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Fotografia intimista Appunti scolastici Premium

Studio sulla fotografia intimista, una tipologia della fotografia contemporanea che documenta attraverso una sorta di micro – reportage, una determinata sfera familiare, sociale, sentimentale che lo stesso fotografo vive in prima persona.

Confronto fra due artiste apparentemente molto diverse ma con molto in comune: Nan Goldin e Sally Manncon una piccola parentesi nel passato con Jacques... Vedi di più

Esame di Teoria e storia della fotografia docente Prof. C. Cardillo

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La fama arriva nel 1978 a New York con “The ballad of sexual dependency”, opera realizzata

selezionando e giustapponendo un consistente numero di diapositive a colori scattate in differenti

periodi, accompagnate da una colonna sonora. E’ un personale diario visivo dell’artista, dei suoi

rapporti con amanti e amici e delle sue esperienze in giro per Boston, New York, Berlino e altri

luoghi intorno agli anni ’70, ’80. Principalmente mette in luce il paradosso dei legami fra un uomo e

una donna, uniti da un forte legame sessuale ma che in realtà non sono realmente compatibili.

Una fotografia che indaga senza scrupoli tra tossici, drag queen e scatti pieni d’amore. La

fotografa americana dà vita a un monumentale documento visivo di ricordi e momenti di intimità,

mettendo in scena le fragilità dell’animo umano. In queste fotografie vi è anche una

documentazione della malattia dell'AIDS, con questo Nan corre la sua battaglia contro il tempo e

contro la morte. Attraverso le movenze, gli atteggiamenti e le loro azioni, i corpi esprimono

determinati sentimenti ed emozioni.

La sua produzione è molto sistematica, infatti, nella maggior parte dei casi sceglie un tema o un

soggetto, dedicandosi a esso per diversi anni;

un esempio è la serie ”The Cookie Portfolio” che comprende una selezione di 15 ritratti realizzati

dal 1976 al 1989 alla sua amica Cookie. Le fotografie ripercorrono la storia della loro amicizia e di

tutti i momenti condivisi, fino alla morte della sua amica. Non è soltanto la descrizione di una storia

personale e intima, ma un tributo all’amicizia.

La produzione artistica di Nan Goldin è, quindi, molto più di un “diario pubblico” perché nel suo

album fotografico non viene tratteggiato soltanto il ritratto di una famiglia nient’affatto comune, ma

di un’intera generazione newyorkese che, dagli anni Settanta in avanti, ha fatto emergere

tematiche anticipatrici e, spesso, provocatorie, come un diverso concetto di identità sessuale o

l’uso di droghe.

Sally Mann

Lexington, 1º maggio 1951 è una fotografa statunitense, il cui lavoro si svolge prevalentemente

all’interno del suo nucleo familiare. I soggetti principali oltre alla natura sono: suo marito, bambini

e adolescenti, in particolare i suoi figli, dei quali documenta e racconta la loro infanzia e crescita,

nei momenti positivi e anche negativi. Il suo obiettivo è quello di ritrarre soprattutto i legami familiari

ed il passaggio dall’infanzia all’età adulta, nonché il legame fra l’uomo e la natura. Le immagini

catturate da Sally sono avvolte da un alone d’inquieta bellezza e mistero che lascia affascinato ma

anche perplesso chi le osserva. Le sue opere sono sempre in bilico: mai del tutto allegre

nonostante gli scenari lo suggeriscano e mai del tutto opprimenti, nonostante le espressioni

imbronciate o concentrate dei suoi soggetti.

Le sue fotografie esprimono diverse dualità: il legame fra la vita e la morte, l’innocenza e la

sensualità, le speranze e le paure, i costrutti sociali e la natura. Quest’ultima, in particolare, è molto

presente: sia nella nudità dei soggetti, che per certi versi può considerarsi metaforica, sia come

scenario selvaggio ed incontaminato, quasi surreale. I corpi come sospesi in paesaggi surreali,

selvaggi giardini idilliaci sono costantemente minacciati. L’innocenza convive con dubbi e paure,

apparizioni improvvise e inquietanti, l’inquietudine è scaturita soprattutto dalla prospettiva di un

futuro instabile. Un mondo adulto con le sue bugie, la sua violenza e le sue infinite colpe.

Fra i temi approfonditi da Sally Mann sono molto evidenti la morte ed il tempo. La morte, messa in

scena come metafora dell’abbandono dell’infanzia ma anche come esorcizzazione poiché nemica

di tutti i genitori ed infine il legame fra terra e morte, con i ritratti di scenari di decomposizione in

contesti naturali. Il tempo è una costante, che si tratti di morte o di malattia o della crescita dei figli,

Sally riesce a dargli un senso, a fermarlo ed ad immortalarne il passaggio.

Le sue foto sono tutte in bianco e nero, ciò conferisce solennità ed eleganza, nonché ancor più

profondità alle sue opere; Il senso di malinconia e nostalgia viene accentuato quando a metà degli

anni 90, Mann riscopre la tecnica fotografica su lastre di collodio umido 8×10.

Nella prima metà degli anni ottanta Sally Mann ha pubblicato il suo primo libro: Second Light in cui

sono raggruppate le foto della sua prima mostra organizzata alla Corcoran Gallery of Art di

Washington, nel 1977 dove ha esposto opere che ritraggono l’edificazione della nuova Lewis Law

Library.

Nel 1988 una mostra“At Twelve” (1988) mette in scena ragazze adolescenti mostrandone i

cambiamenti fisici, la maturazione, le inquietudini e le speranze, scaturendo critiche.


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DESCRIZIONE ESERCITAZIONE

Studio sulla fotografia intimista, una tipologia della fotografia contemporanea che documenta attraverso una sorta di micro – reportage, una determinata sfera familiare, sociale, sentimentale che lo stesso fotografo vive in prima persona.

Confronto fra due artiste apparentemente molto diverse ma con molto in comune: Nan Goldin e Sally Manncon una piccola parentesi nel passato con Jacques Henry Lartigue


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Fotografia
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Parnazzus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e storia della fotografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Accademia delle Belle Arti di Firenze - LABA o del prof Cardillo Carmen.

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