Principi contabili internazionali IAS/IFRS
Obbligo di adozione per le società quotate
Obbligo per le società quotate di adottare i principi dello IASB per redigere i bilanci consolidati, mentre per i bilanci separati delle società quotate o dei bilanci separati e consolidati delle società non quotate, facoltà di scelta se adottare o meno gli IAS/IFRS. Le società che dovrebbero redigere il bilancio in forma abbreviata non possono applicare gli IAS/IFRS.
Framework
Documento che funge da quadro di riferimento circa l’emanazione, la rilevazione e l’applicazione dei principi contabili internazionali.
Destinatari del bilancio IAS/IFRS
Tutti gli stakeholder ma principalmente gli investitori. Visione patrimonialista dell’azienda: ovvero viene data maggior importanza alla consistenza del PN e dei flussi di cassa. I costi e i ricavi scaturiscono da variazioni di attività e passività.
Caratteristiche qualitative del bilancio
- Rilevanza: Info rilevanti nella misura in cui sono importanti e d’interesse per i terzi, in quando la loro omissione potrebbe far cambiare idea sul bilancio al soggetto destinatario. Le info devono essere comparabili, comprensibili e tempestive.
- Fedele rappresentazione: Il bilancio deve essere completo, ovvero contenere tutte le info rilevanti, deve essere corretto senza errori né matematici né di stima, e l’informativa fornita deve essere neutrale (non minimizzare le info negative e dare troppa importanza a quelle positive).
- Prevalenza della sostanza sulla forma.
- Prudenza valutativa.
Principi di redazione del bilancio
- Principio della competenza economica (accrual basis): Costi e ricavi si rilevano quando sono soddisfatte le specifiche condizioni di contabilizzazione, indipendentemente dalla manifestazione finanziaria.
- Principio di continuità della gestione: Da valutare a partire dai 12 mesi successivi la fine dell’esercizio. Possono esserci due modi per valutare la continuità aziendale. Il primo è valutare se l’impresa è in grado di continuare a vivere grazie alle sue capacità (produce utili), oppure, se essa è garantita dai soci che sono disposti a coprire eventuali perdite economiche senza vincoli fornendo delle garanzie.
Elementi che compongono il bilancio
- Ricavi: Consistono in una diminuzione di una passività o un aumento di un’attività, tale da generare un incremento del netto patrimoniale.
- Costi: Consistono in un aumento di passività o una riduzione di attività, tale da generare un decremento del netto patrimoniale.
- Patrimonio netto: Visto come aggregato residuale, determinato esclusivamente come differenza tra attività e passività.
- Attività: È una risorsa economica presente e controllata dalla società, ovvero la società deve riuscire a beneficiare di quella risorsa in maniera esclusiva e non importa che ne sia proprietaria.
- Passività: Esistenza di un’obbligazione dalla quale l’azienda non si può sottrarre, che causerà un’eventuale fuoriuscita di risorse che sarebbero state produttive di benefici se mantenute all’interno dell’azienda.
Rilevazione iniziale a bilancio
Segue fondamentalmente due criteri:
- L’importo deve essere inserito a bilancio se è rilevante.
- Deve poter essere misurato in maniera attendibile.
Infatti, non abbiamo attività/passività o costi/ricavi se non possono essere misurati in maniera attendibile, la probabilità di ottenere benefici economici/sacrifici economici futuri è bassa, e se sono incerti nella loro esistenza.
Eliminazione dal bilancio
- Attività: Se viene meno il controllo della risorsa.
- Passività: Se viene meno l’obbligazione.
Valutazione successiva
- Costo storico: Sia per le attività che per le passività. Le prime in aumento dei costi di transazione, e per le passività invece debito complessivo diminuito dei costi di transazione.
- Valore corrente: Fair value/valore d’uso o costo corrente.
Presentazione e disclosure
Schemi non rigidi, raggruppamento di elementi simili per caratteristiche, prospetto OCI. I concetti di capitale: mantenimento finanziario del cs (misura i vn), mantenimento fisico del cs (cs inteso come capacità operativa dell’impresa).
Fair value (IFRS 13)
Cos’è: è un exit price, ovvero il prezzo che si percepirebbe dalla vendita di un’attività o che si pagherebbe per il trasferimento di una passività in una regolare operazione tra operatori di mercato alla data di valutazione.
Elementi essenziali
- Regolare operazione: Usuale, normale di quel mercato.
- Operatori ben informati: Che conoscano il valore di quell’entità, che operino in quel mercato e che agiscano nel loro interesse economico.
- Che esista un mercato di riferimento.
Scelta del mercato di riferimento
- Mercato principale: Mercato che se esiste, è quel mercato in cui opera abitualmente e maggiormente in termini di volume di scambio per quell’entità. Che non è detto però che sia il mercato più vantaggioso in termini di fair value.
- Il mercato più vantaggioso: È il mercato in cui il prezzo netto dell’entità è maggiore, prezzo netto = prezzo - costi operativi - costi di trasporto, ma non è detto che in quel mercato il fair value sia altresì vantaggioso fair value = prezzo – costi di trasporto - limitazioni.
Gerarchia del Fair Value
- Osservando i prezzi di mercato derivanti dall’individuazione del mercato principale o se non esiste nel mercato più vantaggioso.
- Valutazione da input osservabili sul mercato: prezzi di entità simili scambiate su quel mercato attivo o di entità uguali scambiate su mercati diversi o non attivi.
- Valutazione da input non osservabili sul mercato: dati interni all’azienda.
Tecniche di valutazione del fair value
- Metodo della valutazione di mercato: Studio di prezzi di entità simili.
- Metodo del costo: Costo di sostituzione o di rimpiazzo.
- Metodo reddituale: Attualizzazione dei benefici futuri.
Documenti di bilancio (IAS 1)
I principi contabili IAS/IFRS devono essere sempre applicati integralmente ai bilanci d’esercizio e consolidati delle società quotate, mentre non possono essere applicati per le società che rispettano i criteri di redazione del bilancio in forma abbreviata.
Schemi
- Stato patrimoniale (statement of financial position): Voci riclassificate in base alla natura corrente o non corrente (che è esigibile/liquidabile entro 12 mesi sia che si estingue entro il normale ciclo operativo dell’impresa che va dall’acquisizione del bene per il processo produttivo alla sua realizzazione in DL).
- Conto economico: Voci riclassificate o per destinazione o per natura. Può essere di due tipologie:
- One statement approach: Statement of comprehensive income, è il conto economico complessivo formato da un unico prospetto, che contiene tutti gli oneri e i proventi realizzati e quelli non realizzati che hanno come contropartita una voce di PN (utili da rivalutazioni…)
- Two statements approach: Income statement + statement of comprehensive income (OCI) in cui il primo prospetto accoglie solamente i proventi e gli oneri realizzati, fornendo un RE separato. Il secondo prospetto indica separatamente solo i proventi e gli oneri non realizzati con un RE a sé stante, calcolando partendo dal RE del prospetto precedente.
- Prospetto OCI (other comprehensive income): Contiene costi e ricavi imputati direttamente a PN che servono a dimostrare le importanti movimentazioni di patrimonio derivanti da costi e ricavi non realizzati (fair value).
- Prospetto flussi di cassa
- Prospetto variazioni PN
- Note al bilancio fornisce informativa rispetto ai criteri di valutazione utilizzati, informazioni e commenti rispetto alle varie voci di bilancio e sulla gestione del capitale…
- Relazione amministratori sintesi sulle performance aziendali e sulla situazione patrimoniale e finanziaria.
Scelta e cambiamento principi contabili, stime e correzione di errori (IAS 8)
Selezione principi contabili: i principi contabili devono essere obbligatoriamente tenuti costanti durante gli esercizi, ma possono essere disapplicati nel caso in cui la loro applicazione risulti irrilevante (tranne per opportunismo).
Modifica principi: i principi contabili possono essere modificati per due ragioni:
- Motivi obbligatori: Viene emanato un nuovo principio. La modifica deve avvenire retroattivamente andando a modificare i saldi dei bilanci precedenti al fine di garantire una comparabilità.
- Motivi volontari: Per migliorare la qualità informativa del bilancio, anche in questo caso la modifica deve avvenire retroattivamente.
Cambiamenti stime contabili
Modifica delle scelte soggettive del redattore a causa di valutazioni date da nuove informazioni disponibili. La modifica ha effetto sugli utili dell’esercizio in corso e le modifiche ovviamente non avvengono retroattivamente ma prospetticamente da quell’esercizio in avanti.
Correzione di errori
L’errore può essere un errore di calcolo, errore di stima, errore di applicazione di un principio… l’errore inoltre può essere intenzionale o non intenzionale e rilevante o non rilevante. L’errore non intenzionale irrilevante può anche non essere corretto. Mentre invece l’errore intenzionale è sempre considerato rilevante perciò deve essere obbligatoriamente corretto.
La correzione può essere di due tipi:
- Retroattiva: Da fare sempre (modifica retroattiva fino al bilancio in cui è stato commesso l’errore).
- Prospettica: Solo se non dovesse essere possibile quella retroattiva (non si sa quando è stato fatto l’errore).
Le modifiche e correzioni retroattive (quindi non le stime) hanno come contropartita della voce rettificata, le voci di PN “utili a nuovo”.
Fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio (IAS 10)
Il principio IAS 10 afferma che devono essere considerati tutti i fatti intervenuti tra la data di chiusura dell’esercizio e la data in cui viene autorizzata la pubblicazione del bilancio, in quando differentemente dai principi contabili nazionali non esiste una vera e propria approvazione da parte dell’assemblea, ma dal momento in cui viene data l’autorizzazione alla pubblicazione, il bilancio viene cristallizzato in quanto è comunicato all’esterno. Il dato successivo a questo termine è considerato di competenza dell’esercizio successivo a meno che non sia rilevante ai fini della continuità aziendale.
Due tipologie di fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio:
- Fatti successivi che devono essere presi in considerazione nel bilancio: Quando scaturiscono da situazioni già esistenti al 31/12 ma verificatisi dopo (fatti che impattano sulla continuità aziendale).
- Fatti successivi che non devono essere presi in considerazione: Perché non riferibili a situazioni già presenti al 31/12 e che sono sorte dopo, quindi di competenza dell’esercizio successivo.
Immobilizzazioni materiali (IAS 16)
Applicato a:
- Beni strumentali tangibili ad utilità pluriennale
- Valore ragionevolmente determinabile
- Beni sotto il controllo della società, di cui essa può godere di futuri benefici economici (non per forza di proprietà)
Valore di iscrizione
- Costo d’acquisto + oneri accessori direttamente imputabili: Tra gli oneri che vanno capitalizzati abbiamo: costi di trasporto, costi di collaudo, costi di consegna, costi di smantellamento finale, costi di consegna e assemblaggio… gli oneri finanziari di solito vanno scorporati, tranne nei casi previsti da IAS 23.
- Fair value: Per i beni ricevuti gratuitamente, per i beni acquisiti a seguito di business combination o beni in leasing o costruiti internamente.
Le manutenzioni
- Ordinarie: CE
- Straordinarie: Ovvero quelle che vanno a incrementare la capacità produttiva del bene, la sua vita utile e la qualità degli output ottenuti, vanno capitalizzate.
- Cicliche: Come quelle da effettuarsi su aerei, navi ecc., vanno capitalizzate.
Valutazione successiva
- Modello del costo: Al valore contabile = costo iniziale – fondi ammortamento – fondi svalutazione - valore residuo. Diversamente dagli OIC è necessario considerare l’eventuale valore residuo in quando è impossibile che al termine del periodo di ammortamento il suo valore sia zero.
- Al fair value (revaluation model): Calcolato come valore corrente individuato nel mercato di riferimento, e se non è possibile individuarlo, il fair value è individuato dal metodo del costo (di rimpiazzo o sostituzione) oppure dal metodo reddituale (dall’attualizzazione dei flussi di cassa futuri che esso genererà). La rivalutazione del fair value deve essere effettuata ogni anno solo nel caso in cui sia un mercato con forti oscillazioni, sennò ogni 3-5 anni.
La riserva di rivalutazione
Fair value – valore contabile netto vecchio oppure valore contabile netto nuovo - vecchio. Riserva che va direttamente a PN, nel prospetto OCI. Essa rappresenta un plus valore non realizzato e quindi non è distribuibile fino a quando non sia realizzata con cessione del cespite dove va girata tutta a “utili a nuovo”, o nel caso in cui sia realizzata parzialmente mediante processo di ammortamento. La parte di riserva realizzata è trasferita nella riserva “utili a nuovo” in modo che diventi distribuibile.
Utilizzo della riserva
La riserva viene utilizzata in caso di successive svalutazioni. Se non è sufficiente, la parte eccedente è una svalutazione imputata a CE.
Rivalutazione di ripristino
Rivalutazione effettuata nel momento in cui un cespite, che prima era stato svalutato, riacquisisce valore. La svalutazione precedente deve essere fatta svanire con una rivalutazione a CE in quanto non consisteva in una perdita di valore durevole, ma solo temporanea (es. rivalutazione fabbricato). Il cespite torna al suo valore pre-svalutazione e la differenza con il fair value rappresenta la riserva di rivalutazione a PN.
Immobilizzazioni composte da attività separabili
Per gli IAS/IFRS, oggetto del processo di ammortamento non è il bene, bensì, nel caso di beni complessi, i singoli componenti significativi, i quali hanno una propria vita utile e un criterio di riparto.
Piano di ammortamento elementi che lo costituiscono
- Vita utile calcolata in base alla durata fisica del bene e all’obsolescenza tecnologica
- Valore da ammortizzare: valore contabile netto = valore iniziale + rivalutazioni - fondo svalutazioni - valore residuo
- Criterio di ripartizione
L’ammortamento ha inizio dal momento in cui il bene è pronto per l’uso. I cespiti ancora in uso ma che sono stati completamente ammortizzati, vanno spiegati nelle note al bilancio, in quanto molto probabilmente è stato fatto un errore di stima della vita utile (correzione di errori di stima). Per calcolare il nuovo ammortamento a seguito della rivalutazione, se si usa il fair value (nuovo valore a cui ci si è adeguati) si deve usare la vita residua (cambiando aliquota), se invece usi il nuovo valore lordo devi usare la vecchia aliquota e la vita totale.
Immobilizzazioni immateriali (IAS 38)
Come viene riconosciuto un intangibles
Attività non monetarie che sono intangibili e non hanno consistenza fisica:
- Identificabilità: Se l’attività è separabile e vendibile, trasferibile, locabile oppure deriva da diritti contrattuali.
- Utilità: Utilità concreta.
- Controllabilità: Da parte dell’impresa, limitando l’accesso a terzi, ovvero una risorsa di cui l’impresa può godere in modo esclusivo dei benefici futuri.
- Misurabilità: Attribuito un valore attendibile.
Non sono dunque immobilizzazioni immateriali e vanno quindi a CE costi impianto/ampliamento, pubblicità, costi di formazione del personale, costi amministrativi, salari e stipendi ecc.
Iscrizione iniziale
- Costo d’acquisto: Nel caso in cui venga acquisito separatamente. Costo che comprende tutti gli oneri necessari per renderla pronta all’uso.
- Fair value: Quando l’asset mi entra attraverso l’acquisizione di un complesso aziendale. Avviamento = costo acquisto complesso aziendale - fair value azienda (fair attivo - fair passivo). Capacità dell’azienda di produrre benefici futuri. Deve essere valutato separatamente rispetto alle immobilizzazioni immateriali. Se l’avviamento è molto negativo (badwill) è il cosiddetto buon affare, l’impresa produce perdite probabilmente. Non va a SP ma nei ricavi a CE che verranno spalmati per sostenere futuri oneri.
- Per le attività generate internamente: I relativi costi vengono contabilizzati come costi di ricerca o costi di sviluppo.
- Costi di ricerca: Sono spesati a CE, e sono quei costi che sono sostenuti fino a quando non è certo che la nuova attività sarà in grado di generare probabili benefici economici futuri.
- Costi di sviluppo: Sono capitalizzati, al verificarsi di tutte le seguenti condizioni (stima dei benefici futuri economici, sviluppo tecnicamente possibile e finanziariamente sostenibile, intenzione di completare lo sviluppo e commercializzarlo).
Valutazione successiva
Uguale a immobilizzazioni materiali:
- Al costo: Valore iniziale - fondo ammortamento – fondo svalutazione.
- Al fair value (revaluation model): Se esiste un mercato attivo con riferimento al quale il fair value può essere determinato fair – fondo ammortamento –
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