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dimostrato non solo dalla palese somiglianza morfologia (pontem => ponte; rosam => rosa;

matrem => madre), ma anche da una prova empirica: si prende una serie di sostantivi italiani e si

guarda il corrispettivo latino. Il sostantivo "tempo" in latino fa tempus, temporis, tempori, tempus,

tempus, tempore; è chiaro che, per via della differenza morgìfologica, si devono escludere i casi

genitivo, dativo e ablativo. Se, in più, esaminiamo il sostantivo mons, montis, monti, montem,

mons, monte, per lo stesso motivo, escludiamo i casi nominativo e vocativo. L'accusativo, per il

singolare, è il caso valido per tutti. Ovviamente ci sono delle eccezioni: i relitti del nominativo

(homo => uomo; sartor => sarto; latro => ladro; mulier => moglie) e relitti del genitivo (lunae-

dies => lunedì; acquae-doctu => acquedotto). Più problematico è trovare il caso unico del plurale.

Per -I plurale italiano da -I nominativo plurale, ci sono pochi dubbi, anche se è attestato nos, vos

=> noi, voi. Più dubbi ci sono per -E da -AE (rosa, rosae => rosa, rose) perché è attestao il tipo

dall'accusativo capras => capres => capre.

Il cambiamento sostanziale avvenuto nei generi è la caduta del neutro, forse a causa del

Cristianesimo, che non lo contemplava. I termini neutri sono stati assorbiti dai maschili e dai

femminili; ne troviamo qualche residuo nei nomi femminili (ossa, mura, dita) e in sostantivi

singolari con idea di plurale).

1 : In generale, un gruppo che ha in sé poche componenti tende ad essere assorbito da un gruppo

più grande, seguendo il principio di analogia.

2 : cfr. 1

2. Consonanti dell'italiano non presenti nel latino classico: quali sono, come

nascono, come si sviluppano.

Fanno parte delle consonanti native dell'italiano le consonanti affricate, ovvero quelle

formate da un elemento occlusivo ed un elemento costrittivo: Z sorda /ts/, Z sonora /ds/

e C e G palatali / /, / /. In più si aggiungono S sonora /z/, la costrittiva V e i nessi

consonantici -GL- / /, -GN- / / e -SC- / /. Questi fonemi presentano tutt'ora problemi

di grafia, poiché in latino non erano codificati.

La differenza fra Z sorda e Z sonora è, ormai, per noi, poco percepibile. La Z sorda

viene dalla S sorda latina (sulfum => zolfo) e da -tj- intervocalico (fortiam => forza;

nuptiam => nozze). La Z sonora viene da -dj- intervocalico (medium => mezzo) o da

termini non latini (ar.: sif => zero).

C e G palatali sono lo sviluppo di K e G velari davanti a vocale palatale (caelum => cielo;

gelum => gelo) e davanti a -j semiconsonantica (fanio => facio => faccio). G palatale ha

anche altre derivanti: -tj- attraverso la forma dialettale toscana del suono /x/ (stationem

1

=> staxone => stagione/stazione; rationem => raxone => ragione/razione) ; -dj-

intervocalico (hodie => oggi) e da -j semiconsonantico (jam => già).

La S si è sonorizzata in posizione intervocalica (rosam => rosa /roza/; usus => uso

2

/uzo/) .

V costrittiva è l'esito di U semiconsonantica (uinum => vino; uitam => vita) e di -B-

intervocalica spiralizzata (caballum => cavallo; bibo => bevo).

Il nesso consonantico GL viene da -j- intervocalico (filiam => figlia; mulier => moglie); il

nesso consonantico GN viene da -nj- intervocalico (vineam => vigna; Jiunium => giugno)

e da GN latino (agnellum => agnello); il nesso consonantico SC viene da -sj- (basium =>

3

bascio => bacio) e da X (exit => esci; coxam => coscia) .

1 : La stessa realtà fnetica ha prodotto G palatale e Z. La prima è stata indotta dalla grafia, mentre

la seconda viene dallo sviluppo fonetico formale.

2 : C'è una distribuzione areale dell'opposizione della sibilante sorda/sonora intervocalica.

3 : Non siamo sicuri della pronuncia esatta di GN in latino: cfr. Gneo Pompeo.

3. Vocalismo tonico dal latino all'italiano.

Innanzitutto l'opposizione fonologica è quel fenomeno che ci permette di distinguere il

signifacato di una parola dall'altra in base all'intensità di suono del fonema. Questa

premessa è doverosa perché nel passaggio dal latino all'italiano la fonetica vocalica ha

subito un grande cambiamento: nel latinol'opposizione era di durata (vocale lunga /

vocale breve); in italiano l'opposizione è di timbro (vocale aperta / vocale chiusa).In

latino esistevano dieci tipi di vocali: a, a, e, e, i, i, o, o, u, u. Si sono trasformate in

italiano in base a questo schema:

lat: a, a e e, e, i i o o, u u

ita: a è é i ò o u

Il dittongo -ae- è diventato è (maestum => mesto); il dittongo -oe- è diventato é (poenam

=> pena).

Le vocali italiane si differenziano per il luogo di articolazione (anteriore/posteriore) e per

il modo di articolazione (aperto/chiuso):

ì

é parte alta = parte anteriore => vocali palatali

è

a ò o parte bassa = parte posteriore => vocali velari

u 1

In tutto ciò esiste il fenomeno del dittongamento , il quale riguarda solo le vocali toniche:

2

in sillaba libera e ed il dittongo -ae- non diventano solo è, ma anche -ie- (laetum =>

lieto; pedem => piede); in sillaba libera o e il dittongo -oe- non danno solo ò, ma anche il

dittongo -uo- (homo =>uomo; sonum => suono).

Altri fenomeni che interessano le vocali toniche sono l'anafonesi e lo iato. L'anafonesi è

quel fenomeno per cui le vocali é ed o, se seguite da particolari consonanti o gruppi

consonantici, si chiudono ulteriormente in ì ed ù (familia => famiglia, non famelia;

linguam => lingua, non lengua; consilium => consiglio, non conselio).

Lo iato è l'incontro tra due vocali, una delle quali non deve essere i o u; se una delle due

lo è, essa deve essere necessariamente accentata.

1 : il dittongamento è un fenomeno in riduzione progressiva dal XV secolo, poiché non è

particolarmente produttivo: non dà informazioni di tipo grammaticale, non distingue parole

uguali.

2 : è quella sillaba che finisce per vocale (-ma-; -bi-; -fe-).

4. Vocali atone tra due accenti in una stessa parola.

Quando una parola è lunga, almeno trisillaba, ha due accenti, uno primario ed uno

secondario. In questi casi avviene la sincope, o caduta, nella vocale mediana nei

proparossitoni (vìridìs => verde; càlidùs => caldo; frìgidùs => freddo; sòlidùs => soldo).

Questo fenomeno avviene anche nei polisillabici (vèrecùndiam => vergogna; bònitàtem

=> bontà; => comprare).

5. Raddoppiamento fonosintattico: cos'è, quando si vede nella scrittura.

Il raddoppiamento fonosintattico è un fenomeno di assimilazione regressiva di nesso

consonantico fra parole contigue, ma distinte, poi unitesi: avvedersi, sebbene,

soprattutto, frattanto, giammai. Avviene anche fra parole rimaste distinte:

- ma che => macché

- da poco => dappoco

- a casa => accasare

6. Nascita, evoluzione e distribuzione dell'articolo determinativo dal latino

classico, all'italiano antico fino all'italiano moderno.

In origine il latino non prevedeva l'utilizzo dell'articolo: non esisteva. Ne nasce la

1

necessità nel momento in cui vengono fatte le prime traduzioni dei testi sacri dal greco ,

lingua che, al contrario, prevedeva un ampio utilizzo del determinativo. Perciò viene

utilizzato il pronome-aggettivo illum in fuzione di articoloide: significa che si svuota della

funzione originaria e assume quella di articolo determinativo (illum lupum => illo lupo =>

lo lupo). Lo stesso fenomeno avviene con illa, che diventa la; illi diventa li, che però è

attestato solo nelle forme burocratiche (Genova, li 28 ottobre). E' stato sostituito da gli,

per il fenomeno della palatalizzazione: li seguito da vocale ha creato il nesso li + vocale,

che, come in filium ha dato figlio, così da li ha prodotto gli.

In realtà non è chiarissimo come sia avvenuto lo sgretolamento di illo: sicuramente è

caduto IL-, ovvero la parte più lontana dalla parola su cui si poggia, e rimane -LO.

C'è un passaggio ulteriore che avviene dall'italiano antico all'italiano moderno e riguarda

le modalità di scelta dell'articolo. L'italiano antico dava importanza a ciò che precedeva

l'articolo; proprio per questo, e per il fenomeno di attrazione vocalica, si è prodotta la

forma di articolo 'l (vide lo => vide 'l). Successivamente a questa forma si è aggiunta una


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medea22

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in letterature e civiltà moderne
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher medea22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della lingua italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Coletti Vittorio.

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