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Fotografia intimista

Studio sulla fotografia intimista, una tipologia della fotografia contemporanea che documenta attraverso una sorta di micro – reportage, una determinata sfera familiare, sociale, sentimentale che lo stesso fotografo vive in prima persona.

Confronto fra due artiste apparentemente molto diverse ma con molto in comune: Nan Goldin e Sally Manncon una piccola parentesi nel passato con Jacques... Vedi di più

Esame di Teoria e storia della fotografia docente Prof. C. Cardillo

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Fra i temi approfonditi da Sally Mann sono molto evidenti la morte ed il tempo. La morte, messa in

scena come metafora dell’abbandono dell’infanzia ma anche come esorcizzazione poiché nemica

di tutti i genitori ed infine il legame fra terra e morte, con i ritratti di scenari di decomposizione in

contesti naturali. Il tempo è una costante, che si tratti di morte o di malattia o della crescita dei figli,

Sally riesce a dargli un senso, a fermarlo ed ad immortalarne il passaggio.

Le sue foto sono tutte in bianco e nero, ciò conferisce solennità ed eleganza, nonché ancor più

profondità alle sue opere; Il senso di malinconia e nostalgia viene accentuato quando a metà degli

anni 90, Mann riscopre la tecnica fotografica su lastre di collodio umido 8×10.

Nella prima metà degli anni ottanta Sally Mann ha pubblicato il suo primo libro: Second Light in cui

sono raggruppate le foto della sua prima mostra organizzata alla Corcoran Gallery of Art di

Washington, nel 1977 dove ha esposto opere che ritraggono l’edificazione della nuova Lewis Law

Library.

Nel 1988 una mostra“At Twelve” (1988) mette in scena ragazze adolescenti mostrandone i

cambiamenti fisici, la maturazione, le inquietudini e le speranze, scaturendo critiche.

Nel 1992 “Immediate Family” scatenò un vero e proprio pandemonio di polemiche. In quest’opera

Sally ha mostrato i suoi figli, in bilico fra infanzia ed adolescenza, per lo più nudi e ritratti in contesti

naturali e familiari. La società “perbenista” e “benpensante” le si è rivoltata contro additandola

come madre snaturata, una madre che espone i suoi figli piuttosto che proteggerli, sfruttandoli per

tornaconto personale.

Dopo una serie di pubblicazioni sui suoi vecchi lavori, il 2003 la vede protagonista di un nuovo

progetto “What Remains” avente a che vedere con la decadenza, la decomposizione ed il legame

fra morte e natura.

Il suo lavoro sulla famiglia, sul tempo, sulla decadenza e la morte continua nel progetto “Proud

flesh” che la sta impegnando attualmente, avente come soggetto, suo marito, affetto da distrofia

muscolare.

Affinità e differenze fra Nan Goldin e Sally Mann

Osservando l’operato delle due artiste ho riscontrato delle affinità concettuali e delle differenze

soprattutto tecniche: entrambe lavorano all’interno di una sfera intima e personale, in entrambi i

casi c’è un inquietudine, se vogliamo data dal senso di instabilità del futuro; nel caso di Sally Mann

c’è forse una maggiore speranza e illusione data dall’età dei soggetti che devono ancora entrare

del tutto nell’età adulta, del caso di Nan Goldin più che speranza c’è rassegnazione, essendo i

soggetti già adulti e quindi immersi in un mondo fatto di difficoltà esistenziali e fisiche. Il presagio

della morte è presente in entrambi i casi, nel caso di Sally Mann è celato nel racconto della

crescita di questi bambini e del conseguente invecchiamento del genitore che adesso li osserva,

un giorno non lo farà più, mentre con Nan Goldin è più diretto nelle crude immagini di droga e Aids.

Per quanto riguarda le immagini e la tecnica, Nan Goldin è senza dubbio più diretta, i suoi scatti

sono più crudi, sporchi e maleducati, nelle fotografie di Sally Mann c’è un senso estetico più

ricercato, e le tematiche sono espresse in un modo molto più velato.

Indietro nel tempo

Jacques Henry Lartigue

Courbevoie, 13 giugno 1894 – Nizza, 12 settembre 1986 un fotografo e pittore francese.

Come già detto, le immagini personali in fotografia sono sempre esistite ma mai del tutto finalizzate

ad essere esposte, un esempio di archivio familiare del passato, che è invece stato

successivamente pubblicato è quello del giovane Lartigue. Egli attua un opera di carattere intimo

che inizia fin da bambino, come un gioco, in modo amatoriale. Il suo tema preferito era il

movimento, infatti mette in posa i familiari e i parenti in posizioni strampalate, molto moderne per

l’epoca. Ritrae il mondo che gli sta attorno: parenti e amici, e più in generale la quotidianità della

borghesia.


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10 mesi fa


DESCRIZIONE ESERCITAZIONE

Studio sulla fotografia intimista, una tipologia della fotografia contemporanea che documenta attraverso una sorta di micro – reportage, una determinata sfera familiare, sociale, sentimentale che lo stesso fotografo vive in prima persona.

Confronto fra due artiste apparentemente molto diverse ma con molto in comune: Nan Goldin e Sally Manncon una piccola parentesi nel passato con Jacques Henry Lartigue


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Fotografia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Parnazzus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia della fotografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Accademia delle Belle Arti di Firenze - LABA o del prof Cardillo Carmen.

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