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Alice Caralli

Matricola n° 7003898, CdS Lettere Moderne, A.A. 2020/2021
Biblioteca San Giorgio: aprirsi alla comunità

Definizione di biblioteca

«Biblioteca - Raccolta di libri per uso di lettura e di studio e anche il luogo stesso (sala o edificio) dove si conservano. L’utilizzo ottimale degli spazi per la conservazione, la lettura, lo studio e per ogni altro servizio richiede una razionale progettazione delle b.».

Il ruolo della biblioteca

La biblioteca è sempre stata uno dei più importanti centri della comunità di cui fa parte: fulcro culturale, sociale e formativo di piccoli e grandi comuni, in grado di riunire tutti i cittadini senza distinzione di genere, sesso o ceto sociale. Oggi, più che mai, la si può definire come il «baluardo di democrazia», deputato ad assicurare la realizzazione di quel processo chiamato lifelong learning, affinché il cittadino possa continuare ad apprendere anche al di fuori del percorso formativo formale.

La biblioteca garantisce quindi un servizio universale, democratico e permanente: ma per poter concretizzare questa missione, è di fondamentale importanza aprirsi alla cittadinanza, cercare di abbattere gli stereotipi che vedono la biblioteca come luogo buio, pieno di libri polverosi e gestita da eruditi maldisposti.

Negli ultimi anni, con l'avvento e la conseguente grande diffusione di Internet, si è sempre più insinuata l'idea della "biblioteca digitale" come futura sostituta della biblioteca "tradizionale", come qualcosa che andrà a subentrare e ad eliminare l'edificio fisico contenente le varie tipologie di risorse. In un'epoca come la nostra, la digitalizzazione sembra la strada più vantaggiosa (e semplice) da seguire: ma è realmente così?

In un periodo in cui tutti noi abbiamo dovuto rinunciare al contatto umano e alla socialità, ci siamo resi conto di quanto sia importante interagire con le persone intorno a noi e di quanto sia fondamentale creare rapporti umani non soltanto sui social network o davanti ad uno schermo. La domanda che mi sorge spontanea è proprio questa: la biblioteca è uno dei primi luoghi di incontro, perché renderla completamente digitale? Perché perdere quel rapporto che si crea tra utente e bibliotecario? Perché eliminare la possibilità di socializzare?

Per contrastare la minaccia della completa digitalizzazione della biblioteca, credo che sia fondamentale attuare delle iniziative rivolte all'interesse della comunità: è essenziale sfatare i miti che aleggiano sulla biblioteca, far comprendere che questo è anche un luogo di riunione e di confronto, non solo di studio individuale, e composto non soltanto da scaffali pieni di libri, ma da aree appositamente adibite alla socialità.

La Biblioteca San Giorgio di Pistoia

La storia della biblioteca

Il 23 aprile 2007, in occasione della giornata mondiale Unesco del libro e del diritto d'autore, è stata inaugurata la nuova biblioteca pubblica di Pistoia nell'area che dal 1907 ha ospitato i capannoni della Fabbrica San Giorgio e della Breda; un progetto di recupero urbanistico che si inserisce in un contesto pubblico estremamente centrale: ricordiamo che vicino al complesso si trova anche la Questura, l'Agenzia delle Entrate, il Polo Universitario di Pistoia e l'Istituto Professionale "Luigi Einaudi", nonché la stazione ferroviaria, che favorisce maggiormente l'accesso alla biblioteca anche da parte dei non residenti.

La realizzazione di questo progetto si è resa necessaria per l'insufficienza degli spazi della storica Biblioteca Forteguerriana, situata in un palazzo cinquecentesco nel centro storico della città. Nel primo mese di apertura la nuova biblioteca ha organizzato eventi per bambini, iniziative con gli autori e maratone di lettura, registrando più di 30.000 presenze.

L'architettura interna

Il rifacimento dell'edificio che ospita la nuova biblioteca risponde ai canoni delle moderne biblioteche: queste ultime sono progettate per ospitare anche altri servizi o aree destinate a vari scopi (auditorium, sale conferenze, laboratori ecc…). La Biblioteca San Giorgio si presenta come un edificio composto su più piani, ben illuminato grazie alle ampie vetrate, con una vasta sala d'ingresso che dà accesso –tra le altre cose– all'area ristoro.

Grazie alla disposizione degli spazi interni, è stato possibile classificare le diverse aree aperte al pubblico e creare un equilibrio interno: vi sono zone destinate ad attività collettive e di svago (contrassegnate da un bollino verde) e zone più silenziose riservate allo studio individuale.

1 <https://www.treccani.it/enciclopedia/biblioteca/>
2 I nostri valori, rivisti / Michael Gorman; traduzione di Giuliano Genetasio; prefazioni di Rosa Maiello e Alberto Petrucciani ; edizione italiana a cura e con introduzione di Mauro Guerrini. —Firenze : Firenze University Press, 2018, p. 177

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/08 Archivistica, bibliografia e biblioteconomia

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