Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

(57,3%) naviga su Internet. Rispetto al 2013

rimane stabile l'uso del personal computer

mentre aumenta quello di Internet (+2,5 punti

percentuali). In particolare aumenta l'uso

giornaliero del web (+3,3 punti percentuali).

(Cittadini e nuove tecnologie, rapporto Istat

2014)

Testo originale 5 Spiegazione

Conseguenze del panorama culturale attuale

La multimedialità, in veloce sviluppo con la Se si legge meno e in modo diverso si deve

crescente presenza di video e audio, sta comunicare in maniera diversa. Dobbiamo

modificando in modo radicale le modalità di tener presente a chi è indirizzata la

fruizione, verso una lettura sempre più comunicazione. Per chi scrive è necessario

frammentata e interrotta. […] Fondamentale sapere in quale panorama ci stiamo muovendo.

per la lettura è soprattutto la parte alta, sulla Ilaria Bonomi ha scritto il testo che indaga le

quale si concentra l’80% del tempo di lettura. tematiche dei cambiamenti e modifiche che

(I. BONOMI, L’italiano giornalisti dalla carta avvengono grazie a questa nuova rivoluzione

al web: costanti e novità) tecnologica. Ora attraverso le nuove tecnologie

si legge in modo diverso. Oggi gli articoli

online sono interrotti da pubblicità, gallerie di

foto. Lo scritto dà sempre meno informazioni,

danno più informazioni i video e le foto. La

multimedialità (aumento di foto, audio e video)

sta modificando radicalmente la modalità di

fruizione. Non c'è più un testo continuo che si

può leggere senza essere distratti, è una lettura

sempre più frammentata e interrotta. Secondo

Bonomi l’80% del tempo della lettura si

concentra, così, sulla parte alta della pagina,

quindi è cambiato anche il nostro modo di

leggere, è fondamentale scrivere la prima parte

di un testo in modo da accattivare il lettore. Ci

sono, così, delle conseguenze su come vengono

scritti gli articoli. Chi è chiamato a scrivere

deve trovare delle modalità di scrittura tali da

essere il più efficace possibile e mantenere

l'attenzione del lettore. Dobbiamo quindi

interrogarci in che situazione si trova il lettore

quando legge il nostro articolo. 4

Per una definizione di Giornalese

Tentativo di definire quale caratteristiche potrebbe avere un linguaggio giornalistico: Esiste una

lingua dei giornali? Questo è un problema che ci si pone già dall'inizio del giornalismo.

Testo originale 6 Spiegazione

Uno dei mezzi che, a partire dall'Ottocento, più Beccaria assegna un ruolo fondamentale al

hanno contribuito a che l'italiano si diffondesse giornalismo come elemento promotore che ha

tra borghesia e ceti medi, è stato certamente il aiutato a far crescere e diffondere una nuova

giornale. Ha avuto una funzione mediatrice e lingua italiana. A partire dall'800, infatti, il

unificante. Ha offerto esempi di italiano giornalismo aiuta a diffondere l'italiano tra la

diverso da quello letterario, che era adatto borghesia e i ceti medi che prima invece

soprattutto a valorizzare i registri gravi e parlavano una lingua non comune. Ha avuto,

solenni. Il giornale ha spinto gli italiani verso quindi, una funzione mediatrice e unificante:

forme più semplici, disinvolte e colloquiali. questo italiano ha saputo cogliere ciò che

Caratteristica rilevante del linguaggio del proveniva dall'italiano scritto e ciò che

giornale è appunto il collocarsi a metà strada, proveniva dall'italiano più colloquiale, offrendo

bilanciando le due opposte tendenze della l'esempio di un italiano medio. Ha anche una

lingua, in equilibrio tra le pressioni innovative funzione unificante: attingendo da varie varietà

del parlato e le pressioni tradizionalistiche linguistiche ha creato un italiano nuovo. Ha

dello scritto. La scelta di un registro di media offerto un esempio nuovo di italiano che era

formalità ha permesso di mettere in contatto adatto a scritture più solenni. Caratteristica del

due livelli che per tradizione erano stati per giornalismo italiano è quello di essere nato un

secoli molto distanti, con scarso travaso. (G.L. po' all'ombra della letteratura ed è lì che questa

BECCARIA, Per difesa e per amore. La lingua professione ha tentato di dar vita ad un italiano

italiana oggi) nuovo. Fin dal principio però ha risentito di

trovarsi a metà strada tra due tendenze opposte

e pressanti: la tradizione scritta e la tradizione

del parlato. La scrittura giornalistica tende, così

ad essere un po’ a metà tra le due tendenze, ad 5

essere vicino al parlato, al linguaggio

colloquiale, ma subendo anche le pressioni di

ciò che proviene dalla tradizione scritta. Il

linguaggio giornalistico per Beccaria

rispecchia, così, il linguaggio di chi lo legge. I

testi dei quotidiani contengono derivati che si

basano su sistemi diversi, così come nella

società coesistono linguaggi diversi per toni

stilistici diversi, per terminologia tecnica e

specialistica (es. il biologo non parla come il

telecronista, il critico d’arte non parla come il

sindacalista).

Testo originale 7 Spiegazione

La scrittura giornalistica tende ad avvicinarsi al L'italiano dei giornali attinge dal lessico

parlato, subendone la pressione nelle strutture specialistico ma parla anche in modo

sintattiche e testuali; attinge a piene mani ai colloquiale. È difficile per questo definire una

lessici specialistici e, nello stesso tempo, si lingua dei giornali. Ci sono molte categorie

serve di espressioni colloquiali; tende inoltre a (es.cinema) che hanno un dizionario, una

cristallizzarsi in stereotipi, ma al tempo stesso è varietà linguistica propria. L’eterogeneità e il

ricca di usi creativi. Per questa eterogeneità, o mimetismo resero difficile definire una lingua

per questo mimetismo, alcuni studiosi dei giornali Tutt’ora si parla del linguaggio

sollevano il dubbio che si possa parlare di giornalistico in modo negativo , il

linguaggio giornalistico, inteso come uso GiORNALESE: in negativo indica una scrittura

speciale della lingua; tuttavia, viene coniata che oscilla tra gergo ed enfasi e con le sue

l’espressione giornalese, ad indicare in caratteristiche fa si che spesso abbia come esito

negativo una scrittura che oscillando fra enfasi l'essere poco chiara, poco elegante e poco

e gergo giornalistico, viene meno ai suoi doveri precisa al lettore.

di chiarezza e quindi di informazione nei

confronti del lettore. (F. GATTA, Giornalismo)

Testo originale 8 Spiegazione 6

Non si fa alcuna distinzione tra il linguaggio De Amicis è stato corrispondente di giornali.

poetico e il linguaggio famigliare. Ci sono Inizia a scrivere come corrispondente di guerra.

ancora dei giornalisti che scrivono: Questo Da una parte c’è nei giornali una tendenza a

possibile non fora – oppure – il tale che di conservare delle forme vecchio che

questo incarico onorato mi ha. Lo scriver poi provengono dalla tradizione scritta. Il tipo di

vezzosamente precipitossi invece di si precipitò lingua usato dai giornali all’inizio è molto

è cosa comunissima. (sulla tentazione dei modi antica. Dall’altra parte l’autore ravvisa una

dialettali): Costoro parlano un linguaggio certa deriva del linguaggio dei giornali, il

talmente variegato e strano, che non spetta più linguaggio è già fin troppo colloquiale.

d’occuparsene alla critica, ma alla medicina. Denuncia un’incomprensibilità dovuta all’uso

(sulla sintassi rapida): Uno stile spezzettato, dei dialetti ma così i giornalisti parlano un

asmatico e ridicolissimo. (E. DE AMICIS, La linguaggio troppo complicato. Gia allora vi era

lingua dei giornali, 1877) un tipo di produzione scritta spezzettata, nuova.

Uno stile di linguaggio che De Amicis

definisce spezzettato, asmatico e ridicolissimo.

Testo originale 9 Spiegazione

Dove il giornale italiano appare più Testo 9: all'interno di una stessa rivista

“incomunicabile” è però nell’uso troviamo lingue diverse. Quindi non solo vi è

indiscriminato dei “gerghi specializzati”. la necessitò di trovare una lingua comune

Naturalmente è ovvio che parlando di un fatto giornalistica, ma a volte anche una lingua che

calcistico si usino termini che sono noti ai soli accomuni una stessa testata. Umberto Eco, in

appassionati di calcio, come “catenaccio” o “Guida all’interpretazione del linguaggio

“zona cesarini”. Ed è anche ammissibile che giornalistico” parla di diversi registi e gerghi

parlando di una riforma del codice si usi un specializzati.

gergo giuridico. In molti di questi casi il titolo In molti casi già il titolo del testo (la testata)

del pezzo serve istantaneamente a selezionare il serve per selezionare il pubblico, fa da codice.

proprio pubblico e nello stesso tempo fornisce All’interno della singola testata si crea una

delle indicazioni di codice, funge cioè da sorta di dizionario.

dizionario. (U. ECO, Guida all’interpretazione

del linguaggio giornalistico) Ciascun titolo parla la lingua del suo giornale

e del suo pubblico. Ogni giornale dà, quindi, 7

al titolo una sfumatura diversa ---> tante

notizie, sfumature diverse (più politica, più

romantica, più tribunale) si cerca nel lessico

qualcosa che possa interessare uno specifico

lettore.

Caratteristiche del giornalese:

Frettoloso : velocità esponenziale di processo di scrittura dei testi.

o

E allo stesso tempo ridondante con la ripetizione di stesse parole, stesse formule.

Colloquiale: linguaggio colloquiale, legato alla tradizione scritta.

o Specializzato ma spesso anche approssimativo.

o Mimetico: torna sulle stesse formule, ma propone anche usi creativi della lingua.

o Lento a rinnovarsi poiché propone a volte termino poco utilizzati, ma anche una

o

lingua che lancia nuove mode linguistiche

Riconoscibile poiché fa fatica a mutare, ma coglie anche le novità linguistiche che

o

arrivano al suo pubblico.

Proprio per affrontare questa “funzione creativa del giornale” nel testo 11 c’è la presentazione del

nuovo Zingarelli 2017 che aiuta un po’ a definire le tendenze della lingua italiana. Dove i giornali 8

sono la prima “casa” scritta delle parole, il dizionario è l'ultima. I giornali sono i primi a cogliere le

parole nuove dell’italiano, sono i primi ad ospitare i termini che erano in voga solo nella lingua

parlata I termini contenuti nel comunicato dello Zingarelli sono per lo più neologismi, di cui il 10%

di origine inglese. Neologismo: parola nuova contenuta nel dizionario, sono perlopiù termini

inglesi.

Esempi: Webete, Petaloso, curvy, stepchild adoption, speed date etc.

Parole da salvare: ogni anno lo zingarelli inserisce anche parole che stanno scomparendo dall'uso.

Aldilà della funzione creativa e innovatrice del giornale c'è la funzione distruttiva, che è un

impoverimento linguistico dettato dal fatto che sempre più spesso chi si occupa di comunicazione

attinge ad un vocabolario sempre più superficiale. Se la fretta determina il modo di scrivere, pesco

da una varietà stilistica limitata perché devo utilizzare un lessico famigliare che tutti possono

comprendere senza sforzo. Il risvolto di questa capacità creativa è la funzione che impoverisce la

nostra lingua italiana.

La cause del giornalese:

- L’eccesso: il fatto di dover spettacolarizzare qualunque cosa. C’è l’esigenza de far trovare la

notizia che trova nella politica dell’eccesso, del titolo, della frase la sua forma regina.

- La contingenza: il mezzo determina la scrittura. La lingua è fortemente condizionata a seconda del

mezzo con cui è comunicata.

- La forma: scarsa articolazione logico-sintattica. I quotidiani online fanno un ampio uso del

condizionale poiché sono flash news e non sono verificabili subito.

Testo originale 12 Spiegazione

La verità è che basta aprire il giornale, Una delle conseguenze della povertà

accendere il televisore, tendere l’orecchio: linguistica che si manifesta nella pagina è il

anche leggendo, è infatti una questione di tormentone . Un tormentone è un’espressione

orecchio più che di occhio. Il tormentone è una che nasce per essere efficace ma a lungo

petite phrase che si fa riconoscere nel grande andare perde il suo significato perché troppo

magma polifonico della chiacchera nazionale. utilizzata.

Dalla lettura di un paio di quotidiani, durante Si creano una serie di cliché, stereotipi.

un viaggio Roma-Milano (in treno, e prima del

Freccia Rossa: con quello c’è il tempo per Bartezzaghi è autore della rubrica su

leggerne uno solo) uscì il seguente materiale. Repubblica e segue da vicino il mutare e

[…] La madre di tutte le X. Tormentone crescere della lingua italiana. Dedica il testo

d’autore. Copyright Saddam Hussein, prima del 2010 al fenomeno del tormentone che

della prima guerra nel Golfo, con X=battaglie. definisce come una piccola frase capace di

È una sorta di superlativo assoluto, di destare l'occhio e l'orecchio, di farsi 9

ascendenze solamente arcaiche; molto curioso riconoscere per attirare l'attenzione e rendere

perché, se l’interpretazione è corretta, la più amichevole la lettura. Egli fa diversi

battaglia più grande di tutte sarebbe una madre esempi, tra cui ''la madre di tutte le X''. Dove

che nel tempo succede a (e non precede) tutte la “ x” corrisponde alle “ battaglie”. Nasce da

le sue figlie. Non pare, infatti, che Hussein una frase di Saddam Hussein. (Es. la madre di

intendesse dire che la battaglia imminente tutte le partite, la madre di tutte le tangenti).

sarebbe stata la prima e la più grande di una Esempio di tormentone:

serie; bensì che si sarebbe trattato del

combattimento più grande della storia, quindi Suffisso “Gate” proviene da Watergate

più grande in paragone a quelli del passato. Il scandalo che coinvolse il presidente Nixon

caso è psicoanaliticamente interessante. Subito negli anni ‘70 che all'epoca non aveva a che

adottato dalla stampa in riferimento a derby fare con il significato di oggi di malaffare.

(“La madre di tutte le partite”), malversazioni Watergate era l'edificio dove aveva sede il

(“La madre di tutte le tangenti”), eccetera, il comitato dei democratici che fu sede di

cliché husseiniano, in generale, prepara intercettazioni da parte dei repubblicani. Da

occasioni che si vogliono epocali; quando poi allora vista l'efficacia del suffisso gate, esso si

sono passate, spesso ci si rende conto che non e attaccato ad altre parole es. Rubygate,

erano così epocali, e allora si ricorre a un altro malaffare.

tormentone, di tipo invece consuntivo: In Italia e successi la stessa cosa col suffisso

“Cronaca di una X annunciata” (da Gabriel Poli. Per parlare di tangenti di Milano

Garcia Marquez). (S. BARTEZZAGHI, Non se ''tangentopoli'' poli significava citta, quindi

ne può più. Il libro dei tormentoni) citta delle tangenti. Poli si stacca tipo

''vallettopoli'' con significato nuovo che

equivale a quello di gate.

Testo originale 13 Spiegazione

La scrittura giornalistica è profondamente La lingua dei giornali è influenzata dalle

influenzata dalle contingenze e dal mezzo, o contingenze e dal mezzo. Il mezzo fisico è in

meglio, il mezzo determina la scrittura. Sono grado di determinare la scrittura. Es.

molti i momenti nel corso della storia della Introduzione del telegrafo, da cui stile

stampa in cui questo legame trova un’evidenza telegrafico dei giornali.

particolare: è il caso, per esempio, Introduzione del telefono: notizie dettate per

dell’introduzione del telegrafo (1866) e, in un telefono à con l’introduzione del telefono vi fu

secondo momento, del telefono (in Italia nel la necessità di non utilizzare sintassi 10

1881). La nuova modalità di trasmissione delle complicati, ma creare uno stile semplice e

notizie costrinse a semplificare la sintassi, a lineare. A questo si deve la risposta alle 5 W

cercare uno stile semplice e lineare, cioè (Who? What? Why? Where? When?).

“telegrafico”. Ai nuovi mezzi di trasmissione è La scrittura giornalistica è quindi una scrittura

legata anche la regola delle cinque W. (F. profondamente legata ai mezzi fisici e al

GATTA, Giornalismo) tempo.

Attualmente le persone hanno cambiato il loro

modo di informarsi inseguito ai nuovi modi di

comunicazione.

Es. GIORNALI WEB (quotidiani online)

Testo originale 15 Spiegazione

La struttura sintattica dei quotidiani online è La struttura sintattica dei quotidiani online è

orientata verso la brevità, la semplicità, la orientata verso la brevità e la semplicità. E’

spezzatura e la scarsa articolazione logico- orientata verso una semplificazione, finalizzata 11

sintattica, accentuando vistosamente una linea ad una migliore chiarezza e leggibilità. E’,

già evidente da qualche tempo nei quotidiani quindi, una “scrittura in divenire”, sempre in

cartacei. Se in linea generale la semplificazione aggiornamento. I quotidiani online sono

è finalizzata alla chiarezza e ad una migliore l’esempio di come i cambiamenti tecnologici

leggibilità, dall’altra è indubbio che la brevità e portano con sé anche cambiamenti di stile ed

la spezzatura portino a un ritmo concitato che espressione.

non giova alla funzionalità informativa. […] Da uno stile più semplice, con la diffusione

Un uso verbale specifico dei quotidiani online è sempre più vasta dei quotidiani online, torna

il condizionale di dissociazione, ritornato vitale alla carica il condizionale di dissociazione:

dopo il declino da alcuni decenni nel cartaceo: utilizzato sulla carta e viene usato quando non

la velocità nel riportare le notizie e la non totale si sa se quello che si dice e vero. Per tutelarsi

affidabilità delle fondi a cui, com’è noto, i dalle conseguenze che un giornalista deve

quotidiani online fanno ricorso (oltre alle sopportare per diffusione di cosa falsa allora si

prevalenti notizie di agenzia, si attinge a blog o usa il condizionale. Uso verbale che non si

altri canali di citizen journalism) hanno vedeva più sulla carta. Riguarda

riportato in auge il modo della distanziazione, prevalentemente l'online, ma anche notizie

della non sicurezza, che conosce qui una freschissime.

presenza davvero vistosa. (I. BONOMI,

L’italiano giornalistico dalla carta al web:

costanti e novità) Purtroppo per velocizzare i tempi, il

giornalismo web cade sempre più in errori. A

tal proposito, BONOMI parla di una non totale

affidabilità e una non totale sicurezza dei

giornali web.

Testo originale 17 Spiegazione

La prima cosa da conquistare come condizione Ciò che è importante quindi è, come sostiene

di tutte le altre conquiste è la fiducia del lettore. MONTANELLI, la fiducia del lettore che si 12

E questa conquista la si fa non ricorrendo mai conquista: a. dicendo sempre il vero

ai falsi, che prima o poi vengono scoperti, e da chiedendo perdono al lettore in

b.

quel momento è meglio cambiare mestiere. caso di sbaglio

L’idea di conquistare il lettore con le montature

sensazionalistiche dei fatti può funzionare sulla usano la lingua semplice del

c.

breve distanza. Su quella lunga, procura solo lettore stesso

discredito. Sia chiaro che, quando si deve ponendosi al servizio del lettore.

d.

riferire su un fatto mentre accade, si può cadere

in qualche inesattezza. Niente paura. Se,

appena te ne accorgi, lo riconosci

pubblicamente e ne chiedi scusa al lettore,

questi ti perdona. Seconda regola. Parlare al

lettore nella sua semplice lingua, non in quella

sussiegosa dell’Accademia, peste e dannazione

di una cultura come quella nostra, che per

questo non è mai riuscita a diffondersi come

sarebbe stato suo primo dovere di fare. Noi

dobbiamo essere e restare al servizio del

lettore, e in senso non astratto, ma concreto, in

quanto è lui che ci mantiene comprando i nostri

giornali e i nostri libri. Ciò non vuol dire

secondarne gli errori o almeno quelli che a noi

sembrano tali. Significa soltanto cercar di

correggere l’errore senza mancare di rispetto a

chi lo commette. (I. MONTANELLI, 2003) 13

La tentazione del quotidiano, e il desiderio d’eternarsi.

Giornalismo e letteratura

Si possono conciliare le necessità del mestiere di giornalista e le esigenze dell’arte dello scrittore?

Testo originale 18 Spiegazione

Il problema che più appassionava il mondo delle Nel suo scritto “Scrittore o giornalista?” sostiene

lettere, molti anni fa, era quello se il giornalista che la domanda che più appassionava il mondo delle

potesse essere anche scrittore, se lo scrittore in lui lettere, molto anni prima, fosse “un giornalista può

non nuocesse al giornalista, se le necessità del essere anche scrittore?”.

mestiere e le esigenze dell’arte si potessero Un tempo le cose erano semplici e il problema non

conciliare. Il problema mi è specialmente caro esisteva. Questo perché scrittore e giornalista si

perché appassionava tutti a casa mia, salvo mio distinguevano per:

padre. Egli pensava che fare bene il giornalista era

così difficile e soddisfacente che non lasciava posto

a ogni altra occupazione. Una volta, al principio del SCRITTORE GIORNALISTA

secolo, la cosa era semplice. Il problema non

esisteva. Scrittore e giornalista si distinguevano a Forma Libri, drammi, poemi Servizi, articoli

vista. Lo scrittore scriveva libri, drammi, poemi. Il

giornalista dispacci, servizi, articoli. Lo scrittore Stile Linguaggio elevato: Linguaggio più

usava parole difficili, ornate, eleganti, insolite, e parole difficili, eleganti, semplice:

ingemmava la sua prosa di espressioni desuete e insolite. immediato,

incomprensibili. Il giornalista usava un linguaggio il accessibile, quasi

più possibile immediato, accessibile, quasi parlato. parlato.

Lo scrittore narrava per lo più cose inventate da lui,

avventure di nobili ed eccezionali personaggi, Oggett Cose inventate (per lo Cose vere

travolti da bufere d’emozioni, in ambienti o più)

immaginari. Il giornalista, cose vere, o che si

supponevano vere, viste da lui, o per lo meno

apprese di prima mano. Qualche volta, è vero, lo Oggi questa vecchia separazione non vale più. Non

scrittore affidava una novella, un bozzetto, un si è più scrittore solo perché si scrivono libri e

ricordo di viaggio a un giornale. Lo faceva però con giornalisti solo perché si scrivono articoli di

condiscendente riluttanza, per bisogno […] Lo giornale. Barzani parla di “ARTIGIANATO

scrittore, in realtà, aveva quasi sempre fatto il LETTERARIO”, ovvero tutto ciò che ha a che fare

giornalista in gioventù. Ma si trattava di uno stadio con l’arte, di qualunque forma essa sia (romanzo,

senza apparenti legami con la sua condizione, così poesia, saggio, teatro, studi storici, giornalismo...) .

come ogni farfalla è stata bruco […] Alcuni L’artigianato letterario ha alcune necessità:

giornalisti facevano quindi il mestiere con la costrizione del tempo, mezzi, circostanze,

malagrazia con cui le farfalle fanno il bruco, costrizione degli schemi metrici delle poesie,

aspettando il giorno della promozione. Per quasi tutti panorama editoriale critico, il pubblico a cui ci si

la promozione non veniva mai. Intanto rivolge. Per Barzini, quindi, lo scrittore non è colui

infiorettavano i loro scritti di espressioni rare, per che scrive libri, ma colui che riesce ad andare oltre

consolare se stessi e impressionare i colleghi. […] queste necessità. Scrittore è colui che riesce ad

Oggi sappiamo che la vecchia separazione emergere dall’artigianato letterario (a cui si dedica)

puramente editoriale e tipografica non vale. Non si è grazie a determinate sue qualità (es. urgenza, alta

scrittore solo perché si scrivono libri e giornalisti qualità, onestà, novità delle cose che ha da dire,

solo perché si scrivono articoli nei giornali. Vi sono l’autorità con cui si fa ascoltare) senza farsi

sommergere dalle costrizioni o necessità del

libri sciatti, volgari, inutili, e vi sono articoli 14

dignitosi, ispirati, felici. […] Oggi sappiamo anche mestiere.

che gli accorgimenti superficiali e giochi tecnici non

fanno lo scrittore. Un tempo infatti si pensava

bastassero la prosa d’arte, il tono elevato e lirico, la

circonlocuzione oscura, la contorsione, Ma può il giornalista emergere?

l’incomprensibilità per dare dignità letteraria a

qualsiasi testo. […] Vi sono, si badi, scrittori che

riescono a esserlo malgrado l’impiego di sotterfugi. Si. Anche il giornalista può emergere e superare le

Ma oggi i sotterfugi non bastano più. Sappiamo necessità del suo mestiere perché offre

infine che la qualità di scrittore non è neppure legata vantaggi e svantaggi .

alla conoscenza perfetta della lingua. […] E allora?

Scrittore è colui che emerge dall’artigianato Vantaggi del giornalista Svantaggi del

letterario al quale si dedica, romanzo, poesia, saggio, giornalista

studi storici, teatro, giornalismo, (…) per particolari Avere a che fare con cose Avere a che fare con la

qualità sue. Le necessità del mestiere che esercita vere, realmente accadute costrizione del tempo

non lo paralizzano. Sembrano invece stimolarne

l’ingegnosità e l’estro. Così il grande poeta di un Scrittore e giornalista si distinguevano a vista, per la

tempo non restava inchiodato ai quattordici versi del forma delle loro opere. Lo scrittore inventava le

sonetto o agli otto dell’ottava, ma sembrava storie, mentre il giornalista scrive cose vere, fatti

stendercisi a suo agio, e le rime non rovinavano il reali. Lo scrittore è un artigiano letterario, il suo

ritmo del verso ma cascavano naturali e scrivere è un atto artigianale. Barzini ha un giudizio

insostituibili. Quali qualità distinguono l’artigiano positivo nei confronti dei giornalisti, sostiene che

dallo scrittore è difficile stabilire: una certa urgenza, possono diventare scrittori.

una certa necessità del racconto, la novità

sostanziale delle cose che ha da dire, la probità

letteraria, il disprezzo per i sotterfugi e gli

accorgimenti, la padronanza di sé, l’autorità con cui

si fa ascoltare, e via discorrendo. Scrive perché

sembra non possa farne a meno, come un falco vola.

Soprattutto, la qualità che oggi più si apprezza

sembra essere una certa onestà e autenticità di

testimonio. Anche il giornalista qualche volta riesce

ad emergere al livello di scrittore. Il suo mestiere gli

offre alcuni vantaggi e svantaggi. Primo vantaggio:

egli racconta le cose che si pensa siano vere,

realmente accadute. […] Lo svantaggio

insormontabile è la costrizione del tempo. Può dare

talvolta alla prosa l’immediatezza di una pagina di

diario o di una lettera. Ma non ne fa letteratura. La

pagina che resta è solo quella che racconta qualcosa

che è già remoto, una emozione rivissuta nella

tranquillità e nel silenzio, decantata, ridotta

all’essenziale. (L. BARZINI JR, Scrittore o

giornalista?)

Testo originale 19 Spiegazione 15

“Giornalismo”, “produzione giornalistica” si usa, Croce esprime un giudizio negativo nei confronti

anzitutto, in significato letterario, come termine del giornalismo. Egli sostiene che “giornalismo” o

dispregiativo, per indicare un gruppo di prodotti “produzione giornalistica” siano termini utilizzati in

letterarii di qualità inferiore. Sono queste le scritture letteratura in modo dispregiativo per indicare un

prive di originalità e di 8 profondità, che ingegni gruppo di prodotti letterari di qualità inferiore.

superficiali e incolti manipolano giorno per giorno Secondo lui non vi sono possibilità d’incontro tra

per riempirne i pubblici fogli. I loro autori, se letteratura e giornalismo.

espongono idee, non si accorgono di accozzarne

insieme di quelle che si contradicono; credono di Per sostenere la sua tesi Croce critica del

distinguere e dedurre, e si lasciano invece facilmente giornalismo:

accalappiare dagli omonimi e dai sinonimi; se Lo stile, forma e linguaggio ,

a.

ricordano fatti storici, li riferiscono senza esattezza e descrive le produzioni giornalistiche come

attingendoli a fonti impure (…). Lo stile di quelle scritti privi di originalità e di profondità

scritture è tutto contesto di frasi e parole belle e fatte, perché pieni di somiglianze, frasi costruite,

e tali da richiedere il minore sforzo nel lettore; idee contraddittorie. Lo stile è composto, di

cosicché esso sembra, talvolta, un gergo, analogo a fatto, da frasi e parole semplici che

quello dei burocratici. Ed ora si sente che le cose vi si richiedono al lettore solo un minimo sforzo.

tirano in lungo per riempire il numero di cartelle da Si allungano, così, i contenuti solo per

fornirsi alla stamperia; ed ora che esse vengono riempire gli spazi forniti dall’editore.

strozzate nel meglio, perché quel numero di cartelle è

esaurito. Il giornalista fa una filosofia improvvisata, I giornalisti stessi che vengono

b.

una storia improvvisata, un’arte improvvisata; e le definiti dall’autore stesso come uomini di

improvvisazioni richiedono uomini di pochi scrupoli scarsa sensibilità estetica.

e di scarsa sensibilità estetica. L’artista deve Questo perché il giornalista, secondo l’autore, non

indugiare nel sogno, lo scienziato nella meditazione, va oltre alla semplice scrittura per riempire i fogli.

lo storico nell’indagine documentaria, ma il

giornalista non deve, e, alla fine, anche volendo, non L’oggetto à il giornalista tende ad

c.

può. Perciò artisti, scienziati e storici guardano con improvvisare, creando una sorta di “arte

diffidenza, e quasi con orrore, la produzione improvvisata” dove l’oggetto delle scritture

giornalistica; e quando uno, che fu già dei loro, si dà è momentaneo ed improvviso, non frutto di

a quella sorta di lavoro, lo considerano una vera e propria riflessione. Il giornalista,

irremissibilmente perduto. E perciò, si dice, il infatti, non può soffermarsi a pensare, a

giornalismo, come non appartiene al mondo del differenza di artisti, scienziati e storici.

pensiero e della bellezza, ma a quello degli espedienti Questa è la mancanza principale che Croce

pratici, così dev’essere escluso dalla narrazione rileva nei giornalisti: il non potersi

storica dei fatti della scienza e della letteratura. I soffermare a pensare su ciò che si scrive. Il

medesimi articoli, che erano sembrati belli ed efficaci giornalismo, così, non appartiene al mondo

nel momento in cui apparvero, riletti nelle pagine di del “pensiero”, ma a quello degli espedienti

un libro, non fanno la medesima impressione. Sparite pratici.

le circostanze pratiche (…) quegli scritti si svelano, Secondo Croce il giornalismo è un puro lavoro

per troppi rispetti, difettosi; e, se restano come pratico che non si può legare alla narrativa. Afferma

documenti storici, artisticamente poi sono morti, che ci sono testi destinati a svanire subito e altri

appunto perché, come tali, non sono mai stati troppo destinati a durate nel tempo. La verità è un obbligo

vivi. Vi son cose che si ricordano più a lungo e più a inderogabile per il giornalista. I tempi tra

lungo preoccupano gli animi umani, e altre meno: letteratura e giornalismo sono molto diversi. Il

cibi che l’umanità digerisce presto, e altri che le tempo della letteratura è molto più lungo. Dove io

stanno più a lungo nello stomaco. (B. CROCE, Il giornalismo si precipita la letteratura si frena.

giornalismo e la storia della letteratura) 16

Testo originale 20 Spiegazione

Metodologicamente parlando, per me lo Non vi è conflitto tra mondo giornalistico e mondo

scrittore che sa essere giornalista – e, per letterario. Un giornalista che sa essere scrittore (o

converso, il giornalista che sa essere scrittore – viceversa) non lo dimostra scrivendo libri, ma lo

non lo dimostra scrivendo dei libri. Lo dimostra sul campo, nell’immediatezza della

dimostra sul campo, nell’immediatezza della cronaca e della scrittura, poiché solo in quel

cronaca e della scrittura. Ritengo, in sostanza, momento il giornalista è in grado di evidenziare la

che in un eventuale studio del rapporto propria capacità di scrittore (o viceversa).

giornalista-scrittore, nell’interscambio tra i due

ruoli, vadano rigorosamente considerati non i

libri che quello scrittore-giornalista ha

pubblicato, ma quanto ha scritto a caldo:

perché è il momento in cui lui è in grado di

evidenziare e dimostrare la propria capacità di

scrittore; quanto ha in sé dello scrittore (se

giornalista) e del giornalista (se scrittore). (E.

PACCAGNINI, Esperienza di un critico

militante)

Testo originale 22 Spiegazione

La letteratura invece va lenta, circospetta, Nel suo “letteratura bastarda”, Marabini sostiene

rispettosa. Lascia che il tempo viaggi, si agiti; che:

lascia che rallenti, si riposi. Magari lo aspetta, o Da una parte, la letteratura è lenta,

a.

finge di aspettarlo, in certi suoi ritorni, quando circospetta, rispettosa e ha la possibilità di

disegna anelli e sembra voglia tornare 9 sui andare cauta, osservando lo scorrere del

suoi passi. […] La cronaca insomma non le tempo.

appartiene e vuole del tempo l’immagine alta e

globale, non quella al dettaglio. […] Ed ecco Dall’altra parte la cronaca ha

b.

che, dove il giornalismo si precipita, la tutt’altra esigenza, poiché corre nel tempo.

letteratura frena; dove il primo giuoca di Di fatto il tempo che conta è il tempo che

rischio, la seconda agisce con prudenza; e scorre, ma la letteratura frena nel tempo.

mentre uno annovera l’approssimazione fra i ( N.B Questo suo pensiero ricorda una frase di 17

proprii inevitabili strumenti, fatalmente legata Umberto Eco “il giornalista è storiografia

alla velocità dell’esecuzione, l’altra la cancella dell’istante. La letteratura è storiografia

sotto la mutria della severità e del rigore. […] dell’eterno”). Per Marabini è giusto che il giornale

Da ultimo, è giusto che il giornale si realizzi in si “realizzi in un foglio aperto” e la letteratura si

un foglio aperto e la letteratura in un libro, che “realizzi in un libro”. Come è giusto che una

è chiuso, rilegato, messo sotto una rigida produzione giornalistica vada nel dimenticatoio,

copertina; e che il primo affronti, anzi chiami, mentre è giusto che una produzione letteraria sia

sino dal suo mattiniero comparire, il suo destinata a durare, persino come funzione

disfacimento, mentre il secondo punta allo ornamentale, su uno scaffale o in una biblioteca.

scaffale e alla biblioteca, al tempio del sapere e

della scrittura, al duraturo comparire, persino a

una funzione ornamentale, perciò stesso avulsa

dall’usura. (C. MARABINI, Letteratura

bastarda)

In odio ai letterati puri. Paolo Monelli

Testo originale 23 Spiegazione

Giornalista, Monelli ha sempre diffidato della Eugenio Montale fa una recensione di uno

letteratura pura; e si è sempre mostrato scritto di Paolo Monelli mettendo in luce gli

convinto che un buon «servizio» può valere aspetti che legano il giornalista all’ambito

quanto una bella poesia. A dir questo lo poetico.

autorizzava la serietà della preparazione, il Monelli, dice Montale, ha sempre diffidato

gusto del linguaggio preciso e persino della “letteratura pura” e si è sempre mostrato

l’inclinazione a certa civetteria di accademico o convinto che un buon servizio giornalistico 18

di cruscante che non esclude dalla sua prosa i potesse valere quanto una bella poesia.

più audaci imprestiti della lingua viva e dei Il giudizio di Montale è, di fatto, POSITIVOà

dialetti. Si ebbe sempre, perciò, in Monelli un gli articoli di Monelli potrebbero essere

buon letterato con le carte in regola come paragonati ad opere poetiche.

pochi, ma troppo impaziente e affaccendato per

«fare della letteratura»: uno scrittore tutto

consumato nelle cose da raccontare e quasi

insofferente della riflessione. (E. MONTALE,

“Letture”. Recensione a Nessuna nuvola in

cielo di P. MONELLI)

Testo originale 24 Spiegazione

[Questi articoli] sono i canti che avremmo scritto, se avessimo “Questo mestieraccio” di P. Monelli è

preso più sul serio la rima e meno sul serio la vita; sono le novelle un libro giornalistico caratterizzato,

che avremmo distillato, le avventure che avremmo diluito in cento cioè, un insieme di scritti che Monelli

pagine (…); sono il romanzo che non faremo mai, dopo aver si rifiutò di far marcire sui giornali e

raccolto così imponente documentazione che basterebbe per tutta decise di raccogliere ed inserire in un

la vita ad un Balzac e ad uno Zola insieme. Quei romanzieri vanno libro. Il libro contiene cenni

quindici giorni in un albergo di Algeri, e scopron l’Africa; noi si d’aspirazione alla letteratura da parte

torna dalle terre più chiuse, dai costumi più intatti, e forse nessuno di un semplice cronista.

conoscerà mai la nostra più vera esperienza perché magariddio era “Il mestiere del giornalista, anche se

tutta in quel periodo che esorbitava dalle due colonne; ed il apparentemente sembra una cosa fatta

redattore capo l’amputò via, scuotendo la testa: «via queste frettolosamente, trova in noi più dubbi

19

chiacchiere». Le folle dei nostri racconti agiscono a modo loro, rispetto che abbandoni (lasciarsi

non a fantasia nostra, e son laide e illogiche; ci avviene di capitare andare ad un qualcosa di automatico)”

in un’Africa fredda, di sudare al Capo Nord […] Vediamo donne à Secondo Monelli è felice lo scrittore

troppo più spesso brutte che leggiadre, ed eroi in maniche di che può permettersi di creare i

camicia; facciamo la festa ai luoghi comuni, ci imbattiamo in personaggi e accompagnarli dove

Francesi modesti, in Inglesi sedentari, in Tedeschi indisciplinati, in vogliono andare. Diverso è il mestiere

Russi sobri, in Americani poveri in canna, in artiste di caffè del giornalista che racconta, invece ciò

vergini e schive. […] E il nostro è un faticoso ricreare, senza che sta accadendo.

ritrovar mai il conforto e la pigra certezza della convenzione. […] “È con dispiacere che nella necessità

I critici dicono che queste nostre prose son false, esaltazioni a di stare in misure fisse nascono questi

freddo, oratoria d’occasione (…) e i nostri libri relegati, senza articoli con qualcosa di limitato nel

riguardi, nell’innocente rubrica dei «libri di viaggio». Ecco tempo, come scritti di secondo ordine

preparata la carta, ecco accostata la sedia. Non c’è modo che non possono ambire a qualcosa di

d’indugiarsi nei felici preliminari di saggiar la carta, di provar la più. Noi giornalisti siamo legati al

penna, di trascegliere l’esordio, d’ordinare i pensieri. Come s’è vero” Monelli accenna a vari temi:

infilato si continua, non è ammesso pentimento né pigrizia; si

scrive, e intanto si pensa che quest’articolo deve arrivar per la necessita di tener in

A.

domenica, e prenderà posto in quelle date colonne, e andrà mente il vero, che è la prima

composto in quei dati caratteri che già fin d’ora condizionano la ispirazione degli scritti

misura delle immagini e la parte fatta agli avvenimenti. […] Ma giornalistici

già fuor della breve eccitazione si disegna, si precisa un che il fatto di avere a che

B.

d’antico, di primitivo, di già presentito, di già invocato, che fare con un qualcosa di

interrompe l’ordine del discorso, che s’impone con 10 parole occasione (dati fissi) più altri

numerate, con ritmi pieni d’echi. Fa capolino dopo l’esordio, limiti che non permettono di

s’insinua fra la nota demografica e quella sociale, esce finalmente sconfinare.

fuori nel respiro d’un periodo più pacato, traendo pretesto da un

color di paese, da un’eco di leggenda; e allora il lavoro si allarga e Di fatto, Monelli spiega come nascono

s’adagia, l’assillo serenamente si placa, diviene il liberarsi d’un gli articoli ed espone il dispiacere nel

groppo che restava raggomitolato in un angolo del cuore da fatto che questi ultimi nascono come

lontanissimo tempo, e proprio fra quella notazione di paese esotico prose d’occasione. E, cioè, come

e quell’aforisma di vita sociale naturalissimamente si discioglie. scritti legati ad una serie di limiti dati

Questo abbandono a più soave dettatura non è incosciente né dal vero (gli articoli, di fatto

incontrollato. È l’atteso imprevisto. Questo mestieraccio, dunque, raccontano l’attualità e la verità).

è differente in tutto e per tutto da quello dei poeti, parte da dati e In “ Questo mestieraccio” emerge

condizioni addirittura opposte. Riconosco umilmente questa verità, chiaramente il senso di frustrazione di

lascio che annoverino il mio mestiere fra le arti infime, o me lo Monelli per non essere entrato nel

releghino addirittura fuori di esse, sulla soglia, perpetuo parente mondo della letteratura ed essere

povero a cui non si permette d’entrare. Eppure, tornando a bomba, rimasto un po’ sul confine.

tanta è la stortura mia che in fra i due mali ringrazio il destino di

non avermi fatto poeta, sibbene scrittore per le gazzette; e così Monelli riconosce, comunque, il fatto

inveterato sono nel vizio che mi paralizza il solo pensiero di che il mestiere del giornalista sia

congegnare una novella, d’architettare un romanzo, di creare su totalmente diverso da quello della

elementi di pura fantasia un quadro a ritrose ricordanze e a letteratura. Nonostante ciò, Monelli

ragionevoli paradossi. A riprova di questo ti metto innanzi un afferma come un tempo i giornalisti si

articolo che scrissi a Berlino fra il Natale e la fine del ’24, appena siano illusi di creare un nuovo

tornato da un’escursione nelle montagne dello Harz. Tutti sanno “genere”, creando così anche un

come siano galeotte certe ricorrenze a chi è solo fuori della patria. nuovo tipo di scrittore che rappresenta

La casa lontana ripunge il cuore con lo stesso disio della perduta una novità, poiché:

giovinezza. Avessi avuto l’abito e il dono della poesia, avrei in 20

quei giorni della bruma teutonica esalato questo disio in un è uno scrittore che

a.

sonetto, in un carme duraturo: Un dì, s’io non andrò sempre scrive in prima persona, perché

fuggendo/ di gente in gente… Invece pedestre e senza fantasia vede i fatti in prima persona.

com’io sono, m’attediavo senza frutto fra le muffite montagne è uno scrittore vero,

b.

senza neve e la città festiva; e inviavo ogni sera una cronaca moderno, aderente alla vita

telefonica sulla vita politica del paese (…) e cercavo un soggetto

d’articolo per compiere la prescritta misura mensile. Ecco che è uno scrittore attento

c.

m’arrivò l’ordine dal mio direttore di fare e spedire senza indugio allo stile e alla lingua, ma non

«un pezzo natalizio»; perché la stessa cosa avevan fatto o facevano è schiavo delle regole.

i miei colleghi dalle altre capitali d’Europa. Mi sedetti dunque alla è uno scrittore

d.

macchina da scrivere, con l’assillo del compito urgente; ma prima profondamente curioso.

ero andato a fare una passeggiata per le vie del centro, m’ero fatto

tornare a mente alcune pigre osservazioni dei giorni passati, e

m’ero riletto certi articoli di giornali sulle superstizioni popolari

natalizie, che avevo ritagliati e messi da parte, perché non si sa

mai. Con più dispetto che rassegnazione mi misi al lavoro; e nel

cuore ancor più acuto tedio della mia vita sola. Mi ricordai che un

certo grammatico sentenziò che non s’incomincia mai un discorso

col dunque; e mi piacque pensare che cominciando così il mio

pezzo, le sue ossa si sarebbero rivoltate nella tomba (…): Natale

verde, dunque – incominciai. Ho fatto la peggio scelta: ed ho finito

col fare un mazzo solo di questi tre mestieri per cui non mi son

saputo decidere. Eremita sì, spesso, fra le folle sconosciute, fra

gente estrania, paurosamente solo; ma con l’obbligo

d’ambientarmi subito, intrufolarmi subito in interessi a me ignoti e

indifferenti fino allora, aggredir gente con sforzata cordialità per

l’intervista o per l’informazione. E impiegato, certo; con i miei

schemi da riempire, con le formule fisse, per inaugurazione, per

rivoluzione, per nuovo Re, per nuovo ministero; con quel tanto per

cento di elementi imposti, arguzia, ironia, esaltazione,

compiacimento; legato agli orari dei telefoni e dei telegrafi, alla

partenza dei postali. E scribacchino, infine; ma con le condizioni,

le limitazioni, le necessità, i risultati che v’ho mostrato; in odio ai

letterati puri, in sospetto ai colleghi cronisti; aspirando invano a

esser letto da chi si vorrebbe pur consigliare o inspirare con

quell’articolo in buona fede; ma raccogliendo da una turba infinita

di non richiesti lettori testimonianze come queste: «Egregio

signore, mi meraviglio che un giornalista come lei abbia scritto un

articolo così stupidello come quello comparso nel Corriere di ieri.

Suo devotissimo, eccetera». Questo ingenuo signore crede che noi

si scriva per vocazione. Eppure ci siamo illusi, un giorno, di creare

un «genere»; di dar forma a un nuovo tipo di scrittore: moderno,

vero, aderente alla vita, capace di superar gli antichi miti, ma

capace di scorgere i nuovi che sorgono e di spiegarli ai loro

inconsci creatori. Scrittore con fantasia, ma non d’invenzione;

devoto alla lingua e allo stile, ma non schiavo delle tradizioni, dei

modelli, dei luoghi comuni; curioso non di sé o delle sue reazioni,

ma delle folle, dei luoghi, dei cieli. Lo scrittore «che si scomoda»;

che vive con la gente, pensa con la gente, soffre con la gente, e 21


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

41

PESO

81.79 KB

AUTORE

sese07

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in linguaggi dei media (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Sociologia) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sese07 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Italiano per la comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Rossi Letizia.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Italiano per la comunicazione

Italiano per la comunicazione
Appunto
Appunti esercitazione Giornalismo I semestre
Appunto
Italiano per la comunicazione - dalla letteratura alla pubblicità
Appunto
Pubblicità
Appunto