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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO MOZZARELLE CACIOTTE

MDC1 unitario 15 - (5+4+3) = 3 20 - (6+2+2) = 10

Considero la capacità di entrambi i prodotti di marginare nell’unità di fattore scarso a

disposizione. Quanto margine generano in 1 h di MOD? Considero lo STD fisico:

STD fisico 0,2 0,75

MARGINE DI ( 3 / 0,2) = 15 (10 / 0,75) = 13,3

CONTRIBUZIONE SUL

FATTORE SCARSO Per ogni unità le mozzarelle

= marginano meno ma

MDC1 / STD FISICO sfruttano il tempo a

disposizione.

ORDINE DI 1 2

CONVENIENZA Produco tutte le mozzarelle

ECONOMICA che riesco a produrre e poi

con le ore di MOD che

avanzano produco le

caciotte

Bisogna calcolare esattamente quante mozzarelle e quante caciotte riesco a produrre:

Determino le ore disponibili per le caciotte

h MOD TOTALI = 90 VOLUME PRODUZIONE

h MOD utilizzate dalle Mozzarelle = 20 CACIOTTE = 70 / 0,75 = 93

Caciotte

h MOD disponibili per le Caciotte = (90 - 20) = 70

MOZZARELLE CACIOTTE

MDC1 3 10

UNITARIO

VOLUMI 100 93

MDC1 300 930

TOT MDC1 1230

Quindi per risolvere questo problema è necessario anzitutto:

1) Verificare che tutti i prodotti abbiano un MDC1 positivo

2) Verificare che realmente esista un vincolo

3) Quindi sarà necessario individuare il prodotto che massimizza il rendimento del fattore

scarso 15

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

( 1 / STD ) x MDC

FISICO UNITARIO

CIOE’ IL PRODOTTO CHE E’ IN

GRADO DI SFRUTTARE AL

MDC / STD

UNITARIO FISICO MEGLIO IL FATTORE

SCARSO HA UN MDC SUL

= FATTORE SCARSO PIU’ ALTO

MARGINE DI CONTRIBUZIONE

SUL FATTORE SCARSO

2) VINCOLO COMMERCIALE Quale sia la decisione economicamente conveniente in presenza

di un vincolo ad esempio sul fatturato. Ad esempio:

VINCOLO SUL FATTURATO : TETTO MAX = 3000 $

-> QUANTO FATTURANO I DUE PRODOTTI?

MOZZARELLE CACIOTTE

PREZZI 15 20

VOLUMI 100 100

FATTURATO 1500 2000

FATTURATO TOT 3500 > 3000 FATT MAX

Il fatturato potenziale previsto dei due prodotti è maggiore rispetto al fatturato massimo

MDC 3 / 15 = 0,2 10 / 20 = 0,5

SUL FATTORE SCARSO

UNITARIO

(MDC1/STD FISICO)

IN QUESTO CASO AL POSTO

DELLO STANDARD FISICO

UTILIZZO IL PREZZO DI VENDITA

ORDINE DI 2 1

CONVENIENZA Produco quanto più

ECONOMICA possibile caciotte fino a

raggiungere il fatturato di

2000 e il resto del fatturato

di 1000 lo produrranno le

mozzarelle

FATTURATO LIMITE = 3000 $

FATTURATO PREVISTO CACIOTTE = 2000 $

FATTURATO DISPONIBILE PER LE MOZZARELLE = (3000 $ - 2000 $) = 1000 $ 16

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

FATTURATO DISP. MOZZARELLE / PREZZO DI VENDITA = (1000$ / 15 $ ) = 66 $

MOZZARELLE CACIOTTE

PREZZO 15 20

VOLUMI 66 100

FATTURATO (15 $ x 66 $) = 990 2000 $

FATTURATO TOT 2990 $

MDC1 3 10

UNITARIO

MDC1 198 1000

LA TECNICA DEL MAKE OR BUY è una tecnica per crescere senza investire nella struttura

tecnico organizzativa dell’azienda.

PREZZO NUOVA AZIENDA = 7 $ a mozzarella

PREZZO CONTROLLO QUALITA’ = 1,5 $

COSTI DI TRASPORTO = 3 $

COSTI DI RICONVERSIONE E ADATTAMENTO = 200 $

MANODOPERA RIUTILIZZATA IN UN ALTRO AMBITO = Ricotta

QUANTITA’ = 100 unità

ANALISI DI MAKE OR BUY Il confronto deve avvenire tra i costi rilevanti delle due

alternative. Per prendere una decisione corretta infatti è necessario valutare l’entità della

differenza fra i costi rilevanti del produrre e i costi rilevanti dell’acquistare all’esterno

secondo la logica differenziale. A questo scopo risulta cruciale individuare correttamente i

costi eliminabili ossia i costi che verranno evitati in caso di cessazione della produzione poichè

essi rappresentano insieme ai costi di acquisizione all’esterno i valori differenziali nelle

decisioni di make e buy. MAKE BUY

COSTO D’ACQUISTO 700

CONTROLLO QUALITA’ 150

COSTI DI TRASPORTO 300 17

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO MAKE BUY

COSTI DI SONO COSTI LEGATI ALLA SONO COSTI SOSTENUTI DAL

COMMERCIALIZZAZIONE, NON TERZISTA NON INTRESSANO

RIADATTAMENTO SONO VALORI DIFFERENZIALI

PERCHE’ IO ESTERNALIZZO LA

PRODUZIONE E NON MI OCCUPO

DELLA RICONVERSIONE

COSTI VARIABILI DI 400 MOD

PRODUZIONE +

500 MP

NB Le provvigioni non sono =

un costo differenziale 900

perchè sono legati alla Sono costi che non esternalizzo

perchè nonostante la produzione nn

commercializzazione, le sia più all’interno della mia azienda, i

provvigioni verranno macchinari vengono comunque

pagate dal terzista. pagati.

TOTALE 900 1150

In questo caso è meglio non esternalizzare la produzione dato che nell’alternativa make avrei

costi differenziali minori rispetto che nell’alternativa buy.

CLASSIFICAZIONE COSTI DIFFERENZIALI:

COSTI VARIABILI DI Sono dei costi differenziali e MATERIE PRIME

vanno sempre inseriti MANODOPERA

PRODUZIONE nell’alternativa MAKE

COSTI VARIABILI Non sono dei costi differenziali PROVVIGIONI

quando l’esternalizzazione è

COMMERCIALI commerciale

COSTI FISSI SPECIFICI Sono dei costi differenziali o AMMORTAMENTO

meno a seconda che siamo DELL’IMPIANTO INUTILIZZATO

eliminabili (quindi differenziale) o

non eliminabili (non differenziali). Se esternalizzo la produzione di

Ad esempio: mozzarelle ma l’impianto rimane

inutilizzato nella mia impresa,

Un Supervisore responsabile mi dovrò comunque pagarne

viene a costare 150 $, nel caso l’ammortamento sia che

in cui esternalizzo la produzione esternalizzo che non, quindi è un

questo costo è eliminabile. Nel costo non eliminabile e non va

caso in cui il supervisore nè nell’alternativa make nè

responsabile venisse assunto nell’alternativa buy

dalla nuova azienda, non è un

costo eliminabile tantomeno

differenziale

COSTI FISSI COMUNI Non sono rilevanti nelle scelte di

make or buy

Le analisi di Make or Buy vengono sempre effettuate a valore complessivo mai unitario. 18

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

QUANTITA’ DI EQUICONVENIENZA E PREZZO DI EQUICONVENIENZA Sono la

quantità o il presso che rendono indifferenti le due alternative d’azione.

QUANTITA’ DI EQUICONVENIENZA

(CFS ) / (P - CV

ELIMINABILI ACQUISTO

)

UNITARI

GLI ALGORITMI OPERATIVI: L’ANALISI COSTI VOLUMI RISULTATI

LA BREAK EVEN ANALYSIS

Domande tipiche per l’esame:

1) Quale impatto può avere sul Break Even un miglioramento della produzione?

2) Modello di Break Even, ipotesi alla base del modello di Break Even, modello grafico, analisi

algebrica del modello.

ANALISI DI BREAK EVEN

DEFINIZIONE : E’ un algoritmo operativo che consente di determinare il volume di attività in

corrispondenza del quale si realizza il punto di pareggio aziendale. Questo modello interpretativo

permette di mettere in relazione la struttura dei costi variabili e fissi con i volumi di attività per

arrivare ai risultati economici.

PUNTO DI PAREGGIO = RICAVI TOTALI = COSTI TOTALI

Potrò capire il volume di attività al di sotto del quale sono in perdita e quello al di sopra del quale

avrò dei profitti.

IPOTESI ALLA BASE DEL MODELLO : Riprendiamo ciò che era stato già analizzato per

l’area di rilevanza della curva di CF e di CV.

1) Ipotesi : Perfetta identità tra volume di produzione e volume di vendita, non esistono scorte di

magazzino, la quantità prodotta è pari alla quantità venduta.

2) Ipotesi : Direttamente correlata all’Area di Rilevanza:

1) Costanza dei livelli di efficienza, lo STD fisico è costante perchè non ci sono

economie di scala o di apprendimento, indipendentemente dai volumi di attività

utilizzo sempre la stessa quantità di fattore produttivo.

2) Costanza dei prezzi-costi, lo STD monetario è costante il prezzo-costo d’acquisto

delle materie prime non è soggetto a sconti commerciali.

3) Costi fissi costanti, nel breve periodo la capacità produttiva non varia

4) Costanza dei prezzi-ricavi anche per la vendita non esistono sconti commerciali,

indipendentemente dalla quantità di vendita il prezzo è sempre lo stesso. 19

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Tutte le ipotesi del modello si inquadrano in un orizzonte temporale di breve termine e riferito

ad una singola azienda.

MODELLO GRAFICO : Devo determinare il punto di break even come intersezione tra la curva

dei costi totali e la curva dei ricavi totali

AREA DI DEFICIT AREA DI PROFITTO

PUNTO DI Per disegnare la curva

BREAK EVEN dei costi totali devo

traslare la curva dei

dei costi variabili

verso l’alto di un

valore pari ai costi

fissi.

Coefficiente angolare

= P unitario

Coefficiente

angolare = CV

unitario

L’inclinazione della Curva dei costi totali dipende dal coefficiente angolare della stessa che dipende

dall’inclinazione della curva dei costi variabili determinata dai costi variabili unitari. Il coefficiente

della curva dei costi variabili e dei costi totali è il costo variabile unitario. Il coefficiente angolare

della curva dei ricavi totali è il prezzo unitario.

Domanda: In quali condizioni un’azienda monoprodotto non raggiunge mai il punto di break

even? Quale impatto ha sul modello di break even un miglioramento dell’efficacia aziendale?

ANALISI ALGEBRICA (MONOPRODOTTO) DEL MODELLO:

RT = CT = 0 <- In un’azienda monoprodotto. Indica la quantità che devo

produrre e vendere necessaria per coprire tutti i costi fissi

RT - CV - CF = 0

(P x Q) - (CVun x Q) - CF = 0

(P - CV un) x Q = CF

MDC1un x Q = CF

Q CF / MDC1

BEP = UNITARIO 20

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

ANALISI DI BREAK EVEN MULTIPRODOTTO (Quanti problemi pone un’azienda

multiprodotto?) MOZZARELLE CACIOTTE

P V 11,5 20

REZZO DI ENDITA

CV

MP 5 6

MOD 4 2

PROVVIGIONI 2,3 2

TOT CV 11,3 10

MDC1 0,2 10

UNITARIO

Q 100 100

MDC1 20 1000

In una struttura multiprodotto l’analisi di Break even si struttura in due momenti diversi:

1) VOLUME A COPERTURA DEI Costi Fissi Specifici

2) VOLUME A COPERTURA DEI Costi Fissi Comuni

Ogni prodotto deve coprire i costi fissi specifici ad esso riferibili:

Q M CFS / MDC1 100/0,2 = 500

BEP-CFS x OZZARELLE = UNITARIO =

Q C 200/10 =20

BEP-CFS x ACIOTTE =

Cosa faccio con i costi fissi comuni?

Posso decidere quale parte caricare alle mozzarelle e quale alle caciotte muovendomi su questa

linea identifico tutte le possibili soluzioni. Il primo parametro che devo considerare è il fatturato il

secondo parametro è il MDC (forza con cui copre il CFC).

Peso = Fatturato

Forza = MDC1

1 PASSO - 1 - K = MDC1 / FATTURATO COMPLESSIVO

(20 + 1000) / (11,5 x 100) + (20 x 100) = 0,3238 21

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

1-K = è il margine medio ponderato generato dall’azienda a copertura dei costi fissi comuni. Dati

100 euro di fatturato mi rimane 32,38% per coprire i costi fissi comuni. Tutto ciò è calcolato

nell’ipotesi che il mix di fatturato rimanga costante.

2 PASSO - FATTURATO OBIETTIVO O FATTURATO DI PAREGGIO

FATTURATO OBIETTIVO = CFC / 1 - K = 500 / 0,3238 = 1544,16

1544,16 è quanto dobbiamo fatturare per coprire i costi fissi specifici a livello aziendale ora

dobbiamo capire quanto porne sulle mozzarelle e quanto porne sulle caciotte.

3 PASSO - GRADO DI INCIDENZA PERCENTUALE DEL FATTURATO PRODOTTO

SUL FATTURATO TOTALE

INCIDENZA % FATTURATO MOZZARELLE = (1150 / 3150) = 0,3651 = 36%

INCIDENZA % FATTURATO CACIOTTE = (2000 /3150) = 0,6349 = 63%

4 PASSO - FATTURATO OBIETTIVO PER CIASCUN PRODOTTO

FATTURATO OBIETTIVO MOZZARELLE = 1544,16 x 0,3651= 563,77

FATTURATO OBIETTIVO CACIOTTE = 1544,16 x 0,6349 = 980,39

Fin qui abbiamo calcolato quanto deve fatturare per coprire i costi fissi specifici

5 PASSO - DETERMINO LA QUANTITA’ DI BREAK EVEN PER I COSTI FISSI COMUNI

Q MOZZARELLE = 563,77 / 11,5 = 49,02 = 50

BEP-CFC

Q CACIOTTE = 980, 39 / 20 = 49,02

BEP-CFC

Questi valori vanno arrotondati all’unità superiore per assicurare la copertura dei costi

fissi comuni

6 PASSO - DETERMINO Q BEP TOTALE

MOZZARELLE CACIOTTE

Q 500 20

BEP-CFS

Q 50 50

BEP-CFC

Q 550 70

BEP-TOTALE 22

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Se anzichè il pareggio volessimo un risultato obiettivo di 100? Devo cambiare la formula del

fatturato obiettivo: F.O. = (CFC + R.O.) / 1-K

(500+100)/0,3238 =

GRADO DI LEVA OPERATIVA

Domanda: Quali sono le conseguente sul risultato di linea (=MDC2) del prodotto x e sul RO

aziendale di una variazione dei volumi di produzione/vendita pari al 10 %? Utilizzo il grado

di leva operativa

Il Grado di Leva operativa è una misura della variabilità dei risultati economici a livello

aziendale o a livello di singolo prodotto a fronte di variazioni/ aumento nei volumi di attività.

Diversità esistente nella struttura dei costi = differente livello di break even e diverso rischio

1) 2)

RICAVI COSTI BEP

BEP

Le due opzioni denotano una diversità esistente nella struttura dei costi = differente livello di break

even e diverso rischio

1) Se va male, perdo tanto. Se va bene, guadagno tanto.

2) Se va male, perdo poco. Se va bene guadagno poco.

Come cambia il risultato di linea a fronte di una variazione del 10% dei volumi di produzione

o anche:

G D L O MDC1 ) / (MDC2 )

RADO I EVA PERATIVA = ( TOT TOT DELTA R.O. /

Da 1 a 2 è un buon grado di leva operativa DELTA RICAVI

* Vedi pag 27 23

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Esercizio sulla leva operativa MOZZARELLE CACIOTTE

PREZZO 15 20

CV

MP 2,5 3

MOD 6 7

PROVVIGIONI 3 2

TOT CV 11,5 12

MDC1 3,5 8

UNITARIO

VOLUMI 100 100

MDC1 350 800

CFS 100 200

MDC2 250 600

GLO = 350 / 250 = 1,4

MOZZARELLE

GLO = 800 / 600 = 1,33

CACIOTTE

MARGINE DI SICUREZZA = MDC2 /MDC1 = Esprime la variazione massima

sostenibile del volume di attività prima di incorrere in una perdita (Di quanto

posso ridurre il volume di attività prima che l’MDC2 diventi negativo)

MDS = 71%

MOZZARELLE

MDS = 75%

CACIOTTE

Una variazione negativa del 10% nella quantità di mozzarelle come fa variare il Risultato di linea

(=MDC2) e il risultato operativo?

Delta var % del MDC2 per effetto di quella variazione NUOVO RISULTATO

Delta MDC2 % = 1,4 x -10% = -14% OPERATIVO = 350 -35 =

315

NUOVO MDC2 = 250 x (1- 0,14) = 215

Delta MDC2 = 215-250 = -35 24

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Domanda sull’analisi di break even: Si determini il prezzo di equilibrio che consente di

realizzare un RO di linea delle mozzarelle pari a 300

MDC2 = RT - CV - CFS

RT - (CV produzione) - (CV commerciali) - CFS = 300

100p - (8,5 x 100) - (0,2 x 100p) = 300 +100

100p - 20p = 300 + 100 + 850

80p = 1250

p = 15,625

Il margine di sicurezza può essere calcolato anche come:

M.S. = (FATTURATO PREVISTO - FATTURATO DI BREAK EVEN) / FATTURATO PREVISTO

I SISTEMI DI CONTABILITA’ ANALITICA Si collocano nel contesto della contabilità

direzionale (quella parte dei sistemi informativi aziendali deputata a raccogliere elaborare e

presentare informazioni sulla gestione passata o su fatti di gestione che devono ancora

realizzarsi o informazioni tra obiettivi prefissati e risultati ottenuti). La contabilità direzionale è

composta da vari strumenti: 1) Contabilità generale 2) Contabilità analitica 3) Modelli di

simulazione economico finanziaria 4) Sistemi di Budget 5) Sistema di standard 6) Reporting

(analisi degli scostamenti).

Contabilità analitica: Un sottosistema informativo grazie al quale vengono rilevati in modo

sistematico i dati elementari di costo e di ricavo. Tali dati elementari vengono successivamente

organizzati in relazione a prescelti oggetti di calcolo.

Logica di funzionamento:

1) Identifico l’oggetto di calcolo Quali sono le entità in azienda di cui voglio misurare il costo

2) Parto dalla contabilità generale Costi classificati per natura quindi dalla contabilità generale

3) Identifico i costi attribuiti e i ricavi attribuiti alla singola unità di prodotto E’ molto più

semplice calcolare i ricavi attribuiti dei costi attribuiti

4) Ottengo dei risultati parziali 25

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

DIFFERENZE TRA CONTABILITA’ ANALITICA E CONTABILITA’ GENERALE

CONTABILITA’ GENERALE CONTABILITA’ ANALITICA

(1) SCOPO (Differenza Procedere al bilancio e dare Fornire informazioni a

fondamentale) una rappresentazione veritiera supporto del processo

e corretta. Lo scopo è fornire decisionale del responsabile

informazione all’esterno e agli dei centri di responsabilità di

stakeholders coloro che devono porre in

essere un percorso

decisionale a qualsiasi titolo

nell’azienda

(3) AMPIEZZA Se lo scopo è raccontare Si focalizza su ambiti

all’esterno, allora la contabilità gestionali dove si producono

generale deve riguardare tutti i le conseguenze delle

costi e i ricavi decisioni. L’ampiezza totale

non ha ragion d’essere.

Si focalizza sui costi e i ricavi

della gestione caratteristica, la

contabilità analitica dovrebbe

riguardare anche la gestione

finanziaria (conseguenza

indiretta delle scelte

decisionali poste in essere)

(4) TIPOLOGIA Sono valori aggregati per Sono valori aggregati per

natura che vengono destinazione.

classificati quando rilevo la

natura del fattore produttivo Ad esempio: Salari e stipendi,

mi indica dove e per cosa

Ad esempio: Salari e stipendi vengono consumati. Ci

a personale c/retribuzione permette di apprezzare dove e

per cosa il fattore produttivo è

stato consumato in azienda e

soprattutto da chi, partendo

dai CpN

(2) MOMENTO DELLA La faccio quando rilevo una Il momento della rilevazione si

RILEVAZIONE movimentazione, ossia verifica quando consumo i

quando emetto una fattura. fattori produttivi e inizia il

processo produttivo

Fattura attiva -> Ciclo attivo

Fattura passiva -> Ciclo

passivo

CONTABILITA’ PIU’ CONTABILITA’ PIU’

SINTETICA DETTAGLIATA

(7) ORIZZONTE Funziona con dati storici Funziona sia con dati

TEMPORALE consuntivi che con dati

preventivi/previsionali (budget)

26

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

LA CONTABILITA’ ANALITICA: METODOLOGIA DI ANALISI

Lo sviluppo del processo di contabilità analitica parte:

1) Dall’analisi degli input aziendali ossia dalle informazioni di costo estrapolate dalla contabilità

generale (Quali informazioni di costo? Quante? Quale configurazione di costo?).

2) Dopodichè passa alla fase di processing in cui si individua la metodologia di calcolo tramite la

contabilità analitica.

3) Arrivando infine all’output, fase di individuazione costo dell’oggetto di calcolo (costo di

prodotto, costo ASA, costo Area geografica, costo attività, costo processo).

COME SI PROGETTA LA CONTABILITA’ ANALITICA Si articola sulla base di sei quesiti

tra loro correlati. La corretta progettazione di un sistema di misurazione dei costi non può

prescindere dalle seguenti scelte fondamentali e relative a

TIPOLOGIE DI 1) Su quali elementi di costo il sistema dovrà “lavorare”?

INFORMAZIONI DI COSTO 2) Attraverso quali criteri procedere ad una classificazione dei

costi?

3) Quale configurazione di costo dovrà costituire l’output del

sistema?

4) Quali specie di dati di costo dovranno “alimentare” il

sistema stesso?

METODOLOGIA DI 5) Quali “percorsi” prescelti per “calare” le classi di costo

RILEVAZIONE DEI COSTI selezionate sugli oggetti di calcolo prescelti?

OGGETTI DI CALCOLO 6) Attorno a quali entità “polarizzate” le informazioni di costo

* IL CONCETTO DI LEVA OPERATIVA E DI MARGINE DI SICUREZZA

Si definisce leva operativa di un’azienda la sua differente sensibilità manifestata in termini di

risultati economici al variare dei volumi di attività, essa rappresenta il rischio di natura operativa a

cui si espone l’azienda prescegliendo una struttura dei costi più o meno rigida.

MARGINE DI CONTRIBUZIONE TOTALE / MARGINE DI CONTRIBUZIONE TOTALE - COSTI FISSI

RIGIDITA’ DEI COSTI = CF/CT

Più è alta la rigidità dei costi più sarà alto il grado di leva operativa e quindi rappresenterà un

rischio più alto.

L’effetto di leva operativa finora analizzato analiticamente può essere visualizzato a livello grafico

come l’ampiezza della forbice esistente tra le funzioni di ricavo e di costo totale dell’azienda in

esame. Si può notare come tale forbice sia molto più ampia per un’azienda con una rigidità

maggiore dei costi fissi, mentre meno ampia per un’azienda con minore rigidità. Ma ciò non vuol

dire che l’azienda incorrerà sicuramente in una perdita anzi, perchè l’azienda che rischia di più può

anche vincere di più. In definitiva il grado di leva operativa è espressione del rischio o del

vantaggio potenziale cui un’azienda si espone a fronte rispettivamente di possibili riduzioni o

incrementi dei propri livelli di attività. 27

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Un ulteriore indicatore del rischio aziendale può essere considerato il margine di sicurezza

aziendale esprime la quota percentuale di riduzione massima dei volumi di vendita che un’impresa

può sopportare prima di incorrere in perdite operative:

MdS = 1 / G.L.O.

1) Al crescere del grado di rigidità di una struttura di costo, aumenta l’impatto di una

variazione del volume di attività sul reddito operativo, esiste cioè un maggior grado di leva

operativa.

2) Al crescere del grado di rigidità di una struttura di costo aumenta il punto di equilibrio e,

di conseguenza, si riduce il margine di sicurezza.

TIPOLOGIE DELLE INFORMAZIONI DI COSTO

Quali elementi di costo devono alimentare il sistema? Deve riguardare soltanto la gestione

caratteristica. Gli elementi di costo da considerare sono quelli il cui beneficio (che può essere

ottenuto dalla relativa informazione) supera il costo della stessa.

CONFIGURAZIONI DI COSTO DIRECT COSTING FULL COSTING

Mi focalizzo sui costi diretti Mi focalizzo sui costi sia

diretti che indiretti

COSTI DI PRODOTTO COSTI DIRETTI COSTI DIRETTI + COSTI

Rilevanza nella INDIRETTI

valorizzazione delle MP, MOD

rimanenze di prodotti finiti. Es: 70 Es: 100 aumentano i ricavi

Elemento di costo che ed impattano sul risultato

concorre alla valorizzazione economico

delle rimanenze di prodotto

finito

COSTI DI PERIODO COSTI INDIRETTI X

Costo che non concorrendo

alla valorizzazione delle Es: 30

rimanenze viene di fatto

imputato al conto

economico dell’esercizio in

corso

COS’E’ UNA METODOLOGIA DI CALCOLO DEI COSTI Una metodologia di calcolo dei

costi è il modo attraverso il quale le diverse classi di costo, rilevate per natura dalla Co.Ge.,

vengono aggregate attorno ad un prescelto oggetto di calcolo finale.

Le alternative di metodologie di calcolo di costi sono: la metodologia full costing e la

metodologia direct costing. Analizzeremo la metodologia full costing. La metodologia full

costing può essere su base unica o su base multipla. 28

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

DIRECT COSTING VS FULL COSTING Nella metodologia direct costing sono attribuiti al

prodotto solo gli elementi di costo diretto o variabili. La metodologia di calcolo a costi pieni o

full costing porta ad una configurazione di costo in cui risultano imputati al prodotto tutti gli

elementi di costo dei fattori produttivi utilizzati per ottenerlo. L’imputazione dei costi indiretti

comporta incertezza ed inevitabili elementi di soggettività .

FULL COSTING Nel full costing è possibile distinguere alcuni livelli intermedi di aggregazione:

1) Costo pieno industriale : ottenuto sommando ai costi diretti di produzione (materiali,

manodopera, lavorazioni esterne ed altri costi diretti) quote dei costi indiretti di produzione (dato

utile alla valorizzazione delle rimanenze);

2) Costo pieno aziendale : ottenuto sommando al costo pieno industriale i costi diretti commerciali

ed una quota di costi indiretti commerciali, amministrativi e generali.

DIRECT COSTING VANTAGGI/LIMITI FULL COSTING

ELEVATA OGGETTIVITA’ RIDOTTA

DELL’INFORMAIZONE

RIDOTTA COMPLETEZZA ELEVATA

DELL’INFORMAZIONE

RIDOTTO COSTO DELL’INFORMAZIONE ELEVATO

ELEVATA CHIAREZZA RIDOTTA

DELL’INFORMAZIONE

DIRECT COSTING AMBITO DI APPLICABILITA’ FULL COSTING

ELEVATA INCIDENZA COSTI STRUTTURA DI COSTO ELEVATA INCIDENZA COSTI

DIRETTI INDIRETTI

MATURITA’/DECLINO FASE DEL CICLO DI VITA INTRODUZIONE/SVILUPPO

RIDOTTO SFRUTTAMENTO DELLA ELEVATO

CAPACITA’ PRODUTTIVA

RIDOTTA COMPLESSITA’ ELEVATA

STRUTTURALE

OPERATIVO PROCESSO DECISIONALE STRATEGICO

CONFIGURAZIONE DI COSTO PIENO - FULL COSTING A BASE UNICA

La metodologia di calcolo su base unica consente di determinare in maniera molto immediata e

quindi semplificata il costo pieno di prodotto senza individuare aggregati intermedi di costo. In altre

parole i costi indiretti saranno imputati al prodotto attraverso un’unica e comune base di

imputazione. Il processo di imputazione si svolge nel seguente modo: Scelgo una base unica su cui

ripartisco tutti i costi. Le basi di imputazione possono essere basi quantitative o basi a valore. Il

limite di questa configurazione di costo a base unica è che i prodotti potrebbero richiedere costi

differenti perchè al loro interno ci sono costi specifici. Questa configurazione di costo è efficace

solo se i prodotti tra loro sono molto simili, oppure se sono diversi, ma non in grandi quantità. 29

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO PRODOTTO A PRODOTTO B

COSTI DIRETTI

MATERIE PRIME x y

Ricordo che per calcolare nel

caso il costo variabile unitario

moltiplico lo standard fisico

del prodotto per il suo

standard monetario

COSTI INDIRETTI

AMMORTAMENTI

ENERGIA ELETTRICA

STIPENDI PERSONALE

(Manodopera indiretta)

(1) AGGREGATO GLOBALE 100.000

DI COSTO

Devo trovare un criterio di ripartizione di questi 100.000 sui costi indiretti: Devo trovare una BASE

DI IMPUTAZIONE (2). PRODOTTO A PRODOTTO B

COSTI DIRETTI

MATERIE PRIME x y

COSTI INDIRETTI 33.000 60.000

AMMORTAMENTI

ENERGIA

ELETTRICA

STIPENDI

PERSONALE

BASE DI 1000 pezzi 2000 pezzi Totale

IMPUTAZIONE (N°

PEZZI PRODOTTO) 3000 pezzi

AGGREGATO GLOBALE DI COSTO = 100.000

BASE DI IMPUTAZIONE = 100.000 / 3 = 33.3333333

1000 Q = 33.33333

2000 Q = 66,66666 30

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

SCHEMA DI ATTUAZIONE DEL FULL COSTING SU BASE UNICA:

SONO DIFFERENZIATI GLI SCELTA DEGLI ELEMENTI DI

1) ELEMENTI DI COSTO DIRETTI COSTO DIRETTI ED INDIRETTI

DAGLI ELEMENTI DI COSTO DA INCLUDERE NEL CALCOLO

INDIRETTI

NELL’AMBITO DEI COSTI DEFINIZIONE SCELTA DELLA

2) INDIRETTI SI PROCEDE A BASE DI IMPUTAZIONE (A

INDIVIDUARE LE CLASSI DI VALORE O QUANTITATIVA)

COSTO CHE IN FUNZIONE

ALLA CONFIGURAZIONE BASI QUANTITATIVE:

PRESCELTA (COSTO PIENO 1) ORE LAVORO DIRETTO

INDUSTRIALE COSTO PIENO 2) QUANTITA’ UTILIZZO

AZIENDALE ECC...) SARANNO 3) QUANTITA’ PRODUZIONE

IMPUTATE AL PRODOTTO BASI A VALORE:

1) COSTO LAVORO DIRETTO

2) COSTO MATERIALI

3) COSTO PRIMO

DETERMINO L’IMPORTO CALCOLO DEL COEFFICIENTE

3) COMPLESSIVO DEI COSTI UNITARIO

INDIRETTI CHE

CONTRIBUIRANNO ALLA Nell’esempio precedente 1/3

DETERMINAZIONE DEL

COSTO DI PRODOTTO

SI SCEGLIE UN’UNICA BASE DI DETERMINAZIONE DELLA

4) IMPUTAZIONE CHE QUOTA DI COSTO DA

CONSENTA LA ATTRIBUIRE ALL’OGGETTO DI

DETERMINAZIONE DEL CALCOLO

COEFFICIENTE UNITARIO DA

UTILIZZARE PER IL CALCOLO

DELLA QUEOTA DEI COSTI

INDIRETTI DA IMPUTARE AL

PRODOTTO

Vantaggi full costing su base unica : Estrema semplicita di comprensione, realizzazione e gestione

del sistema informativo-contabile. Ridotti costi di strutturazione e di funzionamento.

Svantaggi full costing su base unica : Risulta molto difficile definire un’unica base di ripartizione

realmente evocativa dell’assorbimento delle risorse indirette da parte degli o.f.c.

METODOLOGIA A COSTI PIENI SU BASE MULTIPLA (FULL COSTING A BASE

MULTIPLA)

Il full costing a base multipla rappresenta un superamento delle più evidenti limitazioni della base

unica di imputazione consentendo il calcolo del costo pieno di prodotto attraverso l’individuazione

di aggregati intermedi di costo. Questi altri non sono che dei livelli intermedi di aggregazione dei

dati di costo che possono consentire una migliore comprensione delle modalità di

assorbimento delle risorse indirette. 31

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

FULL COSTING SU BASE UNICA:

COSTI DIRETTI A

Imputazione diretta

Materiali di consumo

Manodopera B

COSTI INDIRETTI

Produttivi

Commerciali C

Amministrativi AGGREGATO BASE DI

GLOBALE DI RIPARTIZIONE

COSTO

FULL COSTING SU BASE MULTIPLA: A

COSTI DIRETTI Imputazione diretta

Materiali di consumo

Manodopera B

COSTI INDIRETTI

Produttivi

Commerciali

Amministrativi C

AGGREGATI

INTERMEDI DI

COSTO BASE DI

RIPARTIZIONE

Differenzio i costi in base alle diverse basi di ripartizione:

1) Orientamento funzionale

2) Orientamento ai fattori produttivi

3) Orientamento ai centri di costo 32

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

CALCOLO DEL FULL COSTING SU BASE MULTIPLA:

ORIENTAMENTO AI FATTORI PRODUTTIVI

Gli aggregati intermedi di costo definibili secondo un orientamento ai fattori produttivi sono

costituiti da classi omogenee di fattori produttivi. Ogni tipologia di fattore produttivo indirettamente

legato agli oggetti finali di calcolo si caratterizza per proprie modalità di assorbimento da parte di

questi ultimi. E’ pertanto opportuno imputare i costi relativi alle classi di fattori produttivi

individuate attraverso l’impiego di basi di imputazione differenziate. La determinazione del

costo pieno di prodotto viene così articolata:

1) Individuazione delle diverse classi di fattori produttivi

2) Scelta della base di imputazione più appropriata per ogni classe di fattori produttivi

3) Calcolo del coefficiente di imputazione per ogni classe di fattori produttivi

4) Imputazione dei costi indiretti agli oggetti finali di calcolo

5) Calcolo del costo pieno di prodotto

COEFFICIEN COMMESSA COMMESSA COMMESSA

BASI DI

COSTI TE DI A B C

IMPUTAZIO TOTALE

INDUSTRALI IMPUTAZION

NE E (100 PEZZI) (200 PEZZI) (50 PEZZI)

COSTI DIRETTI

MATERIE

PRIME 5000 5000 3000 15000

13.000

MANODOPER

A DIRETTA 3750 2500 3750 10000

10.000 Scelgo le

basi di

COSTI imputazione

INDIRETTI per i tre

tot = 12.000 costi

indiretti

AMMORTAME ORE 15 x 60 15 x 60 15 x 80

3000/200 =

NTI MACCHINA = = = 3000

15

TOT = 3000 TOT = 200 900 900 1200

N° 100 x 2

MANUTENZIO 100 x 8 100 x 15

INTERVEN 2500/25 = =

NE = = 2500

TI 100 200

TOT = 2500 800 1500

TOT = 25

ALTRI COSTI ORE 16,25 x 150 16,25 x 100 16,25 x 150

INDIRETTI MANODOP 6500/400 = = = = 6500

INDUSTRIALI ERA 16,25 2437,5 1625 2437,50

TOT = 6500 TOT = 400 BASI DI

CONSUMO H/ IMPUTAZION 60 60 80 200

MACCHINA E->

INTERVENTI DI BASI DI

MANUTENZIO IMPUTAZION 2 8 15 25

NE RICHIESTI E-> 33

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

COEFFICIEN COMMESSA COMMESSA COMMESSA

BASI DI

COSTI TE DI A B C

IMPUTAZIO TOTALE

INDUSTRALI IMPUTAZION

NE E (100 PEZZI) (200 PEZZI) (50 PEZZI)

BASI DI

CONSUMO H/ IMPUTAZION 150 100 150 400

MOD E-> 12000

TOTALE COSTI Come

(900 + 200 + (900 + 800 + (1200 + 1500 +

INDIRETTI anche

2437,5) = 1625) = 2437,5 ) =

INDUSTRIALI (3000 +

3537,5 3325 5137,5

IMPUTATI 2500 +

6500) =

12000

Ossia tot

COSTO PIENO costi diretti

INDUSTRALE 12.287,5 10.825 11.887,5 35.000

+ tot costi

TOTALE indiretti

COSTO PIENO

INDUSTRALE 122,87 54,12 237,75

UNITARIO

CALCOLO DEL FULL COSTING SU BASE MULTIPLA

ORIENTAMENTO FUNZIONALE

Gli aggregati intermedi individuabili secondo un orientamento di tipo funzionale sono costituiti da

macro categorie di costi riferibili a differenti aree funzionali (es: costi commerciali, produttivi e

amministrativi).

Gli oggetti finali di calcolo utilizzano in maniera differenziata le risorse indirette di ogni

funzione aziendale, conseguentemente i costi indiretti riferibili alle singole funzioni dovranno

essere imputati agli oggetti di calcolo attraverso l’impiego di basi di imputazione differenziate.

34

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

COEFFICIEN COMMESSA A COMMESS

CLASSI DI BASE DI TE DI COMMESSA B

(100 PEZZI) A C TOTALE

COSTO IMPUTAZIONE IMPUTAZION (200 PEZZI) (50 PEZZI)

E

COSTI

DIRETTI

MATERIE 5.000 5.000 3.000 13.000

PRIME

MANODOPER 3.750 2.500 3.750 10.000

A DIRETTA

COSTI

INDIRETTI H DI

MANODOPERA 12.000 / 400 30 x 150 30 x 100 30 x 150

DI DIRETTA = = = = 12.000

PRODUZIONE TOT = 400 h 30 4.500 3.000 4.500

0,125 x

6000 / 48.000 0,125 x 18.000 0,125 x 12.000

COMMERCIAL FATTURATO 18.000

= = = 6.000

I TOT = 48.000 =

0,125 2.250 1.500 2.250

COSTO DELLA 4000 / 10.000 0,40 x 3.750 0,40 x 2.500 0,40 x 3.750

AMMINISTRA MANODOPERA = = = = 4.000

TIVI DIRETTA 0,40 1.500 1.000 1.500

TOT = 10.000

H DI

MANODOPER 150 100 150 400

A DIRETTA

FATTURATO 18.000 12.000 18.000 48.000

COSTO

DELLA 3.750 2.500 3.750 10.000

MANODOPER

A DIRETTA

COSTI

INDIRETTI 8.250 5.500 8.250 22.000

IMPUTATI

COSTO

PIENO 17.000 13.000 15.000 45.000

AZIENDALE

TOTALE

COSTO

PIENO 170 65 300

AZIENDALE

UNITARIO

La metodologia del calcolo del costo pieno su base multipla con orientamento funzionale si

addice a situazioni aziendali caratterizzate da una non eccessiva incidenza dei costi indiretti

cui si affianca una numerosità delle classi di costi indiretti che rende oneroso il calcolo del

costo pieno seguendo un orientamento ai fattori produttivi 35

PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO Full costing su

base multipla ad

orientamento

funzionale.

FULL COSTING SU BASE MULTIPLA

ORIENTAMENTO AI CENTRI DI COSTO

Un centro di costo (con un orientamento contabile) è l’unità minima di rilevazione cui si fa

riferimento per la raccolta e l’aggregazione delle informazioni di costo. Le condizioni di

esistenza di un centro di costo sono l’omogeneità delle attività svolte, la possibilità di attribuzione

dei costi e l’indipendenza da altri centri.

La contabilità per centri di costo: gli step

1) Identificazione della commessa che costituisce l’oggetto di calcolo

2) Identificazione delle categorie di costi diretti e la loro attribuzione alla commessa

3) Identificazione delle categorie di costi indiretti e la scelta degli aggregati intermedi (centri

di costo).

4) Definizione della struttura (quanti e quali) dei centri di costo (FASE DI

LOCALIZZAZIONE 1 STEP)

5) Collocazione dei costi all’interno del sistema dei centri di costo (FASE DI ATTRIBUZIONE

2 STEP)

6) Individuazione delle relazioni esistenti tra i vari centri di costo e con gli oggetti di calcolo

(FASE DI ALLOCAZIONE 3 STEP) 36


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione aziendale (MILANO)
SSD:

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