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Storia della fotografia

Le origini

Motivi o valori di carattere concettuale e non formali:

  • Sostituzione
  • Prova
  • Memoria
  • Voyeurismo. Abolizione del privato (tramite la comunicazione dei media in generale e in questo caso è la fotografia)

Da Kundera leggiamo (L'immortalità) un commento della protagonista su una foto in un giornale di gossip della Principessa di Inghilterra nuda in una spiaggia ovvero “la foto è l'occhio di Dio o di un occhio che si è trasformato negli occhi di tutti”. Tutti possono vedere tutti. Marshall McLuhan (sociologo) dice in strumenti del comunicare o anche chiamato Capire i media: “l'epoca della fotografia è l'epoca del bordello senza mura”. Tutto è sotto gli occhi di tutti nella fotografia di Ritz, il nudo si ricollega ad una logica pittorica. La foto di Tillmans è completamente diversa. Questa fa parte di quelle opere che non sono fondate sulla logica della pittura. I valori non sono più pittorici ma concettuali. Si parla di sostituzione perché ci vuole mettere davanti la persona e non ci sono spazi interpretativi. La fotografia è una sostituzione diretta delle cose. Tillmans usa la foto da un punto di vista concettuale e non formale.

Che cosa ha portato nell'arte l'avvento di opere non fondate sui valori della pittura e sulla sua logica?

1839-1913: Nascita della fotografia

Rivoluzione profonda del concetto di arte. Viene sconvolto il concetto di arte e di artista.

1912-1913: Collage di Picasso, Brach (vengono messe in discussione le idee di arte). Fino a quel momento c'era un concetto di opera nella tela a due dimensioni. Adesso si utilizzano cose già fatte “perché si rinuncia a mostrare la propria natura in order to mostrare l'uomo moderno e rappresentarlo. Non si rappresenta più ma si presenta.

1919: Assemblage - Kurt Schnitters in 3D. Si rinuncia a rappresentare a favore della presentazione. L'artista è senza una particolare abilità mentre prima l'artista era un uomo di abilità (a regola d'arte Arte (ita) —> Ars (lat) —> Techne (gre) —> TECHNICA cioè fare con abilità).

1913: Ready made Duchamp. Sconvolge l'arte contemporanea. Duchamp (1887-1968) è stato un pittore fino al 1912, molto vicino al cubismo, mise in discussione ancora di più l'arte di rappresentare arrivando al passaggio all'arte concettuale e basta (mentre comunque Picasso e Schnitters si tenevano ad una logica un minimo pittorica del bello, del classico comunque ancora sulla tela), perché non ha nessun legame con l'arte rappresentativa. Rivoluzione totale di concetto d'arte.

L'artista che porta al massimo il ready-made è Vaccari F. che porta ad una Biennale una macchina per foto-tessere e ponendola lì le persone si scattano foto e lui non ha fatto un chezz. Nino Fornaggio dice: “È arte tutto ciò che l'uomo chiama arte”, questo periodo di rivoluzione quindi ha permesso ad artisti come Vaccari, Kristo, Manzoni di fare delle loro opere un'arte soprattutto un'arte concettuale.

Perché è avvenuta questa rottura?

  • L'arte dipende dalla storia e dagli avvenimenti circostanti “L'artista non sta in una torre d'avorio, ma in una torre di avvistamento” ricordiamo avvenimenti quali la teoria della relatività di Einstein, la psicanalisi, il mito della macchina (che poi ci ricorda il ready made in quanto la macchina toglie fatica all'uomo).
  • I quadri non potevano più esprimere tutto quello che voleva essere detto.

Si arriva quindi ad un piacere più concettuale che visivo, ovvero ad un piacere del pensiero. Lo ready made è quindi la logica dell'arte extra pittorica e concettuale. La foto funziona come un ready-made cioè ne riprende la logica. L'affermazione del '900 di un'arte fondata su valori concettuali non ha cancellato la presenza di arte fondata su valori formali. Il quadro non muore, ma l'arte contemporanea si divide.

Arte formale vs Arte concettuale

Arte formale fondata su logica pittorica, arte concettuale fondata sulla logica concettuale. L'arte legata ad un oggetto pieno di valori, come una tela, fare il concettuale. La fotografia è in grado di esprimere entrambe le due arti con le due logiche diverse.

Medium e media

Riguardo la fotografia come sostituzione - mediatore. La prima estasi - E. Rasì inteso come vedere le cose da un alto punto di vista, uscire fuori da se stessi. Sguardo tenace della camera fotografica, la fotografia le apparve come l'ascensore perché modificava le proporzioni, un'azione che rende immortali o che crea un nuovo essere all'infuori dell'essere stesso, della persona. Crea una nuova persona che resta immutata, una persona inorganica. Lo strumento fotografico è qualcosa che cambia la nostra visione della realtà ma anche che aiuta e ci fa progredire nella realtà. I media sono un'estensione del nostro corpo o un potenziamento delle nostre capacità naturali. Gli strumenti quindi non hanno solo un ruolo trasportativo cioè che conta solo il contenuto, ma ogni medium interverrà a suo modo con qualcosa quindi avrà delle relazioni e delle sue capacità formativa rispetto all'ambiente. (McLuhan) modifica l'esperienza.

Dal 1822 Joseph Nicéphore Niépce sperimenta una resina fotosensibile detta bitume di Giudea. Grazie alla proprietà del bitume di Giudea, Niépce comincia a realizzare delle fotoincisioni. Ha l'idea poi di inserire una lastra sensibilizzata in una camera oscura e chiama le immagini points de vue successivamente chiamò le immagini ottenute con la camera oscura con un altro termine “La scoperta che ho fatto, e che indico con il nome di Eliografia, consiste nel riprodurre spontaneamente, mediante l'azione della luce con le digradazioni di tinte dal nero al bianco, le immagini ricevute nella camera oscura”.

La camera oscura si conosceva da secoli ma non si sapeva come fissare le immagini ovvero non si trovava un materiale capace di aderire la luce e di cambiare e scurirsi rispetto alla luce e anche come conservare per anni questa impronta o ombra. Il primo tentativo era di foto-incisioni ovvero usando la luce del sole. Lui mette la lastra fotosensibile dentro la camera oscura in modo tale da mantenere l'immagine. Niépce quindi chiama questa scoperta Eliografia perché elio in greco era sole quindi la scrittura del sole. Dice spontaneamente perché produce da sola e va al problema dell'autorialità.

Veduta da una finestra della casa di Gras 1826-1827 è la prima immagine di Niépce, mette la macchina davanti ad una finestra difronte ad una piccionaia e fa il procedimento della lastra. La ripresa di questa immagine è durata 8 ore dipendeva molto dalla sensibilità della piastra e del materiale che veniva impressionato e poi anche dalla luce, quanta ce ne fosse e quanto tempo veniva irradiata la lastra. La luce è presente in due lati contrapposti e questo è accaduto perché in 8 ore il sole ha girato. Questo a cui andiamo incontro è un problema concettuale di tempo interessante, ovvero che una fotografia oltre che a raccontare delle cose (come gli edifici), ci dà un'informazione in più ovvero al tempo, alla durata e ad una riflessione concettuale.

Temporalità una delle categorie concettuali espresse dalla fotografia —> Oppenheim, Reading position 1970. È un artista che usa la fotografia che parla di tempo + body art. Nel 1829 Niepce frequentava i diorama in spazi parigini e incontra Daguerre (un ottico), fanno una società e firmano un contratto e poi Niepce muore.

Il più grande ritrattista fu Nadar che aveva uno studio dove andavano i vip di Parigi, i suoi ritratti erano quasi pittorici. Nadar è stato il primo ad ottenere fotografie con la luce artificiale (nelle catacombe di Parigi) e fu il primo a fare fotografie aeree con un pallone aerostatico (sopra la guerra di Russia).

7 Gennaio 1839: data del brevetto ufficiale, dell'invenzione ufficiale lo stato francese paga Daguerre per il diritto del brevetto. L'idea di fotografia era l'idea di riportare la verità. La nostra cultura crede alle verità delle fotografie per certificare o documentare. “La fotografia come lo specchio dotato di memoria”. Bertillon cartellino segnaletico e impronta delle dita.

Nel 19 agosto del 39 viene presentato il dagherrotipo in una seduta comune dell'accademia delle scienze e dell'accademia delle belle arti di Paris. Intanto... in Inghilterra viene presentata l'invenzione di William Henri Fox Talbot della foto. 25 Gennaio 1839: il fisico Faraday presenta alla Royal Institution di London l'invenzione di Talbot. La differenza fra i due brevetti fu che quella di Daguerre era un'unica copia in lastra, mentre quella di Talbot era un negativo che ribaltato dava la fotografia e permetteva delle ristampe.

1947: polaroid Edward Land. Diffondere le immagini all'infinito, le fotografie venivano chiamare “Calotipo” dal greco immagine bella. Talbot è il primo autore di un libro fotografico della storia nel 1844 The Pencil of Nature. Perché? L'automaticità della natura stessa che immortala l'immagine, come se la natura stessa come una matita. Automaticità della fotografia, intuizione che si perde poi. (automaticità produttiva) Talbot fece un altro esperimento, prese della carta sensibilizzata e ci appoggiò sopra degli elementi naturali (foglie e rametti, piume o merletti) e lasciarono le impronte! Li chiamò Disegni fotogenici (adesso immagini a contatto o off camera), tecnica che riprendono sia Man Ray che Moholy-Nagy nel '900.

Hippolyte Bayard (1801-1887) si avvicinò molto alla fotografia ma non su considerato dal governo francese e allora produsse un autoritratto molto ironico: Autoritratto in figura di annegato. Prima forma di arte concettuale nella fotografia interessante anche l'uso dell'autoritratto ovvero dello stesso autore che si ritrae ed è anche l'autore concettuale e per giunta nudo (body art). Collegamento con Mapplethorpe —> Sottomissione 1974. Entrambi usano il concettuale.

Nascono conflitti tra pittori e chi vuole portare avanti la fotografia e la polemica ha un suo punto di fuoco nel 1859, poiché in quella data a Parigi in un salòN di arte vengono esposte insieme alla pittura, delle fotografie e le reazioni sono le più vivaci. In particolare ci fu Charles Baudelaire che faceva anche il critico di arte, stroncò la fotografia ne Il pubblico moderno e la fotografia (Salon del 1859).

  • Perché la fotografia è troppo simile alla realtà VS arte che è una trasformazione o interpretazione della realtà.
  • La fotografia era il rifugio di tutti i pittori mancati VS arte con veri artisti che usavano una vera abilità o la tecnica.
  • La fotografia non può essere arte perché è anche industria (idea snob di arte, elitaria, lontana dalla cultura di massa).

Le accuse che fa Baudelaire però sono sensate perché sono inserite in un momento di passaggio e dà voce ad un sentire comune, o da un giudizio all'interno delle regole arte del tempo, infatti i fotografi accettarono queste critiche e cercarono di aggirarle in varie maniere.

Es:

  • Rejlander, Le due strade della vita, Fotomontaggio (30 negativi diversi). Gli artisti iniziano a fare dei fotomontaggi sui negativi, dove si poteva esibire la propria bravura.
  • Robinson, Il momento del trapasso, Fotomontaggio (5 negativi). Il fotomontaggio nasce per contraddire l'idea che la foto sia inchiodata alla realtà, che sia speculare. Quest'ultimo fotomontaggio creò molto scandalo perché possiamo sapere che è finta ma rimane sempre più vera dell'arte, della pittura.

*Lettura di Pirandello Si gira, Quaderni di Serafino Gubbio operatore. Già i miei occhi e le mie orecchie vedono e sentono tutto sotto la tremula e ticchettante della macchina, non si capisce se Pirandello è critico o ne è affascinato (collegamento a McLuhan che dice che i mezzi ci cambiano, pensa che l'impatto delle forze materiali sia inevitabile, i mezzi ci cambiano e ci plasmano media nel senso di medium anche un martello è un medium o una automobile). A dire il vero la qualità principale per chi fa il mio mestiere è l'impassibilità del lavoratore come è impassibile la macchina (puoi riprendere tutto e la macchina è sempre impassibile) forse la soluzione migliore è diventare complice della macchina stessa e non sovrastarla.

Pictorial effect in Photography

Oltre il giardino 1979. Nel 1869 Henry Peach Robinson pubblica un manuale Pictorial effect in Photography che contiene anche la definizione ancor oggi usata in inglese per indicare i fotomontaggi cioè combine printing. Nasce il fenomeno che anche presso la critica e la storiografia di settore prenderà il nome di pittorialismo. Autori pittorialisti dichiarati che però scappavano dall'idea di fotografia, successivamente ci saranno altri pittorialisti cioè legati alla pittura però forse involontari. Nell'800 ci sono stati due movimenti di pittorialismo: il fotomontaggio (1860) vs foto su basi di bellezze e visual plesure... P.H. Emerson, Demachy (intorno al 1890-1902) (legame con l'impressionismo) rispondono alle due critiche perché è complicato ottenere le immagini sgranate durante il lavoro in camera oscura e non è più un lavoro solo che rappresenta la realtà.

Nel 1854 Eugene Disderi brevetta la carte-de-visite che abbatte drasticamente i prezzi dei ritratti fotografici. Macchina con 4 obbiettivi che divideva la lastra in 4 o in 6, dipende dal numero degli obbiettivi, quindi essendo molto piccole costavano di meno. Comincia quella che viene chiamata la massificazione della fotografia. Il sistema di Disderi era rispetto alla fotografia di Nadar molto più automatizzato e meno controllato dall'autore, quindi non si poteva ragionare sulla luce in quanto l'immagine era molto piccola e sembra non avere possibilità artistiche.

Storia della fotografia di Beaumont Newhall dice che le foto non sono artistiche per tutti quei motivi elencati prima. G. Eastman con una Kodak a bordo dell'S.S. Gallia, 1890, la Kodak fu lanciata da Eastman nel 1888, macchina caricata con una pellicola con molte immagini (foto circolari), la macchina era già caricata “voi schiacciate il bottone al resto ci pensiamo noi”.

Ripartiamo da S. Gubbio che “guarda ormai tutto e anche se stesso come da lontano” tema dell'alienazione. Boris Eikenbaum il cinema è nato dalla fotografia ma il cordone ombelicale che li teneva legati è stato tagliato nel momento in cui il cinema è diventato arte, cioè quando ha scoperto di poter avere un linguaggio (con il montaggio, cioè non è l'assemblaggio di singole). “Ecco che per restituire il senso della vita, per sentire gli oggetti, per far sì che la pietra sia di pietra esiste ciò che si chiama arte. Scopo dell'arte è di trasmettere l'impressione dell'oggetto come visione e non come riconoscimento. Procedimento per ottenere questo è lo straniamento” anestesia esistenziale.

Novecento avanguardia

Viktor Borisovič Šklovskij: “Il fenomeno tipico dell'età contemporanea, del formarsi di gruppi più o meno ristretti di artisti e di movimenti che pongono come fondamento della loro azione la polemica radicale contro la tradizione e, al tempo stesso, contro la situazione contemporanea delle varie arti, in nome di un rinnovamento radicale di strutt...”

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

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