delle sue opere, e creando il mito di una vita inimitabile non retta da altri valori se non dal culto della bellezza e dall'affermazione dell'Io, realizzò i sogni di un ampio strato sociale che lo prese come esempio e idolo.
Produzione letteraria
La produzione di D'Annunzio si pone in un clima tardo-romantico decadente che egli esprime al meglio e diffonde in Italia più di chiunque altro. La nuova sensibilità esasperante dell'uomo di questo periodo dà vita a un nuovo personaggio femminile, un'eroina che si nutre dell'uomo, del suo amore e del suo corpo... la donna. In D'Annunzio c'è un continuo sfilare di donne fatali "sintetiche", cioè sintesi dell'esperienza sensuale di tutte le epoche. D'Annunzio prende dal decadentismo europeo il tema della superiorità femminile e lo fa suo; l'uomo è debole, fragile, sottomesso alla donna lussuriosa, perversa, crudele e che esercita su di lui un potere al quale non può sfuggire e che lo porta inevitabilmente alla follia o alla distruzione! La donna è Nemica, la figura forte, che come un antagonista si oppone all'uomo fragile.
Da "Il piacere": Andrea Sperelli
Trama: Il protagonista dell’opera è Andrea Sperelli. Egli è un esteta che vive la propria vita come fosse un’opera d’arte, un individuo che riesce ad elevarsi al di sopra delle masse per vivere una vita eccezionale e proprio per questo non si sente legato neppure ai vincoli morali e sociali che uniscono invece le persone comuni. In questo romanzo Andrea ha per amante Elena Muti, una bellissima donna, da cui è attratto per la sua sensualità straordinaria. Ma la Muti lo abbandona per sposare un altro uomo che con il suo patrimonio avrebbe saldato ogni suo debito. Sperelli cerca di dimenticarla lanciandosi in nuove avventure, passioni, alla ricerca del piacere. In un duello viene ferito e successivamente curato a casa della cugina. Qui conosce un’altra donna, Maria Ferres, che al contrario della Muti è bella soprattutto spiritualmente.
Sperelli vive con questa donna un rapporto ambiguo, in cui si fonde l’amore per l’amante precedente, soprattutto sessuale, con l’amore spirituale per la Ferres. Se non che in un momento di trasporto amoroso chiama Maria con il nome di Elena. Maria si accorge dell’equivoco in cui è vissuta fino a quel momento e delusa lo abbandona. Andrea Sperelli resta così solo. In questa storia il protagonista Andrea Sperelli sembra essere un "alter ego" di D'Annunzio. Anche lui è un esteta e conduce una vita agiata e lussuriosa, ma forse proprio per l’eccezionalità della vita che pretende di vivere, è condannato alla solitudine.
Nel "Piacere" i tratti della donna fatale vengono attribuiti ad Elena Muti che emana un fascino perverso e seducente, e dalla fisicità prorompente che non possono lasciare indifferenti tanto che nella donna Andrea sembra aver trasferito una parte della propria personalità, e in particolare il proprio principio unificante, la capacità del proprio io di strutturarsi in maniera unitaria. Dopo la rottura con Elena, nel tentativo di ritrovare se stesso e la sua stabilità, Andrea si lega a Maria, figura del tutto antitetica rispetto ad Elena.